venerdì 27 luglio 2012

L'organizzazione in casa Bimbifelici

Negli ultimi tempi, da amici e conoscenti in-e-fuori blog, mi è stato chiesto parecchie volte: "Ma come fai? Come fate? Come vi organizzate? Com'è una vostra giornata-tipo?".
Dico "ultimamente" perchè da quando facciamo anche ufficialmente scuola familiare, con l'ingresso delle bambine più grandi nell'età della scuola dell'obbligo, la curiosità intorno al caso di questa stramba famigliona è aumentata ulteriormente. Ma, in effetti, i primi "Ma come fate?" hanno iniziato a fioccare già molto tempo fa, diciamo con l'arrivo della seconda gravidanza (quella di Camilla) così ravvicinata alla prima, da quella notizia appresa e comunicata all'esterno quando Margherita aveva solo 5 mesi.
Inutile dire che 4 bambini in 3 anni e mezzo sono - oggigiorno - una cosa strana, così come 5 in 6 anni, per lo più per così dire "home-schoolarizzati".
Così, se qualche anno fa le curiosità erano per lo più di ordine pratico, legate all'accudimento di tanti bimbi tutti piccolissimi (passeggini, seggioloni, pannolini, biberon, ecc.),  oggi è proprio il fare scuola in casa ciò che, in generale, di noi colpisce di più.
Ho accettato, quindi, volentieri l'invito di MammaSimo che mi ha chiesto più di recente di raccontare come sia strutturata una nostra giornata.
Il valore delle routines in generale.
Innanzitutto, c'è da dire che, in casa nostra, routines ed improvvisazione, necessariamente convivono.
Le routines, le ritualizzazioni dei vari momenti della giornata, le regole sono un punto fermo delle nostre giornate e dell'educazione dei nostri figli. Per una necessità pratica ed immediata, ovviamente: sulle regole, sui punti fermi su cui non transigere, si fonda l'ordine. Elemento che, in una maxi-famiglia, va ricercato, curato e preservato il più possibile.
Ma è anche un'esigenza fondamentale dei bambini. Di ogni bambino. Che, sulla stabilità familiare e su un ritmo ordinato e cadenzato, sulle ritualizzazioni e la ciclicità basano idee, valori e sicurezza.
Che hanno un'estrema necessità di punti fermi, di punti di riferimento e quindi anche di paletti.
In una famiglia numerosa, tutto ciò, anche nei suoi aspetti più spiccioli e banali, è ancor più vero. E' una questione d'ordine pubblico, diciamo noi.
Immaginate una famiglia di sette persone in cui ciascuno si sveglia all'ora che preferisce, in cui a partire dalla colazione, tutto è scaglionato, sfarfallante in qua e in là: sarebbe impossibile.
Flessibilità.
Certo, le ritualizzazioni sono importanti, ma altrettanto lo è la flessibilità. L'improvvisazione, molto spesso, diventa necessaria. Inevitabilmente, una bella giornata di sole, un pranzo speciale da preparare, il desiderio di una passeggiata, l'idea di un pic-nic, ma anche un malanno stagionale (che da noi il più delle volte si tramuta poi in epidemia) richiedono di cambiare rotta, anche all'improvviso. Per cui capita di chiudere i quaderni, il pc e mollare le lavatrici, per uscire tutti insieme, o per raccontare una storia, o per chiudersi in cucina ad impastare il pane o i biscotti. 
La mattina.
Al di là di scuola o non scuola, secondo la routine quotidiana i bambini vengono svegliati tutti insieme, alla stessa ora.
Con qualche differenza tra estate ed inveno, circa alle 7,45- 8,00.
Da lì, facciamo colazione tutti insieme. Poi, bagno, vestiti e preghiera del mattino. Preghiamo sempre tutti insieme, ad alta voce. Questo è il primo vero rituale della giornata. In cameretta, davanti ad una bella immagine della Madonnina. Poi, orologi del tempo e, in genere, attività didattica. La maggior parte dell'anno in salotto; con la bella stagione, in cortile o dove capita: per strada, al mercato, in mezzo a un campo, in bicicletta, in un parco, in gita. Ogni posto è fonte di stimoli, in ogni luogo si può "studiare" ed apprendere. A tutte le età, dai bimbi più piccoli a noi genitori che, spesso, impariamo cose nuove o riflettiamo su nozioni prima possedute solo superficialmente proprio grazie alla curiosità dei nostri bambini.
All'attività didattica in senso stretto non dedichiamo più di un'oretta per volta, di solito due volte al giorno per i più grandi.
Poi, in tarda mattinata, gioco libero, favole, a volte un po' di tv (cartoni animati selezionati da noi).
Pranzo verso le 11,30, massimo 12.
Questo orario un po' insolito deriva dal nostro essere del nord ed è un retaggio dei tanti bimbi piccoli vicini d'età per cui la pappa era necessariamente in un'ora "da bimbi".
Il pomeriggio.
