lunedì 21 gennaio 2013

Cartellone tattile dell'inverno


Vi ricordate il nostro cartellone tattile dell'autunno?
Ovviamente, in questi giorni lo abbiamo aggiornato, lavorandoci su fino a farlo diventare un bel cartellone tattile dell'inverno.
Come sempre, il nostro punto di partenza è stato l'osservazione della realtà circostante. Il  paesaggio intorno a noi è cambiato: si è fatto più cupo, secco e freddo nel senso pieno del termine. I cambiamenti più evidenti intorno a noi osservati dai bambini sono stati la perdita pressochè totale delle foglie da parte degli alberi, la scomparsa di molte bacche dai cespugli, l'incupirsi del cielo e l'accendersi dei camini i molte case. Poi, anche se per ora ha fatto solo capolino, la neve. La neve è l'elemento naturale che nell'immaginario di ogni bambino caratterizza assolutamente l'inverno.
Poi, ci sono gli abiti che indossiamo: si sono fatti più pesanti, spessi e caldi. Sono comparsi guanti, sciarpe, giacconi  imbottiti e cappotti di lana.
Per aggiornare il nostro cartellone, questa volta abbiamo iniziato proprio dai bimbi e dai loro vestiti.

I 5 bambini di carta, loro 5, (per chi volesse, i bimbi disegnati sono scaricabili qui, in formato pdf) sono stati vestiti d'inverno.
Ogni bambino, recuperando la propria sagoma dal cartellone dell'autunno l'ha svestita e poi ri-vestita.
Scegliendo ed abbinando i colori del caldo pannolenci per le cuffie con pon pon, i cappotti ed i guantini e ritagliando nuovi stivali, più alti, di gomma crepla.
E' sempre molto divertente scegliere ed abbinare a proprio piacimento i colori, provare e riprovare fino ad ottenere il risultato "perfetto"!

A questo punto, ci siamo dedicati allo sfondo.
Per realizzarlo in modo da far spiccare su di esso una bella quantità di neve bianca, abbiamo pensato di dipingere tutto di blu. Di immaginare una nostra passeggiata fuori sul far della sera. In fondo, d'inverno il sole tramonta presto, il buio arriva già a metà pomeriggio, e la cosa è abbastanza realistica...
Dipingere di tempera blu un grande foglio di carta da pacchi è stato un momento piacevole e divertente, anche se un po' caotico, per tutti e 5 i bambini: specialmente Tommaso, ormai ufficialmente promosso a "bimbo grande" si è dato un gran daffare -con tutto il proprio corpo- per dipingere il grande foglio bianco, con enorme soddisfazioni e grandi risate.

Per completare il cielo nostro cartellone, i bimbi hanno poi fustellato tanti fiocchetti di neve bianchi e delle stelline gialline.
Intanto, abbiamo pensato a come realizzare dei cespugli spogli e secchi: colorando la "paglina" bianca tipica delle ceste natalizie con la tempera marrone. Una volta asciutta, l'effetto non è niente male, oltre al fatto che questi cespugli sono trimensionali e davvero "molto tattili"! 
A questo punto, abbiamo cominciato ad assemblare i vari elementi: la strada con i bambini, la casa, gli alberi spogli, poi la neve, taaanta neve di soffice e candido cotone idrofilo.

Poi abbiamo incollato i cespugli, altra neve, le formine fustellate e realizzato diversi pupazzetti di neve come questi, per rendere più grazioso il tutto.

Vi mostro nel dettaglio i vari particolari: i bambini in tenuta invernale...



Ecco gli alberi di carta vetrata marrone e quello di cartone grosso, marroncino, ricavato da uno scatolone: vestiti d'inverno risultano spogli, secchi, adornati da qualche fiocchetto di neve in qua e là.

Questa qui sotto, invece, è la casa: il nostro palazzo è stato modificato mettendo due spugnette abrasive cilindriche e grigie a mò di fumo che esce dal tetto; poi uno strato di pannolenci bianco orna il tetto e tutti i davanzali delle finestre; una coltre di neve bianca di cotone idrofilo ricopre, invece, la parte inferiore della porta.

