lunedì 20 aprile 2015

Un musical sullo Spirito Santo, per crescere insieme

Sabato sera, dopo mesi di preparazione, Margherita ed i suoi compagni di catechismo hanno dato vita ad un musical in chiesa.
Il titolo? "Lo Spirito Santo, il grande sconosciuto".
In pratica, una lunga "intervista impossibile" alla terza Persona della Santissima Trinità che, tramite voce fuori campo di un bravissimo papà, ha risposto alle domande di due ragazzine (che interpretavano due giornaliste) tramite scene della Storia della Salvezza e dell'operare dello Spirito Santo nel mondo:  dalla Creazione, ad Adamo ed Eva, ai patriarchi e profeti, all'Annunciazione, al Battesimo di Gesù, al sacrificio della Croce, ai discepoli di Emmaus e alla Pentecoste fino a figure di santi e beati contemporanei: San Giovanni Bosco, Madre Teresa di Calcutta, San Josè Maria Escrivà de Balaguer.
Il tutto, tra parti narrate, parti recitate, canti, cori, balletti e... pure un esaltante flash mob finale!
Tutta la macchina organizzativa, ideata e portata avanti da una bravissima catechista, è partita la scorsa estate, con la proposta alle famiglie, la stesura del lungo ed articolato copione, la scelta delle musiche e dei canti, i primi contatti con esperti e volonterosi aiutanti.
Poi, alla ripresa dell'anno catechistico, il progetto si è avviato concretamente con l'assegnazione dei ruoli (lettori, attori, cantanti, ballerini) e l'inizio delle prove settimanali.
Margherita si è subito proposta come cantante corista e ballerina, ed è stata entusiasta dell'idea fin dal primo giorno.
Intanto, è scattata la collaborazione anche mia che, tra incastri vari, ho dato la mia disponibilità ad occuparmi delle scenografie, seguendo i ragazzi nella realizzazione di cartelloni, fondali e diversi elementi di scena.
Tutto ciò, per avviarsi al Sacramento della Cresima, il prossimo autunno: per conoscere l'importanza e la presenza viva dello Spirito Santo, ma anche per far gruppo, per aiutare quest ragazzi a crescere insieme.
Ed eccoci a sabato sera: dopo tanto impegno e gli ultimi pomeriggi passati tra prove varie, la sera della rappresentazione Margherita era felice ed emozionata ma, dopo anni di saggi di danza, si è esibita senza  timori, anzi, con grazia e gioia.
Ero più agitata io, che, dopo il lavoro di preparazione che mi è proprio per indole, durante la rappresentazione sapevo di dover uscire più volte sul palco-altare - seppure a luci spente o abbassate - per mettere e togliere ripetutamente i vari elementi di scena.
Comunque, l'entusiasmo e la concentrazione con i quali i ragazzi hanno recitato, cantato e ballato sono stati strabilianti!.
Il clima molto familiare ed il gruppo che si è creato sono stati, ovviamente, il risultato più importante e la cosa più bella, ed hanno dato i loro frutti regalando a tutti, "attori e spettatori", una serata davvero bella ed uno spettacolo fluido e coinvolgente.
Pensate a 35 ragazzini di 10-11 anni che si impegnano da ottobre ad aprile, una-due volte la settimana, per un progetto comune: questa sì che è vera socializzazione!
Tutti uniti per un obiettivo comune, ognuno nel proprio ruolo, nelle proprie scene, nei propri panni (costumi)... maschi e femmine, che a quest'età tendono ad essere universi distinti e distanti: tendenzialmente caciaroni, molto fisici e un po' bulletti gli uni; precisine, un po' pettegole e vanitosette le altre...
In tutto questo, una gran donna come catechista-ideatrice che ha messo anima e cuore nell'ideare e portare avanti il tutto ed anche un bel po' di adulti: il parroco, altri catechisti, qualche suora, la direttrice del coro, il coreografo... qualche mamma e poi, in ultimo, tecnici luci, tecnici audio, microfonista, costumista...
Insomma, un'esperienza così varia e formativa da potersi incastonare sicuramente nella memoria delle cose belle dell'infanzia/pre-adolescenza e da poter gettare le basi, magari, per amicizie da portare avanti nel tempo.
in tutto questo, Margherita ha avuto anche me che, a distanza da lei, c'ero comunque. Credo di essere riuscita a farle sentire vicinanza e partecipazione senza intromettermi o invadere i suoi spazi e che questa cosa fatta insieme ci abbia fatto davvero bene.
Di tutto questo ho poche foto: durante i preparativi eravamo tutti così presi, da non pensarci nemmeno e la sera della rappresentazione, essendo dietro le quinte, non mi è stato possibile scattarne.
Le recupererò un po' alla volta da altri genitori, insieme al filmato "ufficiale" della serata.
Vi lascio, comunque, con uno scatto che mi piace tanto: le ballerine-coriste con le mani alzate verso il cielo...

Una cosa è certa: con questa preparazione, il sacramento della Cresima sarà un evento davvero importante e grandioso, per questi ragazzi. Che, nel frattempo, hanno già un nuovo progetto per continuare ad incontrarsi regolarmente, nel loro oratorio e diventare sempre più uniti.

6 commenti:

  1. Cara Elisa, non finisci mai di stupirmi. Mi unisco ai complimenti per il lavoro svolto inoltre sono certa che quest'esperienza avvicinera' i ragazzi cosi' bisognosi di compagnia ed anche le famiglie in un progetto che va oltre ai volti o alla bella figura oppure addirittura al protagonismo di piccoli e grandi.
    Si la Cresima vissuta come esperienza e' il messaggio piu' importante e concreto anche perche' lo Spirito Santo e' puro movimento.
    Grazie Margherita per aver detto si a quest'esperienza chissa'.
    un abbraccio a queste donne fatte ed in divenire.
    Ciao Beatrice

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  2. ... chissa' che sia d'esempio per molti altri e possiate anche voi essere primi attori nel disegno di Dio.
    Beatrice

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  3. ricordo ancora, attimo per attimo, gli " spettacoli" di fine anno in azione cattolica......e vogliamo dire che ti parlo di 45/46 anni fa?
    restano nel cuore, per sempre e resta nel cuore, sempre, il senso di unione e di comunione che si crea, lavorando ad un progetto comune, così importante.
    un abbraccio Emanuela

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  4. Grazie ad entrambe!
    Sono contenta che abbiate capito e condiviso lo spirito di questo post.

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  5. Ciao mammaElly,
    la condivisione e lo spirito di gruppo sono elementi importantissimi, e non solo in un percorso di fede.
    Come catechista io attualmente sono un po' scoraggiata nel vedere i ragazzini che non fanno fatica a collaborare anche rispetto a piccoli progetti che vengono proposti.
    Li vedo distratti e poco con - centrati.
    Quindi faccio tanti complimenti a questi ragazzini che sicuramente vivranno la loro Riconfermazione con convinzione e consapevolezza della grandiosità dei doni che riceveranno.
    E complimenti a tutti gli adulti che hanno dato prova di essere una vera comunità educante.

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  6. ops....
    Evidentemente volevo dire che i ragazzini fanno fatica...

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