venerdì 11 gennaio 2013

I mesi dell'anno personificati da Margherita


Inauguro didatticamente il 2013 con un post che racchiude il lavoro sui 12 mesi dell'anno svolto da Margherita nel corso del 2012.
Si tratta di un percorso a tappe, sviluppatosi mese per mese, tra la classe seconda e la classe terza, partendo quasi casualmente dalla fine. 
Tutto iniziò nel dicembre 2011. Alla bambina, allora in seconda, chiesi di provare a pensare a come sarebbe stato il mese di Dicembre se fosse stata una persona. Questa domandina la intrigò molto, stimolandola a rispondere come spesso fanno i bambini: con un disegno. Un disegno molto articolato e preciso, però: un vecchio stanco, lo slittino, la neve, Gesù Bambino... Tanti topoi letterari impossibili da conoscere per una bimba di 6 anni, emersi così, nella sua mente. Da lì le proposi di descrivere questo suo vecchio Dicembre per iscritto.
Il tutto venne così bene e così naturalmente, che da lì partì la descrizione personificata di tutti i 12 mesi.
Un lavoro piacevole ed istruttivo, un bel modo di dedicarsi al testo descrittivo, di allenare la fantasia, di arricchire il lessico. Ed anche una tappa fissa che ha scandito il nostro anno 2012.
La maggior parte di queste descrizioni è già stata pubblicata qua e là nel blog: ma mi piace l'idea di radunare questi mesi-persone, tutti in ordine d'età, ognuno con caratteristiche, gusti, colori propri ed originali.
Semplici testi descrittivi di una bimba di 6-7 anni, partiti sempre dal disegno, con un occhio particolare ai colori e agli abiti, ma anche contornati ciascuno da piccoli e graziosi dettagli.

Il piccolo Gennaio
Io immagino il mese di Gennaio come un bimbo piccolo e cicciottello.
Ha dei begli occhioni azzurri, delle belle guanciotte rosse ed una bocca sorridente.
Indossa una calda tutina gialla, una sciarpa di lana rossa e delle manopoline rosse.
Sulla testa porta una simpatica cuffietta rossa e gialla con un bel pon pon.
Sta seduto sulla neve a giocare con un simpatico pupazzo di neve.
È vivace, dolce e pacioccone.

L’allegro Febbraio
Io immagino il mese di Febbraio come un bimbo di 4-5 anni vestito da Arlecchino.
È cicciottello perché mangia i dolci fritti di Carnevale e tanto zucchero filato.
 Il suo vestito è multicolore, tanto allegro e vivace.
Porta con sé la sua trombetta verde in cui fischietta allegramente; in una mano tiene una mascherina e nell’altra un grande sacco blu pieno zeppo di coriandoli.
È un bambino allegro, spiritoso, birichino, buffo e molto scherzoso.
Gli piace andare in giro durante il Carnevale spargendo coriandoli e stelle filanti.

La giovane Marzo
Io immagino il mese di Marzo come una ragazzina di 12-13 anni con gli occhi verdi, i capelli biondi e un viso sorridente e birichino.
Indossa un giubottino rosso senza maniche con cappuccio, una magliettina gialla a maniche lunghe, una gonna lunga e blu, allegri calzettoni azzurri e scarpine di vernice blu.
Marzo è ornata da una ghirlanda di fiori colorati e profumati ed in vita ha un bellissimo fiocco rosa ricamato di tanti piccoli fiorellini.
Quando passa lei con il suo ombrellino, il cielo impazzisce: cioè viene un po’ sole un po’ pioggia, spunta un bellissimo arcobaleno e nei prati pieni di erba fresca crescono qualche piccola viola e qualche piccola margherita.

La graziosa Aprile
Io immagino il mese di Aprile come una fanciulla di 15-16 anni coi capelli castano chiaro e gli occhi azzurri un po’ assonnati e lacrimevoli.
Ha un viso sorridente ma un po’ malinconico perché Aprile è un po’ sole e un po’ pioggia.
Porta un grazioso vestitino verde pastello e sopra alle spalle una mantellina gialla per proteggersi dagli sbalzi di temperatura.
La sua testa è ornata da una coroncina di margherite e le orecchie da orecchini a forma di fiore.
In una mano stringe un grosso pesce, invece nell’altra un pennello e un secchio di pittura azzurra con cui schizza il cielo per farlo colorare d’azzurro.
Tiene anche in mano un piatto di tagliatelle al ragù perché Aprile mette un certo appetito ed un ombrellino per ripararsi dalle piogge improvvise.
Aprile è gentile e festosa ed è amica di semi, germogli, radici e uccellini.

