giovedì 12 marzo 2015

I tre porcellini, con disegni da colorare

Mentre qui fervono i preparativi per tante decorazioni ed attività a tema primaverile, voglio dedicare questo post ai bimbi più piccolini.
Per loro (età approssimativa dai 2 ai 4 anni, ma anche un po' di più)  voglio mettere a disposizione la classica fiaba "I tre porcellini", in versione disegnata e colorata da me - prendendo a modello il Lupo Ezechiele Disney e tre porcellini dagli occhi dolci che trovai in un libro che ora non riesco ad identificare - tanti tanti anni fa.
Precisamente, dal 2000, quando fui assunta da una scuola materna parrocchiale per occuparmi della sezione primavera (bimbi dai 18 mesi ai 3 anni).
Allora, giovane ed ancora un po' inesperta, pensai di basare  la mia programmazione proprio su "I tre porcellini".
Cercai quindi di predisporre una versione della fiaba abbastanza semplice, la corredai di immagini accattivanti che stampai in grande (formato A3) ed infilai in tante bustone di plastica trasparente, rilegando il tutto con semplici anelli da portachiavi. 
Giorno dopo giorno, imparai a drammatizzarla: la raccontai a quei bambini, e  spesso ai loro compagni più grandi; i bimbi si affezionarono tanto a Timmi, Tommi e Gimmi da volere, in un paio di casi, la torta di compleanno fatta a porcellino; alla fine dell'anno, allora, preparai e colorai a mano un libro sempre con buste trasparenti ed anelli, ma in formato A4, per ciascuno di loro. Allora, solo fidanzata con Giorgio, pensai di realizzarne una copia in più per i nostri futuri bambini. La portai a casa e la tenni in un cassetto per diversi anni...
Intanto, cambiai scuola e portai il maxi libro con me: raccontai la storia ai nuovi bimbi del nido, a piccoli amici in oratorio, a vicini di casa...
Poi arrivarono i miei bambini....e quel libro uscì dal cassetto! 
Anche ora, la copia piccola è spesso nelle mani di Tommaso; quella grande è nel mio armadietto al lavoro, sempre pronta per bambini delle diverse sezioni. 
Negli anni, i personaggi e le casette sono stati colorati in tutti i modi: tempere, cere, pennarelli, acquerelli, spugne, timbri, farina di mais, mosaico, polverine colorate.... Le casette sono state vestite con vera paglia, con legnetti, con stecchini da gelato, con argilla, Lego e plastilina... il lupo è stato "amatodiato" da tanti, tantissimi bambini... e tutti hanno riso a crepapelle nel vederlo saltare in quel pentolone! Soprattutto, tanti bimbi hanno soffiato sulle casette insieme a me ed al lupo, e tanti hanno imparato ad esorcizzare un po' delle loro paure, giocandoci su.
Insomma, tutta questa premessa - scusate! -  per dare un'idea di quanto di noi ci sia in questi disegni ed in queste parole che oggi vogliamo condividere.


I TRE PORCELLINI

C’erano una volta tre porcellini che  vivevano felici con la loro mamma in una bella casa vicino al bosco.
 
Un giorno la loro mamma li chiamò e disse: “Ormai siete grandi: è ora che andiate a vivere da soli! Venite, che voglio darvi un bacio! Mi raccomando, fate i bravi e…state attenti al lupo cattivo!”
I tre porcellini salutarono la mamma e partirono verso il bosco, per cercare un posto dove costruire ognuno la propria casetta.
Il primo porcellino si chiamava Timmi.
Era sempre allegro e contento, ma non gli piaceva lavorare. Così, suonava il flauto e ballava tutto il giorno.
Per non fa troppa fatica, decise di costruirsi una casetta tutta di paglia.
Quando l’ebbe finita, ricominciò a ballare e a suonare.
Poi andò a vedere cosa facevano i suoi fratellini.
Percorse un sentierino e arrivò dal secondo porcellino. 

Il secondo porcellino si chiamava Tommi.
Scherzava sempre e gli piaceva suonare il violino.
Per non far troppa fatica, prese i chiodi e il martello e si costruì una casetta di legno.
Era una bella casa, però era debole e leggera quasi come quella di paglia.
Tommi la finì in fretta e poi, insieme a Timmi, andò a trovare il terzo porcellino.

Il terzo porcellino si chiamava Gimmi e passava le sue giornate a leggere, scrivere e studiare.