Per finire, anche il gattino e la cagnolina Matilde sono stati vestiti con cappottino e cuffietta di pannolenci... 


Ed ecco pronto il nostro cartellone tattile dell'inverno!
 E' stato appeso ad una parete della nostra sala: tutto da toccare, fatto di tanti materiali diversi da poter far accarezzare e sperimentare.

venerdì 18 gennaio 2013

Il mese di gennaio


Quest'anno stiamo improntando, con Margherita (classe III), un lavoro per conoscere meglio le caratteristiche dei 12 mesi, da svolgere a tappe.
Se, nel 2012, la bimba si era dedicata alle loro descrizioni pesonificate, nel 2013 punteremo l'attenzione su aspetti concreti di ciascun mese: etimologia, curiosità, caratteristiche climatiche e paesaggistiche, descrizioni letterarie, poesie, filastrocche e proverbi. 
In conclusione all'approfondimento su ogni mese, alla bimba verrà chiesto di eseguire un disegno ed un piccolo testo.

GENNAIO
Gennaio è il primo mese dell’anno civile e conta 31 giorni.
Il nome
Il nome gennaio deriva dal dio romano Giano, divinità delle porte e dei ponti, che rappresentava ogni forma di passaggio e mutamento: infatti gennaio è il mese che apre le porte del nuovo anno.
Il dio Giano era raffigurato con due facce: una rivolta al passato e una al futuro.
Secondo la leggenda, Giano fu re dell'antichissima Italia, e ospitò Saturno quando il vecchio dio fuggì per sottrarsi alle persecuzioni del figlio Giove.
Il luogo ove Saturno si nascose fu chiamato Lazio. 
Fu allora che Giano, per gratitudine, ebbe da Saturno il dono della prudenza e la facoltà di vedere nel futuro come nel passato.
Il primo giorno del mese è Capodanno.
Il clima
Gennaio è tradizionalmente considerato il mese della neve; la campagna è ancora tutta gelata ed è bene che lo sia per evitare che i semi germoglino troppo presto.
La campagna è ancora spoglia, deserta, silenziosa.
Gli alberi alzano verso il cielo grigio i rami nudi.
Tutto è assopito: questo è il tempo dell'attesa: si sente nell'aria un senso di dolce riposo.
Non si odono ronzii di insetti, canti di uccelli. 
Solo qualche passero saltella qua e là in cerca di cibo. D'improvviso si leva un canto, piccolo, timido.
È il re delle siepi che canta, l'uccellino del freddo: lo scricciolo.
Saltella, di rametto in rametto, piccolo fagottello di penne arruffate, che una minima brezza di vento fa vibrare come mille bandiere. E il suo canto rianima ogni cosa.
Perché in esso è la certezza che la primavera tornerà.
Curiosità
Il fiore del mese è il garofano.
Gli ultimi tre giorni di gennaio sono detti “giorni della merla”.

