martedì 12 febbraio 2013

Il mese di febbraio


Prosegue il nostro lavoro, con Margherita (classe III), per conoscere meglio le caratteristiche dei 12 mesi dell'anno. 

FEBBRAIO
Febbraio è il secondo mese dell'anno civile ed è il più corto di tutti, l'unico che conta solo 28 giorni. Ogni quattro anni, però, ne ha 29 (anni bisestili). Viene dopo gennaio e prima di marzo ed è il terzo mese dell'inverno.
Un anno bisestile è un anno di 366 giorni anziché 365. Ogni quattro anni si aggiunge un giorno in più al mese di febbraio. Ciò avviene poiché un anno (che è il periodo di tempo impiegato dalla Terra per fare il suo giro intorno al Sole), in effetti non dura 365 giorni, bensì 365 giorni e 6 ore, cioè 1/4 di giorno. Il problema si risolve aggiungendo ogni 4 anni un giorno in più.
Il nome
Il nome Febbraio deriva dal latino Februarium, a sua volta derivato da februare, che significa "purificare" o "rimediare agli errori" dato che nel calendario romano febbraio era il periodo dei rituali di purificazione prima della primavera. Tale ricorrenza pagana si è poi trasformata nel culto cristiano in onore di  Santa Febronia, e della Candelora.
Assieme a gennaio è stato l'ultimo mese aggiunto al calendario, poiché i romani consideravano l'inverno un periodo senza mesi. Secondo i miti, fu il re Numa Pompilio, nel 700 a.C., a inserirli entrambi per potere adattare al calendario l'anno solare: il febbraio originale conteneva 29 giorni (30 in un bisestile). L’imperatore Augusto avrebbe rimosso in seguito un giorno di febbraio per aggiungerlo al mese in suo nome, agosto, in modo che il mese dedicato a Giulio Cesareluglio, non fosse il più lungo. Questo fatto è contestato da molti storici che reputano più probabile un febbraio da sempre di 28 giorni.
Il clima
Dal punto di vista climatico, febbraio è l’ultimo mese dell’inverno.
Le perturbazioni di solito sono molto frequenti, soprattutto nella prima parte del mese. Verso la fine del mese, di norma, la temperatura comincia gradualmente ad aumentare.
Curiosità
La pietra del mese è l'ametista.
 l fiori del mese sono la violetta e la primula.

