martedì 1 novembre 2011

LA COMUNIONE DEI SANTI: SANTI E DEFUNTI

La storia
Da quasi due millenni la Chiesa Cattolica e con essa l'intero occidente cristiano, che un tempo formava la Christianitas, festeggia la Solennità di tutti i Santi.
Con il passare dei secoli, il numero dei santi canonizzati da commemorare crebbe a tal punto da non consentire più di ricordarli uno ad uno, dedicando ad essi un giorno ed una Messa propria del calendario giuliano.
A ciò si aggiunse l'inconveniente di non avere una festa propria per onorare tutte le anime di coloro che sono sì beati nel Paradiso, ma non sono stati canonizzati poiché le loro furono vite nascoste: i cosiddetti "santi quotidiani" o "santi comuni".
Il tutto era poi condito dalla necessità di soppiantare le celebrazioni pagane legate al culto druidico della morte, ancora presente, specie nelle zone rurali dell'Europa del nord.
Il significato dottrinale
Di qui l'intuizione dei papi (evito qui un lungo excursus storico) di celebrare, in due giorni consecutivi, l'aldilà cristiano e quindi il dogma della Comunione dei Santi. 
E' un dogma di una bellezza straordinaria, esprimibile semplicemente in questi termini: tutti i battezzati quaggiù sulla terra (Chiesa Militante, contro le potenze degli inferi), tutte le anime che espiano le loro colpe nel Purgatorio in attesa di entrare in Paradiso (Chiesa Espiante) e tutte le anime che già sono in Paradiso (Chiesa Trionfante) formano una sola grande Famiglia, cosicché tutto il bene che viene fatto in uno di questi tre elementi si riverbera in positivo sugli altri due, e viceversa tutto il male danneggia ciascuno dei tre elementi stessi.
L'esempio classico per spiegare questo bellissimo dogma è questo: la Chiesa Militante, quella Espiante e quella Trionfante sono come un unico corpo, nel quale tutto il bene fatto ad un organo si riverbera in positivo su tutto il corpo e viceversa tutto il male nuoce all'intero corpo.
Questo dogma, menzionato anche nel Credo detto "Apostolico", è la base teologica del suffragio ai defunti, delle indulgenze e della preghiera di intercessione rivolta alla S. Vergine Maria ed ai Santi del Paradiso. Infatti, noi con le Ss. Messe e con le nostre preghiere possiamo aiutare le anime ad uscire presto dal Purgatorio per entrare in Paradiso ed addirittura la Chiesa, valendosi del potere conferito da Cristo agli Apostoli di sciogliere e legare qualunque cosa in cielo e in terra, può conferire alle nostre preghiere il potere di liberare del tutto e subito le anime dal Purgatorio cui tali preghiere sono rivolte. E così pure, noi possiamo pregare la nostra Madre del Cielo ed i Santi nostri patroni e protettori, per avere da loro, in virtù dei meriti che hanno acquisito presso Dio, una intercessione presso Dio stesso, affinché esaudisca le nostre preghiere e ci conceda le grazie spirituali e materiali di cui abbiamo bisogno.
La Comunione dei Santi è quindi una grande Famiglia, dove tutti i componenti si aiutano fra loro.
La Solennità di Tutti i Santi rende onore a tutte le anime che sono già in cielo, sia alle anime dei Santi canonizzati, sia alle anime dei Santi nascosti, mai canonizzati dalla Chiesa. I Santi canonizzati sono l'icona vivente di Cristo, cioè delle persone che la Chiesa riconosce come degli esempi perfetti di come imitare Cristo, divenendone appunto dei modelli, delle icone. Onorando i Santi, la Santa Madre Chiesa onora Cristo stesso.
Il giorno dopo quello dei Santi, con la Commemorazione dei Defunti la Chiesa rende suffragio alle anime del Purgatorio, per aiutarle a raggiungere presto la beatitudine del Paradiso. Per questo, fino a pochi anni fa tutti i preti cattolici del mondo erano obbligati, il 2 novembre, a celebrare tre S. Messe a suffragio dei defunti: una per tutti i defunti della propria parrocchia; una per tutti i defunti che avevano chiesto nel loro testamento di ricevere delle Messe, senza però che i loro parenti abbiano esaudito le loro richieste; una per tutte le povere anime di cui non si ricorda mai nessuno con le proprie preghiere. 
Questi elevati ma semplicissimi concetti rendono ragione del perché in questi giorni sia fondamentale portare i bambini a rendere visita ai loro defunti al cimitero. La morte spiegata con semplicità, verità e naturalezza viene compresa dai bambini senza stupore e senza angosce, come dimostra il bel disegno sotto riportato, con cui la piccola Margherita ha inteso ricordare con affetto e senza traumi un'anziana pro-zia morta quasi quattro anni fa, quando lei non aveva ancora compiuto tre anni. La serenità della bambina nasce dalla certezza della Risurrezione, dataci da Cristo, che ha vinto per sempre la morte.
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Ecco perché i Santi ed i Morti vengono celebrati in due giorni consecutivi: perché le due ricorrenze prese assieme festeggiano e rendono onore alla grande famiglia della Chiesa, cioè la Comunione dei Santi.


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