mercoledì 19 dicembre 2012

Modellare l'argilla

Oggi vi inizierò a parlare dei nostri lavoretti di Natale 2012.
Comincio col dire che, come spesso ci accade, il progetto è nato "per caso", strada facendo, nel corso di un'attività partita con altri scopi, lo scorso mese di ottobre.
Vi ricordate i nostri fanghi di bellezza della scorsa estate?
Allora, mentre pasticciavamo con l'argilla verde, già pensavamo a questo meraviglioso materiale tutto naturale per poter creare e plasmare qualcosa con le nostre mani. Così, all'interno del progetto sui quattro elementi della natura, ci ripromettemmo di provare anche l'argilla cruda, in panetto, da modellare. Rimandando il tutto ai mesi più freddi.
Nel frattempo, recuperammo anche un piccolo tornio giocattolo (con i punti del supermercato!) e lo mettemmo da parte.
La cosa più difficile è stata reperire l'argilla senza comprarne enormi panetti.
Poi, un giorno, un gentilissimo conoscente -a conoscenza della nostra ricerca- si presentò a casa nostra con un bel panetto di argilla cruda.
Ed eccoci all'opera: grembiuli "da lavoro", tornio, argilla cruda ed una piccola quantità di argilla rossa auto-indurente, presente nella confezione-giocattolo. E, soprattutto, tanto entusiasmo e tanta voglia di fare e pasticciare! 
Ho diviso l'argilla in piccoli panetti distribuendola ad ogni bambino con l'istruzione di iniziare a lavorarla un po' con le mani.
Già al semplice tatto, questo materiale è davvero gradevole: fresca, liscia e morbida, pare davvero un  bel gioco predisposto dalla natura.
Poi, ci siamo messi all'opera con il tornio: non avendo alcuna esperienza, avevamo "studiato" la cosa con diversi video e tutorial. Ma, una volta all'opera, ci siamo accorti che questo strumento proprio non faceva per noi: probabilmente i bimbi sono ancora troppo piccoli, ma la velocità della "ruota" era assolutamente troppa per riuscire a mantenere la palla d'argilla ben centrata, in modo da poterla modellare a vasetto.
Così, tra una risata e l'altra, dopo diversi pasticci, ci siamo resi conto della necessità di "cambiare rotta", sostituendo i vasetti con qualcos'altro.

I bambini hanno iniziato, allora, a giocare liberamente con l'argilla, divertendosi un sacco.
Tanta manipolazione per un gioco distensivo e stimolante.
Un po' come con le paste sintetiche, ma molto più creativo, perchè l'assenza del colore, unito al profumo di terra, stimola davvero enormemente la fantasia.Così, sono cominciate a nascere torri, palline, polpette, navi ed animaletti...
 
Poi, ad un certo punto,ci è venuta l'idea di mirare il nostro impegno alla realizzazione di regalini natalizi. Così, il 17 di ottobre, abbiamo preso fuori gli stampini a forma di stella, abeti e comete e dato poi il via ad un vero "attacco creativo"...

... realizzando tanti Gesù Bambino, alcune Madonnine, San Giuseppe, angioletti modellati con le manine, oltre a stelline, cuoricini, alberini di Natale...

Non disponendo di un apposito forno (!), gli oggettini così plasmati sono stati messi ad asciugare naturalmente, per diversi giorni. Dove? In alto in alto, sopra un armadio, in modo da difenderli dalle manine invadenti di un fratellino scatenato e dagli occhi di papà e nonni, a cui saranno in particolare dedicate le nostre sorprese.
Nei prossimi post vi  mostrerò l'evoluzione delle nostre statuette, fino al loro diventare due tipi diversi di lavoretti per il nostro Natale 2012.

lunedì 17 dicembre 2012

Racconti natalizi, aspettando Gesù Bambino

In questi giorni d'Avvento, tra un dettato, un disegno, una decorazione e l'altra, stiamo leggendo diversi brani a tema natalizio. Tra questi, ne abbiamo scelti alcuni su cui lavorare e riflettere in particolare. I primi due sono più "classici", forse un po' datati (li abbiamo trovati su un vecchio libro di lettura della nonna), ma particolarmente ricchi di buoni sentimenti.
Gli ultimi sono più moderni, tratti da libri di lettura o guide didattiche attualmente in adozione. Però, in ognuno di essi, si può trovare un insegnamento morale, un riferimento al concetto di Carità cristiana o all'umiltà, oltre che al Presepe, a Babbo Natale o ai lati più esteriori del Natale.
Su ogni brano, Margherita (classe III), sta rispondendo ad alcune domande sul significato o l'insegnamento morale in esso contenuto, colorando o facendo il disegno o esercitandosi a livello sintattico-grammaticale.
I fratelli più piccoli ascoltano con attenzione, pongono domande e, liberamente, disegnano...