La bella Maggio
Io immagino il mese di Maggio come una ragazza di circa 18 anni.
Maggio è bella, bionda, ha capelli lunghi e molto lisci, occhi azzurri grandi, dolci e con le ciglia lunghissime.
Indossa un fresco e grazioso abitino arancione di tessuto leggero con la manica a tre quarti.
Porta al collo una splendida collana di bellissime rose rosse.
Maggio, essendo il mese dei matrimoni, in testa ha un bellissimo velo da sposa; nell’anulare di una mano porta la fede e nell’altro l’anello di fidanzamento.
In una mano tiene un grazioso cestino colmo di mature fragole rosse, e nell’altra un’immagine della Madonna con attaccato un grande rosario celeste.
Maggio è gentile e solare: per questo è amata da tutti.

La simpatica Giugno
Io immagino il mese di Giugno come una ragazza bionda con i capelli ricci, gli occhi azzurri, il nasino a patatina, le lentiggini e le guance rosse.
Giugno ha le orecchie a sventola e le ciglia lunghe.
Giugno porta in testa un grazioso cappellino a visiera rosso, una salopette di jeans con sotto una magliettina a righine bianche e rosse e delle ciliegie come orecchini.
Giugno è allegra, solare e molto molto simpatica!
In una mano ha una bella e scintillante falce e nell’altra un mazzo di grano maturo e anche un cestino di paglia dorata con dentro: albicocche, pesche e ciliegie.
Il passatempo preferito di Giugno è arrampicarsi sugli alberi ricchi di frutti dorati e maturi.
Giugno è un mese davvero bellissimo.

Luglio montanaro
Io immagino il mese di Luglio come un ragazzo coi capelli rossi, gli occhi blu e le guance rosse.
Luglio va sempre in vacanza in montagna!
Indossa una maglietta, pantaloncini, zaino e scarponi e si attrezza con picozza e corde molto molto robuste.
Luglio ha un carattere allegro e vivace ed è amato da tutti.
Di mestiere fa il salsicciaio e vende salsicce a volontà.
Il piatto preferito di Luglio è la polenta con salsiccia, fontina e funghi, che accompagna con un bel bicchiere di vino rosso.
La sua vita è bella perché durante i mesi estivi sta sulle Alpi al fresco.  

L’accaldato Agosto
Io immagino il mese di Agosto come un ragazzo al mare, coi capelli rossi, il cappello di paglia, gli occhiali da sole, il costume da bagno ed il salvagente.
Ad Agosto piace tanto stare sotto il sole cocente e fare lunghi bagni rinfrescanti e nel frattempo pesca col retino e raccoglie conchiglie.
Il suo passatempo preferito è stare sotto l’ombrellone a gustarsi una bella bibita ghiacciata e un bel gelato alla frutta.
Agosto ha un carattere allegro e vivace ma nel frattempo stancante e noioso perché porta caldo e afa.
Agosto ha un sacco di amici, che è tutta la gente che va in ferie.


La gioiosa Settembre
Io immagino il mese di Settembre come una donna coi capelli rossi, ricci, gli occhi blu e le guance rosse.
In testa porta una coroncina di foglioline secche rosse e gialle, un abito rosso scuro e delle scarpe marroni.
In una mano tiene come borsetta un cespuglio di bacche rosse e nell’altra il torchio per pigiare l’uva nella tinozza che ha accanto.
Mentre il sole diventa pallido e le giornate più brevi, Settembre svolge il suo lavoro: quello di vendemmiare e di preparare il vino per l’anno nuovo.
Settembre ha un carattere gioioso ed è sempre un po’ alticcia a forza di fare assaggini di mosto!
Il mese di settembre è proprio la porta dell’autunno!

Il conte Ottobre
Io immagino il mese di ottobre come un conte di circa sessant’anni coi capelli marrone scuro, gli occhi verde oliva ed i baffi.
Ottobre è un cacciatore un po’ particolare perché quando ha davanti la preda non trova mai il coraggio di sparare.
Infatti la sua migliore amica è una volpina rossa che lo segue dovunque vada.
Il conte Ottobre veste di una giacca bordeaux, un berretto verde oliva, pantaloni neri e stivali verde scuro.
Ottobre non ci vede molto bene e per questo indossa sempre una lente sull’occhio destro.
Ottobre ama molto passeggiare in campagna tra le colorate foglie secche che l’autunno fa cadere dagli alberi.

