martedì 22 novembre 2016

Venezia

Procedendo con lo studio delle regioni d'Italia, siamo arrivati al Veneto.
Quale occasione migliore per visitare la città simbolo della regione, gioiello d'Italia, d'Europa e del mondo?
Così, la scorsa settimana, tutti in gita a Venezia!
Come al solito, vi invitiamo a visitare la città insieme a noi attraverso tante foto scattate da me e dai bambini (alcune, quindi, un po' "strortarelle"), partendo dall'esterno, per addentrarci sempre più nel cuore di Venezia.


Dopo tanto camminare ed una veloce pausa-pranzo... ecco finalmente a Piazza San Marco!

La Basilica di San Marco (del'interno non abbiamo foto, perchè è vietato scattarne).
 



Il campanile

I Mori di Venezia ed il Palazzo Ducale

Ponte dei sospiri


Tutti in vaporetto sul Canal Grande!

Di nuovo in Piazza San Marco, Mariangela si è felicemente "immersa" tra piccioni e gabbiani!

Le luce del sole se ne va rapidamente, in questa stagione: così, cammin facendo per tornare al parcheggio, abbiamo potuto assaporare anche il clima della città sul far della sera. Siamo saliti in auto quando ormai il buio era totale e la nostra fotocamera non riusciva più a scattare. 

Il giorno dopo, i miei ragazzi si sono messi tutti all'opera per raccontare o ritrarre la nostra visita a Venezia. Come al solito, ognuno di loro è stato colpito o affascinato da un diverso aspetto della città: Margherita, dall'aspetto storico-culturale; Camilla dai tanti negozietti e dall'atmosfera vivace; Mariangela, dall'aspetto storico e territoriale (in particolare, dalla storia della fondazione della città e dal suo evolversi da villaggio di pescatori in fuga a grande città sull'acqua) e dai piccioni; Giovanni e Tommaso, più dagli aspetti tecnici (i pali, la struttura sull'acqua, il perchè tutto "regga" ancora così bene).
Curiosamente, i bimbi sono stati colpiti anche allo Disney-store in cui ci siamo un attimo "infilati" per farli riposare.