Il suo canto fu il più bello
La notte era fredda fredda e gli uccellini tremavano sui rami coperti di neve.
C’era un uccellino che non poteva dormire. I suoi fratellini erano andati via, verso paesi più caldi. Soltanto lui era rimasto, perché era troppo piccino e le ali non lo reggevano.
Ora aveva freddo e paura.
Sentì il suono delle campane e vide una stella nel cielo.
Allora l’uccellino seguì la luce di quella stella che si era posata sopra una capanna.
Nella capanna c’era un Bambino, nato da poco.
L’asino e il bue lo riscaldavano col loro fiato.
Il Bambino vide l’uccellino e sorrise.
Allora l’uccellino si sentì così felice che si mise a cantare. Fu un canto molto soave e gentile.
Quell’uccellino era l’usignolo e da allora cantò sempre di notte e il suo canto fu il più bello. 
(Mimì Menicucci)
Margherita

Giovanni

Nulla per me
La Vigilia di Natale, il Signore chiamò un Angelo e gli disse: “Tutti i bambini hanno fatto il presepe. Và sulla Terra a vedere qual è il più bello.
L’Angelo spiccò il volo. Entrò in molte case. Tutti parevano belli. Finalmente entrò in un palazzo di marmo. Nel mezzo di un salone dorato c’era un presepe immenso.
“Questo è molto bello” pensò l’Angelo.
Lì vicino vide un ragazzo ben vestito che pregava così: “Gesù, portami la bicicletta, ma non devi regalare niente al mio cuginetto”.
L’Angelo aggrottò la fronte e volò via in fretta.
L’ultima casa che doveva vedere era molto povera. Là dentro c’era un piccolo presepe preparato sul tavolo di cucina. La capanna era fatta col cartone, le stelle con la stagnola, la neve con la farina.
Un bimbo era inginocchiato davanti al piccolo Gesù e pregava così: “Non chiedo nulla per me. Porta tanta felicità al mio babbo e alla mia mamma”.
“Ecco il presepe più bello che ho visto in questa notte” pensò l’Angelo. E volò in fretta verso il cielo per dirlo al Signore.
(Piera Antico)


