mercoledì 7 gennaio 2015

Un ritratto di Pongo ed altro per accogliere la Befana

Il "Comitato Accoglienza Befana" anche quest'anno si è dato un gran daffare per dare un caloroso benvenuta alla cara vecchietta.
Per prima cosa, abbiamo pensato di realizzare un grande ritratto di Pongo.
Abbiamo cercato in rete un'immagine che ci piacesse e, modificando diversi modelli, siamo arrivati a questa
A questo punto, abbiamo sezionato il disegno in quattro rettangoli, che abbiamo stampato su fogli A4, così  da ottenere una grande immagine.
 

 

Abbiamo poi ricavato una base da uno scatolone, su cui abbiamo incollato i 4 fogli.

A questo punto, con un bel lavoro di squadra, abbiamo ricoperto l'intera Befana di Pongo, accuratamente "spalmato" pezzettino per pezzettino, in tanti colori diversi. 

La Befana, però, arriva di notte: e allora abbiamo dipinto lo sfondo di nero.

Ultimo tocco, la scritta "W la Befana", sempre di Pongo.
Ed ecco qua!

Ogni bimbo si è poi cimentato  in un disegno.... (quello di Margherita era "allegato" al suo racconto)

Camilla

Mariangela
Giovanni
Tommaso
...e in qualche altra attività.
Giovanni ha scritto una letterina per la Befana, disegnandola poi insieme al suo supereroe preferito: "Perchè la Befana  e Batman sono due buoni nella notte!!!"
Camilla ha scritto sotto dettatura una poesia sulla Vecchietta, leggermente modificata rispetto alla versione originale.
Per Margherita (classe V) e Mariangela (classe III) ho preparato una piccola "storia della Befana" partendo da questo testo.

LA BEFANA
DOVE E QUANDO È NATA LA BEFANA
Non sappiamo in che paese o regione italiana sia "nata" la Befana, ma si comincia a trovarne delle tracce nel XIII secolo.
Poi questa festa è divenuta una delle più importanti e attese per i bambini.
La Befana è una piccola vecchietta bisbetica che intimidisce i bambini ma allo stesso tempo è una donna di buon cuore che porta dei doni ai bambini buoni.
Ci sono più versioni sulla leggenda della Befana: la prima è legata ai tre re Magi.
Un giorno, i re Magi partirono carichi di doni (oro, incenso e mirra) per donarli al bambino Gesù. Attraversarono molti paesi guidati dalla Stella Cometa e in tutti i posti che passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro.
Solamente una piccola vecchia si rifiutò di seguirli. La mattina seguente, pentita, decise di raggiungere i tre Magi, ma questi erano già lontani.
Per questa ragione la vecchia non riuscì a vedere il Bambino Gesù e, allora, ogni anno, la notte tra il 5 ed il 6 gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa nelle case portando ai bambini buoni i doni che non ha potuto donare a Gesù.
Un’altra leggenda dice che la Befana rappresenti l’anno vecchio che dopo la feste natalizie, nel periodo della nascita del nuovo anno, passa portando dei regali. Per confermare questa idea c’è un detto popolare che dice: "l’Epifania tutte le feste porta via".

PERCHE’ IL NOME DELLA BEFANA
Il suo nome deriva dall’Epifania, che si è trasformato in “Bifania” e poi "Beffania". Nel corso degli anni ha perso alcune lettere come "f" e "i" ed è divenuto Befana.

LA BEFANA PER I BAMBINI
La Befana è una vecchietta che vola su una scopa; indossa uno scialle sulla testa e i suoi vestiti sono bucati e coperti di carbone, perché, per entrare nelle case, scende nei caminetti.
Questa piccola vecchia, la notte tra il 5 ed il 6 gennaio, quando le persone dormono, porta i regali ai bambini: pupazzi, macchinine, libri e altri tipi di giocattoli e anche dolcetti. Se qualche bambino è stato disubbidiente, troverà del carbone, della cenere, delle cipolle o dell’aglio. Una settimana prima della festa, i bambini cercano di essere buoni, vanno a letto presto e preparano una calza di lana attaccata al camino. Sono molto emozionati, curiosi di vedere i loro regali, ansiosi per l’arrivo della Befana e qualche volta un po’ timorosi. La sera del 5 gennaio molti bambini preparano l’accoglienza alla Befana lasciando per lei qualcosa da mangiare ed un bicchiere di vino davanti alla porta di casa. 
Il giorno della festa i bambini sono molto felici, contenti dei regali ricevuti o un po’ delusi se non sono stati accontentati e per il carbone trovato nella calza di lana. Molti bambini credono che la Befana sia la moglie di Babbo Natale e che abiti al Polo Sud, mentre suo marito viva al Polo Nord. Secondo questa credenza, Babbo Natale non riesce sempre ad accontentare i desideri dei bambini e a questo la Befana cerca di rimediare.
In molti paesi d’Italia, tutti gli anni vengono organizzate feste in cui una donna travestita da Befana distribuisce a tutti i bambini un pacchetto con dei cioccolatini, delle caramelle, della marmellata di arance e delle matite. Spesso si brucia un fantoccio a forma di Befana e si fanno fuochi d’artificio.
Un’ultima tradizione è infine rappresentata dai cori che cantano nelle vie delle canzoni tradizionali sul tema della Befana. Dei gruppi vanno di quartiere in quartiere, si fermano davanti una casa e si mettono a cantare. La tradizione vuole che gli abitanti della casa offrano da bere ai cori.

LA BEFANA PER I NOSTRI NONNI 
Ai tempi dei nostri nonni nelle case si attendeva la Befana attaccando al caminetto una calza di lana lavorata a mano dalle madri o dalle nonne.
I nostri nonni aspettavano con trepidazione la Befana; le scrivevano una lettera dove esprimevano i loro desideri che, per la maggior parte, non potevano essere esauditi perchè c’era una grande povertà. Quando i doni della Befana arrivavano, tutti i bambini erano molto contenti perché era l’unica festa dove essi ricevevano dei dolci.
Nelle calze i bambini trovavano poche cose: qualche mandarino, delle caramelle, dello zucchero d’orzo fatto in casa, delle castagne, delle noci e della marmellata d’arance; bisognava che i bambini fossero buoni almeno due mesi prima la festa, altrimenti ricevevano del carbone, della cenere, delle cipolle, dell’aglio e delle carote. Nella calza non c’erano giocattoli, se non delle bambole di stoffa cucite dalle mamme o dalle nonne. Non si preparavano dei piatti particolari in quel giorno, ma qualche famiglia si ritrovava insieme per mangiare delle castagne cotte o delle noci. In occasione di questa festa, in qualche villaggio si donavano dei doni alle famiglie bisognose perché potessero comprare cose necessarie come il pane.
Margherita
Mariangela

Ed ecco qui la nostra porta tutta "agghindata", perfino sugli stipiti e sul muro a lato!

Ovviamente, come ogni anno, la cara vecchietta è arrivata puntuale, lasciando diversi doni, dolcetti ed anche l'immancabile letterina!

4 commenti:

  1. Ma che carini e che dolci I tuoi bimbi!!! Un'accoglienza da super star per la vecchia befana!bravi

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  2. Wow.qui la befana ha portato una grande lavagna e lettere magnetiche!!! Auguri a tutti

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