Proverbi su Febbraio
Pur essendo il più corto fra i 12 mesi dell'anno, Febbraio è un mese prediletto dagli antichi proverbi "meteorologici". Questo perché l'antica saggezza popolare, legata al mondo contadino e dei lavori agricoli, ha sempre tenuto nel massimo rispetto questo mese, facendo molta attenzione al tempo di questo periodo, che risulta poi essere decisivo per l’esito del raccolto.
A questi fini il mese di Febbraio dovrebbe essere sempre freddo, meglio se accompagnato da abbondanti nevicate, che sarebbero invece disastrose nei mesi seguenti. Il freddo, infatti, impedisce al seme di svilupparsi verso l'esterno, costringendolo ad operare il suo sviluppo verso la terra, più calda, mediante l'irrobustimento delle radici.
Anche le piogge di questo mese non sono dannose come quelle di Gennaio, anzi, se moderate sono molto benefiche.
Gli antichi speravano che Febbraio chiudesse la stagione invernale, con le sue gelate, perché se fossero poi arrivate in Marzo, avrebbero provocato seri danni alle colture. Ecco il perché di tanti proverbi legati a questo mese.
1.            Febbraio, febbraietto mese corto e maledetto. [È un antico proverbio popolare legato non solamente al calendario, ma anche al clima stagionale e all'economia familiare. Anticamente, ai tempi in cui l'economia delle famiglie era basata soprattutto sulla produzione agricola ed era fortemente vincolata all'esito dei raccolti, la stagione invernale, e soprattutto il mese di febbraio, rappresentavano un periodo di ansia e di preoccupazione, sia per il futuro che per l’immediato, dato che le provviste ormai iniziavano a scarseggiare, gli animali erano poco numerosi e malandati a causa della scarsità di erba, di fieno e di mangime. In questo mese era quindi difficile vivere fino a raggiungere i mesi primaverili, durante i quali almeno i contadini potevano ricavare qualche frutto dalla terra].
2.            Febbraio, febbraiello, cortino e bugiardello.
3.             Febbraio è d’ogni mese il più corto e il più scortese.
4.            Febbraio, corto e malandrino.
5.            Il gran freddo di Gennaio, il maltempo di Febbraio.
6.            Febbraio umido, buona annata.
7.            Chi vuole un buon erbaio semini in Febbraio.
8.            Febbraio nevoso, estate gioiosa.
9.            La neve di Febbraio riempie il granaio.
10.        Se di febbraio tuona, l’annata sarà buona.
11.         Gennaio e febbraio, empie o vuota il granaio.
12.        Febbraio asciutto erba per tutto.
13.        La neve di febbraio ingrassa il granaio.
14.        Primavera di febbraio reca sempre qualche guaio.
15.        Se la viola esce a febbraio, tieni da conto fieno e pagliaio.
16.        Febbraio viene colle tempeste e se ne va con il sole.
17.       Chi vuol un bel pagliaio lo pianti di febbraio.
18.        Non si fa un buon carnevale, se non c'è la luna di febbraio. 
19.        A Madonna candelora  dall'inverno siamo fora.
[La cosiddetta "Candelora" (2 febbraio), era una festa pagana antichissima che a Roma si celebrava tra il 15 e il 18 febbraio. Il culmine della festa era la "februatio" (da cui deriva il nome "febbraio"), cioè la "purificazione" della città dagli influssi dei demoni. Le donne giravano con ceri e fiaccole accese, come simbolo di luce e benevolenza divina. Il cristianesimo poi si "appropriò" di questa festa, convertendola nella festa della Purificazione della Madonna e spostando la data al 2 febbraio, cioè 40 giorni dopo il Natale. Il rito dei ceri però rimase quasi intatto, con la variante della benedizione delle candele, da cui il nome della festa in "Candelora"].
20.        Per la festa di S. Biagio (3 febbraio) il gran freddo ormai è passato.
21.        Sant'Agata (5 febbraio), conduce la festa a casa.
22.        Per San Valentino (14 febbraio), primavera sta vicino
23.       Per San Valentino (14 febbraio), l'allodola fa il nidino
24.       A San Mattia (24 febbraio) la neve per la via.



DESCRIZIONE LETTERARIA DI FEBBRAIO
Febbraio (Mimì Menicucci)
Febbraio è il mese più corto dell'anno. Ma è anche il più allegro perché porta il Carnevale.
È ancora freddo, ma le giornate sono, ormai, più lunghe e dal cielo nuvoloso, qualche volta, fa capolino un tiepido raggio di sole.
A quel sole, alcuni fiorellini coraggiosi aprono i loro petali e sembra che vogliano dire: “La primavera non è lontana”.
Sui rami degli alberi ci sono già le gemme. Ancora tutte serrate dentro la loro pelliccetta, aspettano che l'aria si faccia un pochino più tiepida e allora, da quelle gemme, verrà fuori il fiore, oppure una fogliolina e per l'albero sarà primavera.

POESIE SU FEBBRAIO
FEBBRAIO
Io son Febbraio cortino ma crudo,
sbatto nei vetri ghiaccioli e nevischio;
poso le gemme sull’albero nudo,
poto la vigna, ma infurio, ma fischio.
Viene a braccetto con me Carnevale
e ballo e canto per chi vuol cantare.