Tema di Margherita
Venezia
Questa è una storia che ha radici molto lontane.
Prima del 1900, molto prima del 1800, addirittura prima dell’anno Mille.
C’era una volta, nella laguna di una terra a forma di stivale, una piccola, piccola città.
Più che città, era una manciata di case, costruite con legno di scarso pregio su pali conficcati nella melma.
Vi abitavano pescatori, con le loro mogli e i loro figli.
La loro era una vita tranquilla, senza troppo pretese, vivevano di pesca e stavano bene, nella loro umiltà.
Un giorno, però, questa città venne inglobata da un impero, molto, ma molto più grande e potente della piccola città sulla baia.
Quell’impero era quanto di più elegante e ricco si potesse immaginare: era l’Impero Bizantino.
Sotto l’abile guida dei bizantini, la piccola comunità di pescatori iniziò a ingrandirsi e a diventare sempre più agiata e influente.
Ciò soprattutto perché, dalla laguna dove era situata, era facilmente raggiungibile l’Oriente.
Per questo, nel giro di un paio di secoli, la piccola città si era espansa talmente tanto ed era diventata talmente ricca da fare concorrenza a Bisanzio stessa, la capitale dell’Impero.
Gli abitanti della città commerciavano facilmente con l’Oriente: facevano lunghi viaggi e raggiungevano paesi sconosciuti e meravigliosi, acquistando grandi carichi di merce e rivendendola a un prezzo molto più alto qui da noi, in Europa.
Infatti, ciò che in Oriente abbondava, in Europa scarseggiava: le spezie per insaporire le carni e preparare infusi curativi, le sete per tendaggi e vestiti, l’oro per fabbricare gioielli e coniare monete.
Tutte queste materie, da noi praticamente non c’erano.
Per non contare che all’epoca le Indie (India, Cina e Giappone) erano fra i paesi più affascinanti del mondo: l’oro delle chiese, le cupole smaltate dei palazzi reali, l’arte, la cultura, i carri carichi di merci, i mercati di spezie, i rotoli di seta morbida e lucente, i fiori tropicali, le foreste e le cascate, il deserto e le tempeste di sabbia abbagliavano gli Europei, e in particolare chi ci abitava così vicino, in una posizione più che favorevole.
Così la piccola città divenne culla di splendore e ricchezza, porto commerciale fra i più importanti al mondo e città unica, perché era costruita proprio sull’acqua, grazie a uno sorprendente sistema idrico di canali, scoli, pali e ponti.
Avete capito di cosa stiamo parlando?
Sì, quella città era proprio Venezia.
E siccome anche ai giorni nostri è una delle città più meravigliose del mondo, meta di turismo globale, abbiamo deciso di visitarla.
Siamo partiti molto presto, ieri, alle 07:40 circa, e siamo arrivati che erano poco meno delle 10:00.
Devo ammettere che subito, la città non mi ha lasciata a bocca aperta come pensavo.
All’inizio trovavo rovinate e prive di interesse le antiche case dall’intonaco scrostato e gli edifici macchiati da secoli di storia, ma poi, lentamente, ho cominciato a vedere tutto sotto una luce diversa.
E allora sì che la città diventava bellissima!
Intanto, mentre guardavamo tutto con interesse, ci avvicinavamo, fra ponti e  stretti vicoli secondari molto pittoreschi, al centro storico.
Per cui i palazzi diventavano sempre più ricchi e particolari, le influenze bizantine sempre più evidenti negli edifici affacciati sui canali che sembravano lunghi nastri di raso verde.
Inoltre, guardandoti attorno, notavi chiaramente le epoche e gli stili in cui erano state costruite case e chiese.
Ad esempio, nelle basiliche ho notato prima lo stile romanico, solido e austero, poi i tipici rosoni e le statue incastonate nelle pareti del gotico e infine le finestre tipicamente orientali, con forme morbide e appuntite.
Nelle case, la lavorazione tipica del vetro si notava nelle fogge particolarissime dei vetri delle finestre, con telai di metallo o sbalzi.
Una cosa che inoltre ho adorato di Venezia sono stati i negozi: ce n’erano ovunque!
Nelle vetrine sfoggiavano piccole statue di vetro colorato e trasparente, raffiguranti i soggetti più strampalati: animali, damine, cavalieri, farfalle, stelle e quanto altro.
Inoltre, una cosa che mi ha affascinata moltissimo sono stati i palloncini appesi nei negozi di murrine, che non erano di plastica elastica, bensì di sottilissimo vetro multicolore.
La luce passava attraverso di essi e li rendeva meravigliosi.