Dopo pranzo, ancora giochi, pisolino per chi lo desidera (in questo li lasciamo molto liberi: ognuno ha i propri ritmi) ed ancora un po' di attività. Di solito facciamo italiano al mattino e matematica al pomeriggio. A seconda del periodo, interi pomeriggi vengono poi dedicati alla pittura, all'attività artistica in generale, o alla costrruzione dei nostri giocattolini fatti in casa. Così com'è sempre di pomeriggio (tempo più lungo) che si svolge la maggior parte dei nostri "pasticci": esperimenti, ricette in cucina, marmellate, fanghi, travasi...
Poi ancora tanto gioco e, nella stagione fredda, spesso un'uscita. Per le bambine, anche danza, due volte la settimana.
Bagno dei bambini: in genere, prima di cena. Spesso i "santi nonni" ci danno una mano per questo, soprattutto per lavare i capelli lunghi delle tre bambine.
La sera.
Cena verso le 18,30-19,00.
Da lì inizia la "trafila" delle incombenze domestiche: sparecchio, lavastoviglie, giretto col cane, pigiamini, doccia di papà e, infine, la mia.
Quindi vengono i pigiamini, le preghiere, un pizzico di tv per favorire l'abbandono tra le braccia di Morfeo ed infine tutti a nanna.
In estate, tutto è un po' invertito: al mattino presto (entro le 9,00) usciamo sempre, per un giretto in bicicletta o magari solo un po' di giochi o disegni in cortile. L'attività didattica si svolge prevalentemente di pomeriggio, nelle ore calde in cui comunque staremmo in casa. Poi, dopo cena, facciamo un'altra passeggiata in bicicletta, per tornare a casa verso le 21,30. Quando troviamo programmi interessanti, andiamo in piazza o in qualche paese vicino per qualche spettacolo o manifestazione all'aperto.
Due aspetti particolari della quotidianità: la lettura ed il lavoro del papà.
Su due aspetti è bene dire una parolina in più: la lettura ed il lavoro un po' particolare di Papà Giorgio.
Cominciando dalla lettura, bisogna dire che non c'è un momento fisso e prestabilito, ma si legge quando c'è un minuto libero, magari anche solo un piccolo interstizio di tempo prima o dopo cena, soprattutto nelle ore tardo-pomeridiane o serali. Margherita, poi, di tanto in tanto intrattiene i fratellini leggendo loro qualche favola, o più spesso si ferma da sola a leggere; e questo sta diventando il suo passatempo preferito. Proprio per questo, i libri sono sempre il regalo meglio accetto per le varie ricorrenze.
Tutto questo è in parte reso possibile anche dal particolare lavoro di Papà Giorgio, che è un funzionario pubblico il cui lavoro consente orari fissi ma ampiamente flessibili, molto tempo libero,  gestione assai libera delle ferie e parecchie possibilità di assentarsi per le varie necessità familiari quali le malattie dei bambini.  Inoltre, bisogna dire che c'è anche un male che si trasforma in bene: Papà Giorgio infatti soffre di bronchite cronica asmatica, il che lo costringe spesso ad assentarsi nei mesi autunnali ed invernali...insomma il papà è molto presente. A giorni, poi, dovrebbe anche iniziare l'esperienza del telelavoro, che gli consentirà di recarsi fisicamente in ufficio solo una mattina a settimana, lavorando da casa al pc gli altri 4 giorni lavorativi.
Due giornate particolari: il sabato e la domenica.
Cominciamo dal sabato. Di solito il sabato mattina non si fanno attività, ma usciamo tutti insieme, per fare acquisti o anche solo per un giretto in allegria. Sempre il sabato, poi, facciamo il catechismo, chiamando da parte Margherita con Papà Giorgio, mentre i fratellini stanno con Mamma Elly. Anche il catechismo, però, risente del nostro clima familiare, per cui spesso lo si fa conversando a tavola con tutta la famiglia, oppure commentando insieme un fatto di cronaca locale o nazionale. La nostra fede riempie le nostre vite, permeando dell'amore e della Parola di Dio anche i piccoli gesti quotidiani.
La domenica è il giorno della Festa e della Messa. Certo, con 5 bimbi, anche qui, l'organizzazione è piuttosto articolata. Soprattutto per la messa delle 9,00 del mattino. Fortunatamente i nonni ci danno una gran mano, arrivando a casa nostra già verso le 7,45.
In questo giorno speciale della settimana, tutti ci prepariamo per bene. Soprattutto i bambini, che sfoggiano per la Messa i loro vestitini eleganti, gli abiti da domenica, belli per rendere culto a Dio.
In chiesa - o, come in questo periodo post-terremoto, sotto il tendone -  le "vecchiette" e tante persone ci conoscono e ci guardano con tenerezza. PapàGiorgio è accolito, quindi supervisiona i bimbi dall'altare...io e i nonni ci impegniamo molto, ma alla fine, di solito, le cose vanno bene. 