Febbraio (M. Vanni)
È febbraio monellaccio
molto allegro e un po' pagliaccio;
ride, salta, balla, impazza,
per le vie forte schiamazza;
per le vie e per le sale
accompagna il Carnevale.
Se fra i mesi suoi fratelli
ve ne sono dei più belli,
il più allegro e birichino,
sempre è lui, ch'è il più piccino.

Febbraio (Renzo Pezzani)
Se ridi, o febbraio piccino,
col sole sia pure d’un dì,
è un riso che dura pochino,
pochino pochino così.
Appena quel tanto che basta
a fare cantare le gronde
dell’acqua mutevole e casta
che lascia la neve che fonde.
Ma basta quel primo turchino,
quel po’ d’intravvista speranza
a dare una nuova fragranza
al cuore e al destino.

Febbraio (T. R. Correggi)
Oh febbraio piccolino,
non è vero che tu sia
proprio un mese malandrino.
Fra i tuoi giorni di bufera
e di freddo, tu ci porti
un pochin di primavera.
Se nel cielo ride il sole,
spuntan subito, sul greppo,
una primula e due viole.
Poi tu allunghi la giornata
più di un’ora e ci regali
qualche bella mascherata.
Non sei dunque malandrino,
o febbraio piccolino.

Febbraio (F. Castellino)
Se ti dicon, febbraietto,
che sei corto e maledetto,
non avertene per male:
è un proverbio che non vale.
Il tuo gelido rovaio,
un ricordo di gennaio,
presto viene e presto va
e paura non ci fa.
Oh, nemmen quella tua neve
ci sgomenta, così lieve
che un respiro di tepore
basta a scioglierne il rigore.
E se ancor ti coglie il gelo
e s’addensan nubi in cielo,
basta un raggio del tuo sole
a dar vita alle viole.
Poco dura la bufera
se alle porte è primavera;
non è vero, febbraietto,
che sei corto e maledetto.

Febbraio (G. Aimone)
Febbraio, bizzoso,
cattivo, cattivo,
perché tante nubi?
Perché tanto gelo?
Eppure nel cuore
tu sogni e racchiudi
il tenero azzurro
d’un lembo di cielo
e porti negli occhi
un raggio di sole
ch’è più luminoso
più bello che mai.
Febbraio bizzoso,
dov’è primavera?
Oh, dimmelo piano!
Tu ridi: lo sai.

Febbraio (Hedda)
Ecco qua il più piccino,
gaio, breve, mingherlino,
tutto trilli e sonatine,
canti, balli, mascherine,
tutto frizzi ed allegria
che spumeggia e corre via.
Ecco, appena cominciato
già è passato…
In un soffio se ne va
e di tutto quel frastuono,
nulla, nulla resterà.

Febbraio (Malfatti Petrini)
Vien febbraio
Vien febbraio
mese gaio
che folleggia
che passeggia
con la maschera sul viso,
con la celia, col sorriso
che fa il chiasso per le strade
mentre ancor la neve cade.

Febbraio (U. Ghiron)
Nuvoli, vento, neve, acqua, tempesta!
E’ arrivato febbraio, febbraietto!
“Ah, febbraietto, corto e maledetto”
gli gridan tutti: “Vattene alla lesta!”
Corre via febbraietto e sembra dire:
“Allegri, chè l’inverno è per finire!”
E allegro per il colle e per il piano,
ora pota le viti il buon villano,
mentre le vie, le piazze cittadine,
empie un gaio vociar di mascherine.

Febbraio (C. Allori)
Corro lieto nel bosco
a cogliere viole:
qua e là penetra il sole;
qua e là si fa più fosco…
C’è qualche bacca rossa
sulle stecchite fratte,
odor d’erbe disfatte,
odor di terra smossa;
e al lume dell’aurora,
brina gelata e bianca.
Come farfalla stanca,
vien qualche fiocco ancora…
Ma indugia, innanzi sera,
talvolta, uno splendore
che annunzia già il tepore
di dolce primavera.