Inoltre, c’erano pasticcerie, forni, botteghe di maschere e di costumi dappertutto, bancarelle in ogni angolo, venditori di rose, di dipinti, di cover da cellulare, di pupazzi di gomma.
Inoltre, meravigliose, le gioiellerie.
Lungo le strade e per i ponti, lo sfavillio accecante dei diamanti, lo scintillio scarlatto dei rubini, il fulgore delle ametiste, degli smeraldi e delle acquamarina ti abbagliavano.
Oltre alle piccole botteghe tradizionali di gingilli di vetro, c’erano negozi di vasi eleganti dalle guise particolarissime e dai prezzi esorbitanti.
Tutto era così bello!
Un’altra cosa che mi ha colpita, è stata la quantità di turisti orientali.
La stragrande maggioranza di visitatori era giapponese e ciò mi ha molto meravigliata.
Venezia è infatti un crocevia di lingue e culture: durante la giornata ho sentito parlare indiano, giapponese, arabo, qualche dialetto asiatico, qualcuno africano, e poi tedesco, inglese, spagnolo e altre ancora che probabilmente non ho captato o di cui non so il nome.
Più o meno capivo quello che dicevano le persone che parlavano inglese o spagnolo, ma le altre lingue mi sfuggivano completamente.
La vista sul Canal Grande dal Ponte di Rialto è bellissima, le case e le strade viste dall’alto sono in stile tipicamente veneziano, inconfondibile.
Dopo aver camminato per circa due ore, ci siamo fermati a riposare e mangiare in un piccolo ristorante locale.
Appena finito, però, ci siamo rimessi in marcia verso la meta più ambita di tutta Venezia: Piazza San Marco!
Quando l’abbiamo raggiunta, alzando gli occhi sulla Basilica sono rimasta senza fiato: era quanto di più meraviglioso avessi visto  collegato ad una chiesa!
Non ci sono parole per descrivere la magnificenza della Basilica di san Marco.
Era talmente grandiosa, meravigliosa ed enorme da sbalordire chiunque, religioso e non.
Leggerissime trine di marmo adornavano le tante piccole colonne di marmo variegato di azzurro, grigio, verde e bianco che sorreggevano la chiesa, le mezze cupole sul davanti erano interamente ricoperte di un mosaico d’oro zecchino che riluceva alla luce del sole pomeridiano, le arcate erano meravigliose, c’era una balconata che girava tutto intorno all’edificio, e poi, sopra, fra le punte morbidamente orientali, la più splendida era quella centrale: smaltata di blu cobalto, era trapuntata di tantissime stelle preziose e al centro stava un leone alato d’oro massiccio, simbolo di San Marco e di Venezia.
Inoltre, tutto ricordava delicati merletti, pizzi, trine, leggerezza, ricchezza e sfarzo.
L’influenza bizantina è chiaramente visibile nelle volte smaltate d’oro puro e nel disegno della prima cupola esterna, del tutto simile ai mosaici di Ravenna, mentre si vede che essendo stata costruita in diversi secoli, le altre volte sono adornate da mosaici in stile più europeo e rinascimentale.
Anche l’interno è splendido, ho adorato i mosaici sotto gli archi di passaggio e tutto il soffitto ricoperto di tessere d’oro.
E’ ricco e meraviglioso, però non mi sono piaciuti molto gli aspersori d’argento per l’incenso, stonavano con l’oro, secondo me.
Sinceramente, anche se l’interno è bellissimo, mi è piaciuto di più l’esterno.
Oltre alla basilica, è bellissima anche Piazza San Marco in generale, con il campanile (che un giorno del 1902 è crollato senza apparente ragione ed è stato in seguito ricostruito), il Palazzo Ducale e tutto così elegante e bello…
Comunque la basilica di San Marco è assolutamente degna di essere menzionata fra le chiese più belle del mondo, non ha uguali.
Dopo la piazza e la chiesa abbiamo girato ancora un po’ per i vicoli, le vie, lungo i canali, ammirando il Ponte dei Sospiri, chiamato così perché lo attraversavano i carcerati che stavano per recarsi al patibolo, e sospiravano vedendo un’ultima volta Venezia e la luce del sole.
Dopo un altro po’ di camminata abbiamo raggiunto un vaporetto.
Esso ci ha portati a fare un giro del Canal Grande, un’ora rilassante per vedere la città da ogni prospettiva.
Viste dai canali, le case sembravano sospese sull’acqua, sembrava impossibile che restassero in piedi.
Mi è piaciuto davvero molto.
Dopo, per il resto della giornata, abbiamo camminato, ammirato le vetrine, i monumenti, le case.
E’ stato bellissimo.
Poi, però, purtroppo è arrivata l’ora di tornare a casa...
Ero stanchissima ma molto felice.
E’ stata una giornata meravigliosa e Venezia merita sul serio la propria fama internazionale, perché è unica al mondo: nessuna città potrà mai essere così particolare.