Il Natale dei folletti
Molto tempo fa, nelle campagne d’Islanda, c'era una ricca fattoria che apparteneva ad una vedova dal cuore duro ed a sua figlia, perfida e brutta.
In casa loro non mancava nulla, la dispensa era ben fornita e gli armadi erano pieni di lana ben tessuta, perciò le due donne mangiavano bene e vestivano meglio. Ai loro servi, invece, toccavano croste di pane, stracci e parole cattive, perché madre e figlia erano avare e cattive come nessun altro, tanto che non si lasciavano scappare l’occasione di fare un dispetto o di dare un dispiacere a chi non poteva difendersi.
Ce l'avevano soprattutto con una delle loro serve, Helga, che era la ragazza più graziosa della fattoria. Qualunque cosa facesse trovavano il modo di rimproverarla e punirla e quando arrivò la vigilia di Natale, decisero di lasciarla a casa, mentre loro e gli altri servitori sarebbero andati alla messa di mezzanotte e poi a veglia da certi vicini.
Ma Helga, che era buona e paziente, non protestò e non pianse; sbrigò in silenzio le sue faccende e poi sedette accanto al fuoco, a cucire e a pensare.
Dopo un po' entrò in cucina una bimbetta dall'aria triste ed affamata con un scodellina in mano, che le chiese: “Mi daresti un pezzetto di carne con una goccia di sugo, per amore del Natale che arriva?”.
"Povera piccola, tu non lo sai, ma in questa casa i mendicanti sono trattati peggio dei cani e non c'é niente per loro!" disse Helga alla bambina. Ella però la guardò con occhi così disperati che Helga non seppe resistere e le mise nella scodella una bella fetta d'arrosto dicendo: "Dirò alla padrona che sono stata io a mangiarlo, tanto di botte ne prendo ogni giorno e qualcuna in più non la sentirò nemmeno!"
 La piccola scappò via tutta contenta ed Helga, che guardava dalla finestra, si accorse che i suoi piedini non lasciavano impronte sulla neve.
Poco dopo la ragazza la vide tornare insieme ad una folla di piccole creature, che in un attimo invasero la cucina e si sedettero ovunque, sulle credenze, sul pavimento, sulle travi del soffitto e sui davanzali delle finestre. Più ne entravano, più ne arrivavano, finchè la stanza fu così piena che quasi non ci si poteva muovere. Poi gli strani ospiti cominciarono a divertirsi con scherzi e giochi d'ogni genere, senza badare ad Helga che continuava a cucire facendo finta di nulla.
Ormai l'aveva capito, quella era la festa di Natale dei folletti, una festa che pochi uomini al mondo hanno visto, e che pochissimi hanno potuto raccontare.
Venne l'ora di mungere le bestie e la ragazza si alzò dal suo sgabello, ma non riusciva a raggiungere la porta per via della gran folla, e già qualcuno le tirava la gonna, e qualcun altro le trecce, quando si fece avanti una donnina che, con voce acuta, ordinò agli altri di far spazio ad Helga e di lasciarla passare.
Subito i folletti obbedirono e la servetta poté andare nella stalla, dove incominciò a riempire i secchi di latte. Ad un certo punto si sentì salutare e, voltandosi, si trovò accanto la donnina che sorridendo disse:" Ti ringrazio per aver dato un boccone di carne alla mia bambina e grazie anche per non aver fatto caso a noi di là in cucina; ci piacciono tanto le case degli uomini e il bel caldo del fuoco, ma la gente ha la cattiva abitudine di cacciarci via battendo le mani se appena ci azzardiamo a mettere il naso dentro. Siccome hai fatto un favore a me ed un altro a tutti noi, eccoti un regalo che ti verrà utile, perché andrai sposa prima di quanto non pensi".
 Poi la donnina le diede un gran rotolo di stoffa e se ne tornò alla festa che continuò fino all'alba. Solo allora i folletti se ne andarono, lasciando Helga seduta accanto al camino ad ammirare i bellissimi vestiti e la cintura d'oro che aveva avuto in dono. Quando la gente della fattoria tornò, Helga si mise a raccontare tutto l'accaduto e le padrone avrebbero voluto prendersi quei meravigliosi abiti, dicendole che erano troppo eleganti per una povera serva come era lei. Helga, invece, se li tenne ben stretti e fece bene, perché dopo qualche mese un ricco contadino se la sposò così com'era, senza dote né terra e lei poté andare all'altare vestita meglio di una regina.
L'anno dopo, la figlia della vedova avara, ricordando la fortuna di Helga, volle restare sola a casa la vigilia di Natale per vedere se i folletti avrebbero regalato qualcosa anche a lei. Appena gli altri furono usciti, ecco arrivare la bimbetta scalza con la scodella in mano che le chiese: “Un pezzetto di carne e una goccia di sugo, padrona, per festeggiare il Natale!”.
"Vattene via brutta stracciona! Chi mi dice che la tua casa non sia più ricca della mia?" disse la perfida ragazza e diede alla piccola un gran colpo sul braccio, facendole cadere a terra la scodella, che si ruppe in mille pezzi. La piccola bambina corse via piangendo e la cattiva ragazza nemmeno si accorse che i suoi piedini non lasciavano tracce sulla neve fresca. Cosa successe dopo non si é mai saputo, ma quando la madre e i servi tornarono a casa trovarono che tutto, in cucina, era stato rovesciato, fracassato e sparso in giro. Quanto alla ragazza, giaceva in terra con i vestiti strappati, i capelli legati in cento nodi e la pelle segnata da lividi di mille pizzicotti, segno che non si era per niente divertita quella notte, alla festa dei folletti.
 (Francesca Lazzarato)
Mariangela

