venerdì 12 ottobre 2018

I libri di Margherita: L'Assomoir


L’ASSOMMOIR


DATI EDITORIALI
Titolo: L’Assommoir
Autore: Emile Zola
Casa Editrice: e-newton classici
Collana: I MAMMUT
Numero di pagine: 567
GENERE DEL LIBRO
Romanzo realista.
LUOGHI DELLA STORIA
Francia, Parigi, osteria Assommoir, stanza d'albergo, Rue de la Goutte-D’or, lavanderia, grande casa, palazzo, casa dei Lorilleux, sottoscala, bottega del fabbro, strade, viali di circonvallazione, tugurio nel palazzo, casa di Eulalie, museo del Louvre, tetti delle case, ospedale di Sant’Anna, manicomio, tutte le varie osterie di Parigi.
TEMPO DELLA STORIA
Più o meno vent’anni.
PERSONAGGI PRINCIPALI
Gervaise, Coupeau, Lantier, Nana, Monsieur Gouget, Madame Lorilleux, Monsieur Lorilleux, Madame Boche, Virginie, Madame Gouget, Cadet-Cassis, Madame Fauconnier, direttore dell’Assommoir e altri personaggi minori.

TRAMA
Gervaise Macquart è una giovane donna di ventidue anni, molto bella sebbene zoppichi un po’ da una gamba.
Rimasta incinta a soli quattordici anni del suo innamorato, Lantier, e poi di nuovo a diciotto, ora si è trasferita con la famiglia nella grande Parigi sperando in un futuro migliore.
Lantier, però, si rivela subito molto diverso da come sembrava: è scansafatiche, violento e spendaccione.
Ben presto la coppia sprofonda nell’infelicità e nella miseria, finchè una sera Lantier scappa con un'altra donna, abbandonando Gervaise sola con i due bambini.
La ragazza è in gravi difficoltà, ma comincia a lavorare sodo per vivere e giura che non amerà più un uomo.
Nel frattempo, però, un giovanotto la corteggia: è il giovane zincatore Coupeau, un uomo onesto, brillante, volenteroso e spiritoso.
Quando le chiede di sposarlo Gervaise accetta: ha un carattere troppo debole per non cedere alle lusinghe.
Si sposano e nel giro di qualche anno guadagnano un cospicuo gruzzoletto che permette loro di vivere onestamente: sono persone educate, gentili e generose, e lavorano seriamente.
Dopo poco nasce una bambina, che decidono di chiamare Nana.
Gervaise nel frattempo apre una lavanderia in rue de la Goutte-D’or, grazie alla quale vivono nell’agiatezza.
Un giorno, però, accade uno spiacevole incidente: mentre sta saldando le tegole di un tetto, Coupeau cade e rischia di morire.
Gervaise si adopera per farlo guarire, ma anche quando Coupeau si è ristabilito, questi continua a inventare acciacchi e dolori per non ricominciare a lavorare e lentamente sprofonda nel vizio dell'alcool.
Un giorno, Lantier ritorna a va in cerca di Gervaise... 
E se anche l'esistenza più virtuosa potesse trasformarsi in una vita miserevole?
Se bastasse pochissimo per distruggere il lavoro di una vita?
Perchè a volte anche la situazione più solida si sgretola sotto il peso del passato...

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto abbastanza.
E’ scritto indubbiamente bene, i personaggi sono caratterizzati e descritti splendidamente da tutti i punti di vista, ma ho trovato la storia troppo forte.
Troppa miseria, troppa volgarità, troppa disperazione, troppa prostituzione.
Non credo che la Parigi dell’epoca fosse fatta solo di ubriaconi, uomini violenti, donne volgari e prostitute bambine.
Ci sarà stato anche questo risvolto, certo, ma in questo libro è dipinto solamente questo lato.
Zola ha ritratto una società violenta, miserrima, nella crudezza del suo lato peggiore.
Ha creato personaggi che incarnassero solamente il lato oscuro e debole di ogni uomo.
Mi è comunque piaciuto: queste sono critiche mie personali, ma che sia scritto con un realismo stupefacente e con una maestria incredibile è assolutamente innegabile.

 Con questo post partecipo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".

giovedì 11 ottobre 2018

Decorazioni autunnali: riccetti e foglie scintillanti


Per decorare la nostra sala a tema autunnale, abbiamo pensato a tanti riccetti, da realizzare con alcune forme base della Big Shot.
Come materiale, abbiamo scelto la gomma crepla: glitter marroncino/arancione per il corpo e semplicemente beige per musetto, orecchie e zampine.

Occhietti mobili e pennarelli multisuperficie hanno completato il tutto.