Camilla

Mariangela

Mariangela

Giovanni

Tommaso (la presenza del nostro micio Pepe, in questo caso, è pura fantasia del bambino)

In ultimo, ecco cos'ha costruito con i Lego Tommaso appena rincasato, preso dall'entusiasmo per la nostra gita in questa magica città!!!

11 commenti:

  1. Venezia Venezia....meravigliosa!!!
    Sono molto felice abbiate trovato una bella giornata di sole.
    Che scatti magnifici e come sempre grazie ai temi dei ragazzi e alla tua presentazione ....è stato bello venire in gita con voi!!!
    Che bella gondola ha progettato Tommaso!!!
    ciao Bea e famiglia

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  2. Che artista anche Tommaso! I miei complimenti!
    Bravi tutti e buona giornata!

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  3. Beati voi che vi siete fatti una bella gita! ^_^ Anche a me Venezia è piaciuta moltissimo.

    Mamma mia, come scrive bene Margherita! Ha delle proprietà di linguaggio e una ricchezza di vocabolario che il dodicenne medio si sogna. È sempre un piacere leggere le cose che scrive, mi ricorda tanto me quando avevo la sua età :)

    Un saluto a tutti!

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  4. È sempre bellissimo vedere come ognuno di loro impara per un personale e avvincente percorso

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  5. Nessun studente, al rientro da una gita, avrebbe scritto un tema così, né per proprietà di linguaggio, né per interesse ed entusiasmo! Anche se noi a scuola ci andiamo, viva l'homeschooling!!!!

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  6. Nessun studente, al rientro da una gita, avrebbe scritto un tema così, né per proprietà di linguaggio, né per interesse ed entusiasmo! Anche se noi a scuola ci andiamo, viva l'homeschooling!!!!

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  7. Grazie di cuore a tutti voi per questi bellissimi commenti!

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  8. Ciao mamma Elly e ciao a tutti voi bimbi (e ragazze!)!
    È da tanto che non commento, ma vi ho seguiti sempre!
    Bellissima Venezia!!!Anche noi l'abbiamo messa in programma per una delle prossime gite!
    Anche a me piace molto vedere come ognuno di voi durante la gita sia stato affascinato da aspetti diversi e come poi abbia rielaborato secondo le proprie passioni!
    Non credo che "nessun studente, al rientro da una gita, avrebbe scritto un tema così"...i bambini sono degli entusiasti dalla vita...sempre...sia che vadano a scuola sia che facciano home schooling!
    un abbraccio a tutti!!!
    Maria

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    Risposte
    1. Ciao, Maria.
      Grazie per il tuo commento, così attento e ricco di spunti.
      Credo che il commento di Mamma Michela, che conosco personalmente e, come ha scritto, ha un bimbo regolarmente iscritto a scuola, non intendesse aprire polemiche, ma semplicemente fare un complimento a Margherita.

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  9. Ciao mamma Elly,
    nemmeno io volevo aprire polemiche (mi scuso se è sembrato così)...
    Io insegno e quest'anno è arrivata in una classe una bambina che fino allo scorso anno faceva home schooling...purtroppo troppo spesso ho sentito le colleghe dire frasi del tipo "i bambini che sono venuti a scuola hanno più capacità nel... oppure "lei che ha fatto homesc.è meno brava a...".
    insomma un confronto sterile che non considera le capacità della bambina indipendentemente dal percorso scolastico scelto...
    Volevo solo dire che noi adulti per primi dobbiamo valorizzare i bambini evitando i confronti!
    Mi scuso ancora se sono sembrata polemica...
    Maria

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    Risposte
    1. Certo, Maria, sono d'accordissimo con te!
      In un senso o nell'altro, i confronti non portano mai a niente.
      Tra l'altro, naturalmente, anche tra bimbi hs, così come tra gli "scolarizzati", le differenze individuali sono enormi, quindi...
      Grazie per questa precisazione e per la tua correttezza.

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