Profumo di muschio
Era la Vigilia di Natale.
Nevicava molto forte quando la bambina uscì silenziosamente dalla porta del giardino.
Si coprì il capo con il cappuccio, corse al cancello, l’aprì piano e si buttò giù per la discesa. Alle sue spalle la casa , ancora con le finestre chiuse, dormiva.
Nessuno l’aveva vista né sentita uscire.
“Devo tornare prima che la nonna si svegli” pensò la bambina.
In fondo alla discesa si diresse verso un boschetto e scomparve.
Riapparve poco dopo con un sacchetto di tela bianca rigonfio. Dal campanile vennero otto rintocchi.
“Sono stata via solo mezz’ora” pensò.
La casa, però, non dormiva più. Le finestre erano aperte. 
La bambina rientrò di nuovo dalla porta secondaria.
Più tardi, nella mattina, la nonna aprì la grande scatola che conteneva le statuine del presepio.
“Come ti ho raccontato altre volte” diceva proprio mentre disponeva i pastori sul tavolo “quando ero bambina il presepe aveva un profumo… un profumo…”
“Un profumo verde?” mormorò Giulia.
“Sì, cara. Era il profumo del muschio fresco. Un profumo che che non sento da tanto tempo, ma che non posso dimenticare…”
Mentre la nonna cercava le pecorelle con la testa nello scatolone, Giulia prese il sacchetto di tela bianca e ne tolse velocemente il contenuto.
“Che strano!” disse la nonna girandosi. “Il ricordo mi riporta quel profumo, come se… “ e disteso in terra in tutto il suo splendore vide il muschio.
Si avvicinò e rimase ferma ad aspirarne il sottile profumo.
“Sei stata tu, Giulia?” disse volgendo gli occhi lucidi sulla nipotina.
“Sì, sono andata a prenderlo questa mattina!”
“Dove?”
“Là dove andavi tu quando eri bambina”
La nonna guardò fuori.
“Anche allora nevicava”, disse.
Giulia le si avvicinò e l’abbracciò stretta.
“E’ il mio regalo di Natale!” mormorò.
Fresco e leggero, un po’ misterioso, come venuto da lontano, il profumo verde del muschio aleggiava nella stanza.
(Roberta Grazzani)

Lo schiaccianoci

Era la Vigilia di Natale. 
Dalla finestra della loro camera, Maria e Fritz guardavano la neve che scendeva dal cielo. Fuori, tutto era diventato candido e meraviglioso. Da un ramo che sfiorava la loro finestra, un pettirosso li guardava come per dire: “Fame! Freddo! Brrrr!”.
Come sempre la Vigilia di Natale, ai bambini era stato ordinato di non uscire dalla loro camera durante i preparativi in corso nella sala grande. Ma Maria e Fritz, orecchie alla parete, non si perdevano alcuno dei rumori che da là provenivano.
“Senti? È arrivato l’albero di Natale! Senti? Lo stanno trascinando vicino alla finestra! Sentii? Stanno aprendo la cassapanca degli addobbi!”.
Era scesa la sera. Maria e Fritz non potevano ancora vedere l’albero meraviglioso che luccicava vicino alla finestra della sala grande, ma chi abitava nella casa di fronte alla loro lo stava già guardando incantato. E dalla strada, anche il passante più frettoloso non poteva fare a meno di alzare lo sguardo  verso quella finestra illuminata. E dal suo ramo, il pettirosso, in prima fila,  era quella che meglio di tutti poteva godersi lo spettacolo.
Ma ecco finalmente i dodici rintocchi della mezzanotte: al dodicesimo, la porta dei bambini si spalancò. Oh, com’era bello l’albero di Natale! Nonostante gli addobbi, aveva mantenuto la magia nei veri alberi nei veri boschi. Ai suoi piedi i doni spuntavano come da un tappeto di muschio. Impossibile, cari bambini, elencarli tutti. Maria e Fritz saltellavano di felicità dall’uno all’altro.
Intanto erano cominciate le danze. Maria, un poco stanca, si acciambellò sulla seggiola a dondolo, ma prima si chinò sotto l’albero a prendere, tra tanti, il giocattolo preferito.
Era un soldatino di legno dalla testa tonda. Portava un mantellino rosso come il cuore, due stivaletti lustri come una notte di luna e aveva due file di affilatissimi, candidi denti. Ma cosa stringeva tra quei denti. Ma cosa stringeva tra quei denti affilati? Una piccola noce spezzata: capito, bambini? Era un soldatino schiaccianoci! Ma uno schiaccianoci strano, speciale.
Fritz, da vero scatenato fratello, lo strappò dalle braccia di Maria e, in men che non si dica, gli spezzò i due dentini centrali!
 Lo Schiaccianoci, ferito, guardò Maria con gli occhi imploranti.
Com’era spaventato, povero Schiaccianoci.
Maria lo cullò tra le sue braccia e cullandolo si addormentò.