Li abbiamo abituati così fin da piccolissimi, prendendo con noi anche i neonati. La "fase critica" è quella che va circa dall'anno ai 2 anni e mezzo. Superato questo periodo, diventa davvero un rito. Domenica dopo domenica, i bambini imparano a stare sempre più composti, a parlare il meno possibile e a bassa voce; quindi ad alzarsi e sedersi al momento opportuno; infine, a rispondere alla Messa con le preghiere al momento giusto.
Dopo la Messa, tutti a casa, a giocare e finire di preparare il pranzo festivo che, nell'ultimo anno, ha visto aggregarsi a noi anche la famiglia d'origine di mio marito e talvolta la mia. 
Domenica di festa per noi, da buoni emiliani, vuol dire "necessariamente" pasta fresca, sfoglia fatta in casa con uova e farina: tagliatelle, lasagne, tagliolini, tortelloni, tortellini... in tante, tantissime varianti. Poi il pane caldo fatto in casa da me, un secondo di carne, in genere due contorni e spesso due dolci. Un pranzone ghiotto per 10 persone, tra buon vino ed allegria. 
Il pomeriggio (dopo il sonnellino di bimbi e papà, mentre io mi affretto tra le mille incombenze di casa...sparecchio, piatti, pulitine varie, lava-asciuga panni...stiro...) è in genere un buon momento per uscire.
A piedi o in bicicletta, per il centro o in campagna, estate o inverno che sia, un po' di movimento ed un po' d'aria sono sempre piacevoli.
Una casa sempre in movimento.
Tutto il trambusto appena descritto è solo in parte specchio delle nostre giornate.
Che, in pratica, risultano molto molto più movimentate.
Se per mia natura tendo ad essere piuttosto frenetica (il più delle volte è compito della mente ordinata e precisa di PapàGiorgio impedirmi di decollare per la tangente) una famiglia di sette persone più un cane arruffone e un po' "sclerotico" (la nostra Matilde) non ci basta: per cui, più o meno ogni giorno e ad ogni ora, può capitare di avere "gente in più"  per casa: un bello stuolo di nonni, nonne e bisnonnne, due zii, amici-con-bimbi, tanti vicini di casa che ci vogliono bene... un andirivieni che vivacizza notevolmente la nostra vita.
Anche quando usciamo, grazie anche all'atmosfera "da paese" della nostra cittadina, c'è sempre qualcuno che ci ferma per fare quattro chiacchiere o, se non ci conosce, per la domanda di rito: "Tutti vostri?" o "Ma siete un asilo/una scuola?". Per cui i bambini sono attorniati da una fitta rete di relazioni, familiari e non, che arricchiscono notevolmente il loro bagaglio personale.
La mia giornata, la mia vita da mamma è assai frenetica, sempre piena piena piena: la mia sveglia, quando non ci pensa il piccolino di turno con il suo biberon di latte, suona (metaforicamente) verso le 6,00: è questa la mia ora, il momento più prezioso e proficuo della giornata. Per mia natura sono piuttosto mattiniera e l'energia del mattino è davvero imparagonabile. In quel paio d'ore non assediate preparo la giornata di tutta la famiglia: dai vestiti alla colazione, ad un po' di faccende domestiche, alla programmazione (didattica e non) giornaliera o settimanale.
Come faccio? Col tempo, ho imparato a chiudere un po' gli occhi sulla casa. Ho capito che perfetto  ordine e pulizia erano soltanto un'utopia, con una famiglia così.
Che, per stare dietro alla casa, rischiavo di diventare l'unica persona a non giocare mai con i bambini. Che volevo permettermi "il lusso" di sedermi sul pavimento con loro, coccolarli e leggergli una favola.
Ora, quindi, lascio indietro un po' sull'ordine e la pulizia grossa per dedicarmi più pienamente ai miei figli.
La casa, un po' scuola e un po' baraonda, ne risente abbastanza. I cassetti non sono mai del tutto in ordine, i cambi di stagione negli armadi mai del tutto completati.
Già qualche anno fa abbiamo scelto di investire i soldi risparmati da una retta di asilo in un po' di aiuto domestico, un paio di volte la settimana. Qualche ora che qui non è mai del tutto risolutiva. Ma aiuta nella pulizia più profonda, come i vetri, i pavimenti, ecc...
Quello che non trascuro mai è la cucina. Un po' per passione personale; un po' per passione familiare (siamo una famiglia di buongustai), un po' perchè credo fermamente nell'educazione alimentare come educazione al gusto e al mangiar bene, nel senso di mangiare cose buone e genuine. Soprattutto cibi preparati in casa, con cura, amore ed attenzione.
Perchè credo che il profumo ed il sapore del pane o di una torta fatti in casa riempiano l'anima, oltre alla pancia. E spero che i miei figli, da grandi, ricordino questi profumi e questi sapori, e scelgano sempre la qualità, piuttosto che la quantità o la velocità.
Margherita