Ecco qui!
In altre tinte e, magari, con un ciuffetto sulla testa, potrebbero essere anche delle pecorelle.. o qualche altro tenero animaletto. Ma, per noi, con un po' di fantasia, questi sono piccoli ricci pronti per il letargo!  

Intanto, per completare il tutto, abbiamo decorato tante foglie di carta (sempre fustellate con la Big Shot) con colla vinilica mista a brillantini dorati, per un effetto "venature scintillanti".
La colla è inizialmente bianca e opaca ma, una volta asciutta, diventa trasparente ed i brillantini in rilievo fanno un effetto proprio carino.
Volendole appendere, noi le abbiamo decorate su entrambi i lati, in fronte-retro.



Ed ecco le nostre decorazioni autunnali pronte... 

... per essere appese lungo il soffitto.


lunedì 8 ottobre 2018

Cornice fuoriporta d'autunno

Quest'anno abbiamo pensato di realizzare delle decorazioni fuoriporta per le varie stagioni utilizzando come supporto delle cornici colorate, di quelle normalmente usate per quadrettini o fotografie. 
Partendo, come sempre, dall'autunno, abbiamo scelto una cornice arancione, tinta che richiamasse i colori caldi tipici della stagione.
All'interno, abbiamo inserito un foglio di  carta giallina a pois arancioni, scegliendo tra una gamma di tonalità, motivi e colori affini. Poi abbiamo chiuso la cornice rimettendo il vetro.

Per formare la scritta "autunno" abbiamo dipinto delle lettere di legno (più piccole rispetto a quelle utilizzate lo scorso anno per i nostri pannelli) con acrilico marrone. Intanto, mentre il colore si asciugava, siamo andati in cerca di decorazioni tra vari pupazzetti ed elementi ornamentali che avessimo già in casa.

Una volta asciutte, abbiamo scelto la disposizione delle lettere e le abbiamo incollate all'esterno del vetro.

Oltre a un orsetto pronto per il letargo e a due topini, abbiamo riciclato delle foglioline di pannolenci già utilizzate per l'ultima festa di compleanno di Giovanni. Prima, però, le abbiamo dipinte dei colori autunnali e cosparse di un po' di brillantini.

Ed ecco qui!

Infine, la cornice è stata appesa alla porta di casa tramite un nastrino giallo.


venerdì 5 ottobre 2018

I libri di Margherita: Al Paradiso delle Signore


AL PARADISO DELLE SIGNORE

DATI EDITORIALI
Titolo: Al Paradiso delle Signore
Autore: Èmile Zola
Casa Editrice: e-newton CLASSICI
Collana: I MAMMUT
Numero di pagine: 424
GENERE DEL LIBRO
Romanzo.
LUOGHI DELLA STORIA
Europa, Francia, Parigi, Al Paradiso delle Signore, vari reparti, varie sale, tutti i corridoi, ultimo piano in cui dormono le commesse e i commessi, studio di Octave Mouret, cassaforte, sotterranei, soffitte, Il vecchio Elbeuf, Rue Saint-Lazare, Rue de la Michodière, place Gaillon, Rue Neuve-Saint-Augustin, Rue Saint-Roch, Rue de Dix-Diciembre, varie vie intorno al Paradiso, camera di Geneviève, Lungosenna di Parigi, paese vicino, osteria, piccolo bosco, barca a remi.

TEMPO DELLA STORIA
Qualche anno, tempo non precisato.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Denise, Octave Mouret, zio Baudu, Geneviève, Jean, Pèpè, Madame Baudu, Colomban, Claire, Madame Aurélie Lhomme, Marguerite, Monsieur Lhomme, Monsieur Bourdoncle, cerchia di donne dell’alta società e dell’alta borghesia, commessi, e altri personaggi minori.