DESCRIZIONE LETTERARIA DI GENNAIO
È Gennaio (Mimì Menicucci)
Tutti i bambini lo aspettano con gioia, ma anche con un po’ di timore,  perché non sanno che cosa porterà la Befana.
Siamo proprio nel cuore dell'inverno: qualche volta soffia un vento gelido, talora un bianco e morbido mantello ricopre la terra
infreddolita.
È la neve che cade!
I ragazzi si divertono a far pupazzi e a giocare a pallate di neve.
Ogni tanto si ode un frullo d'ali; sono passeri che hanno fame e freddo, cercano briciole e semetti qua e là.
I semi, sotto terra, attendono la primavera che tornerà per far sbocciare le tenere piantine.
POESIE SU GENNAIO
Gennaio (di O. Cima)
Io sono il primo
di dodici figli
tutto vestito di candidi fiocchi.
Spargo brillanti per campi e per cigli;
porto ai camini
la festa dei ciocchi.
Di ghiaccio e neve ricopro le vette
e metto al fuoco
le dolci ballotte.
Scherzo di Gennaio (M. Giusti)
I rigori di gennaio
portan sempre qualche guaio;
acqua, freddo, ghiaccio e neve,
notte lunga, giorno breve,
influenza e raffreddore,
naso rosso a tutte l'ore.
Quando il ciel si mette al bello,
cercan tutti il solicello.
I piccini, intorno al mondo,
fanno un pazzo girotondo;
mentre quelli grandicelli
studian giochi novi e belli.
Sopra il ramo scheletrito,
l'uccellino è intirizzito.
Il comignolo sul tetto
fuma allegro e per dispetto
si diverte a far tossire
la civetta, da morire.
Ride un topo come un matto,
mentre strizza l'occhio al gatto.
Gennaio (R. Pezzani)
Cerchi il fuoco e porti indosso
umor nero, vento e gelo;
col tuo sguardo incanti il fosso,
col tuo fiato appanni il cielo
Per il freddo che tu porti
prati e boschi sembran morti,
ma di sotto la tua neve
vita nuova il grano beve.
Gennaio (L. Santucci)
Vien Gennaio freddoloso,
con la barba di ghiaccioli,
sotto il ciel cupo e nevoso
coi suoi undici figlioli.
Son Febbraio, Marzo e Aprile,
Maggio, Giugno, Luglio e Agosto;
poi Settembre il più gentile,
ed infine Novembre, brullo,
e Dicembre, ultimo nato,
che riporta a ogni fanciullo
il Natal tanto sognato.
Che simpatica famiglia
reca sotto il suo mantello!
Nessun mese gli somiglia:
e a suo modo ognuno è bello.

Gennaio (C. Prosperi)
Ecco Gennaio
con il suo saio
con il fianco
tutto bianco.
Viene innanzi il vecchierello
e via caccia il tempo bello;
reca seco giorni brevi,
nebbie, venti, ghiacci, nevi.
Gennaio (R. Pezzani )
Bigio il ciel, la terra brulla,
questo mese poverello
nella sporta non ha nulla,
ma tien vivo un focherello;
breve il dì lunga la notte,
cerca il sole con affanno,
ha le tasche vuote e rotte,
ma nasconde il pan d'un anno.

Gennaio (G. Ferrara)
Io sono dell'anno
il primo mese
ed un inchino
vi fo cortese.
Son triste, squallido,
son freddo tanto,
e il monte e il piano
di neve ammanto.
Pur son benefico...
Vi sembra strano?
Sotto la neve
germoglia il grano.

Gennaio (di Hedda)
Mantellino di neve
ricciolini di ghiaccio,
tacito, freddo e lieve,
chi son io che m'affaccio?
Tra i fischi del rovaio
o bimbi, ecco Gennaio!

Filastrocca di Gennaio (M. Comassi)
O gennaio sonnacchioso
stai nel tuo mantel nebbioso.
Lunghe notti e giorni corti,
neve e brina tu ci porti.
Chiudi in casa noi bambini
e fumare fai i camini.
Tu le stelle più brillanti
specchi in ghiacci scintillanti.
Forse un mago sei, gennaio,
e tra il vento tuo rovaio,
tu nascondi un solicello,
mite, lieve, riderello,
e d'un fiore il calicanto,
doni a tutti il dolce incanto

Gennaio (Rosmarj)
Gennaio col manto di neve stanotte è venuto
e brontola in mezzo alle case...Bambini, sentite?
Fa il naso rosso dal freddo, in continuo starnuto,
ma porta per voi tanti doni: arance squisite,
e poi lattemiele, e tazze di buon cioccolato,
e qualche aspirina ad un bimbo malato..