Questi due innamorati tutti imbacuccati tra la neve rappresentano, per Margherita, il mese di febbraio.
Più sotto, il suo tema sul mese.


Tema
Il mese di febbraio
Febbraio è il secondo mese dell’anno civile e conta 28 giorni in un anno normale e 29 in un anno bisestile.
Il nome febbraio deriva dal latino “februarium” che vuol dire “purificare” o “rimediare agli errori”, dato che nel calendario degli antichi romani febbraio era il mese della purificazione prima dei mesi primaverili.
Dal punto di vista climatico febbraio è l’ultimo mese dell’inverno, le perturbazioni sono molto frequenti soprattutto all’inizio del mese. Verso la fine del mese la temperatura inizia gradualmente ad aumentare.
Pur essendo un mese molto corto, su febbraio ci sono tantissimi proverbi popolari, perché i contadini avevano molto rispetto di questo mese dato che era il mese decisivo per il raccolto.
Di tutti i proverbi i miei preferiti sono: “Febbraio febbraietto, mese corto e maledetto” e “A Madonna Candelora dell’inverno siamo fora”.
A me questo mese piace molto anche perché c’è Carnevale che è allegro e molto buffo.   

lunedì 11 febbraio 2013

Tutti in maschera!


In questi giorni, il Carnevale la sta facendo da padrone anche nella nostra attività didattica e nei disegni dei bambini.
Margherita si è dapprima dedicata alle maschere italiane tradizionali, con un bel lavoro tratto da "Una maestra nel Web": italiainmaschera e maschere e da "maestrasabry": Le-maschere-italiane-piu-famose.
Sono schede molto ben fatte, correlate da immagini da colorare di "Midisegni", che abbiamo utilizzato (quasi) senza modifiche, a parte qualche collegamento alla nostra realtà locale.

Poi, tutti insieme,  abbiamo letto la classica leggenda del costume di Arlecchino:


La leggenda del costume di Arlecchino
C’era una volta un bambino molto povero chiamato chiamava Arlecchino, che viveva con la sua mamma in una misera casetta.
Arlecchino andava a scuola e, per Carnevale, la maestra organizzò una bella festa e propose a tutti i bambini di vestirsi in maschera.
I bambini accolsero l’idea con molto entusiasmo: parlavano dei loro vestiti coloratissimi e bellissimi. Soltanto Arlecchino, messosi in disparte, non partecipava all’entusiasmo generale; zitto zitto, in un  angolino, sapeva che la sua mamma era povera e non avrebbe mai potuto comprargli un costume per quell’occasione!
Ma agli altri bimbi dispiacque vedere Arlecchino tanto triste, così ciascuno di loro decise di portare alla sua mamma un pezzetto di stoffa avanzata dai loro costumi colorati.
La mamma lavorò tutta la notte, cucì fra loro tutti i pezzi diversi e ne fece un abito. 
Al mattino Arlecchino trovò un bellissimo abito di tanti colori diversi.
Così, alla festa della scuola fu proprio lui la maschera più bella e più festeggiata… e tutto questo grazie all’aiuto che i suoi compagni gli avevano dato.
Così, la leggenda ci racconta, nacque il costume di Arlecchino.

Ecco Arlecchino disegnato da Margherita e Mariangela, colorato da Camilla (dalla Guida Unica Ibiscus, classe I) ed un coloratissimo pagliaccio di Giovanni:


Qualche giorno fa, poi, abbiamo -per la prima volta- associato in uno stesso dettato Margherita e Mariangela. Il testo era questa simpatica filastrocca di Carnevale:

Tutti in maschera
Carnevale è arrivato,
mascherato e colorato
con coriandoli e trombette,
burattini e marionette!
Travestito da Arlecchino,
Gatto, Fata o Soldatino
ogni bimbo farà festa,
con parrucche buffe in testa.
E poi dolci, cioccolata,
tante torte e marmellata,
scherzi, burle e tanto chiasso,
e risate a più non posso.
Così ognuno avrà un sorriso
Non di trucco, ma sul viso.
(M. T. Stancarone)

