venerdì 3 febbraio 2017

I libri di Margherita e Giovanni: Robinson Crusoe


Oggi parliamo di un un grande classico letto sia da Margherita che da Giovanni, in due diverse edizioni e versioni: la versione integrale per la sorella maggiore e il riadattamento "di" Geronimo Stilton per il fratellino.
Devo dire che ho sempre cercato di evitare i rifacimenti di grandi classici e che ho sempre storto un po' il naso di fronte al famoso topo... ma questo libro ci è stato regalato e per Giovanni è stato l'occasione per una lettura piacevole e appassionante. L'obiettivo è quello di avvicinare e appassionare alla lettura per passare, nel tempo, a qualcosa di più... quindi va bene. 
Ora, lascio la parola ai miei ragazzi.
                                                                                       MammaElly 


Margherita
ROBINSON CRUSOE

DATI EDITORIALI
Titolo:  Robinson Crusoe
Autore: Daniel Dafoe
Casa Editrice: Amazon, Formato Kindle
Numero di pagine: 320

GENERE DEL LIBRO
Romanzo di avventura.

LUOGHI DELLA STORIA
Inghilterra, York, casa dei genitori di Robinson, Hull, varie imbarcazioni, rada di Yarmouth, Guinea, Salè, barca, costa, barca del capitano, Africa. America, Brasile, piantagione di zucchero e tabacco, barca, isola deserta, spiaggia, bosco, canoa, tenda al riparo della collina, “residenza di campagna”, vascello sfasciato.

TEMPO DELLA STORIA
Dal 1651 al 1694, cioè 43 anni. Robinson Crusoe parte il 1° settembre 1651 a 19 anni e torna in Inghilterra l’11 giugno 1687 e le sue ultime avventure in questo libro si protraggono fino al 1694, all’età di 62 anni.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Robinson Crusoe, Venerdì, capitano, genitori di Robinson Crusoe, servitori, Xury, selvaggi cannibali, amici, equipaggi delle navi e altri personaggi minori.

TRAMA
Robinson Crusoe è un ragazzo inglese con una grande sete di avventure e che vuole vedere il mondo.
Per questo, contro il volere dei genitori, che sfoderano ogni possibile arma di persuasione per convincerlo a rimanere nella sua terra natia, lo sfortunato giorno del 1° settembre 1651, all’età di 19 anni, si imbarca alla volta di Londra.
Durante questo viaggio, però, la nave fa naufragio nella rada di Yarmouth, ma fortunatamente si mette in salvo.
Nonostante il naufragio sia un chiaro simbolo che la Provvidenza sia contraria al fatto che Robinson diventi marinaio, il ragazzo non ci bada e si imbarca nuovamente, diretto in Africa.
Durante il viaggio, però, vengono catturati da un famoso pirata turco di Salè, che tiene Robinson come suo schiavo personale per molti anni, finchè al ragazzo (diventato uomo) viene offerta, seppur involontariamente, una via di fuga.
Il pirata, infatti, lo manda spesso a pescare per lui e un giorno in cui il padrone si assenta, Robinson ne approfitta per scappare con un altro schiavo come lui, Xury.
Insieme i due scappano lungo le coste africane finchè, con la probabile prospettiva di morire a breve, vengono generosamente raccolti dal capitano di una nave, il quale diventa grande amico di Robinson.
Il capitano compra Xury con la garanzia che, se fosse diventato cristiano, dopo dieci anni lo avrebbe liberato, e anche la barca su cui erano scappati.
Il buonuomo fa sbarcare Robinson in Brasile, dove quest’ultimo comincia a crearsi una piantagione di tabacco e canne da zucchero, che dopo qualche anno diventa florida e redditizia.
Ma Robinson, incapace di restare troppo a lungo in un luogo, decide di imbarcarsi con alcuni compagni alla volta della Guinea per comprare, in cambio di perline e altri gingilli, degli schiavi neri.
Durante questo viaggio, però, vengono colti da un violentissimo uragano e sono costretti ad abbandonare la nave che si sta sfasciando per imbarcarsi su una più piccola, affidandosi alla balia delle onde e dei furibondi marosi.
La piccola imbarcazione giunge non molto distante dalle riva, ma un’onda gigantesca la rovescia e tutti vengono sommersi dall’acqua.
Solo Robinson Crusoe, sfuggendo alla furia del mare, giunge a riva sano e salvo, mentre gli altri muoiono tutti annegati.
Inizialmente il poveruomo è disperato, ma poi, nei giorni immediatamente successivi al suo sbarco, riesce a raggiungere i resti della piccola nave sfasciata e ne trae in salvo il necessario per vivere diversi anni, come liquori, gallette, pane, alcune Bibbie e tantissimo altro che gli è di enorme aiuto.
Riesce infatti a costruirsi un’abitazione al riparo di una collina scavata sul retro, utilizzando pezzi di stoffa delle vele, recintata da pali robusti e, dopo molti anni, anche da un fitto bosco piantato da lui, in cui egli nasconde tutte le sue provviste, oltre alla polvere da sparo, ai fucili, alle accette e ad altri arnesi da lavoro.
Riesce a costruirsi un tavolo, delle sedie, negli anni anche vasi e recipienti di terracotta e cesti di vimini.
Trova il modo di procurarsi anche del pane, una volta finito quello recuperato dalla nave. Infatti, partendo da degli scarti di grano e riso rosicchiati dai topi, gettandoli sul terreno con noncuranza crescono le prime spighe dei due cerali.
Da lì, con tanto tempo e pazienza, riesce a ricavare degli appezzamenti coltivabili in cui pianta il necessario per vivere e cuoce le pagnotte impastate poggiandole su una superficie pavimentata da lui sotto il focolare, rovente a causa dei tizzoni posizionatici sopra, e coperte da larghe ciotole di terracotta.
In questo modo ottiene focacce e pagnotte da mangiare. Si sfama anche con carne di testuggine e di capra selvatica (numerosissime sull’isola) e con dell’uva passa seccata al sole, trovata in una splendida radura un po’ distante da lì in cui ha anche costruito un pergolato, soprannominato “la casa di campagna” essendo circondato dai boschi. Dopo anni e anni di vita sull’isola, Robinson cattura dei capretti ancora giovani e li mette in un recinto, formando così vaste greggi sparse per l’isola, che gli forniscono una riserva vivente di carne, latte e pelliccia per gli indumenti che si fabbrica.
Durante la lunga e faticosa permanenza in quell’isola sperduta nell’Oceano, Robinson diventa anche un fervido credente, infatti scopre, grazie alla Bibbia e ai grandi miracoli della sua ingegnosa vita solitaria, la parola di Dio e un sereno abbandono alla Divina Provvidenza, che non abbandona la proprie creature. Fra le varie avventure e disavventure di Robinson, egli prende anche la febbre terzana, che guarisce miracolosamente grazie ad infusi di rhum e tabacco, fumo di tabacco e masticando le omonime foglie della pianta.
Robinson ha anche, oltre alle capre, un pappagallo di nome Poll, due gatte (che poi si accoppiano con varietà selvatiche di felino e generano numerosa prole) e un cane. Durante tutti quegli anni (quasi venti) Robinson non ha mai riscontrato tracce di vita umana sull’isola, ma un giorno nota un'impronta di piede sulla sabbia e ciò lo inquieta molto. In seguito, infatti, nota che sull’isola talvolta sbarcano canoe di selvaggi cannibali, che banchettano con carne umana. Una volta, notando che portano un prigioniero ancora vivo per ammazzarlo e poi divorarlo, Robinson va all’attacco e salva lo sfortunato uomo.
Questo è un nero di bell’aspetto, che giura fedeltà e diventa servo di Robinson, il quale lo chiama Venerdì, essendo quello il giorno della settimana in cui è stato salvato (Robinson tiene il conto dei giorni tramite tacche incise su un palo di legno infisso nel terreno). L’uomo e Venerdì si affezionano molto e Robinson gli insegna a non mangiare più carne umana, a parlare e a essere un buon cristiano. Oltre a Venerdì, Robinson salva molti altri uomini e gli ultimi hanno una nave, per cui, fatti prigionieri quelli che si erano ribellati al loro capitano (che Robinson ha salvato) salpano verso la libertà, dopo ben ventisette anni di cattività sull’isola, abbandonandoci sopra due uomini, irrecuperabili malfattori. Dopo un altro pericoloso viaggio nell’entroterra, Robinson raggiunge il Brasile, dove scopre che la piantagione è cresciuta molto da quando l'abbandonata quasi trent'anni prima, e rincontra il capitano che tanti anni addietro l'ha salvato da morte certa sulle coste dell'Africa. Ma nonostante la piantagione redditizia e rigogliosa, Robinson decide comunque di tornare finalmente in Inghilterra, dove si sposa e ha dei figli.

