venerdì 2 settembre 2016

I libri di Margherita: La custode del miele e delle api

LA CUSTODE DEL MIELE E DELLE API
DATI EDITORIALI
Titolo:  La custode del miele e delle api
Autore: Cristina Caboni
Casa Editrice: Garzanti
Numero di pagine: 320

GENERE DEL LIBRO
Romanzo.

LUOGHI DELLA STORIA
Grecia, casa di Sofia, casa della mamma di Angelica, Italia, Sardegna, Abbadulche, casa di Margherita, casa di Memma, yacht di Nicola, camera da letto di Angelica, giardino, vecchio ulivo, alveare, foresta, nascondiglio nella foresta, grotta, mare, casa di Giuseppe, palazzo del sindaco.

TEMPO DELLA STORIA
Tempo indefinito.
PERSONAGGI PRINCIPALI
Angelica, Nicola, Margherita Senes (o Jaja), le api, il miele, Claudio, Sofia, Giuseppe Fenu, Anna, Memma, mamma di Angelica, Pina, Gigliola, Silvia, Alessandra.
TRAMA
Da quando, da ragazzina, Angelica Senes ha dovuto lasciare la sua amata Abbadulche, una piccola isola spazzata dal vento della Sardegna, per la caotica ed affollata Roma, non è più riuscita ad aprire il suo cuore.
Non è capace di legarsi a niente, non ha amici, non ha famiglia.
L’unico posto in cui si sente veramente bene è con le sue api.
Cullata dal brusio delle loro ali e dal dolce profumo del miele che cola dalle arnie, Angelica è felice, tranquilla.
Si sente amata.
Per questo lavora come apicoltrice itinerante, con la sola compagnia dal cane Lorenzo, della gatta Pepita e dei suoi ricordi.
I ricordi.
Proprio i ricordi sono il punto debole di Angelica.
Non fa altro che pensare alla sua amata isola sarda, al mare più trasparente del cristallo, alle albe di fuoco che si specchiavano sul mare turchese.
Ripensa a Margherita, la sua Jaja, la zia che si è presa cura di lei mentre sua madre lavorava per settimane. La donna che le ha insegnato ad amare le api, a cantare per loro, a raccogliere il miele e  a invasarlo.
Soprattutto, però, non riesce a scacciare il ricordo di lui. Nicola.
Il suo primo, ingenuo amore. L’uomo che con un solo bacio riusciva a farle dimenticare immediatamente ogni preoccupazione. L’unico che conosce tutte le paure che si nascondono negli occhi smarriti di Angelica.
Un giorno, però, sua madre le dà una notizia che le fa gelare il sangue nelle vene: Jaja, la sua amata zia, non è morta veramente…

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto tantissimo.
Una storia d’amore intrigante, dolce e con il classico lieto fine, anche se non scontato come al solito.
Dire che le descrizioni siano bellissime è assolutamente riduttivo: sono sublimi.
Fin dalla prima pagina, quando ho capito che nel libro ci sarebbero state molte descrizioni, mi sono subito sentita a mio agio.
Perché le descrizioni, secondo me, sono il cuore pulsante di un libro, le uniche che riescano veramente a portarti nel profondo del romanzo, che ti facciano immedesimare nel luogo e nel personaggio in questione.
Un libro senza descrizioni è senz’anima, non trasmette quasi nessuna emozione e non riesce a trasportarti nella terra narrata.
Fra le pagine del suo romanzo mi sono sentita a casa.
Originali i brevi trafiletti all’inizio di ogni capitolo su un miele in particolare.
Grazie a essi ho imparato molte cose interessanti che non sapevo sul miele.



Con questo post partecipo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".

2 commenti:

  1. Ciao, Mamma Elly. Mi sembra proprio una bella storia.
    Una curiosità: ti riferisci alle descrizioni della natura, delle persone o di cosa?
    Grazie.
    Ketty

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao,
      mi riferivo alle descrizioni in generale, in particolare però a quelle della natura.
      Grazie a te :).

      Margherita

      Elimina

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