Devo dire che "la coppia" di sorelline è andata benissimo: il ritmo di dettatura era, ovviamente, un po' più lento del solito, le doppie si facevano sentire sonoramente... ma la piccolina seguiva benissimo e senza errori nemmeno nelle numerose difficoltà ortografiche.
Guardate le loro pagine, correlate da altri disegni colorati:





Ciò che ha coinvolto maggiormente tutti quanti, è stato però disegnarsi -fin nei minimi dettagli- nei propri bellissimi abiti di carnevale:

ed eccoli qua, veramente TUTTI IN MASCHERA!

ANCORA BUON CARNEVALE A TUTTI!!!


sabato 9 febbraio 2013

Accessori di Carnevale per principesse, fate e cavalieri


Il Carnevale, nelle famiglie con bambini, è senza dubbio uno dei "grandi eventi" dell'anno.
In una famiglia numerosa tutto quanto si amplifica e moltiplica. Anche l'entusiasmo, le aspettative, i preparativi... ed i costumi.
Per contenere la spesa e non esagerare, qui ci si impegna per acquistare, ogni anno, al massimo un nuovo costume.
Tra passaggi tra sorelle, passaggi tra fratelli, recuperi dal passato di mamme-nonne-zii e reinvenzioni creative, fin ora ogni Carnevale è stato diverso dal precedente, con abiti rinnovati, nonne e bisnonne indaffarate, bimbi soddisfattissimi.
Quest'anno tre principesse ed un Robin Hood (oltre ad un cagnolino) aspettavano solo qualche accessorio per essere completi.
Allora, ci siamo messi all'opera per costruirli da noi.

1 - ARCO, FRECCE E FARETRA
Occorrente per l'arco:
- 1 gruccia appendiabiti in plastica o legno
- tenaglie
- nastro adesivo
- colore acrilico
- vernice lucida trasparente
- gomma crepla
- elastico largo
- puntatrice

Procedimento:
- Con le tenaglie, togliere il gancio di ferro dalla gruccia.
- Rivestire la gruccia con il nastro adesivo, in modo da coprire la parte eventualmente scheggiata.
- Dipingere la gruccia con il colore acrilico e mettere ad asciugare.
- Una volta asciutta, passare una mano di vernicetta trasparente, per lucidare e proteggere l'arco.
- Legare l'elastico alle due estremità della gruccia, utilizzando i gancetti.
- Realizzare l'impugnatura dell'arco arrotolando una striscia di gomma crepla al centro della gruccia e fissandola con la puntatrice.


Occorrente per le frecce:
- Grucce di metallo sottile
- tenaglie
- nastro adesivo
- cannucce colorate
- cartoncino colorato
- forbici
- puntatrice

Procedimento:
- Con le tenaglie, tagliare il bastoncino della gruccia e scartare il resto.
- Rivestire il bastoncino con il nastro adesivo.
- Infilare il bastoncino in due cannucce tagliandone l'eccesso.
- con il cartoncino colorato in tinta, ritagliare dei piccoli coni per le punte e dei trapezi per le code delle frecce.
- fissarle ai bastoncini con un po' di punti metallici.

Occorrente per la faretra:
- Borsettina o zainetto
- carta crespa
- puntatrice

Procedimento:
Rivestire la borsettina con un sacchettino ricavato dalla carta crespa. Fissare il tutto con i punti metallici.

Ed ecco qua il kit da Robin Hood (o da cavaliere) bello e finito!