Camilla

Mariangela

Giovanni


21 commenti:

  1. Che bello questo racconto della vostra quotidianità! Ovviamente mi ci ritrovo molto, soprattutto nella dialettica tra regolarità ed elasticità, in cui mi "dibatto" ogni giorno.
    Noi purtroppo abbiamo un papà che esce di casa alle sette del mattino, e rientra alle sette e trenta la sera (se tutto va bene, altrimenti anche alle otto, o dopo), e siamo completamente senza nonni (infatti alla domenica andiamo a Messa alle 11:00!!!).
    Onestamente, invidio un po' le due ore dedicate all'istruzione quotidiana, quando per i miei bambini si inizia alle otto del mattino e si rientra a casa alle quattro e venti il pomeriggio. D'altra parte senza nessun tipo di aiuto (nè "nonnesco", nè del papà) non mi sento ancora in grado di fare i "salto". I miei poi sono più grandi, ho una prima media, una quinta e una terza elementare, credo che le cose si complichino un pochino (proprio a livello di programmazione).
    Altra cosa che invidio sono le passeggiate: ma riuscivi ad uscire sempre così anche quando eri incinta? Io non mi reggo in piedi più di un quarto d'ora di fila (ed è già molto!!) per cui poveretti escono con il papà, quando anche lui ce la fa...
    Chissà, magari i primi tre seguiranno un "corso normale" e riuscirò a iniziare l'home-schooling con gli altri tre.. L'idea di investire una retta in un aiuto domestico mi alletta tantissimo!! Con una retta delle nostre avrei casa linda e pulita sempre, e finalmente qualcuno che stira le camicie (oggi ho fatto il conto: un terzo delle entrate annuali se ne va in spese per l'istruzione - e non ho nemmeno contato la benzina per gli spostamenti...). Mamma mia...
    Ultima cosa: ma tu non senti il bisogno, ogni tanto, di stare "senza bambini"? Per carità, anche a me piace tantissimo passare le giornate con loro, ma ogni tanto mi accorgo di dovermi staccare un attimo, stare un po' solo con "adulti" (io ho il caffè del venerdì mattina con le mie amiche, che per altro prendiamo in casa mia, insieme alle mie bimbe più piccole...). Se non stacco, dopo un po' sono presa nel vortice e mi pare di impazzire!!