Il grigio Novembre
Io immagino il mese di Novembre come un vecchio signore coi capelli bianchi e gli occhi verdoni.
Veste di una giacca di panno grigio, una camicia di flanella azzurra, dei pantaloni di fustagno, delle scarpe di cuoio pesante e una cuffia di lana marrone.
Novembre in una mano porta un mazzolino di crisantemi da portare al cimitero a suo nonno defunto.
Nell’altra mano tiene un cesto di castagne grosse e lucide, che a lui piacciono molto.
Novembre è molto amico di uno scoiattolo e di una riccetta a cui lui ha portato delle coperte calde per coprirsi, in modo che possano passare l’inverno al calduccio, nelle loro tane.
Di carattere è cupo e un po’ triste ma è molto buono di cuore, per questo è amico anche degli animali.

Il vecchio Dicembre
Io immagino il mese di Dicembre come un vecchio con i capelli grigi, i baffi, la cuffia, dei grandi occhioni azzurri e un viso dolce pieno di rughe.
Dicembre è un omone grosso e molto curvo perché porta sulle spalle tutto il peso dell’anno.
Porta con sé la neve ed il vento gelido dell’inverno.
Con una mano tiene un cestino pieno di frutta secca e con l’altra tira uno slittino con sopra Gesù Bambino appena nato.


martedì 8 gennaio 2013

Le nostre feste natalizie


Ieri, rimettendo negli scatoloni i tanti addobbi natalizi, ci ha preso la solita malinconia che ogni anno ci pervade nel vedere improvvisamente la nostra casa vuotata dalla magica atmosfera natalizia, oltre che dell'albero e del presepe.
Quest'anno, in particolare, abbiamo vissuto delle feste serene, molto tradizionali, con tanti momenti belli sempre qui, a casa nostra, con i nonni, gli zii, ma anche i nostri amici di sempre.
Quindi, riordinando il materiale concreto delle nostre feste appena concluse, mi piace l'idea di riordinare e fissare un po', qui con voi, anche i ricordi di un Santo Natale che per noi è stato davvero speciale, nella sua semplicità.
Resterà in noi il ricordo dei momenti solenni, celebrati in maniera così particolare, da terremotati, sotto alla nostra Chiesa-tendone...

Resterà in noi il ricordo delle nostre tavole... quella rossa dalla Vigilia e del giorno di Natale...
E quella tutta d'oro di Capodanno...

... dei nostri lavoretti realizzati con tanto amore e pazienza ed assegnati a ciascuno dei nostri cari con altrettanta attenzione...
... il ricordo di tanto cibo preparato con cura, con aderenza alla tradizione ed attenzione al sapore ma anche alla gradevolezza estetica...
Tortellini e tortelloni...

Ravioli-stelle ripieni ai formaggi

Tomini in crosta

la torta della Vigilia, preparata dalla nonna L.

... Resterà il ricordo di candele, fiammelle e luccichii...
corona di pane farcita, abbellita da una candelina galleggiante su acqua e brillantini rossi

Resterà, soprattutto, il ricordo dei sorrisi dei nostri bambini...

...delle note di "Astro del ciel" suonato per noi da Margherita...

... il ricordo del tocco di rosso negli abitini eleganti...


E, forse più di tutto, dei bambini belli, composti e raggianti, nei loro costumi per la nostra "recitina"...

Ecco qui gli "autoritratti" di ciascuno di loro...

E, per concludere, ecco il tema di Margherita, che descrive molto bene ciò che proviamo un po' tutti ripensando a questo bel Natale.

