domenica 7 febbraio 2016

Disegni e decorazioni "Inside out"

Tra gli interessi comuni ai miei figli, negli ultimi mesi, c'è il cartone animato Disney Pixar "Inside out".
Le cinque emozioni - Gioia, Rabbia, Paura, Disgusto e Tristezza - hanno da subito conquistato i bambini che, tra ottobre ed oggi, si sono divertiti a colorarle e disegnarle più volte, ora spontaneamente, ora aiutandosi seguendo i sempre carinissimi tutorial di  Easy drawing.
Ve li facciamo vedere volentieri, anche perchè questi disegni sono il preambolo del prossimo post, che pubblicheremo martedì grasso.

MARGHERITA ha dapprima disegnato tutti i personaggi...
Poi ha pensato di realizzare un "ritratto" del suo personaggio preferito, seguendo questo tutorial e poi colorando il disegno con gli acquerelli.


CAMILLA ha dapprima scelto di limitarsi a colorare una delle immagini ufficiali...
Poi, pochi giorni fa, ha deciso di "buttarsi" disegnando di proprio pugno - aiutata dai suggerimenti del fumettista di casa - tutti i personaggi...


e poi Gioia, il suo personaggio preferito, seguendo in parte il tutorial di Easy drawing:


MARIANGELA ha disegnato le cinque emozioni...
.... e poi ritratto Gioia, sempre aiutandosi con il tutorial
.

GIOVANNI ha da subito scelto Rabbia, che ha rappresentato da solo
...
in gruppo...

...e, proprio oggi, ancora da solo, seguendo questo tutorial e poi colorando ad acquerelli

Per lui e per le sorelline, anche una rapida scorsa dei nomi delle emozioni in inglese...
Anche Tommaso, ormai "piccolo di casa non più piccolo" si è cimentato in diversi disegni.
Guardate che progressi in pochi mesi, da ottobre a febbraio.
15 ottobre 2015 
13 gennaio 2016
Oggi pomeriggio, sempre seguendo il tutorial di cui sopra...

7 febbraio 2016

In occasione del periodo carnevalesco, abbiamo poi deciso di usare le facce di Inside out come maschere decorative da appendere lungo il soffitto.
Abbiamo quindi ricavato e stampato le immagini in formato A4, ciascuna doppia, su due diversi fogli in modo da formare un fronte-retro.
Poi, ogni faccia è stata colorata. Noi abbiamo usato i pastelloni Woody, sempre molto piacevoli e rilassanti.
Una volta colorati, i disegni sono stati sovrapposti e fatti combaciare in fronte-retro, poi plastificati e ritagliati.
Così, belli lucidi, rigidi e coloratissimi, sono stati appesi ai due fili che corrono lungo il soffitto della nostra sala. 


E dopo tutto ciò... indovinate un po' da cosa ci siamo travestiti quest'anno per carnevale???

venerdì 5 febbraio 2016

I libri di Giovanni - classe I

 

Oggi parliamo di libri per bimbi più piccoli, sperando di fare cosa utile dando qualche consiglio per le prime letture.
Seguendo il percorso di lettura di Giovanni nello scorso anno scolastico, ecco i libri scelti e letti da lui - sempre ad alta voce con a me a fianco, giorno per giorno  - nel corso della classe prima.
Alcuni di questi furono comuni anche alle sorelle; per molti altri altri, invece, strada facendo, i suoi interessi e gusti prettamente maschili, prevalentemente orientati ai miti ed agli eroi, hanno guidato le scelte.
La maggior parte di questi racconti sono scritti in stampato maiuscolo, per facilitare il bambino; in un secondo momento siamo passati allo stampato minuscolo.
Per le prime classi ritengo sia ancora troppo presto per le schede di lettura: la fine del libro o del racconto, però, è l'occasione ideale per un bel disegno!
Di ogni libro, quindi, indicherò solo i dati editoriali essenziali.

