lunedì 28 settembre 2015

Ricordando la nostra estate 2015


L'estate è finita da pochi giorni e, anche se le temperature di questi giorni ci hanno immediatamente catapultati in un clima autunnale, ci piace l'idea di fissare i ricordi della stagione appena conclusa anche qui, condividendoli con voi attraverso immagini e alcune delle tante attività didattiche, che sempre si intrecciano nel fluire della nostra vita. 

GLI ESAMI E S-COOL




2 giorni a MIRABEACH
Il mio regalo di fine anno home-scolastico ai bambini: due giornate di puro divertimento, giochi, schizzi, scivolate e nuotate.
Margherita

Camilla

Mariangela


Giovanni
Tommaso

BICI
Tante biciclettate in diverse "versioni", per seguire cinque... piccoli bimbi che crescono! 
Il tandem e la "nuova formazione" su strada... 

In un pomeriggio di giugno Tommaso, a 4 anni, ha imparato ad usare la bici senza rotelle!!!

Per Giovanni, una nuova bicicletta più grande, decorata e trasformata da  noi in Bat-bici!

Per Camilla, un triciclo rosso fiammante... per aiutarla nella conquista di sempre maggiori autonomie!

LA VACANZA IN MONTAGNA
Della nostra settimana sulle Dolomiti, abbiamo già parlato tanto.... qui e qui
ù

MARE E PISCINETTA
Tante gitarelle al mare, da soli o con gli amici ed anche tanti bagni nella piscinetta gonfiabile...
Intanto, Giovanni ha imparato a nuotare!

TANTI MOMENTI TRA AMICI
Di certo, l'aspetto più positivo di quest'estate: le amicizie!!!
Amicizie coltivate e cementate sempre di più, nuove conoscenze, rapporti d'affetto e stima, tanto gioco, tante chiacchiere, tante risate, tanta complicità, per scoprire quanto sia bello condividere il nostro cammino con le persone a cui vogliamo bene. 


GITA A GRADARA
In un giorno d'agosto, una bella gita per scoprire la meraviglia del Castello di Gradara, in occasione di un evento particolare: The Magic Castle Gradara 2015.
Noi siamo arrivati nel pomeriggio e, prima dell'arrivo di una gran ressa di gente, abbiamo potuto godere appieno dei magnifici luoghi, visitando il borgo, il castello, i vicoli addobbati a festa, percorrendo la ronda....




L'occasione è stata anche un ottimo spunto didattico per introdurre Margherita allo studio del MedioEvo, di Dante ed in particolare del celeberrimo Canto V dell'Inferno, dato che proprio il Castello di Gradara pare essere stata la cornice dell'amore tra Paolo e Francesca...


Canto V dell'Inferno






«Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m'abbandona.


Amor condusse noi ad una morte.

Caina attende chi a vita ci spense.»

Queste parole da lor ci fuor porte.


Dante Alighieri, Inferno V, 100-108


Una volta a casa, un disegno ed un dettato a tema, pieno di difficoltà ortografiche.
Camilla


Mariangela

SERATE ALL'APERTO E NOTTI SPECIALI
Da giugno a settembre, in qua e là, tante uscite serali e al buio (che, fino a qualche mese fa, faceva un po' paura ai bambini...): per il cinema in piazza, il carnevale notturno, gite, fiere o eventi speciali, ma anche per festeggiare una serata di pioggerella dopo tanta afa, per inaugurare le nostre lanterne colorate o, semplicemente, un giretto a piedi per andare a prendere il latte...

Giovanni ha inventato un dettatino su una di queste passeggiate...

