venerdì 5 ottobre 2012

San Francesco d'Assisi


Il 4 Ottobre, giorno di San Francesco d'Assisi, anche noi ci siamo dedicati alla memoria di questo grande santo patrono d'Italia.
Per rendere partecipi tutti i bambini, il tutto si è svolto su più piani.

1 - Un dettato preparato da PapàGiorgio, svolto da Margherita in più parti.
DETTATO
SAN FRANCESCO D’ASSISI
Francesco nacque ad Assisi nel 1182 da una ricca famiglia di commercianti di stoffe.
Fino a 14 anni frequentò la scuola della cattedrale di Assisi e poi iniziò a seguire suo padre nel commercio delle stoffe.
Nel 1202-1203 partecipò come soldato ad una guerra di Assisi contro la città rivale di Perugia e rimase un anno in prigione. Durante quest’anno iniziò la sua conversione, che culminò nel 1205 quando, mentre pregava nella vecchia chiesetta di san Damiano, il Crocefisso della chiesa gli disse “Francesco va’ e ripara la mia Chiesa che è tutta in rovina”.
Da allora cominciò a vendere tutto quello che aveva per donarlo ai poveri e divenne lui stesso poverissimo. Suo padre lo credette pazzo e lo denunciò ai consoli e al vescovo di Assisi, che però lo accolse e lo protesse.
Allora, assieme a 12 amici che lo seguirono, iniziò a vivere povero in luoghi estremamente miseri. I frati scelsero sempre dei luoghi vicini a chiese ed ospedali di lebbrosi, che curavano amorevolmente.
San Francesco rifiutò di diventare prete, perché si riteneva indegno ed infatti rimase diacono per tutta la vita.
Tra il 1211 ed il 1212 un gruppo di ragazze, guidato da santa Chiara, scelse di seguire la regola di vita francescana.
Nel 1219 san Francesco partì per la quinta guerra Crociata ed in Egitto tentò di convertire al cristianesimo il Sultano e i suoi soldati, che erano musulmani, difendendo l’opera dei crociati e la piena legittimità della loro guerra.
Dopo che san Francesco l’ebbe riscritta più volte, nel 1223 il papa approvò il testo definitivo della regola francescana, che prese il nome di “Regola Bollata”.
Nello stesso anno, la notte di Natale, Francesco ed i suoi frati fecero il primo Presepe Vivente, cioè misero in scena la nascita di Gesù: da questo episodio nacque la tradizione del presepe natalizio.
Molto spesso san Francesco si ritirava da solo a pregare il luoghi isolati.
I racconti della sua vita sono contenuti nei “Fioretti di san Francesco”, che narrano molti episodi divenuti celebri, come quelli del lupo di Gubbio e della predicazione agli uccelli di un campo.
Due anni prima di morire, nel 1224, ricevette le stigmate, cioè ebbe sulle mani e sui piedi le ferite dei chiodi di Gesù sulla Croce, che non guarivano mai.
Negli ultimi anni di vita soffrì molto perché era molto malato agli occhi e al fegato.
San Francesco, fin dall’inizio della sua conversione, amò molto la natura, nella quale vedeva un riflesso della bellezza e della bontà di Dio creatore. Ed infatti, negli ultimi anni di vita, tra il 1224 ed il 1226, compose il bellissimo “Cantico delle creature”, dove loda la grandezza di Dio, che ha creato ogni cosa.
Nel 1226 scrisse un suo “Testamento” spirituale, che volle fosse messo insieme alla Regola Bollata, dove raccomandava a tutti i suoi frati di mantenere sempre fede alla Regola approvata dal papa.
Salì al Cielo la sera del 3 ottobre 1226, nel suo luogo prediletto di vita e di preghiera, la Porziuncola.