1.    Charles Perrault - R. Dell’Agnello, Cenerentola, ed. Hedison

2.   Tullio F. Altan, Pimpa e la Pimpa gemella, Panini ed.

3.   I tre porcellini da AA.VV., Le fiabe di Pandi, Dami Editore


4. M.L. Giraldo, Piccolo Riccio non vuole dormire,  Giunti junior


5.   Silvia Vecchini, Cuoco Fernando, Giunti kids

6.     Nicoletta Codignola, Ulisse nell’isola dei ciclopi, Fatatrac


7.   Nicoletta Codignola, Ulisse la maga Circe e le sirene, Fatatrac
 


8.   Teseo e il Minotauro da: Tony Wolf,  Miti e leggende, Dami editore


9.   Le fatiche di Ercole da: Tony Wolf,  Miti e leggende, Dami editore

10.      Ramses faraone d’Egitto, da: Tony Wolf,  I grandi condottieri, Dami ed


11.      Simone Frasca, Sono nato così, Giunti kids

12.      Manuela Monari, Il Mostruoso Mostro Mostrobaldo, Giunti kids
Con questo post, partecipo al "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".

martedì 2 febbraio 2016

Ma tu li fai i compiti? Domande e risposte sull'homeschooling viste da una pre-adolescente

Ma tu li fai i compiti?
Io faccio home-schooling da sempre (a parte una breve parentesi l’anno scorso), mi piace tantissimo,  imparo le cose che  mi piacciono di più come, quando e dove voglio e questa libertà è meravigliosa, perché ti consente di mettere a frutto i tuoi talenti.
Devo dire, però, che fare scuola a casa comporta anche delle “responsabilità” (se si possono chiamare così).
Io, contrariamente a quanto pensa la maggior parte delle persone, ho molte amiche: ho amiche nella scuola di danza che frequento, amiche a catechismo, bambine con cui mi scrivo via mail, altre via lettera e amiche di penna, una delle quali mi scrive direttamente dalla lontana Australia!!
Quante bambine conoscete che intraprendano contatti con persone appartenenti all’altro lato del Globo? Ebbene, io sì.
Ho anche una migliore amica, una bambina di dodici anni di nome Emanuela, dolcissima, gentilissima, buonissima: insomma, un vero tesoro.
Ci vogliamo tantissimo bene, per questo siamo migliori amiche.
Il mio “problema” (che poi un problema non è) sta nel fatto che quasi tutte le mie amiche vadano a scuola.
Quando, chiacchierando, salta fuori il fatto che io non vada a scuola, loro mi guardano con una faccia che sembra molto quella di un pesce appena pescato, con la bocca spalancata e gli occhi sgranati.
Ecco, quando comincia così io devo trattenermi dal ridere perché, davvero, sono divertenti in una maniera indicibile.
A questo punto devo inevitabilmente tirare fuori la mia “lista delle domande e delle risposte sull’home-schooling”, perché le domande che mi rivolgono (e di conseguenza le risposte che io do) sono sempre le stesse e più o meno fanno così:
    1)   “In che senso non vai a scuola??”
   Allora io rispondo: “Nel senso che io non vado nell’edificio scuola, ma mi insegna mia mamma a casa.” altra faccia da pesce-appena–pescato, questa volta con tanto di lingua, gesti di stupore o esclamazioni meravigliate.
    2)   “Tua mamma è un’insegnante?” e io: “Sì, ma potrebbe insegnarci anche se non lo fosse”.
    3)   “Avete i banchi?” Qui devo trattenere il respiro per non spanciarmi dalle risate: “No, noi lavoriamo sui tavoli, in sala, in cucina, in camera ecc…”
   4)    “Fai le verifiche?” e io ribatto: “No, lavorando insieme e quindi sapendo che imparo bene non servono” e quasi sempre dicono una cosa del tipo: “Ma dai! Che fortuna!!  Non è giusto!”.
    5)   “Fai i compiti delle vacanze?” “No”, rispondo io.
    6)   “Ma anche i tuoi fratelli fanno scuola con te?” e io: “Sì, facciamo tutti