Gimmi stava costruendo una robusta casa di mattoni.
Timmi e Tommi gli dissero: “Vieni a giocare con noi!sei uno sciocco a lavorare tanto!”
Ma Gimmi preferì finire la sua casa.



Alla sera, arrivò il lupo cattivo…

Bussò alla porta della casetta e disse: “Porcellino, bel porcellino, ho tanta fame, fammi entrare!”
“No, lupo cattivo, non ti faccio entrare! Tu mi vuoi mangiare!”
“Ma io entro lo stesso!” disse il lupo. E si mise a soffiare così forte, che la casetta di paglia volò via.

Il povero Timmi, pieno di paura, corse alla casetta di legno di Tommi, entrò, e poi chiusero bene la porta.
Arrivò il lupo cattivo, che bussò alla porta della casetta di legno: “toc toc”… e disse: “Porcellino, bel porcellino, ho tanta fame, fammi entrare!”
“No, lupo cattivo, non ti faccio entrare! Tu mi vuoi mangiare!”
“Ma io entro lo stesso!” disse il lupo. E si mise a soffiare così forte, che anche la casetta di legno volò via.

Timmi e Tommi, pieni di paura, corsero alla casa di mattoni di Gimmi e dissero: “Presto, fratellone, facci entrare! Il lupo cattivo ha fatto crollare le nostre case!”
Così entrarono, chiusero la porta, e si nascosero sotto il letto.


Arrivò il lupo cattivo, che bussò alla porta della casetta di mattoni: “toc toc”… e disse: “Porcellino, bel porcellino, ho tanta fame, fammi entrare!”
“No, lupo cattivo, non ti faccio entrare! Tu mi vuoi mangiare!”
“Ma io entro lo stesso!” disse il lupo. E si mise a soffiare forte forte contro la casa di Gimmi.
Ma questa volta la casa non crollò,perché il bravo porcellino aveva lavorato davvero bene.

Il lupo cattivo, arrabbiatissimo perché non era riuscito a distruggere la casa di mattoni, si arrampicò sul tetto e cercò di entrare passando dal camino.

Ma Gimmi capì tutto… e allora accese un grandissimo fuoco, e ci mise sopra un pentolone pieno d’acqua bollente.
Il lupo cattivo ricascò dentro… e si scottò tutto!
Scappò via di corsa, e non si fece mai più vedere.

Da quel giorno, i tre porcellini vissero felici e contenti nella bella casetta di mattoni, tutti insieme.

Con un programmi di "editing di immagini", sono riuscita e "decolorare" tutte le scene del libro, di alcune delle quali non possedevo più le bozze.

Vi mostro come ho realizzato io il libro: da una parte il testo, dall'altra i disegni - infilati al contrario tra di loro - in modo che, chiudendolo, chi racconta possa leggere le scritte e chi ascolta vedere i disegni. 

Le scritte per il libro sono tutte in stampato maiuscolo, in modo che anche  i bimbi ai primi approcci con la lettura possano accedervi. Qui sotto, Margherita, a 6 anni, racconta la storia alle sorelline...

Qui, i disegni colorati ad acquerello poco tempo fa da Tommaso...




Per chi fosse interessato, ecco i link per scaricare le diverse versioni della fiaba.

6 commenti:

  1. Tu arrivi sempre al momento giusto, proprio ieri sera Agnese mi ha detto che le fanno paura i lupi... Ci divertiremo un po' con questa storia :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Davvero??? Sono proprio contenta, buon lavoro!

      Elimina
  2. Da parte mia e dei miei cuccioli in particolare E ed A piccolo ti ringraziamo
    ci giocheremo molto volentieri .
    Bravissima ,sei sempre ricca di fantasia e gentilissima nel condivuderle.
    ciao Beatrice

    RispondiElimina
  3. Ma che bello Elly ! Lo usero' sicuramente con Jimmy ( come il porcellino !! ) che adora i libretti fatti in casa ( apriro' una casa editrice quando sara' grande eheheh ). Grazie e buon week-end !

    RispondiElimina
  4. Grazie!!! Poco tempo fa con degli amici i bimbi hanno visto il cartone e continuano a cantare il ritornello.perfetto anche per alcune paure che stiamo affrontando. Che dolce tra l'altro il tuo racconto.

    RispondiElimina
  5. Sono tanto contenta quando posso esservi utile!

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...