TRAMA
Denise è una fanciulla di diciotto anni, graziosa, con lunghi capelli biondi, sereni occhi azzurri, un volto sorridente e paziente, è esile, gentile, dolce, timida e virtuosa.
Ha appena diciotto anni quando rimane orfana di entrambi i genitori, con a carico due fratelli minori, il dolce e silenzioso Pèpè, di cinque anni, e Jean, un bel ragazzo florido e seducente, di quattordici anni.
Un lontano zio di Parigi, tal zio Baudu, le fa la proposta di venire a stare da lui.
Denise rifiuta, e per due anni vive lavorando in una piccola merceria.
Quando, però, la merceria fallisce e Denise si ritrova senza lavoro, disperata viaggia fino a Parigi e chiede ospitalità allo zio.
Lo zio Baudu è un uomo anziano e bilioso, amareggiato fino alla disperazione dal fallimento del suo negozio, schiacciato dalla concorrenza con il Paradiso Delle Signore, il meraviglioso, sfolgorante negozio di vestiti, abiti, pizzi, merletti, stoffe, sete, velluti, colletti, biancheria, grembiuli, nappine, nastri, ventagli, tutto a prezzo stracciato, che hanno davanti, e che sta lentamente rubando loro ogni cliente, lasciandoli nella miseria.
Lo zio Baudu ha una moglie, una donna pallida e malaticcia, sempre malata e sofferente, e una figlia, Geneviève, una giovane dell’età di Denise, pallida, anemica, debole, silenziosa e scheletrica, promessa sposa al sanguigno commesso Colomban, dai facili amori, che la tradisce già nonostante siano solo fidanzati.
Lo zio Baudu non sa come fare a mantenere altre tre persone con le esigue rendite del suo negozio fallito, e, con loro estrema amarezza, Denise è costretta a chiedere lavoro al loro mortale nemico: il Paradiso delle Signore.
Denise viene assunta, ma all’inizio la vita, per lei, non è affatto semplice.
Le altre commesse, in particolare Claire e Marguerite, sono crudeli e maligne, invelenite e sprezzanti, la deridono perché viene dalla provincia, per i suoi abiti poveri, per le sue maniere servizievoli e la sua voce dolce, invidiose per la sua fresca bellezza, la sua mansuetudine d’animo e la dolcezza del suo comportamento.
Dopo un lungo anno di lotte e di privazioni, Denise diventa caporeparto, anche grazie al favore che gode presso il proprietario del negozio.
Octave Mouret, infatti, è un giovane sulla trentina, bello, bruno, seducente, brillante e vedovo, dopo la morte di sua moglie, Madame Heudin, avvenuta qualche anno prima.
Il merito del successo strepitoso del magazzino sta a lui, al suo brillante ingegno, alle sue idee rivoluzionarie e vincenti riguardo al commercio moderno, al libero mercato e a un ricircolo di merci sempre aperto e arioso, che lo porta a investire il suo esorbitante capitale in maniera enormemente fruttuosa.
Mouret è un amante della Donna, la idolatra e la disprezza allo stesso tempo: le ama e le usa, le desidera e le detesta, le attira a sé in ogni modo e poi le respinge bruscamente.
Note sono le sue numerose amanti, lasciate con i cuori spezzati.
Quando, però, incontra Denise, né è subito attratto: dolce, esile, aggraziata come una farfalla, intelligente e schiva insieme, graziosa e pudicamente seducente, lo irretisce e lo attrae.
Cerca in ogni modo di farne la sua amante, ma la ragazza, spaventata, lo respinge e lo rifugge.
Non abituato ad essere respinto, Mouret né è sconvolto.
Inizialmente pensa che sia solo una mera attrazione fisica, ma poi il sentimento si evolve in un amore delicato, cieco, assoluto.
Quella che era attrazione è ora mutata nel più profondo degli amori.
La storia di Denise e Mouret è, però, solo una delle tante che si intrecciano al corso furibondo del magazzino, che tutto vuole e tutto ottiene.
C’è la storia della piccola, triste Geneviève, malata nel corpo e nell’anima: nel corpo da un sangue guasto, bianco e malato, troppo povero per nutrire il suo misero, esangue corpo; nell’anima dai continui tradimenti dell’amato Colomban, che rifiuta di sposarla e si getta vertiginosamente in folli passioni carnali.
Geneviève, debole e scarna fino all’anoressia, muore infine a ventidue anni, consumata dal dolore.
C’è la storia del vecchio ombrellaio, che rifiuta stoicamente di cedere al Paradiso delle Signore, nonostante stia miseramente fallendo.
C’è la storia di tutta la miseria di Parigi, delle botteghe che falliscono una dopo l’altra, schiacciate dall’opulento e onnipotente magazzino moderno, Al Paradiso delle Signore.
C’è, per contrasto, una folla di donnicciole di ogni età e condizione sociali abbagliata dalle vetrine fantasmagoriche del Paradiso delle Signore, con le sue cascate di merletti, le bandiere di nappine, i torrenti di sete e stoffe, le trecce di nastri, il bianco lucore dei cristalli dei vestiti, stordite dall’odore della stoffa nuova, delle rose, della cera, da quello muschiato dei belletti, da quello intenso di donne che si sprigionava dalle femmine impazzite che affondavano bramose e folli le mani nei merletti, che rubano pur di comprare, comprare, comprare.
È l’incanto di una Parigi moderna, che seduce, acceca, si evolve.

