lunedì 12 dicembre 2011

Poesie, racconti, canzoncine ed altro, aspettando il Natale

Dicembre è sempre un mese molto fecondo di idee, spunti ed attività interessanti.
Quest'anno il nostro calendario dell'Avvento ci dà, ogni mattina, le indicazioni per disegni da fare, da colorare (a seconda dell'età), dettati, poesie, racconti da leggere ed analizzare e tanto altro. 
Vi posto un po' del nostro materiale ma, prima, il disegno e la descrizione del vecchio Dicembre personificato, ideato da Margherita l'altra sera, dopocena, mentre aspettava che fossimo tutti pronti per la serata...
Lo spunto di partenza gliel'ho dato io mentre, chiacchierando a tavola, le ho chiesto: "Come disegneresti il mese di Dicembre, se fosse una persona?" L'idea le è piaciuta così tanto, che si è voluta mettere subito all'opera e, stamattina, si è divertita un modo a scrivere -con grande scioltezza e coerenza ed una buona dose di fantasia- ciò che già si era immaginata ed aveva raffigurato.
Credo proprio che -partendo dalla fine- il vecchio Dicembre sarà il nostro primo mese personificato.... 


"La buona novella" è la poesia che, giorno dopo giorno, i bambini stanno imparando. 
Margherita e Mariangela la sanno già a memoria memoria; Camilla e Giovanni ne stanno "trattenendo" alcuni passaggi... vedremo dove si arriverà tra una decina di giorni e poi decideremo se recitarla o meno a Natale, e se tutta insieme o divisa in "parti". In generale, non sono propensa allo studio mnemonico... ma una piccola poesia, soprattutto in occasioni speciali, può essere un buon allenamento per la mente ed un utile esercizio di pronuncia di parole...
La buona novella
Ascoltate la novella
che portiamo a tutto il mondo:
è di tutte la più bella,
è fiorita dal profondo.
Nella stalla ora è nato
un dolcissimo bambino.
La Madonna l'ha posato
sulla paglia: poverino!
Ma dal misero giaciglio
già la luce si diffonde,
già sorride il divin Figlio
ed il cielo gli risponde.
Quel sorriso benedetto
porti gioia ad ogni tetto!
G. Fanciulli

                  
Qui sotto, alcune filastrocche natalizie di Rosalba Troiano, che Margherita sta trascrivendo sotto forma di dettato. Sono semplici, non troppo lunghe, e contengono un buon numero di difficoltà ortografiche.


IL CALENDARIO DELL’AVVENTO

C’è un calendario davvero speciale:
da fine novembre giunge a Natale.
È il calendario dell’Avvento
E fa ogni bimbo felice e contento
Perché ha tante finestre colorate
Da aprire e da lasciare spalancate.
Ogni finestra ha un dolcetto e una storia
Che del Natale raccontan la gloria:
fiocchi e pacchetti, una slitta, un orsetto,
una casina con neve sul tetto.
Una candela, un grosso stivale,
dolci, angioletti e poi… Babbo Natale!
Così si arriva pian piano al gran giorno
Aprendo sopra, sotto e tutt’intorno.
E sarà breve di certo l’attesa
Se ogni mattina avrai una sorpresa!


N.b. Ne "Il calendario dell'Avvento" il testo originale recita: "dal primo dicembre giunge a Natale". Io mi sono permessa di cambiarlo con "da fine novembre" per allinearlo con il vero inizio liturgico dell'Avvento (quest'anno, domenica 27 novembre) e con il nostro calendario dell'Avvento.


DICEMBRE
Ecco Dicembre,
giunge puntuale
e finalmente
comincia il Natale.
Nelle vetrine
Della città
Fiocchi e palline
Spuntano già.
Luci a più fili
Intermittenti
Sui campanili
E le statue dormienti.
Sulle fontane
E sopra i balconi
Brillan collane
Oppure festoni.
Musica e canti
In tutte le vie
Portano a tanti
Incanto e magie.
A ogni persona
Quest’aria di festa,
quest’aria buona
dà proprio alla testa.
Tutti diventan
Gentili e carini
Tutti ritornano
A esser bambini.
Ti puoi allungare,
Dicembre gentile, e almeno durare
Fino ad aprile?


NOTTE DI NATALE

Bianca la luna nel cielo sereno
Bianca la terra coperta di neve
Passa un cerbiatto sul molle terreno
Del leprottino c’è già l’orma lieve.

Danno le stelle piccine nel nero
Luce alla notte più santa dell’anno
E nel silenzio si compie il mistero
Di un Bimbo avvolto in un misero panno.