Babbo Natale e Pirati Pepati
Era la Vigilia di Natale. Il Capitano Tempesta e i Pirati Pepati stavano andando al Polo Nord, dove viveva Babbo natale.
“Non è giusto!” dissero Truffa e Arraffa. “Babbo Natale non ci porta mai un regalo!”.
“Perché siamo pirati” disse Cicca, il cuoco.
“Bene, ascoltatemi” disse il Capitano Tempesta. “Lo rapiremo stanotte.  E poi lui dovrà riempire le nostre calze!”.
I Pirati Pepati ormeggiarono la loro nave. Chiamata Mucchio d’Ossa, dietro un iceberg. Volevano attirare lì Babbo Natale, con un trucco. Truffa e Arraffa lasciarono cadere alcune carote sulla neve.
Poi Cicca cucinò dei fagottini di mele e li gettò sul ponte della nave. Il Capitano Tempesta guardava con il suo cannocchiale. Vide Babbo Natale sulla slitta trainata dalle renne, pronto a partire. “Andiamo!” gridò Babbo Natale. Ma le renne avevano visto le carote. Così seguirono la pista, mangiucchiando felicemente. Il piano dei pirati stava funzionando!
Quando la slitta arrivò alla nave, Babbo natale sentì un profumino di fagottini di mele.
“Mmm!” fece Babbo Natale.
“Preso!” urlò il Capitano Tempesta afferrandolo.
“Vogliamo i regali!” dissero Truffa e Arraffa.
“Non li meritate” disse Babbo Natale “Siete stati cattivi”.
Per fortuna il pescatore Samuele ed il suo gatto Gualtiero stavano passando da quelle parti con il loro peschereccio Sottosopra, mentre tornavano a casa.
“Lasciate andare Babbo Natale immediatamente!” ordinò Samuele.
I pirati si scusarono e promisero di essere buoni.
Poi Cicca, il cuoco, offrì a Babbo Natale un piatto di fagottini di mele.
“Deliziosi!” disse Babbo Natale “Ora devo andare”.
Ma più tardi, durante la notte, mentre i pirati dormivano, Babbo Natale tornò indietro e riempì le loro calze. Dopo tutto avevano promesso che sarebbero stati buoni, no?
Quando la mattina dopo Samuele si svegliò, trovò un sacco di regali con un bigliettino di ringraziamento di Babbo Natale.
E c’era anche un bel pesce grosso per il gatto Gualtiero!
(George Adams)
Giovanni

Giovanni

Margherita

Camilla

sabato 15 dicembre 2012

Maxi poster natalizi 2012

Ormai è tradizione, a casa nostra, preparare dei maxi poster natalizi.
Iniziò "per caso" Margherita, 2 anni fa. Poi, l'anno scorso, accolsero entusiasmo l'idea anche  tutti gli altri.
Quest'anno sono stati proprio i bambini a chiedermi: "Mamma, ma quest'anno non li facciamo, i cartelloni del Natale?".
Potevo rispondere di no???
Piuttosto, abbiamo un po' ridimensionato le misure, tagliando in due parti ogni foglio di carta da pacchi, per ridurre l'ingombro sulle pareti della sala (che, nonostante l'eliminazione dei quadri, tra alfabetieri, trenino dei numeri, cartelloni, acquerelli e lavoretti vari, sono belle pienotte)
Così, un bel pomeriggio, i miei quattro piccoli artisti -approfittando del pisolino di Tommaso- si sono messi all'opera: stesi per terra o su un tavolo, tutta la casa per loro, hanno creato i loro poster natalizi 2012. 
Tre natività ed un grande angelo, allegri, colorati e divertenti. 
Vi mostro alcuni stralci del "work-in-progress":
1 - Il disegno a matita: liberamente tratto dalla fantasia e dall'immaginario di ognuno di loro;

2 - La pittura: con pennelli, colori a tempera e acrilici.
Un sacco di boccettini e bicchierini di colori sparsi in qua e là per casa, un continuo: "Mi servirebbe il giallo!"; "A me l'azzurrino!"; "Ma io ho bisogno del rosso aranciato, e non del rosso vivo!"; "Uffa, hai finito con quel giallo oro, che devo fare la stella cometa?!?" "Mamma, di che colore sono gli occhi di San Giuseppe?"; "E la Madonnina, ha i capelli biondo-chiaro, biondo-scuro o castani???". 
Pasticcetti a volontà, ma tanto impegno e tanta passione. 
Una mamma-equilibrista che miscela e passa colori scavalcando bimbi e fogli e che cerca di intervenire il meno possibile;  un papà che guarda intenerito la scena;

3 - La rifinitura, con un pennarello nero a punta grossa.