BACCHETTE O SCETTRI
Occorrente:
- Grucce di metallo sottile
- tenaglie
- nastro adesivo
- cannucce colorate
- palline di Natale luccicanti, in polistirolo
- sagome in plastica rigida
- colori acrilici
- sagome in gomma crepla
- colla per plastica
- forbici
- puntatrice

Procedimento:
- Con le tenaglie, tagliare il bastoncino della gruccia e scartare il resto.
- Rivestire il bastoncino con il nastro adesivo.
- Infilare il bastoncino in due cannucce tagliandone l'eccesso.
- Infilare sull'estremità di ogni bacchetta una pallina.
- Ritagliare due sagome uguali per ogni bacchetta, una rigida ed una in gomma crepla.
- Dipingere la sagome a piacimento.
- Fissare le sagome ai bastoncini, incollandole "a sandwich".

Ecco qui le nostre bacchette... o scettri, a seconda delle preferenze, del gioco e della fantasia!
Quelle più sobrie, senza sagome, sono la nostra versione "maschile".


Questi, invece, sono due dei nostri costumi, arricchiti dai nostri accessori!

Ovviamente, oltre che accessori carnevaleschi, le nostre piccole creazioni sono anche e soprattutto dei giocattoli: semplici,creativi, divertenti ... e un po' delicati, da lasciare nelle mani di bimbi già grandicelli, e comunque sotto vigile sorveglianza di un adulto.

Edit: con queste ideuzze, partecipiamo alla Raccolta link vestiti di Carnevale con il riciclo di NonnAnna

giovedì 7 febbraio 2013

Arlecchino e pagliaccio di Pongo

Quest'anno non abbiamo realizzato delle vere e proprie decorazioni a tema-Carnevale.
Però ci siamo dedicati ad una piacevolissima attività, un misto tra manipolazione, pittura e collage.  
Avendo in mente l'idea e volendo figure molto colorate, ho dapprima cercato in rete e scaricato questi disegni: Arlecchino e pagliaccio. Poi li ho ingranditi e stampati ciascuno su due fogli A4, in modo da ottenere due personaggi di grandi dimensioni. Ho incollato ogni personaggio su un supporto rigido, di cartone da imballaggio (recuperando i due lati di uno scatolone).
A questo punto, i bambini hanno potuto iniziare il loro lavoro: due bimbi si sono dedicati all'Arlecchino e due al pagliaccio. 
Per "colorare" le nostre figure abbiamo usato il Pongo. Un materiale nuovo di zecca per i miei bambini, pur essendo un classico.
I bimbi hanno dapprima tagliato strisce e pezzettini di Pongo con i loro coltellini di plastica, poi hanno cominciato a posizionarli e a farli aderire ai loro disegni.

Inizialmente i più piccoli tendevano ad usare quantità eccessive di Pongo, poi tutti hanno capito la grande malleabilità di questo materiale ("Sembra cera!" "E' cera, vero, mamma?") ed hanno quindi cominciato a spalmare i colori sui fogli, con con grande coinvolgimento e maggior precisione. 

Queste sono le sagome colorate (con Arlecchino decorato anche da qualche coriandolo d Pongo):

Per abbellire e completare il tutto, abbiamo poi realizzato delle cornici colorate, semplicemente ritagliando delle strisce di carta crespa e fissandole un po' arricciate con la puntatrice. 
Ed ecco Arlecchino:

Ed il pagliaccio:

Sicuramente utilizzeremo ancora questo materiale in futuro: è morbidissimo, duttile, malleabile, colorato, profumato e non si secca!

P.s. Con questo post partecipiamo a "Il mercoledì dell'arte - tema coriandoli-celeste" de Priorità e Passioni:

