mercoledì 17 ottobre 2012

Storia degli orsetti e di una fogliolina


Oggi vi raccontiamo la nostra storia dell'autunno 2012.
Prima di tutto, onore all'autore: l'ha completamente inventata Mariangela, già qualche mese fa.
La mia piccola di 5 anni, un giorno d'estate, ha pensato (e dettato a me parola per parola) ad una favolina autunnale. Semplice e carina com'è lei, con tanti elementi della nostra vita familiare: 5 fratellini (3 femmine e 2 maschi), una mamma ed un papà, i giochi al parchetto (il suo preferito, pieno di scivoli ed altalene), le foglie da raccogliere per un cartellone con l'albero dell'autunno, nel nostro stile. 
La fogliolina Elga richiama nel nome la foglia Olga della Pimpa, su cui "lavorammo" 2 anni fa...
Tanti elementi noti sono stati però amalgamati con simpatia e personalità, per formare un raccontino che a tutti noi è piaciuto molto.
Questa storia è stata, come al solito, illustrata da me e colorata giorno per giorno dai bambini.
Margherita ha effettuato anche i disegni.

Storia degli orsetti e di una fogliolina
C’era una volta una bella famiglia di orsetti che viveva in una casa vicino ad un parchetto pieno di alberi.
E c’erano cinque begli orsetti fratellini: tre femmine e due maschi.

Una si chiamava orsetta Antonella, 

una orsetta Rosa, 

una orsetta Susanna, 

 uno orsetto Giocherellone

e uno orsetto Birichino.

Un giorno la mamma li aveva portati al parchetto, dove c’erano tanti giochi: uno scivolo, un’altalena, delle belle giostrine, un dondolo con due seggiolini e altri due scivoli, tutti attaccati.

Prima di uscire, gli orsetti si erano messi gli stivalini, la giacchetta e una bella cuffietta perché era autunno.

Nel parchetto gli alberi avevano delle belle foglie rosse, marroncine, gialle: stavano cadendo e gli orsetti le raccolsero per farci un lavoretto. Volevano fare l’albero dell’autunno ed incollare le foglie.

Mentre raccoglievano le foglie, sentirono: “Ciao!”.

Era una foglia rossa e piccolina che era caduta da un albero e gli disse: “Per favore, mi raccogliete? Mi chiamo Elga e sono caduta dall’albero: mi mettete al calduccio? Non posso più salire sul mio albero, che è la mia mamma, e se resto qui, mi spazzeranno con la scopa e mi butteranno via nel pattume, insieme alle mie sorelle. Così non potrò più rivedere la mia mamma!”.

Allora gli orsetti la raccolsero, 

la portarono a casa loro e la attaccarono al loro albero dell’autunno, che misero sul muro vicino alla finestra.

Così la fogliolina non fu più triste e potè restare sempre lì, al calduccio e anche vedere tutti i giorni la sua mamma Albero al parchetto, dalla finestra.
FINE


Questa favolina è stata ed è tutt'ora punto di partenza per tante attività.
Un po' di orsetti erano già saltati fuori in qua e  nelle nostre decorazioni autunnali, altri (i disegni raffiguranti i protagonisti della storia) affollano la parete del nostro ingresso di casa (insieme alla bella scritta di MaestraMary). 

Per non parlare della sala, tappezzata da tutto il resto della favolina!
Il raccontino è stato utilizzato anche in altri modi: stampato in stampatello maiuscolo, come brano per le prime letture di Mariangela e Camilla.
Margherita, invece, ha effettuato il dettato, poi trasformato i discorsi diretti in indiretti e infine, esercizio sempre a lei graditissimo, descritto i vari orsetti nei dettagli.
Nei prossimi post, altre "elaborazioni" dolci e giocose della nostra storia.
Qui sotto, i link per scaricare testo ed immagini (con didascalie in stampatello maiuscolo).
Storia degli orsetti e di una fogliolina - testo
Storia degli orsetti e di una fogliolina - immagini

2 commenti:

  1. Che bella storia! Ma quanto sono bravi questi bimbi!
    La prima cosa che mi ha fatta sorridere è stata la scelta di nomi propri per le femminucce e di nomi-aggettivi per i maschietti... girl power! :-)
    Adesso vado a stampare il tutto, che anche qui stiamo proseguendo con l'autunno, ieri al nido quelle sante maestre hanno avuto il coraggio di preparare la marmellata di cachi con i bimbi!

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    Risposte
    1. Grazie, cara Autumn!
      E' vero, in effetti una certa... "propensione al rosa" esiste tra le femminucce. Quanto alle educatrici della Bionda: bravissime!!!! Chissà che divertimento per i bimbi... e che poltiglio, alla fine!

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