Ed eccoli tutti e quattro, nel dettaglio:
Margherita

Camilla

Mariangela

Giovanni

giovedì 13 dicembre 2012

Decorazioni natalizie: catene di cuoricini e grandi fiocchi

Per decorare la cameretta dei bimbi in occasione di queste feste natalizie, abbiamo preparato alcuni grandi nastri e tantissimi cuoricini.
Siamo partiti da alcuni grandi fiocchi rossi in carta crespa, come quelli che avete già visto sui nostri cartelloni dell'Avvento e sulla porta di casa.
Sono semplicissimi, ma davvero d'effetto, perciò ve li mostro più da vicino.

Poi ci è venuta l'idea di aggiungere diverse catene di cuoricini di carta rossa, colore del Natale e del calore familiare.
Però, al nostro progettino, mancava ancora un tocco luccicante... Natale è calore e colore, ma anche luci, lustrini, luccichii.
Allora, per restare in tema ed utilizzare quello che avevamo già in casa, ho pensato di riciclare alcune teglie d'alluminio, di quelle nate per essere usa-e-getta.
La nostra ormai mitica Big Shot ci ha aiutati parecchio nell'impresa... allora, ecco altre catenelle di cuoricini argentati!

Le diverse decorazioni sono state appese alternate tra di loro al filo che corre poco sotto il soffitto della cameretta, riempiendo e donando un tocco davvero caldo alla stanza!

A noi piacciono molto: nella loro semplicità fanno davvero sentire tanto amore! 
Potrebbero essere un'idea carina anche per San Valentino, no?!?!?

martedì 11 dicembre 2012

Lavoretti e decorazioni natalizie: alberini tutti-cuori


Per decorare la casa con una bella atmosfera natalizia, quest'anno abbiamo scelto tanti cuoricini.
Vi ho già mostrato quelli realizzati, insieme ad altre sagome, per l'albero di Natale
Con tanti altri cuoricini, stavolta di carta verde, sempre fustellati con la Big Shot (ma realizzabili, con un bel po' di pazienza, anche con semplici forbici) abbiamo composto dei graziosi abeti a collage.
Come? Incollando i cuori capovolti, all'ingiù, partendo dalla punta ed andando allargando ogni fila fino alla base.
Per vaso, un altro cuore, stavolta più grande e diritto.
Poi, piccole formine fustellate in vari colori come palline-decorazioni, una stella in cima e qualche fiocco di neve nell'aria... Et voilà!
E' un lavoretto semplice e "pulito" (carta e colla stick non sporcano affatto), veloce da realizzare che, con un pochino di aiuto solo nell'indicare dove disporre i cuori verdi, può essere fatto anche dai bimbi più piccolini.
I nostri alberi (uno mio, che ha fatto da modello, e quattro dei bimbi) sono diventati l'ornamento della nostra porta natalizia, insieme ad un paio di fiocconi rossi.


Nel prossimo post, ancora tanti cuoricini, stavolta per aria, in cameretta...

domenica 9 dicembre 2012

Tante sagome di plastica per il nostro albero di Natale

Oggi vi mostrerò il nostro albero di Natale 2012.
Inizio col dire che quest'anno, con i bambini, abbiamo pensato di realizzare interamente da noi le decorazioni per il nostro albero.
Quindi, pensando a qualcosa di semplice e facilmente realizzabile in grande quantità dai bimbi, ho deciso per delle formine fustellate con la nostra Big Shot. L'abbiamo acquistata da poco, quindi non abbiamo ancora molte fustelle. Perciò, anche facendo di necessità virtù, abbiamo scelto tanti cerchi-palline e tanti cuoricini. Bianche e rossi, colori tipici del Natale.
Quello che è un po' insolito è il materiale: dei grandi pannelli di plastica ondulata, tagliati da me in fogli della dimensione giusta e poi fustellati, fustellati, fustellati...
Su ogni sagoma ho poi fatto un buchino con la perforatrice per inserire il gancetto.
A questo punto, i bimbi hanno dato libero sfogo a tutta la loro fantasia: piccole sagome natalizie ricavate da mini-fustellatrici su carta colorata, e poi brillantini, piccoli ritagli di carta assemblati e tanta creatività hanno permesso di ottenere tantissime decorazioni l'una diversa dall'altra: cuoricini, stelline, abeti, fiocchi di neve... ma anche candele, agrifoglio, ghirlande... 