Il mio Natale
Quest’anno è stato un Natale veramente bellissimo, abbiamo fatto anche la recitina!
Tutto è cominciato già dal primo giorno d’Avvento, con il calendario dell’Avvento preparato con un alberello di legno e tanti cioccolatini che la mamma aveva legato con delle cordine dandogli la forma di tante stelle di cioccolato.
Tutte le mattine io e i miei fratellini aprivamo un cioccolatino dell’Avvento e poi papà o la mamma mi dettavano una parola del Dizionario dell’Avvento, e dopo io facevo un disegno di quello che avevo appena scritto che poi la mamma attaccava a un cartellone che sembrava un bel pacco regalo.
Naturalmente anche la casa è stata decorata con tanti lavoretti fatti con le nostre mani.
Le decorazioni dell’albero di Natale le abbiamo fatte noi con la plastica ondulata rossa e bianca che abbiamo decorato con tante belle formine di carta colorata che avevamo tagliato con tante piccole fustelle, che tagliano alla perfezione.
A partire dal 17 di ottobre ci siamo dedicati alla lavorazione dell’argilla per realizzare tanti bei lavoretti natalizi.
Abbiamo modellato l’argilla in tante forme natalizie che abbiamo lasciato seccare, poi dipinto e infine lucidato.
Abbiamo usato la maggior parte delle formine per realizzare delle meravigliose palle di Natale luccicanti e trasparenti.
Per papà, invece, abbiamo fatto un lavoro più elaborato: un presepe fatto con una vecchia scatola da scarpe, della paglia di una sedia rotta, ma la cosa più speciale è che dentro c’è la statuina più bella di tutti noi compresa la mamma.
Finalmente è arrivato il tanto atteso giorno di Natale: quando sono arrivati i nonni gli abbiamo detto subito di sedersi perché dovevamo preparare loro una sorpresa.
Siamo andati in camera e abbiamo indossato i nostri costumi per la recita. Io e Mariangela eravamo vestite da angiolette con vestiti bianchi, ali e coroncina; Camilla era vestita da Madonna; Giovanni da San Giuseppe e un bambolotto faceva Gesù Bambino perché Tommaso non lo voleva proprio fare.
Appena i nonni ci hanno visti sono rimasti a bocca aperta!
Ognuno di noi ha recitato una parte della storia del Natale ed anche una parte della poesia “Alfabeto di Natale”: io ero emozionata, felice e mi sentivo molto bella.
Dopo di ciò ci siamo scambiati i regali e poi siamo andati a tavola per un ottimo pranzo natalizio.
È stato il Natale più bello della mia vita.  


domenica 6 gennaio 2013

Cara Befana, grazie dei regalucci!


La notte scorsa, precisa e puntuale come al solito, la Befana è arrivata.
Come gli anni passati, nessuno di noi l'ha vista nè sentita... probabilmente solo Matilde, la nostra cagnolina, che pare abbia abbaiato ad una cert'ora...
Bisogna dire che i bambini avevano preparato una gran bella accoglienza alla cara vecchietta: oltre alla Befana-pupazzo, anche un disegno ed un piccolo scritto ciascuno: un tema da parte di Margherita, una letterina di Mariangela, una frasetta di Camilla, la firma di Giovanni; il tutto bello attaccato alla porta di casa, in modo da essere ben visibile. Al di sotto dei disegni, abbiamo appeso (ad una gruccia appendiabiti) le cinque calze vuote, con il nome di ogni bambino. 
Poi, come di consueto, un po' di cibo e un bel bicchiere di vino dolce, per ritemprare la Befana dalle fatiche della lunga notte.




La porta è poi stata chiusa ed i bimbi sono andati a letto, con il cuore pieno di emozione ed aspettative. 
Questa mattina, al loro risveglio, la sorpresa è stata ancora maggiore rispetto all'attesa: oltre ad essere venuta, la Befana aveva lasciato, oltre ai dolcetti e ad una letterina, anche un bellissimo giocattolo!


Per chi fosse curioso di sapere cosa ci fosse scritto, ecco qui la letterina scannerizzata:
Non vi dico la gioia dei bambini!!!
Sapere di aver fatto felice la Befana in persona, sentire apprezzati i propri sforzi e vedersi ricompensati, ha riempito i loro occhi di autentica felicità.
Nelle calze, oltre a diversi dolcetti, anche l'immancabile spazzolino da denti (a ricordare l'importanza dell'igiene orale, specie dopo il consumo di dolciumi).
Il giocattolo in dono, invece, è stato un graditissimo e già collaudatissimo teatrino dei burattini, per giocare tutti insieme e divertirsi ad inventare tante nuove storie. 

Quindi, come scrive Mariangela: "Cara Befana, ti vogliamo tanto bene.
Grazie di averci portato i regalucci!"

venerdì 4 gennaio 2013

Befana-pupazzo


Non so a casa vostra, ma qui, da diversi giorni, c'è un gran fermento.
Come ogni anno, i bimbi attendono con particolare trepidazione l'arrivo della Befana.
Già da circa un mesetto gli appostamenti si sono moltiplicati, i conseguenti avvistamenti, pure. 
Ombre, orme, impronte e fazzoletti vari si susseguono giorno dopo giorno.
A volte sono supposizioni, altre volte vere e proprie certezze: tant'è che, nell'attesa della notte dell'Epifania, i cinque pargoli scatenati e birbantelli si stanno trasformando in angioletti sempre pronti ad aiutare, rassettare, riordinare, perfino pulire casa.
Per non parlare del tono di voce: dagli urli più o meno frequenti, il livello del parlato è sempre più pacato, composto, attento.
Non si sa mai che, passando sotto le nostre finestre, la cara vecchietta possa sentire qualcosa di troppo...
In tutto questo clima d'attesa, tra i vari preparativi, quest'anno abbiamo avuto un'idea nuova:  realizzare un maxi-pupazzone raffigurante la Befana, una sorta di ritratto tridimensionale in suo onore.
Come? Recuperando e riutilizzando in maniera creativa materiale già in casa, ovviamente!