Mentre Margherita si è fatta ispirare da un rientro in bicicletta al buio, in campagna, per scrivere uno dei suoi racconti...
6 luglio 2015
Avventura notturna in campagna
Ė un’afosa serata di Luglio, una di quelle notti in cui l’aria è irrespirabile e soffocante, quando ci si rigira nel letto nella speranza di trovare la posizione giusta, che però non si trova mai.
Io sto tranquillamente dormendo nel mio letto insieme alle mie sorelle, dato che è circa mezzanotte e un quarto.
Tutto è immobile e silenzioso quando, tutto ad un tratto, sentiamo uno strano rumore provenire dalla finestra della sala.
Subito ci svegliamo di soprassalto, corriamo spaventati in sala e ascoltiamo: il suono è simile a un grido di terrore, un ululato terrificante, al ruggito di un drago e al cigolio di una porta, tutto insieme, a formare il più straziante urlo che abbia mai udito.
Il sangue mi si ghiaccia nelle vene solo al sentirlo nominare.
“Mamma, cosa può essere?” chiedo spaventata.
“Non ne ho la più pallida idea” risponde lei.
“C’è un unico modo per scoprirlo, ed è andare a vedere!” propone entusiasta Giovanni.
Così, in camicia da notte e pantofole, usciamo in fretta e furia, ci precipitiamo giù per le scale, sbuchiamo in cortile, prendiamo le biciclette e andiamo.
Il suono misterioso proviene dalla campagna, per cui ci dirigiamo lì.
Arrivati sul ciglio della campagna ci fermiamo: tutto è immerso nella più totale oscurità.
Con un nodo alla gola ci avviamo, intanto il suono misterioso continua persistentemente.
Giovanni guida il gruppo di esploratori sulla sua bici argento, subito dietro io e poi tutti gli altri.
Avanziamo nella cupa foschia della notte, fra i sinistri campi di granturco e gli alberi alti e frondosi che stagliano le loro gigantesche chiome nere su questo cielo plumbeo e impenetrabile.
L’aria è estremamente soffocante ed umida, gli argentei raggi lunari sono l’unica fioca luce in questa tenebrosa oscurità e il vento incessante scroscia le sue raffiche sibilando fra i rami rinsecchiti dal caldo cocente dell’estate senza fine.
Guardando in alto, il cielo non sembra più lo stesso: di giorno azzurro e limpido, con qualche nuvola a sembrar panna montata, di notte scuro e plumbeo, con giganteschi nuvoloni neri che si aggirano sospetti per la volta celeste lievemente illuminata dalla fioca luce della luna, che ormai è soffocata dalle nuvole.
Il cielo è coperto da un velo di umidità, una foschia che gli dona un che di impalpabile e misterioso, ma al tempo stesso spesso e cupo, come foderato di pesante velluto nero.
Fra l’erba secca e dorata, grilli e cicale fanno sentire i loro insistenti e striduli canti, mentre le falene svolazzano placidamente fra le calendule e le campanule.
Noi ormai siamo arrivati sempre più vicini al suono, scivolando dolcemente sul sentiero sterrato.
Abbiamo una paura matta, ogni scricchiolio o sibilo di vento ci fa sobbalzare e siamo molto stanchi e accaldati.
Ormai siamo arrivati, parcheggiamo le bici e procediamo a piedi.
Dopo due o trecento metri ci fermiamo davanti a una grande macchia verde: il rumore proviene da lì.
Eccitati e spaventati al tempo stesso, ci facciamo largo fra rami e fronde, quando eccoci al punto decisivo.
Davanti ai nostri occhi si apre una visione a dir poco incredibile: una piccola colomba bianca e soffice, di pochi mesi, è adagiata fra l’erba con un’ala ferita.
Vicino ad essa è deposto un grande cono di latta, simile ad una lattina senza fondo, e, visto che la colomba pigola rumorosamente, il cono di latta amplifica il suono in terrificanti ruggiti e cigolii.
Ora tutto ci è chiaro: la piccola colomba è stata colpita dai cacciatori (in questi tempi molto numerosi), che probabilmente le hanno spezzato un’ala, è caduta a terra e lì è rimasta a pigolare disperatamente, mentre il cono di latta amplificava il suo pigolio, portandolo fino a noi.
A questo punto ci impietosiamo nel vedere la sofferenza di questa colomba, così la prendo delicatamente in mano, la carico nel cestino della mia bici e la porto a casa con me.
Appena arrivati a casa disinfettiamo bene la ferita, prendiamo un abbassalingua, lo posizioniamo delicatamente sull’ala ferita e fasciamo tutto con una garza.
Infine sistemiamo una vecchia scatola di cartone con un po’di cotone e delle matasse di lana e ci posizioniamo la colomba.
“Ora a questa piccola colomba serve un nome.” propongo io “Che cosa ne pensate di Fortunella? D’altra parte è stata fortunata a incontraci, dato che l’abbiamo salvata!”.
Così la colombina si chiama Fortunella.
È  già passata una settimana da quando abbiamo trovato Fortunella in campagna.
Ormai è guarita del tutto e l’abbiamo addestrata bene: ora mangia dalla nostra mano, abita nella casetta di legno in terrazzo senza scappare via e sa volare nel cerchio quando uno di noi le grida: “Hop hop!”.
Proprio ieri, a malincuore, abbiamo cercato di liberarla: l’abbiamo presa fuori dalla sua casetta e messa sulla ringhiera del balcone.
Lei ci ha guardati, ha fatto un voletto e poi è tranquillamente tornata nella sua casetta per mangiare il becchime come ogni mattina: in fin dei conti ha deciso di stare con noi.
Com’è bello che qualcuno scelga di stare con te!