PROVERBI SUL MESE DI GENNAIO
1.            Dopo la neve, buon tempo viene.
2.            Freddo e asciutto di gennaio, empiono il granaio.
3.            Polvere di gennaio, carica il granaio.
4.            Gennaio forte, tutti i vecchi si augurano la morte.
5.            Guardati dalla primavera di gennaio.
6.            Il buon gennaio fa ricco il massaio.
7.            Sotto la neve pane, sotto acqua fame.
8.            Non v’è gallina o gallinaccia che di gennaio uova non faccia.
9.            Chi pota a Gennaio, pota al grappolaio.
10.        Gennaio ingenera, febbraio intenera (marzo imboccia).
11.        Chi vuole un buon agliaio, lo ponga di gennaio.
12.        Gennaio secco, lo villan ricco.
13.        Gennaio e febbraio mettiti il tabarro.
14.        Gennaio e febbraio, empie o vuota il granaio.
15.        La neve di gennaio diventa sale, e quella d'aprile farina.
16.        L’uva di capodanno non portò mai danno.
17.        Tempo chiaro e dolce a Capodanno, assicura bel tempo tutto l'anno
18.        Gennaio bello febbraio in mantello 
19.        La luna di Gennaio fa luce come giorno chiaro
20.        Con gennaio asciutto, grano dappertutto.
21.        Chi uccide le pulci a gennaio ne uccide un centinaio. (Quando un tempo le condizioni igieniche erano scarse, si doveva uccidere le pulci prima che deponessero le uova, così da evitare che proliferassero. Riferito anche al freddo del mese, che aiuta a disinfestare i pagliai dai parassiti).
22.        L' Epifania tutte le feste le porta via, poi arriva San Benedetto che ne riporta un bel sacchetto!
23.        San Severino, 8 gennaio, dalla barba bianca, di neve ne porta una gamba
24.        Sant' Antonio dalla barba bianca se non piove la neve non manca.
25.        Sant'Antonio (17 gennaio), gran freddura, San Lorenzo gran caldura, l'uno e l'altro poco dura.
26.        Per San Bastiano (20 gennaio), sali il monte e guarda il piano; se vedi molto, spera poco; se vedi poco, spera assai.
27.        Sant'Agnese (21 gennaio), il freddo è per le siepi.
28.        A san Vincenzo (22 gennaio) l'inverno mette i denti.
29.        Se per San Paolo (25 gennaio) è sereno, abbondanza avremo.



Per quanto riguarda i cosiddetti "giorni della merla", abbiamo letto tutti insieme la fiaba, liberamente scaricabile in una bella versione illustrata seguendo le istruzioni di questo link: La fiaba dei giorni della merla




Margherita, una volta letto e "metabolizzato" tutto il materiale, ha dapprima realizzato un  disegno con le matite colorate volto a rappresentare il panorama tipico di gennaio nelle nostre campagne: 

Poi si è cimentata in un tema di "riepilogo" sull'argomento.
Tema
Il mese di gennaio
Gennaio è il primo mese dell’anno civile ed ha 31 giorni.
Il nome gennaio deriva dal dio romano Giano, che era la divintà dei ponti e delle porte ed infatti gennaio apre le porte dell’anno nuovo.
Gennaio ha un clima freddo e, nelle nostre zone, spesso è molto umido.
Tradizionalmente è considerato il mese della neve e del gelo.
La campagna è tutta gelata e gli alberi intirizziti ormai senza foglie offrono una scarsa accoglienza agli uccellini infreddoliti. Per questo non si ode più l’allegro canto degli uccellini.
Molti poeti si sono ispirati a gennaio scrivendo delle poesie su di esso.
Numerosi sono anche i proverbi su gennaio i quali in pratica vogliono dire che se il clima di questo mese non è freddo, asciutto e nevoso a suo tempo non ci sarà un buon raccolto.
Tra tutti i proverbi quello che preferisco è: “Gennaio asciutto, grano dappertutto”, perché è quello che li riassume un po’ tutti.
In conclusione posso dire che di gennaio a me piace quando fa freddo stare in casa al calduccio.  


mercoledì 16 gennaio 2013

Pupazzetti di neve (di carta)