Occorrente:
- 1 palla (meglio se di stoffa, più soffice e malleabile)
- 1 cuffia rosa
- 1 limone giocattolo (duro, di plastica, per un bel naso a punta)
- cartoncino bianco
- pennarelli
- colla 
- carta crespa
- 1 portaombrelli
- abiti di mamma e bambine (nel nostro caso, una mia gonna lunga e nera ed un cardigan di Mariangela)
- guantini
- cotone idrofilo
- poco nastro da regalo
- nastro adesivo
- sacco
- 1 bastone/manico o simili (nel nostro caso, un pezzo di un triciclo)
- Paglia (di sedia rotta).

Procedimento:
- Rivestire la palla con la cuffia, tirandola più in basso possibile;
- Infilare il limone al centro del viso, tenendo la punta verso l'esterno, per un  naso più adunco;
- Disegnare gli occhi e la bocca (un po' sdentata), colorarli, ritagliarli ed incollarli sul viso della Befana.
- Ritagliare un grande quadrato di carta crespa e piegarlo a metà (a triangolo) per il fazzoletto;

 - Preparare il corpo ricoprendo il portaombrelli con una lunga gonna;
- Al di sopra, posare una maglia da bambina;
- Infilare i guantini sui polsi della maglia, per dare l'idea delle mani;
- Appoggiare la testa sul corpo e fissarla con un po' di nastro adesivo. Mancherà il collo ma, nel caso della Befana, un po' di "gobba" ci sta...

Realizzare i capelli con un pezzo di cotone idrofilo tagliato nel centro, per dare l'idea dei due ciuffi. Nel nostro caso, il pon pon della cuffia ci ha aiutati a simulare una sorta di pipulino.


- Ultimare il fazzoletto, fissando due pezzetti di nastrino alle estremità delle cocche, posandolo sulla testa del pupazzo ed annodando.

- Realizzare gli accessori: appoggiare un sacchetto con nastrino (ne abbiamo un po' tutti in casa, rimanenze di feste passate) su una spalla della Befana;
- Rivestire l'esrtemità inferiore del bastone con un po' di paglia, fissare con un po' di nastro adesivo, tagliare ed abbellire con un nastrino.


 La nostra Befana è stata prontamente collocata sul pianerottolo condominiale, ad aspettare la visita della "vera Befana".
Come potete vedere dalle immagini, i bambini si sono divertiti molto nel costruirla, nel "regalarle" i loro vestiti ed accessori e ci hanno pure giocato un po'!
Le braccia e le mani, essendo mobili, hanno attratto in particolare la loro attenzione.
Anche Tommaso è molto attratto ed incuriosito da questo buffo pupazzone...

Ora non ci resta che attendere la notte dell'Epifania, e  stare a vedere se questo "ritratto speciale" sarà gradito anche alla vecchietta dal cuore buono...

mercoledì 2 gennaio 2013

Una tavola tutta d'oro, per un Capodanno scintillante

Il nostro Capodanno è stato -come sempre- vissuto in famiglia. 
Cenone di San Silvestro e pranzo dell'1 Gennaio tutti qui, con i nostri familiari, tanto buon cibo ed una tavola speciale, tutta dorata,  preparata per l'occasione dai bambini.
Abbiamo realizzato un centrotavola semplice ma d'effetto, utilizzando una grande candela dorata attorniata da tante palline dell'albero di Natale legate tra loro da un sottilissimo fil di ferro (sempre dorato). Tutto posto su un piatto (sempre color oro) ed attorniato da altre 10 candeline rosse ed oro tutte glitterate. Per riempire un po' di inevitabili "buchetti" in qua e là i bimbi hanno recuperato diversi ornamenti natalizi degli anni passati, ottenendo un risultato non certo perfetto in simmetria, ma molto gradevole. Tovaglia di plastica sempre color oro, piatti bianchi decorati con stelline dorate adesive... ed ecco fatto! Una tavola economica, veloce da preparare, ma di sicuro effetto!


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