NOTTE SOTTO LE STELLE
Probabilmente, l'esperienza più indimenticabile della nostra estate... Ne abbiamo parlato qui
.


MIRABILANDIA SOTTO LE STELLE
Il meritatissimo premio per i bambini dopo la notte in giardino... puro divertimento a tutto spiano!



Mariangela

UN POMERIGGIO A FERRARA E TANTI PARCHI

SAGGI DI DANZA
In due diverse serate, una a giugno in teatro ed una a settembre in piazza, Margherita e Camilla si sono esibite nei loro saggi di danza, per due balletti ciascuna.

E anche qui, ogni volta, un dettatino per Camilla...


LIBRI, RACCONTI E DINOSAURI
Un'estate dedicata alle proprie passioni ed alla propria vena artistica...
In particolare, per Margherita e per Giovanni...! 

TANTE ATTIVITA' CREATIVE E MANUALI
Cucina, pittura, scultura, giardinaggio.. chi più ne ha, più ne metta!!!


SALTI, MOVIMENTO, GIOCO E RELAX


Ecco.. le attività e le esperienze sarebbero ancora tante, ma è meglio che ora ci fermiamo, per non rischiare il post infinito...
Concludo con il tema che, nella sua grande capacità di sintesi, ha scritto Camilla la scorsa settimana.


Tema
La mia estate 2015
Questa estate abbiamo fatto tante cose belle.
Siamo andati a S-cool, a Mirabeach, in montagna, poi siamo andati al cinema in piazza, al mare, i nostri amici sono venuti a casa nostra, abbiamo dormito sotto le stelle, siamo andati a Mirabilandia sotto le stelle e anche a Gradara.
La mia esperienza preferita è stata dormire sotto le stelle.
L’estate è la stagione che mi piace di più e mi dispiace che finisca perchè d’autunno e d’inverno si esce poco.

4 commenti:

  1. Cari amici, non ci si stanca mai a leggervi e a seguirvi siete sempre pieni di meravigliose sorprese e grazie al magnifico lavoro di reportage che fa mamma Elly, tutti noi ne possiamo godere più che mai.
    Grazie siete bravissimi e anche se un po' da distante vi vogliamo tanto bene.
    Bea e pupi.

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  2. Che emozione ritrovarsi in questi scatti. Grazie davvero come dice bea di questa vostra continua condivisione. Vi vogliamo bene! Un abbraccio elena michele e truppa

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  3. Sì è decisamente una bella emozione, grazie!!!!!! Adele & C.
    P.S. Ma che bello che è Pepe, penso proprio che vi divertirete molto e nello stesso tempo vi prenderete cura di lui.
    P.S. del P.S. Chi suona il pianoforte?

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  4. Grazie, care amiche!
    La condivisione è sempre un piacere, anche se a volte "costa" un po' in termini di tempo e levatacce mattutine...
    @ Adele: qui, suona Margherita, che da quest'anno prenderà anche lezioni private.
    In realtà, un po' alla volta, stanno imparando tutti, grazie alla nonna che suonava da ragazza.

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