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    1. Cristina, grazie per l'attenzione e per questo lungo commento, come al solito ragionato e interessante.
      Ti rispondo per punti.
      1- Il lavoro flessibile e ben conciliabile di mio marito è proprio un punto su cui abbiamo molto investito, a livello gestionale. Sappiamo di essere un po' privilegiati, in questo senso. D'0altra parte, gli orari e la stabilità sono proprio i maggiori vantaggi del pubblico impiego, a discapito della retribuzione e della quasi impossibilità di avanzamenti di carriera.
      2- Idem per i nonni: i nostri genitori sono tutti giovani (tra i 54 ed i 62 anni.Qualcuno ancora lavora, qualcuno no. In generale, sono comunque molto disponibili e ci sostengono a più livelli pratici.
      3- Sulla programmazione pluri-età, non mi sono dimenticata: ti ho "promesso" un discorso a parte, che non ho ancora buttato giù perchè stanno cambiando alcune cose, proprio in questo periodo, causa probabile d.s.a (o affine) di una bimba. Appena avremo capito in che direzione andare, ne parlerò con più precisione.
      4- Uscite: sììììì, sempre! Con 5 gravidanze a rischio, tanta fatica e troppa testardaggine. Un giorno o l'altro, vi mostrerò il passeggione a 4 posti che escogitammo, qualche anno fa. Un macigno da circa 60 kg!
      5- Sento spesso il bisogno di silenzio. Di stare solo tra adulti, non più di tanto. A parte di un po' di intimità e tenerezza "da fidanzatini" con mio marito, proprio tipo poter chiacchierare a lungo (senza interruzioni) e passeggiare tenendoci per mano..

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  2. A leggere dell'amore per la cucina, delle cose fatte in casa mi sono un po' commossa. Tutto il resto lo sapete già a noi il vostro stile piace moltissimo. Io ho già abbandonato le redini sulla gestione perfetta della casa e siamo solo in attesa del secondo...sarà tanto male?....Diverrà una baraonda qui a dicembre...Abbiamo una news è una bimba, Benedetta. Un saluto noi per desiderio della provvidenza andiamo un po' in vacanza un abbraccio, speriamo al ritorno di potervi conoscere ancora meglio.

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    1. Cara Ele, che bella notizia!
      Grazie tantissime anche a te per queste belle parole, e per l'empatia che dimostrate sempre nei nostri confronti. Buone vacanze ed un bacino speciale a Benedetta e Gregorio.

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  3. MammaElly!!!grazie per questo bellissimo post!che dire..la Provvidenza mi ha guidato al vostro blog e ogni giorno apro la vostra pagina con affetto..mi avete conquistata!i miei tre bimbi frequentano scuola elementare e materna,prima di voi ignoravo la possibilità dell'insegnamento familiare(e comunque ho fatto tutt'altri studi,non so se sarei in grado precisina come sono!),ma per attitudine personale ho sempre dedicato il pomeriggio o i momenti liberi ad imparare con i miei bimbi. Vorrei scriverti tante cose, ma va bene così, il tuo post mi ha consolata perchè ho trovato tante cose in comune alla nostra quotidianità,per Antonio abbiamo scelto la scuola sotto casa,orario 8.30/13.30 perciò lo seguo nei compiti con grande gioia..Ringrazio il Signore e lo benedico per il Dono che siete!a presto mammaSimo
    p.s non è che capitate in Sardegna?

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    1. MammaSimo, sei sempre un tesoro! Con i tuoi commenti, ci metti quasi in imbarazzo! Comunque, al di là della tua gentilezza, anche noi siamo davvero felici di aver incontrato -seppur solo virtualmente- te e la tua famiglia. Al di là della scuola familiare, si sente tangibilmente che sei una mamma attenta e presente.
      Per la Sardegna: magari!!! Di sicuro non prossimamente, però chissà, prima o poi... ci piacerebbe davvero tanto!

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  4. Che bel da fare... Ti capisco quando dici che la tua giornata è"piena,piena,piena...",lo è anche per me e ne ho "solo"tre di bimbi. Noi viviamo a Palermo e i miei figli frequentano la scuola pubblica, io sono una precaria nella scuola dell'infanzia,e la nostra vita è abbastanza frenetica visto che devo organizzarmi giornalmente quando arriva la "telefonata" per una supplenza... Anch'io ho un aiuto notevole da parte di mio marito, è un dipendente pubblico e lavora con i turni...Questa settimana sono stata a Pisa per un concorso e per la prima volta ho lasciato i miei figli per tre giorni con mio marito... mi è sembrata un eternità... Ad agosto andrò con i miei bimbi da mia sorella che vive a Bologna, mio marito mi raggiungerà in un secondo momento... Vi abbraccio e vi auguro un buon fine settimana.

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    1. Cara Rossella, grazie! A quanto pare, ci sono diverse affinità tra le nostre vite... Noi ci sentivamo già belli numerosi, con le 3 bimbe!