home –schooling”.
   7)   E qui arriva il pezzo forte: “Ma tu li fai i compiti????” A questo punto ci si può davvero concedere una risatina, perché oltre non si può aspettare.
   Io rispondo: “No, non ce n’è bisogno”. “Ma che fortuna!!” mi dicono tutti e io mi crogiolo nella mia fortuna.
Queste sono all’incirca le domande che mi fanno tutti.
A dire la verità, sarò anche fortunata ma, al contrario di quanto molta gente pensa, io non resto affatto tutto il giorno stesa in divano a far niente.
Anzi, spesso lavoro più io di loro!!
Io, ad esempio, leggo, scrivo, studio, disegno, cucino, suono il pianoforte, cucio, ballo e faccio un’infinità di altre cose praticamente tutto il giorno, ma non me ne accorgo perché mi piacciono, scelgo io di farle e le faccio quando voglio e come voglio.
La scuola, io l’ho provata sulla mia pelle.
Non è brutta come molti dicono, ma il sistema scolastico è decisamente fatto male.
Mi ricordo bene quando mi svegliavo alle 07:30 la mattina per incamminarmi nel freddo di gennaio, arrivavo a scuola, spesso mi prendevano in giro, lavoravo tutto il giorno, la maestra scriveva il programma del giorno, poi diceva: “Bene, oggi vi darò un’infarinatura generale di questo e di quello…”, poi tornavo a casa sfinita dopo una - due verifiche in un giorno, compiti fino alle dieci di sera, preparare lo zaino e la mattina tutto da capo, tutti i giorni tutto il giorno per 10 mesi l’anno.
Non era massacrante come pensano alcuni, a volte si facevano delle cose divertenti, ma ero diventata una bambina insicura, svogliata, che odiava studiare, che non leggeva più perché troppo stanca, una bambina che contava i giorni alla fine della settimana scolastica ed era nervosa e stressata per le verifiche e le interrogazioni.
Facendo home-schooling ho ritrovato me stessa, ho di nuovo le mie passioni, lavoro assiduamente e con piacere, anche più dei bambini a scuola, ma in modo molto più rilassato.
Ma nonostante tutto andare a scuola per 6 mesi non è stato uno sbaglio: non ero più sicura di quale fosse la soluzione migliore per me, ho provato la scuola e ho liberamente scelto di tornare a fare scuola a casa, perché molto più adatta a me.
Sono contenta delle mie scelte e se tornassi indietro le rifarei senza pensarci due volte.
Sono sicura della mia vita e del mio futuro.
Quali sono le mie materie preferite?
Italiano, Antologia, Storia, Arte e Storia dell’Arte.
Adoro, in particolare, l’arte greca.
Che liceo farò?
Il classico, probabilmente.
Mi voglio laureare?
Certo che sì.
Che lavoro farò?
La scrittrice, naturalmente.
Non ho ripensamenti e continuo serena la mia vita.
Dalle domande che mi pongono, però, si capisce che i bambini della mia età circa, ma anche più piccoli, pensano solo alla scuola.
Involontariamente il loro pensiero è rivolto là, sempre.
I bambini, già così piccoli, non hanno più idee loro: non fanno altro che seguire la massa, credendo di agire secondo la propria volontà.
Infatti, questo effetto non è un caso: per lo Stato è molto più facile governare degli individui che non sono quasi più in grado di fare di testa loro, quindi li crescono fin da piccoli in maniera che seguano la maggioranza.
Facendo così, diventano docili e non si accorgono di essere controllati.
Perché è questa la verità: la scuola, nella maggior parte, controlla i bambini.




Edit del 7 febbraio 2016: questo mio post è diventato un'intervista pubblicata su Controscuola!
Grazie ad Erika di Martino per la sua gentilezza.
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