lunedì 14 maggio 2012

La margheritina e la rosa



Il nostro "progetto margherite" sta procedendo, parallelamente ad altre attività, con una serie di favole e storielle che i più piccoli colorano, e Margherita analizza e poi riassume ed illustra.
Alle prese con i loro primi esercizi di sillabazione, Camilla e Mariangela -seguite da Giovanni- si sono anche cimentate nella scrittura di una parolina al giorno, che riassumesse l'immagine appena colorata.
"La margheritina e la rosa", trovata sul sito LE MILLE BOLLE BLU e da noi leggermente modificata, è la storia perfetta per il mese di maggio per la sua rappresentazione dei due fiori primaverili, ed insieme una metafora particolarmente istruttiva sulle dinamiche interpersonali e sulla superbia.

LA MARGHERITINA E LA ROSA
Era una bellissima giornata di primavera e la nonna decise di dedicarsi al suo giardino.
Adorava i fiori e tutte le persone che passavano davanti alla sua casetta rimanevano incantate davanti alle sue piante fiorite.
Seminava con estrema cura tantissime varietà di fiori: ortensie, mimose, garofani, dalie, tulipani e molti altri, pronti a sbocciare in un turbinio di colori e profumi.

Da una parte, c’era un’aiuola di splendide rose.
La nonna, per godersi un po’ la primavera anche in casa, decise di reciderne una e di metterla in un vaso al centro della tavola.

Tagliando il gambo della rosa, però, non si accorse di aver reciso per errore anche una piccola margherita, che finì nel vaso insieme al fiore più grande.
“Che ci fai tu qui?” chiese la rosa alla margherita.
“Io veramente non ne ho idea, credo di essere finita qui per caso”, rispose la margheritina.
è senz’altro così, perché non avrebbe alcun senso metterti nel vaso insieme a me. Io sono la rosa, sono splendida, sono la regina dei fiori, io! Devi assolutamente andartene di qui! Questo è il mio posto, dove tutti possono vedermi ed ammirare la mia bellezza, non sei sicuramente alla mia altezza, tu!”

La margheritina, perplessa, pensò a quello che le aveva detto la rosa e sinceramente, guardandosi, si rese conto che la rosa aveva perfettamente ragione, perché lei non poteva competere con la bellezza sofisticata della rosa: era troppo sempliciotta, lei!  Ma come poteva fare ad andarsene senza l’aiuto della nonna?”

“Allora, sei ancora qui? Non mi hai capito, forse?” incalzava la rosa.
“Sì, ti ho sentito…” rispose la margherita con le lacrime agli occhi.
“Allora muoviti! Vattene!” gridò la rosa, e così facendo diede uno strattone tanto forte alla margheritina che un petalo di rosa cadde sul tavolo.
“Santo cielo, ho perso un petalo!” esclamò la rosa. E scoppiò a piangere.

“Non sono più la più bella, non sarò più io ad essere considerata incantevole da tutti quelli che mi guarderanno!”
La margherita ora aveva l’occasione per potersi vendicare. Ma, guardando la rosa così triste, non ci riuscì.
Poteva dirle: “Ora la più bella sono io!” oppure: “Ti sta bene, perché sei stata una regina egoista e superficiale!”.
Invece le disse: “Non ti devi preoccupare, non hai perso il tuo fascino! Sei sempre il più splendido dei fiori! Sei tu il simbolo dell’amore, il fiore che le ragazze desiderano come dono dai loro innamorati!”

La rosa guardò la margherita e si rese conto di essere stata molto superficiale e cattiva con lei. Si rese conto di essere stata davvero odiosa ed antipatica e decise di rimediare.
“Grazie, margheritina, ti devo chiedere scusa. Ora ho capito: tu sei davvero buona! Non per niente all’interno della tua coroncina di petali bianchi hai il cuore d’oro! Dopotutto, credo che tu non sia finita qui per errore, ma che la nonna abbia voluto completare questo vaso con tutte e due perché la bellezza, senza la bontà, sfiorirebbe subito!”

Questo è il riassunto della favolina eseguito da Margherita.


Se volete, potete scaricare la storia e le immagini da colorare.

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