mercoledì 9 ottobre 2013

L'uva ed il vino

Come vi avevo anticipato, la nostra vendemmia ha dato il via ad un progetto didattico sull'uva ed il vino, che si è snodato nelle ultime settimane tra Italiano, Scienze, Arte e Vita pratica.
In particolare, ho pensato ad attività didattiche adatte alla classe seconda e quarta, le nostre di quest'anno.

Siamo partiti dalla pratica e passati alla teoria attraverso il disegno, attività sempre graditissima dai bambini e molto efficace come strumento d'apprendimento.
Margherita e Mariangela hanno disegnato di loro pugno; mentre Camilla ha preferito colorare i bei disegni trovati su www.midisegni.it

1 - Per Margherita, ho preparato questa piccola lezioncina sull'uva...




2 - Dopo aver capito come sia fatta l'uva ed alcune sue caratteristiche, abbiamo disegnato una bella vite, anzi, un filare....
Margherita
Mariangela
Poi siamo passati al grappoli ed alle varie parti dell'uva...
Margherita

Mariangela
Camilla


Poi abbiamo parlato della vendemmia e del ciclo del vino in tutte le sue fasi e con i diversi strumenti ed attrezzi....
Margherita
Mariangela

Mariangela
Camilla:


Ed ecco qui il "resoconto" sul ciclo del vino scritto da Margherita:

3 - Abbiamo letto questo raccontino sulla vendemmia, scritto da Maestra Rosalba di Crescere Creativamente.

La vendemmia
Da quando sono nato vivo in città,  a settembre quando dai miei nonni si fa la vendemmia per via del fatto che sono iniziate le scuole, non mi è stato mai permesso di parteciparvi. Durante le vacanze estive il nonno mi ha promesso che sarebbe venuto a prendermi per farmi conoscere questa festa speciale che io non ho mai visto.
Si è presentato di sabato sera e io ero già pronto coi miei bagagli. Dopo qualche ora di viaggio siamo arrivati al paese. L’indomani è suonata la sveglia prestissimo, ma io ero già sveglio perché non vedevo l’ora. Ci siamo recati nella vigna carica di grappoli rossi e maturi. Mi sono stati dati dei guanti enormi, delle piccole forbici e la raccomandazione di non tagliarmi le dita.
C’erano tutti gli zii e gli amici venuti per l’occasione: era una vera festa. Al termine tutta l’uva è stata caricata su un grande carrello e portata nel cortile del nonno. Lì c’erano tanti attrezzi nuovi che vedevo per la prima volta: la pigiatrice dove l’uva è stata gettata, macinata e trasformata in mosto. Nel tino il mosto è stato a messo a fermentare. Il nonno mi ha spiegato che il mosto dopo che ha fermentato viene filtrato con il torchio e poi messo nelle botti e solo dopo alcuni mesi diventa vino. E’ stata una giornata bellissima e piena. Tante volte ho sentito questo racconto dai genitori e dalle maestre. Viverlo è stato molto bello.
Nel pomeriggio i miei genitori sono venuti a riprendermi ero stanco e appiccicoso ma felice!


Approfondimento
Il bambino del racconto fa una esperienza nuova: la vendemmia.
Ti è mai capitato di assistere o partecipare direttamente?
Racconta la tua esperienza.


Ecco il tema di Margherita sulla propria esperienza della vendemmia:



Ed il disegno...


4 - Tutte e tre le bimbe hanno, poi, scritto sotto dettatura questa simpatica filastrocca:
La filastrocca del vino (A.Fasser)
Dalla pergola nasce l’uva:
prima è acerba, poi matura.
La raccoglie il contadino
e la schiaccia dentro il tino.
Bolle il mosto giorno e notte
poi finisce nella botte.
Nella botte si riposa
finché è un vino color rosa.
Dopo tante settimane
va a riempir le damigiane,
Ma lì dentro non vuol stare:
ora è pronto da infiascare.
Per la festa di famiglia
passa poi nella bottiglia:
nei bicchieri viene versato
e da tutti ben gustato.




5 - Per Margherita, ho trovato anche questo brano, un po' difficile ma molto bello e poetico. La bambina lo ha usato per esercitarsi con il dizionario, cercando i termini di cui non conosceva il significato.


La vendemmia sulla costa della Liguria
Le ultime settimane di agosto il paese mutava, s'agitava, pareva ammalarsi d'ansia.
Le cantine, che per noi non erano mai state che porte chiuse, con un buco sulla soglia per i gatti, s'aprivano rivelandoci androni bui in cui troneggiavano cupamente tini, botti e qualche misteriosa macchina, simile a un gigante che avesse per petto un'enorme vite di legno, e per testa una trave di traverso. 

C'imbattevamo d'improvviso in falegnami e fabbri forestieri che avevano piantato bottega all'aperto e piallavano doghe, martellavan cerchi, fra mucchi di trucioli e piccole fucine a treppiede. 
Per tutta la mattina, fra le barche in secco, s'intrufolavano barili e caratelli, che stavan lì pieni d'acqua fino al gozzo a guardare le onde...