Per decorare la casa a tema invernale, in questi giorni abbiamo realizzato una numerosa serie di piccoli pupazzetti di neve.
L'idea mi è venuta inizialmente per abbellire e "rinfrescare" un po' un lungo striscione di fogli di carta da pacco color avana appeso in salotto. A far cosa, direte voi? Beh, per fare da pannello su cui affiggere, giorno per giorno, i disegni fatti e/o colorati dai bambini per illustrare il nostro nuovo racconto dell'inverno, che vi mostreremo una volta ultimato, tra diversi post.
Però, in effetti, tutto quel marroncino non mi piaceva affatto, soprattutto perchè non dava per niente l'idea dell'inverno. Allora ho preso la mia cara Big shot ed ho ritagliato una serie di cerchiettini bianchi, su banali fogli da fotocopie.
Li ho incollati a dovere, uno piccolo su uno grande, tutti in fila, alla base del nostro striscione. A questo punto il resto, la parte bella, l'hanno fatta i bambini. Con pennarelli colorati e fantasia, in brevissimo tempo quei cerchietti si sono trasformati in tanti pupazzetti di neve, l'uno diverso dall'altro: maschi, femmine, con cuffie, cappelli, berretti... E quel triste cartellone marroncino si è subito animato!
 

Realizzare i pupazzetti è piaciuto così tanto ai bimbi, che abbiamo deciso di farne ancora altri per introdurre l'inverno nei loro quaderni e decorare la  porta di casa.
Stavolta, sfondo più gradevole, un foglio di carta azzurrina e, per decorare un po', qualche fiocchetto di neve fustellato. Poi, ognuno ha scelto il numero dei pupazzetti, la striscia di neve alla base e qualche dettaglio per pesonalizzare il proprio lavoretto.
Eccoli qui:
Margherita



Camilla



Mariangela



Giovanni
 
Questa è la porta di casa in questo momento, arricchita anche dalle scritte di tuttodisegni
 
Così come, in ingresso, troneggia lo striscione (sempre con pupazzi di neve) di Maestra Mary, colorato da Camilla, Mariangela e Giovanni:
 
Tra un paio di post vi mostrerò un'altra collocazione dei nostri pupazztti di neve... di carta.

lunedì 14 gennaio 2013

Acquerelli: pupazzi di neve


Tra una cosa el'altra, era da molto che non ci dedicavamo agli acquerelli.
Così, per riprendere un po' la mano e, nel contempo, introdurre l'argomento-inverno, ho proposto ai bambini di disegnare e dipingere un semplice e simpatico pupazzone di neve.
Per tracciare la sagoma in modo il più preciso possibile, abbiamo usato il classico trucchetto di appoggiare la matita a due oggetti  dal confine circolare per ottenere due cerchi di dimensioni leggermente diverse: uno per la testa ed uno per il corpo.
Poi ognuno ha aggiunto liberamente, secondo il proprio gusto, i detttagli: occhi, naso, bocca, cappellino, sciarpa, braccia.
Una volta ottenuti i disegni, ho suggerito ai bimbi di tracciare il bordo esterno del loro pupazzo con un colore a cera bianco, in modo da proteggere il pupazzo stesso da eventuali sbavature di colore che avrebbero "inquinato" l'effetto-neve. Con lo stesso colore a cera, i bimbi hanno anche tracciato qualche fiocchetto di neve e qualche folata di vento.
Di lì, ognuno ha scelto un colore per lo sfondo e per gli abiti dei pupazzi. I fiocchi di neve e le folate di vento sono emersi delicatamente dall'acquerello di sfondo.
A questo punto, le tre bambine hanno anche passato l'acquerello bianco sulla superficie del pupazzo. Ho, invece, evitato questo passaggio un po' delicato (per il rischio di pasticciare il colore già precedentemente steso) a Giovanni, più piccolino, lasciando il suo pupazzo bianco-carta.
Una volta asciutti, sullo sfondo di tutti i disegni è caduta un'abbondante nevicata, con tanti fiocchetti di neve creati con un cotton fioc intinto in gesso liquido bianco. Pastoso e denso a sufficienza per dare un po' di rilievo ai nostri disegni.



Ed eccoli tutti qui: tre pupazzette ed un pupazzetto allegri, colorati, semplici e divertenti!

Margherita

Camilla

Mariangela

Giovanni

Nel prossimo post, ancora tanti pupazzetti di neve, ma stavolta di carta...

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