Ogni sagoma è poi stata ripassata dai bimbi (Tommaso compreso, come vedete qui sotto) con vernicetta lucida, al naturale o glitterata. 

Ed eccole qua!

L'albero è poi stato completato da lucine bianche, "coda" argentata e da un simpatico Babbo Natale (ex copri-bottiglia in pannolenci) nobilitato a puntale per l'occasione.


Ai suoi piedi, il tradizionale mini-presepe:

Alcune tra le sagome più piccole sono andate a decorare anche un secondo alberino, stavolta in formato-mini. posto sul pianerottolo...
Nei prossimi post, ancora tante decorazioni natalizie...


Edit: con questo post, partecipiamo al "Mercoledì dell'Arte" dal tema "Preparativi per le feste" di Priorità e passioni.

venerdì 7 dicembre 2012

Margherita e Mariangela tra i piccoli autori di "Lino e Tina"

Interrompo i post a tema natalizio per parlarvi di un argomento che ci sta molto a cuore.
La scorsa estate, nel pieno del nostro cercare di riprenderci dal terremoto che aveva così duramente colpito la nostra città e tanta parte d'Emilia, mi sono imbattuta, gironavigando nel web, in un'iniziativa che  colpì subito l'attenzione mia e di PapàGiorgio.
La blogger Elena Valli aveva lanciato il contest:
Noi, che di solito non partecipiamo a contest e concorsi vari, abbiamo subito pensato che questo potesse essere un caso davvero particolare.
Si cercavano piccoli e grandi autori che scrivessero una favola con protagonisti un cavalluccio marino  di nome Lino ed una tartaruga, Tina. 
Il ricavato sarebbe stato interamente devoluto alla Casina dei Bimbi Onlus di Bolognaun’associazione di volontariato che da 10 anni opera nei reparti degli ospedali di Reggio Emilia, Castelnovo nè Monti, Sassuolo, Carpi e Parma.
Citando direttamente il loro sito: "Casina dei Bimbi si occupa di bambini ed adolescenti ospedalizzati in emergenza e in situazioni di malattie croniche ed oncologiche a domicilio, di attività ludiche nei reparti di pediatria e di accoglienza dei minori al Pronto Soccorso"
L’iniziativa, specie in quel delicato momento, tra macerie architettoniche e del cuore, non poteva lasciarci indifferenti, così ne abbiamo parlato ai nostri bimbi.
Margherita e Mariangela hanno risposto subito positivamente, accogliendo il nostro invito a scrivere "una favolina per i bimbi malati,  ricoverati negli ospedali crollati per il terremoto".
Così come tante, calorose ed immediate sono state le risposte degli “autori per solidarietà”, sia adulti che bambini.
Siska Editore (casa editrice nativa digitale) ha curato il progetto editoriale e realizzato l’ebook. La blogger Francesca Sanzo ha dato il suo sostegno al progetto e coinvolto la Casina dei Bimbi Onlus di Bologna.
Lino e Tina                         ebook solidale è ora disponibile in vendita sul sito di Siska Editore
Il costo dell’ebook è di € 3,99 e il ricavato delle vendite andrà  interamente alla Casina dei Bimbi Onlus di Bologna
Lino e Tina ebook solidale contiene cinque racconti di autori
senior, tredici racconti di autori junior e cinque coloratissime tavole illustrate da ElenaValli.
Margherita e Mariangela sono tra gli autori junior, con le loro favoline: “Lo squalo Tereso” e “La razza Antonella", oltre ad avere una piccola nota biografica tutta per loro.
L’ebook è disponibile in vendita in formato epub; chi avesse bisogno di un mobi e non sapesse come convertire l’epub acquistato può contattare Siska su info@siskaeditore.it. Sul sito è disponibile un estratto dell’ebook.
Vi invitiamo ad acquistare questo e-book, e magari a regalarlo per Natale.


 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...