martedì 5 febbraio 2013

Animaletti di cartapesta

Oggi vi mostrerò il nostro ultimo lavoretto.
Per entrare fisicamente nel clima del Carnevale e coinvolgere tutti i bambini, ho organizzato un piccolo laboratorio sulla cartapesta.
Viviamo in una cittadina dall'antica tradizione carnevalesca: gli enormi carri allegorici, le sfilate mascherate, l'allegria un po' ciarlona (e a volte pure forzata) del carnevale fanno da sempre da sfondo ai nostri inverni.
La cartapesta, materiale povero e creativo per eccellenza, racchiude in sè un misto tra arte ed artigianato davvero affascinante.
Con i bambini, già lo scorso anno ci eravamo cimentati nella realizzazione di alcune maschere, rivestendo delle scatole di panettone.
Quest'anno abbiamo pensato di costruirci dei pupazzetti a forma di animaletti. Partendo da alcuni palloncini,da rivestire.
La tecnica è molto conosciuta (è la stessa con cui si confezionano le piñatas) l'idea piuttosto inflazionata, ma per noi era la prima volta ed è stato davvero bello.
In particolare, avevamo visto questi animaletti, che erano piaciuti tantissimo ai bambini.

Occorrente:
- Palloncini
- Carta da giornale (noi abbiamo usato dei volantini pubblicitari)
- Carta da pacchi bianca
- Colla vinilica 
- Acqua
- pennelloni
- Colori a tempera
- Vernicetta lucida (tipo per decoupage)
- occhietti mobili
- ritagli di cartoncino di diversi colori per i dettagli
- piccoli pon pon colorati
- feltrini tondi bianchi
- forbici.

Procedimento:
- Gonfiare i palloncini.
- Strappare tante striscia di carta di giornale. E' meglio eseguire questa operazione con le mani, piuttosto che con le forbici, per seguire la fibra della carta e rendere poi il pupazzetto più robusto.
- Preparare una mistura di colla vinilica ed acqua, nella proporzione 2:1.
- Iniziare ad immergere le strisce di carta nella mistura e a rivestire i palloncini.

- Fare almeno due strati, pressando bene le strisce di carta (con le mani o col pennello) in modo da farle aderire bene e non creare troppe grinze.
- A questo punto, ripetere l'operazione con uno strato di carta da pacchi. Questo irrobustirà il pupazzetto ed inoltre, essendo la carta bianca, agevolerà l'operazione di pittura.
- Pressare bene la carta in modo da farla aderire il più possibile al palloncino e passare un ulteriore strato di mistura colla-acqua.

- Mettere i palloncini così rivestiti ad asciugare su un foglio di plastica (noi abbiamo usato le buste plastificate per raccoglitori) e rigirarli ogni tanto, in modo che non si appiccichino. Occorreranno circa 1-2 giorni, a seconda del grado di umidità dell'ambiente.
- Dipingere i palloncini con i colori a tempera e porre nuovamente ad asciugare sul foglio di plastica.

- Una volta asciutti, spennellare ulteriormente con uno strato di vernicetta lucida, per abbellire e rinforzare la cartapesta.
- Infine, comporre gli animaletti decorandoli con gli occhietti mobili e con tutti i dettagli che la fantasia suggerirà: orecchie, becchi, musetti (fatti con pon pon o semplici feltrini bianchi per sedie), linguette, guanciotte e zampine ed incollando il tutto, ancora con colla vinilica. 

Note "tecniche"
Per sostenere le orecchie delle conigliette, che tendevano inevitabilmente a crollare, abbiamo usato un cotton fioc piegato ad L ed incollato sul retro.
E' importante realizzare delle zampe inferiori piuttosto larghe e grandi, trovando il giusto punto sul fondo del palloncino, in modo da permettere all'animaletto di stare in piedi.
Come avrete letto, diversamente da altri tutorial che si trovano in rete, noi (per semplicità) abbiamo rivestito completamente i palloncini, senza lasciare buchetti per inserire sabbia o alcunchè all'interno, e senza far scoppiare i palloncini.
Il risultato è comunque è stato ottenuto, ed i nostri animaletti stanno bene in piedi, belli rigidi e robusti.

Ed ecco qua i nostri animaletti finiti: due conigliette (una rosa shocking ed una fucsia), una gattina bianca e nera, un gattone rosso, un pulcino giallo ed un cagnolino blu!

BUON DIVERTIMENTO!!!!
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