venerdì 16 novembre 2018

I libri di Margherita: Strane creature

STRANE CREATURE
DATI EDITORIALI
Titolo: Strane creature
Autore: Tracy Chevalier
Formato: e-book
Casa Editrice: Neri Pozza
Numero di pagine: 299
GENERE DEL LIBRO
Romanzo, romanzo storico.

LUOGHI DELLA STORIA
Europa, Inghilterra, Londra, casa di John, Dorset, Lyme Regis, Morley Cottage, casa in Cockmoil Square, spiaggia, scogliera, Black Ven, Cobb, Monmouth, Weymouth, Charmouth, Church Cliffs, Cimitero dei Serpenti, Golden Cap, Bridport, Chesil Beach, Portland, bancarella degli Anning, bottega di Richard Anning, giardino del Morley Cottage, club, frutteto, centro della città, stradine, scogliera, varie spiagge e scogliere intorno a Lyme Regis, casa di Lord Henry Hoste Henley, British Museum, Egyptian Hall, Università di Oxford, diligenza, nave, panetteria e altri luoghi minori.

TEMPO DELLA STORIA
Sedici anni. La storia comincia nel 1811 e si protrae fino al 1827.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Elizabeth Philpot, Mary Anning, Molly Anning, tenente colonnello Thomas James Birch, William Buckland, Monsieur Georges Cuvier, Margaret Philpot, Louise Philpot, Joseph Anning, Richard Anning, Fanny Miller, Capitan Ninnolo, Charles Konig, Henry De La Beche, Lord Henry Hoste Henley, William Bullock, reverendo Conybeare, John Philpot, Johnny Philpot, Bessy, dottor Carpenter, Tray e altri personaggi minori.

TRAMA
Dopo il matrimonio del loro unico parente maschio, loro fratello John, le tre sorelle Philpot sono costrette ad abbandonare la caotica e troppo dispendiosa Londra per ritirarsi nell’economica e solitaria Lyme Regis, una cittadina sperduta lungo la costa meridionale inglese, nel Dorset, più adatta alle loro ridotte finanze. Lyme è una piccola cittadina di vedute ristrette: le tre sorelle Philpot, con le loro differenze e le loro peculiarità, sono delle “strane creature” per i suoi abitanti, ma è in particolare Elizabeth a creare scalpore.
Giovane donna estremamente determinata, è indipendente e non sembra dispiacersi della solitudine che pare prospettarle il futuro: infatti, non essendosi sposata fino all’età di venticinque, ha l’unica prospettiva di rimanere zitella.
A Lyme Elizabeth scopre una grande passione: quella per i fossili, di cui le scogliere e le spiagge che si estendono intorno alla cittadina sono disseminate.
Fra i sassi e il mare, Elizabeth scopre un mondo popolato da creature antichissime fossilizzate da milioni di anni, da ammoniti, belemniti, bezoari, unghie del diavolo, pesci fossili e ossi pietrificati.
È proprio seguendo questa sua bizzarra passione che Elizabeth conosce Mary Anning, una bambina del luogo con un talento infallibile nel trovare fossili.
La sua famiglia è molto povera, e lo diventa ancora di più alla morte del padre, che li lascia nella più completa indigenza.
Con il sostegno economico e morale di Elizabeth e delle sue sorelle, Mary continua nelle sue ricerche fino a quando, una giorno, appena dodicenne, scopre qualcosa nella scogliera: un lungo scheletro fossilizzato, che sembra appartenere a un animale mai visto, a metà fra un coccodrillo, una tartaruga gigante e un delfino.
In un ambiente scientifico dilaniato da contrasti ideologici, in bilico fra le antiche concezioni bibliche dell’universo e le nuove teorie sull’evoluzionismo e l’estinzione, l’eco della creatura mostruosa trovata da Mary è di sconcertante potenza: il mostro da lei ritrovato è un animale mai studiato prima, e che non vive più sulla terra, per cui estinto.
Gli viene dato il nome di “ittiosauro”, ovvero “pesce-lucertola”, e grazie alla sua vendita le condizioni economiche della famiglia Anning si risollevano.
Ma l’Inghilterra di inizio Ottocento, e in particolare l’ambiente scientifico, è ancora testardamente maschilista: i meriti di Mary, in quanto donna e di bassa estrazione sociale, non vengono riconosciuti, e la scoperta dell’ittiosauro è attribuita ad altri.
L’ittiosauro è solo il primo delle numerose scoperte della portentosa ragazzina: dopo aver trovato diversi scheletri di ittiosauro, scopre anche un altro tipo di creatura, un plesiosauro, ma nemmeno questo esemplare le porta la fama e la ricchezza che si meriterebbe.
Nel frattempo gli anni sono passati, e Mary è diventata una giovane donna.
Nonostante la differenza di età e di posizione sociale, l’amicizia fra Elizabeth e Mary è profonda e trova le proprie radici nei valori comuni e nelle esperienze condivise, rendendola solida come la pietra.
Eppure, quando a Lyme arriva il Colonnello Birch, il loro legame sembra vacillare…
Una rottura potrebbe essere inevitabile, ma le avversità della vita e un profondo senso dell’ingiustizia potrebbero rimettere insieme un legame che tutti credevano spezzato per sempre.
Perché l’amicizia, in fondo, è un po’ come l’amore: non si scorda mai.

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto moltissimo.
L’ho letto mentre ero in vacanza e ne sono stata completamente conquistata.
È una storia meravigliosa, appassionante, coinvolgente ed intrigante, scritta splendidamente e con personaggi di incredibile umanità e profondità.
Ho letto tanti libri meravigliosi, ma in pochi ho trovato la fluidità e la spontaneità che ho riscontrato in questo: a differenza di altri romanzi, questo è uno spaccato perfetto di vita quotidiana, credibile e veritiero in ogni più piccolo dettaglio.
Gli avvenimenti sono esaminati attraverso la lente introspettiva della protagonista in maniera umana e razionale: la narrazione, dipanandosi fra capitoli narrati alternativamente dalla voce di Mary o di Elizabeth, ci fa compiere un viaggio emozionante e commovente all’interno della loro anima, della loro mente e del loro cuore, facendoci vivere i drammi, le contraddizioni e le meraviglie della loro epoca in maniera sofferta ma estremamente genuina e spontanea, e che per ciò conquista il cuore del lettore.
L’ho amato fin dalle prime righe: il fatto che la storia narrata avesse come protagonisti personaggi realmente esistiti e narrasse di luoghi e fatti reali mi ha sedotta.
I personaggi che mi sono piaciuti di più sono stati quello di Elizabeth, che ho adorato per la sua lucida razionalità e al contempo per la sua fragilità e insicurezza, e quello di Molly Anning, per la sua completa imprevedibilità.
Ho faticato invece a comprendere la logica dietro al personaggio del Colonnello Birch, che nonostante le sue molteplici sfaccettature sia positive che negative ho trovato ingannevole, falso e quasi riprovevole in alcuni passaggi.
Per il resto è un libro mozzafiato: Tracy Chevalier, di cui avevo già letto La ragazza con l’orecchino di perla, non si smentisce, e con Strane creature torna a farmi innamorare dei suoi incredibili romanzi. Lo consiglio veramente.

 Con questo post partecipo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".

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