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto moltissimo.
Consigliatomi da mia madre perché attinente al periodo che stavo studiando in Storia (la seconda rivoluzione industriale), l’ho adorato.
Mostra il volto di una Parigi dilaniata da contrasti, fra la povertà e un lusso ostentato, fra la miseria nera e una lucente opulenza, fra li fallimento e l’ascesa, fra il tramonto dell’antico commercio e il sorgere di quello nuovo, moderno, aperto.
La storia è scritta divinamente, mi sembrava davvero di essere fra la calca pressante delle donne che inondavano il grande magazzino, di esserne travolta, di essere abbagliata dai colori delle stoffe, soggiogata dalla brama di possedimento di ninnoli inutili e a basso prezzo, ma in quantità sbalorditive.
È il primo libro che ho letto di Zola e ne leggerò sicuramente altri.
Lo consiglio vivamente a tutti.

 Con questo post partecipo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".

mercoledì 3 ottobre 2018

La nostra carta riciclata

Oggi vi voglio parlare di un'attività artigianale-creativa che, nel tempo, abbiamo ripetuto due volte. 
Si tratta del procedimento per riciclare la carta in casa, ricavandone nuovi fogli/cartoncini.
La prima volta lo sperimentammo oltre due anni fa, inserendolo nel programma di Tecnologia per la prima media (secondaria inferiore) e, in generale, in un discorso sulla sensibilizzazione ambientale ed ecologica.
Allora utilizzammo prevalentemente un apposito kit da cartaio comprendente telaio, pressa, attrezzi specifici.

Abbiamo rifatto tutto l'estate appena conclusa, questa volta in maniera meno strutturata, ma con un doppio significato, per noi molto speciale: abbiamo utilizzato tanti tanti fogli già stampati e pronti per il nostro home-schooling, che stava per terminare. Buttare tutto ci avrebbe fatto troppo male; l'idea di riciclare quei materiali ci è piaciuta subito, soprattutto pensando di convertite il tutto in papiri-stile-egizio per l'imminente festa di Giovanni.
Ogni cosa, dandole un senso e un valore, è più bella e coinvolgente!
Ora vi  mostro le varie fasi del procedimento, di pari passo tra 2016 e 2018 

Spezzettare i vari fogli di carta da riciclare (fogli stampati, volantini giornali, riviste, vecchi appunti o disegni, tutto va bene) e metterli a macerare un una vaschetta piena d'acqua.
Questa è la fase potenzialmente più noiosa, ma anche più rilassante: vi assicuro che può fungere perfettamente da antistress.


Mescolare ogni tanto, in modo che tutti i pezzettini di carta si imbibiscano bene.


Lasciar macerare per almeno una giornata, meglio qualche giorno.
A questo punto, sarà possibile iniziare a prelevare piccole quantità di carta ammollata e frullarla, eventualmente con l'aggiunta di  un po' d'acqua.
Va bene qualunque tipo di frullatore, a bicchierone, mixer o ad immersione.

La "pappetta" così ottenuta può ora essere versata sull'apposito telaio con retina, adagiato su una vaschetta, in modo da far "scolare" l'acqua in eccesso.
Se non si dispone dell'apposito strumento o, come nel nostro caso, si vogliono realizzare più fogli contemporaneamente, si può semplicemente versare il composto su un canovaccio adagiato su un vassoio di plastica o, meglio, di legno (che assorbirà un po' di umidità e scongiurerà il rischio di ammuffimento).

E' importante, in questa fase, pressare bene l'impasto di carta e cercare di renderlo il più sottile ed omogeneo possibile. E' a questo punto che, volendo, si possono aggiungere elementi come foglie, brillantini, o altro.

Per accelerare l'asciugatura, si può tamponare il foglio con una pezza di tessuto asciutto, che assorbirà l'acqua in eccesso.

In ogni occasione, il "foglio-campione" è stato inserito nella pressa; molti altri, invece, no, ma sono venuti bene lo stesso.

Il "foglio" ancora umido ma compatto può ora essere rovesciato delicatamente dal telaio al vassoio, su cui si sarà precedentemente adagiato un canovaccio assorbi-umidità.
Bisognerà lasciarlo asciugare/seccare completamente. Occorreranno diversi giorni, a seconda dello spessore del foglio e della temperatura dell'ambiente.

Ogni volta abbiamo realizzato anche alcuni fogli colorati, mescolando alla "pappetta" un po' di colore a tempera o acrilico.

Dopo diversi giorni... ecco pronti i fogli di carta!


Sono fogli grossettini e ruvidi, su cui comunque è possibile scrivere e, soprattutto, disegnare. Noi, quest'anno, abbiamo usato i pennarelli, ottenendo colori molto più brillanti e accesi che su carta "normale".

Questi fogli possono essere perfetti anche per tanti altri utilizzi, come ad esempio biglietti d'auguri, targhette fuori-porta, cartelli, ecc.
La carta riciclata è un po' una magia e può aiutare tutti, grandi e piccini, a capire l'importanza della raccolta differenziata e del rispetto per l'ambiente.
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