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  5. ciao mi chiamo annalisa, seguo il tuo blog in rispettoso silenzio e con ammirazione. la nostra famiglia è solo di 4 persone, anche se cattolici non adiamo in chiesa come fate voi, e anche io mi gestisco con routine e sì a volte improvviso e si anche io lascio da parte le pulizie della casa per stare con i bimbi, leonardo 4 anni e matilde 11 mesi. i miei vanno all'asilo e al nido ma perchè lavoro e tutti e 2 a turni. ma con il terremoto mi si sono sconvolti tutti i ritmi e i lavori al momento in cassa! speriamo bene!! comunque complimenti ancora!

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    1. Ciao, Annalisa, e grazie!! Bruttissima storia, il terremoto. Come forse avrai letto, anche noi siamo rimasti "scombussolati" per un bel po'. E ancora adesso, un rumore forte ed inatteso fa tremare i bambini...

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  6. Interessante post! Mi ci ritrovo molto. Alcune regole fisse e tanta flessibilità sono di casa anche qui. Il cambio di stagione mai terminato, i lavori domestici tralasciati... in questo mi aiuta la mia scarsissima attitudine da casalinga. (Anche se certe case ben ordinate ogni tanto mi fanno un po' invidia... ma passa subito! ). Buon fine settimana a voi tutti.

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    1. Ciao, 6cuori!!! MI fa piacere sentirti! Immagino che certe "faccende" accomunino un po' tutte le famiglie numerose. E' un gioco d'equilibrismo continuo, per me bellissimo e molto avvincente, per quanto piuttosto faticoso.

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  7. Consigli per la gestione dei bimbi a messa dall'anno ai due anni? Gregorio per ora é molto buono, chiacchiera tantissimo e non sempre a un volume di voce consono, ma Qst é difficile per lui controllarlo.il più delle volte resta seduto nel suo passeggino fino alla fine.

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    1. Beh, Ele, mi pare che non vi possiate lamentare! E' proprio questa in generale l'età più critica, quella in cui -per esperienza diretta- è importante "tenere botta". Noi ci stiamo entrando con Tommaso. A questa età i bimbi non capiscono ancora il motivo di quell'oretta in cui contenersi e fare silenzio, e possono vivere la Messa come una forzatura. Però si possono aiutare in diversi modi: innanzitutto, come sempre, con l'esempio. Vedendo i genitori e i grandi stare composti e non chiacchierare, verrà loro -progressivamente- naturale imitarli. Ad esempio, facendo un embrionale segno della Croce, o mettendo le manine giunte.
      Poi, il passeggino può essere una buona risorsa. Anche con qualche piccolo giochino non rumoroso o pupazzetto, oppure con noi funziona/ava bene il biberon. Perchè è comunque non opportuno aggiungere la frustrazione di dover rinunciare alla poppata (o al ciuccio), oltre a dover stare fermi e zitti.
      Ai nostri bimbi piccolini, poi, permettevamo di portare in chiesa qualche librino. Di quelli cartonati, magari con stoffa e finestrelle, adatti a loro. Di solito, questi libricini riuscivano a catturare la loro attenzione per diverso tempo. Il "segreto" è o prendere il libro preferito o, ancor meglio, tenerne alcuni apposta per la Messa, come premio speciale da sfogliare e guardare solo la domenica in chiesa...
      Poi, ovviamente, con bimbi così piccini occorre elasticità e tolleranza. Se proprio non è aria, per una volta è meglio portarli fuori, anche solo per qualche minuto, per poi rientrare.

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  8. Che bello aver passato una giornata e più a casa vostra con questo bel racconto di vita quotidiana!!!
    Mamma Elly, ma che capelli lungh!! Un bacione!! Sere

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    1. Grazie, Sere!!! E' stato un piacere aprire le porte di casa nostra!
      I miei capelli sono ricci, castani e lunghi, ma i bimbi hanno un pochino esagerato (soprattutto Giovanni)...!

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  9. Ciao mammaElly,
    lo sai che tu e la tua famiglia avete la mia stima e la mia ammirazione incondizionate.
    Il vostro cane si chiama davvero Matilde!?!?!!?

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    Risposte
    1. Ciao, Catia!!! Sei sempre troppo carina!
      Ebbene sì, Matilde è anche il nome della nostra cagnolina: arruffona, confusionaria e coccolona!

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  10. Allora non poteva che chiamarsi Matilde!

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  11. Grazie della testimonianza, sono felice di avervi incontrati e vi ammiro molto!
    ciao

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