E' l'alba.
Sulle cornici del monte già dilungano e serpeggiano le file che salgono: le donne han la larga paniera rovesciata con un orlo sul capo e con "altro a metà della schiena, e la reggono alle maniglie come fosse un mantelletto gonfio di vento; gli uomini portano le fonde corbe capovolte, infilate in uno strano corto remo, che bilanciano sull'omero, e hanno in capo il «pagliolo, un sacco riempito a metà di fieno e calcato in testa dalla parte vuota come un berettone, in modo che la parte gonfia penda sul collo.

Le file salgono, sottili e lunghe sagomano i vigneti, scompaiono nella curva di una valle, riappaiono più alte su una cresta; non si capisce dove camminino; par che si spostino, aderendo col fianco alla immane parete, come figure proiettate da una lanterna magica.

Arrivati alle loro prode, tutti si fermano, si rintanano carponi sotto le vigne basse, e, inginocchiati con la groppa contro i pampini e il capo storto all'ingiù; o supini come in letto, con la schiena per terra e le mani alte sulla faccia, lavorano; non s'ode che sfruscio di gonne, raschiar delle piccole ceste per terra, ansiti, qualche sommessa parola e risata e il fitto zicc zacc dei tagli netti.

Le pigne mature tonfano nelle ceste, sono trascinate sulle prode, rovesciate dentro le corbe e le paniere, alte corbe foderate di pelli di vitello, e ricolme.
Una donna s'avvicina, prende un grande asciugamano, lo arrotola a cannocchiale, lo incerchia come una ciambella e se lo pone sui capelli; così incoronata come una reginetta, si sporge sotto un paniere: due uomini lo sollevano sopra il suo capo ed essa va.

I maschi invece raccolgono la corba sul pagliolo e ad alleggerirne il peso, fan leva col remo e così vanno anche loro.

Una fila si sgrana e scende...
Intanto, nelle grandi cantine, i meno robusti, sull'alto dei tini, nell'ombra umida e fresca, aspettano che dalla porta piena di sole entrino i portatori con un'ondata di arsura; si avvicinano alla scala, salgono acciecati dall'improvvisa oscurità, e rovesciano le uve contro le gambe dei pigiatori; e subito i piedi crocchiano sui mucchi di pigne, e il tepido sangue dell'uva fluisce dentro tino che ne romba, e l'alito del mosto sale alla faccia dell'uomo che salta, muto e serio, come una danza.
Ma quando tra le vigne giunge sul vento la campana del mezzogiorno, gli occhi cominciano a volgersi con insistenza al viottolo giallo di crete. 
Appare finalmente sulla costa una ragazzetta scarna: ha infilato al braccio, che lo regge a fatica, un gonfio fazzolettone scarlatto.

I vendemmiatori accorrono: oggi è festa e si sciala: non come nei giorni comuni il tozzo raffermo, con qualche filaccia di baccalà secco e crudo, o abbrustolito sul fuoco perché «fa più companatico ». Accucciati con le ginocchia grosse e le gambe nude intorno alle piccole scodelle di terra, ricevono la loro porzione di stoccafisso in umido, caldo e odoroso, e grosse fette di pane nero:si buttano a mangiare con avidità, come un cibo da re: e bevono vinella dalle caraffe al modo dei marinai: alzano con tutto il braccio il panciuto vaso di terra, che getta un sottile e lungo sprillo; ed essi lo ricevono a gola aperta come un arco lucente di vetro.
Poi si stendono al sole e sonnecchiano tra Il ronzio dei mosconi verdi e d'oro...


Racconto di Ettore Cozzani


6 - Per tutte, il classico: "La volpe e l'uva".
Camilla e Mariangela hanno letto la favola ed hanno risposto ad alcune domande di comprensione; Margherita ha fatto l'analisi grammaticale di un paio di frasi. Poi, il disegno...

LA VOLPE E L’UVA 
C’era una volta una volpe, furba e presuntuosa.
Un giorno spinta dalla fame, gironzolando qua e là, trovò una vigna dagli alti tralicci.
Allora disse: “Ecco,  finalmente qualcosa di prelibato!”.
Tentò allora di saltare spingendo sulle zampe con quanta forza aveva in corpo… ma nulla.
Calma, si disse: “Io così furba non posso arrendermi ma devo escogitare qualcosa per raggiungere quell’uva”.
Dopo un breve riposo riprese a saltare ma dopo alcuni balzi, non potendo neppure toccarla, così disse mentre mestamente si allontanò: “ Pazienza, non è ancora matura, non mi va di spendere troppe energie per un frutto ancora acerbo”.              

Morale: è facile disprezzare quello che non si riesce ad ottenere.


Nel prossimo post, ancora uva...

4 commenti:

  1. Avete cambiato il disegno di testata!che bello. Ora vado a leggere il post!

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    1. Sì, Margherita si è data da fare per aggiornare le altezze e le caratteristiche di tutti e cinque! Nel disegno di prima, Tommaso non camminava ancora ed ora sono tutti cresciuti!

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  2. Che belli che sono i tuoi bimbi.... Grazie per le meravigliose attività che condividete con noi, mi rendo conto che dietro c'è una grande mole di lavoro che solo una mamma con tanto amore e tanta pazienza riesce a portare avanti... A presto

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    1. Grazie a te, Rossella. Di lavoro ce n'è parecchio, ma tutto è veicolato da così tanta passione, che si fa veramente volentieri!

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