lunedì 11 giugno 2018

Una nuova versione di Cappuccetto Rosso (by Mariangela)

In questi giorni si stanno svolgendo gli esami scolastici dei bambini, che quest'anno sono particolarmente impegnativi, coinvolgendo per la prima volta tutti e cinque...
Mentre mi divido tra una scuola e l'altra, tra un ripasso e l'altro, tra una tesina e l'altra, tra un quadernone da rifinire e l'altro, ho pensato di pubblicare qualcosa del tanto che i miei ragazzi hanno scritto quest'anno.
Cominciamo con Mariangela.
Tra temi e testi vari, abbiamo  scelto  questa rielaborazione della celeberrima fiaba "Cappuccetto Rosso", raccontata da un punto di  vista tutto nuovo...

Invento una nuova versione di Cappuccetto Rosso
LA GIUSTIFICAZIONE DEL LUPO
Lo so .... tutti credono che i lupi siano malvagi, cosa ASSOLUTAMENTE falsa.
Tutti conoscono la storia di Cappuccetto Rosso: una bambina va a trovare la nonna e viene quasi uccisa da un lupo (il sottoscritto), che viene fermato e ucciso da un cacciatore coraggioso.
In realtà la verità è un’altra, che solo io conosco:
Una bambina molto graziosa, con una mantella rossa, si stava avventurando nel bosco per andare a trovare l’adorata nonnina.
Io, che non mangiavo da settimane, sentii subito un odore delizioso provenire dalla bambina.
Decisi di seguirla e, non sapendo dove stesse andando, le chiesi dove fosse diretta.
Lei mi rispose: “Vado a casa di mia nonna, vecchia e malata!” e corse via allegra e vivace.
Conoscendo (non di persona) la “nonna” e seguendo il sentiero più veloce, riuscii ad arrivare prima di Cappuccetto Rosso.
Fortunatamente l’anziana signora si trovava in cortile a prendere il sole, così io potei infilarmi sotto le coperte del letto e indossare la su cuffia da notte .
Per fortuna la vecchia non aveva il senso dell’udito molto sviluppato e non mi sentì.

Dopo poco sentii bussare alla porta, era la bambina!
Cercai di addolcirmi la voce e dissi: ”Prego, tesoro!”.
Lei entrò salutandomi e mi disse di aver portato un cestino pieno di viveri.
Non so come, ma lei mi fece domande assurde: “ Perchè hai quelle orecchie grandi?” o ” E quegli occhi enormi?”, ma la frase più offensiva è stata “ A cosa ti serve quella spaventosa bocca?”.
Mi ero proprio offeso!
Voi non sapete casa vuol dire per un lupo dover sopportare queste domande indiscrete.
Per fortuna mi ero controllato, rispondendo gentilmente.
La bimba, però, si spaventò a morte quando mi misi a frugare nel cestino: la cuffia mi era scivolata giù dalla testa ed ero sceso dal letto.
Lei si mise a correre urlando.
Io mi ero messo ad inseguirla per cercare di calmarla dicendo: “ Calma bambina , buona!!!”.
Rischiavo che qualcuno la sentisse.
Sentendo dei passi sospetti, mi allontanai.
Infatti era il cacciatore: uomo gracile e basso, ma con dei fucili notevoli.
La bambina , tornata a casa di corsa, si mise a raccontare una versione del fatto accaduto veramente surreale.
Per la paura di aver incontrato un lupo si era immaginata tutto.
Da lì in poi io dovetti nascondermi: tutti avevano paura di incontrare un lupo.
Un abitante del villaggio, un tale Charles Perrault, scrisse un racconto basato in parte su quello che gli aveva raccontato la bambina.
Dopotutto .... io non le ho fatto niente, ho solo cercato di prendere dal suo cestino qualcosa da mangiare.
La cosa buffa è il fatto che una bambina sia riuscita a rovinare la mia vita.


3 commenti:

  1. Brava Mariangela! Credo che questa versione di Cappuccetto Rosso sia la più bella mai letta....credo anch'io che il lupo non volesse mangiare la bambina bensi il contenuto del suo cestino 😉

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  2. Bellissima!!!!!❤

    Perla e Alice

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  3. Grazie a tutte! Mariangela è stata molto contenta dei vostri commenti.

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