venerdì 3 agosto 2018

I libri di Margherita: L'abbazia di Northanger

L’ABBAZIA DI NORTHANGER
DATI EDITORIALI
Titolo: L’Abbazia di Northanger
Autore: Jane Austen
Formato: e-book
Citazione: «Una donna, se ha la sfortuna di sapere qualcosa, dovrebbe sempre fare in modo di nasconderlo meglio che può »
Numero di pagine: 272
GENERE DEL LIBRO
Romanzo
LUOGHI DELLA STORIA
Inghilterra, Wiltshire, Fullerton, casa dei Morland, casa degli Allen, diligenza, Bath, strade di Bath, dimora dei Tilney, Northanger Abbey, varie stanze dell’abbazia e altri luoghi minori.
TEMPO DELLA STORIA
Indefinito.
Dopo alcuni cenni sull’infanzia della protagonista, la storia si svolge presumibilmente in qualche mese.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Famiglia Morland: Catherine, padre e madre di Catherine, fratelli di Catherine (George, Harriett, James, Richard, Sally e altri);
Famiglia Tilney: Henry, Eleanor, Generale Tilney, Frederick, defunta madre di Henry ed Eleanor;
Famiglia Thorpe: Isabella, John, Mrs. Thorpe, Anne, Edward, William, Maria;
Personaggi minori: Anne Mitchell, Mr. e Mrs. Allen, i Parry, Miss Hughes, Miss Smith, gli Skinner, Miss Andrews, Sophia, Charlotte Davis, le Lady Fraser, Sam Fletcher e altri.
TRAMA
Catherine Morland è una ragazza di diciassette anni che vive nel Wiltshire, a Fullerton, insieme al padre, alla madre e ad altri nove fratelli.
È una ragazza graziosa, buona, ingenua e grandissima lettrice: ciò che ama di più sono i romanzi gotici.
Possiede una sconfinata fantasia ed è un’inguaribile sognatrice: a forza di leggere romanzi vede avventure e misteri dappertutto, e ciò la porta a fraintendere spesso le persone e le situazioni, trasformandole secondo i dettami della propria rocambolesca immaginazione e mettendosi proprio per questo molto spesso nei guai.
La sua vita scorre tranquilla e monotona fino all’età di diciassette anni, quando una coppia di vicini, gli Allen, le propone di venire con loro a passare la Stagione e Bath.
Per Catherine, che ha sempre sognato di lasciare Fullerton ma non ne ha mai avuto l’occasione, tutto ciò sembra un sogno, e accetta al settimo cielo.
A Bath, tutto è molto diverso da quello che ha sempre conosciuto: abituata al suo villaggio campestre, non ha idea delle ipocrisie, delle convenzioni e delle rigide abitudini che regolano la vita di città, e imparerà a sue spese, con episodi talvolta comici ed esilaranti, che l’ingenuità e la fantasia non sono ben viste in società.
È proprio a Bath che Catherine è portata a dover distinguere per la prima volta nella sua vita fra il bene e il male, personificati nelle due famiglie che incontra sulla sua strada: i Tilney e i Thorpe.
La famiglia Tilney è composta dal Generale Tilney, un uomo malinconico e silenzioso tutto d’un pezzo, con una lunga carriera alle spalle, e dai suoi figli, Henry ed Eleanor.
Eleanor è una ragazza dolce, gentile e responsabile che diventa grande amica di Catherine, mentre Henry è un ragazzo cordiale, educato e con solidi principi, e fra lui e Catheirne nascerà subito qualcosa…
I Thorpe sono invece composti principalmente da due fratelli e la loro madre vedova, ovvero Isabella, John e Mrs. Thorpe.
Isabella è bella, intelligente e disinvolta, egocentrica e vanitosa, e tutto ciò la porta a non avere valori morali e a pensare solo a se stessa dimenticandosi dei sentimenti altrui.
John è un ragazzo sanguigno e borioso, convinto di essere sempre il migliore e simile alla sorella per molti aspetti.
Inizialmente affascinata dalla spigliatezza e dall’entusiasmo di Isabella, Catherine instaura con lei una grande amicizia, ma a sue spese capirà che non tutti sono come sembrano, e che anche le persone più affabili possono dimostrarsi spregiudicate e insensibili.
È proprio grazie alla sua amicizia con Henry ed Eleanor che i Tilney propongono a Catherine di passare qualche tempo nella loro dimora, l’Abbazia di Northanger, un antico edificio gotico splendidamente conservato.
Catherine, che da sempre ama i romanzi gotici, accetta.
A Northanger, però, la ragazza si lascerà trasportare troppo dalla propria fervente fantasia, congetturando e ipotizzando cose surreali, lasciandosi suggestionare da cose da nulla e inventando e supponendo nella maniera sbagliata.
Facendosi influenzare troppo dalla propria fantasia, finirà con il far soffrire anche le persone che ama…

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto.
La storia è fresca e piacevole, scritta con maestria, e molto divertente.
La protagonista, presentata come un’anti-eroina, è capace con la sua imbranataggine e la sua ingenuità di conquistare il cuore del lettore e in particolare della lettrice, trasportandolo/a nel suo universo di avventure inventate, misteri mai esistiti e figuracce, ma anche di gentilezza, di valori importanti e di riflessioni profonde.
È un’eroina umana, presa dalla vita di tutti i giorni, divenuta protagonista di un grande romanzo quasi per sbaglio, come se fosse inconsapevole di ciò che le sta succedendo, e che tutti la stiano guardando e ascoltando.
I suoi pensieri diventano involontariamente i nostri, e Catherine è straordinariamente simile a una ragazza di diciassette anni del nostro tempo, con i suoi errori, le sue confusioni, il suo buon umore e la sua freschezza.
Sbaglia e impara come tutti noi facciamo, e ciò ce la fa amare ancora di più.
Al contrario di personaggi complessi e che possono risultare “distanti” come Emma dell’omonimo libro o Elinor di Ragione e Sentimento, all’apparenza Catherine non ha nulla dell’eroina di un romanzo: non è particolarmente bella ma solo graziosa, non incredibilmente intelligente ma solo assennata, non è particolarmente spigliata ma solo educata e ha una fantasia che molto spesso la travia nei suoi giudizi e la condiziona, come accade spesso a tutte le ragazze “umane” della sue età.
Eppure, come tutte noi in fondo siamo, è unica e speciale, e per questo degna di essere protagonista, almeno una volta nella sua vita.
Nonostante sia un libro tendenzialmente leggero è molto ben scritto e la trama, sebbene lineare, risulta appassionante e coinvolgente e tiene con il fiato sospeso in molti punti.
Diverso dal solito e spesso esilarante, è quello che serve per un’iniezione di risate e di ottimismo!
Lo consiglio proprio.

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