Ecco una grande Cometa che arriva:
pastori e angeli cantano in coro
nato è Gesù mentre il mondo dormiva
porta di pace il più grande tesoro.



E poi, un paio di racconti a tema natalizio, per esercitarsi con la lettura e la comprensione ed analisi del testo.
(scaricati dal forum di MaestraSabry)

 La leggenda dell’albero di Natale
In un lontano villaggio di campagna, alla vigilia del giorno di Natale, un bimbo andò nel bosco a recuperare un ceppo da bruciare nel camino, come era d’abitudine nell’attesa della magica notte.
Fattosi buio non riuscì a tornare a casa.
Nevicava e il bimbo spaventato trovò riparo sotto l’unico albero verdeggiante del bosco: un abete.
Ormai stanco si addormentò.
L’albero, inteneritosi, allungò i suoi rami fino a terra, come a formare una capanna, per riparare il piccolo dalla neve e dal freddo intenso.
La mattina seguente gli abitanti del villaggio, che erano alla sua ricerca, giunsero nel bosco e scorsero un meraviglioso spettacolo.
I cristalli di neve, di cui l’albero era ricoperto da cima a fondo, avevano formato dei festoni, delle decorazioni sfavillanti.
Fu così che l’abete divenne il simbolo del Natale e da allora venne addobbato e illuminato in tutte le case in ricordo di quel lontano giorno.

 La leggenda dei fili dorati
Una graziosa leggenda spiega l'origine dei fili d'oro e d'argento con cui gli abeti vengono ornati.
In una lontana notte di Natale, in una casa di campagna con tanti bambini, l'albero era pronto, già ornato di candeline e di palle colorate.
Era così bello che anche il cane e il gatto erano rimasti a lungo in ammirazione e i topi avevano messo il musino fuori dalle tane. Anche i ragni che stavano nascosti negli angoli bui della stanza, incuriositi dall'insolito chiarore, vollero rendersi conto di quel che stava succedendo. Si arrampicarono di ramo in ramo, di palla in palla, di candelina in candelina. Sì era un bell'albero, convennero e tornarono soddisfatti ai loro angoli nascosti. La mattina i bambini si alzarono felici e corsero ad ammirare il loro albero.
Meraviglia! Non c'erano soltanto le palle colorate, le arance e i gingilli, ma i rami erano ornati da un lungo filo d'oro che faceva brillare l'albero. In quella notte di prodigio anche la bava dei ragnetti si era trasformata in un filo prezioso. Da quel lontano Natale ogni albero si ornò di luminosi fili d'oro e d'argento. 


Il "Girotondo di Natale" è, invece, insieme a "Din don dan" e a tanti altri canti natalizi tradizionali, la colonna sonora (sempre anche un po' ballata e girata) dei nostri Dicembre, ormai da molti anni...

GIROTONDO DI NATALE

Girotondo di Natale gira gira,
Gira gira sempre in tondo cadi giù!
Girotondo di Natale gira gira,
Gira gira sempre in tondo cadi giù!

Un giro intorno al pino, giro giro tondo
E Intorno ai regalini gira assai giocondo!
Viene giù la neve scende fina fina,
Gira come piuma è una trottolina!

Girotondo di Natale gira gira,
Gira gira sempre in tondo cadi giù! 
Girotondo di Natale gira gira,
Gira gira sempre in tondo cadi giù!

Nell’aria poi si sente un suono niente male,
Giran le campane, dicono “è Natale”!
Girano i bambini cantando girotondo
E fanno tanti auguri auguri a tutto il mondo!

Girotondo di Natale gira gira,
Chiudi gli occhi non pensare gira gira!
Buon Natale a tutto il mondo gira gira,
Gira gira sempre in tondo cadi giù!




Inoltre, oggi pomeriggio,  altri preparativi (stavolta di mamma, con l'aiuto del papà) per le feste: lasagne gialle ai formaggi per la cena della Vigilia e lasagne verdi, alla bolognese, per il pranzo di Natale....

3 commenti:

  1. Bellissima la poesia del calendario dell'Avvento!

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  2. Ah, sono passata di qua per tirare un sospiro di sollievo! Sono passata da un blog i cui commenti ad un post erano tutti concordi nel reputare "necessari", per la serenità e la buona riuscita sociale dei pargoli, non solo il nido ma anche la scuola d'infanzia. Uff!

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  3. Brava, 6cuori! Passa pure di qua, quando vuoi sentirti "a casa"!!! (Grazie!!!)

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