2 - La lettura ad alta voce del più celebre racconto dei Fioretti:

San Francesco e il lupo di Gubbio
Il tempo in cui San Francesco abitava nella città di Gubbio, nella campagna circostante apparve un lupo grandissimo, terribile e feroce, che non solo divorava gli animali, ma anche gli uomini, al punto che i cittadini avevano una gran paura, poichè si avvicinava spesso alla città. Tutti uscivano armati dalla città, come se andassero a combattere e, nonostante ciò, se qualcuno da solo si imbatteva in lui non era in grado di difendersi.
Così per paura del lupo essi giunsero al punto che più nessuno osava uscire dalla città.
Allora San Francesco ebbe compassione degli uomini e decise di andare incontro al lupo, anche se tutti i cittadini lo sconsigliavano. Fattosi il segno della croce, si mise in cammino con i suoi compagni, affidandosi con fiducia a Dio. Quando i compagni ebbero timore di proseguire, il santo procedette da solo, seguito a distanza dallo sguardo di molti contadini venuti a vedere questo miracolo.
Quando il lupo gli si fece incontro con la bocca spalancata, San Francesco gli si avvicinò, gli fece il segno della croce e, chiamandolo "fratello lupo" , gli comandò in nome di Cristo di non fare male a nessuno.
Come per miracolo, appena fatto il segno della croce, il lupo terribile chiuse la bocca e si fermò. Fatto ciò che gli era stato
comandato, si avvicinò mansueto e si accovacciò ai piedi di San Francesco. Allora S. Francesco lo accusò dei danni e dei grandissimi mali compiuti in quei luoghi, non solo ferendo e divorando gli animali, ma anche uccidendo e straziando gli uomini, creature fatte a immagine e somiglianza di Dio; perciò era degno dell'impiccagione in piazza come un ladro e un omicida, essendosi attirato l'odio e l'inimicizia di ogni gente di quella città. A queste parole, il lupo con i movimenti del corpo, della coda e degli orecchi, chinando il capo, mostrò di accettare le parole del santo e di volergli ubbidire.
Allora S. Francesco aggiunse che era ormai tempo di fare la pace con gli uomini: se il lupo l'avesse osservata stabilmente, senza far male nè all'uomo nè ad altri animali, egli l'avrebbe fatto nutrire dagli uomini di quella città per tutta la vita, in modo da non patire più la fame, perchè tutto il male da lui commesso, l'aveva fatto per fame e non per cattiveria.
Su richiesta del santo, il lupo promise piegando il capo; poi, alla richiesta di confermare la promessa con il giuramento, il lupo sollevò la zampa e, con fare mansueto, la pose nella mano di San Francesco, confermandogli il proprio consenso. Allora il santo gli ordinò in nome di Cristo di seguirlo senza timori, per consacrare la pace. E il lupo lo seguì come un mite agnello. I cittadini si meravigliarono molto e rapidamente la notizia si diffuse per tutta la città, così che accorsero in piazza grandi e piccoli, uomini e donne, giovani e vecchi, per vedere il lupo con San Francesco.
Il santo, quando vide radunato il popolo, ne approfittò per spiegare che simili calamità sono permesse da Dio per purificare l'uomo dai suoi peccati e che il fuoco infernale è eterno e molto più pericoloso del lupo, il quale può uccidere solo il corpo.
Quindi esortò il popolo a fare penitenza per ottenere da Dio, nel presente, di essere liberato dal lupo e, nel futuro, dalle fiamme dell'inferno. Poi il santo parlò della promessa fatta dal lupo di fare la pace con gli uomini e di non offenderli in nessuna cosa; si proclamò garante di quella pace a patto che gli uomini ogni giorno provvedessero al sostentamento del lupo. Tutti all'unanimità promisero.
Dinanzi a tutto il popolo, su richiesta di San Francesco, il lupo inginocchiandosi e chinando il capo, con gesti mansueti, promise di osservare i patti di pace e di non nuocere a nessuno; poi, come segno di voler mantenere fede alla promessa, il lupo sollevò la zampa destra e la pose sopra la mano del santo. A seguito di ciò, fu tanta l'allegria e l'ammirazione di tutto il popolo, sia per la devozione del santo, sia per la novità del miracolo, sia per la pace del lupo, che tutti cominciarono ad alta voce a lodare e a benedire Dio, il quale aveva mandato loro San Francesco, che per i suoi meriti li aveva liberati dalla bocca della crudele bestia.
Poi il lupo visse due anni a Gubbio e andava come un animale domestico di porta in porta senza far male a nessuno e senza che nessuno ne facesse a lui, nutrito generosamente dalla gente, senza che nessun cane gli abbaiasse.
Due anni dopo morì di vecchiaia. I cittadini si rammaricarono molto, perchè, vedendolo andare mansueto per la città, si ricordavano meglio della virtù e della santità di San Francesco.
XXI racconto dei Fioretti