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto molto.
Le descrizioni sono accurate e minuziose, le emozioni descritte molto bene.
Si avverte un grande coinvolgimento emotivo e sono sorprendenti tutti gli espedienti che Robinson inventa pur di avere una vita il più “agiata” possibile.
Un grande classico, intramontabile e scritto davvero bene.


Giovanni
LE AVVENTURE DI ROBINSON CRUSOE

DATI EDITORIALI
Titolo:  GERONIMO STILTON – LE AVVENTURE DI ROBINSON CRUSOE
Autore: DANIEL DEFOE (adattamento)
Casa Editrice: PIEMME
Numero di pagine: 213

GENERE DEL LIBRO
Romanzo d’avventura

LUOGHI DELLA STORIA
Inghilterra, York, America, piantagione di zucchero e tabacco, isola, varie imbarcazioni.

TEMPO DELLA STORIA
43 anni  dal 1651 al 1694.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Robinson, Xury, Venerdì, Poll.

TRAMA
Un ragazzino di nome Robinson parte dall’Inghilterra e si imbarca: Robinson ama viaggiare ma purtroppo non ha mai viaggiato, ecco perchè si imbarca.
Vive tante avventure e in una di queste incontra Xury, il quale è il prigioniero di un pirata turco.
Dopo parecchio tempo Robinson lascia Xury a un capitano portoghese.
Dopo 2 anni che ha lasciato Xury naufraga e tutti i marinai muoiono, ma Robinson si salva e arriva su un'isola deserta.
Robinson è da 12 anni che è sull’isola e lì vive in compagnia del pappagallo Poll e un giorno incontra Venerdì, un giovane ragazzo di colore che in 5 anni diventa uno dei suoi migliori amici.
Dopo 36 anni che è lontano dall’Inghilterra, finalmente ci torna insieme a Venerdì.
Ecco le avventure di Robinson Crusoe.

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto molto!!!



Con questo post partecipiamo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".
 e 

1 commento:

  1. abbiamo una passione in comune... bello qui, ti seguo e spero di vederti da me

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