3 - Abbiamo ammirato e commentato insieme alcune rappresentazioni artistiche del Santo:
Cimabue


Giotto - San Francesco rinuncia alle vesti
Giotto - San Francesco parla agli uccelli


4 - Dopo aver visto queste opere d'arte, ci siamo messi all'opera anche noi, con la realizzazione di quattro piccole icone.
La tecnica di base per i bimbi più piccoli è stata ancora la stampa del disegno con colori attenuati, da far loro ripassare a matita e dipingere. Margherita, come al solito, ha invece eseguito anche il disegno.

Questa volta abbiamo scelto di utilizzare una tecnica mista: pittura ad acquerello del soggetto (San Francesco e gli animali) e color oro acrilico per lo sfondo dell'icona. Dettagli del viso con un pennarellino in gel.
Ecco i risultati:
Margherita

Camilla
Mariangela

Giovanni

5 - Abbiamo anche recuperato un vecchio libro di lettura della nonna. Si chiamava "Vita serena" ed era uno di quei libri anni '50-'60 pieni di buoni sentimenti, tenerezza, preghiere ed amor di patria. Ecco la pagina dedicata a San Francesco:

6 commenti:

  1. Che bello far conoscere ai vostri bimbi questo meraviglioso santo che mi ha sempre ispirato tanta tranquillità ...noi ci siamo particolarmente legati...io mi chiamo Francesca, mio marito Francesco e i nostri bimbi hanno entrambi per secondo nome Francesco/Francesca....e ci siamo sposati ad Assisi, a Santa Maria Maggiore, proprio la sua chiesa :) !

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  2. Anche noi, in particolare mio marito, siamo molto legati alla figura di questo santo... Se avessimo avuto un maschio si sarebbe chiamato proprio Francesco e siamo stati contenti quando abbiamo saputo che la nostra cucciola, anche se lo abbiamo fatto inconsapevolmente, ha un nome francescano :-)

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  3. Mamma Elly che belli i ritratti del santo Francesco dei tuoi bimbi. Ieri quando sono andata a prendere la mia bimba alla materna mi ha detto felice "mamma abbiamo dipinto san francesco oggi!!!" e io, commossa, cercavo il suo disegno appeso fra tanti... mi sono accorta che tutti i dipinti lo avevano raffigurato sorridente ...quel sorriso che accoglie e consola. e per me è stato un dono bellissimo!

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    1. E' vero, ragazze: San Francesco è un santo davvero molto amato, che entra proprio nel cuore!

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  4. Ciao!capito giusta visto che ho la fortuna di portare il nome del grande santo e grande uomo!volevo farti i compimenti per il blog e anche se non ho mai commentato passo spesso per il tuo blog...mi piace!mi son permessa di pensare a te per un piccolo premio, lo trovi nel mio blog http://mammefaidate.blogspot.it/2012/10/premio-dautunno.html ti aspetto!ciao Francesca

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    1. Ciao Cesca e tanti auguri di buon onomastico! Ti ringrazio tantissimo per il premio! E' arrivato del tutto inatteso, e perciò ancor più gradito! Lo affiggerò sotto al mio blog, insieme agli altri. Grazie ancora!

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