venerdì 1 marzo 2019

I libri di Margherita: Il nome della rosa




IL NOME DELLA ROSA
DATI EDITORIALI
Titolo: Il nome della rosa
Autore: Umberto Eco
Formato: e-book
Casa Editrice:
Numero di pagine:
GENERE DEL LIBRO
Romanzo, romanzo giallo, romanzo storico.

TRAMA
Adso da Melk è un giovane e ingenuo novizio benedettino, posto dal padre sotto la tutela del frate francescano di origini inglesi Guglielmo da Baskerville.
Egli è un uomo di mezza età dall’intelligenza duttile e vivissima, estremamente dotto e grande conoscitore del mondo e della natura umana, anche grazie al ruolo di inquisitore che ha ricoperto in passato.
Proprio per la sua grande esperienza e acume, il frate viene inviato dall’imperatore Ludovico in un monastero sperduto fra i monti dell’Italia settentrionale, dove si terrà un convegno con esponenti di altri ordini religiosi al fine di ricomporre la storica frattura fra impero e papato.
Guglielmo, allora, decide di portare con sé anche il giovane Adso, che parte con lui.
Giunti all’abbazia, i due vengono accolti con benevolenza dall’abate in quello che sembra essere un pacifico monastero benedettino.
L’abbazia ospita una delle biblioteche più prestigiose d’Europa, culla di ogni sapere, ma ben presto i due ospiti dovranno rendersi conto che la biblioteca è luogo proibito: si tratta infatti di uno sterminato labirinto nel quale nessuno eccetto il bibliotecario, custode delle chiavi di quel luogo misterioso, può entrare e il cui accesso è severamente impedito ai monaci, pena non uscirne mai più vivi.
Ma non tutto è come sembra, e ben presto il giovane Adso dovrà impararlo… infatti, la mattina stessa dopo il loro arrivo, viene ritrovato il cadavere del giovane confratello Adelmo, la cui morte risulta inspiegabile.
Il suo corpo è infatti trovato ai piedi delle mura di cinta, e non può essere precipitato da alcuna finestra se non quella della biblioteca…
L’abate, allarmato dalle voci che cominciano a circolare fra i monaci, chiede la collaborazione di Guglielmo per risolvere il mistero della morte.
Ma questi non fa nemmeno in tempo a cominciare le indagini, che il mattino seguente un altro corpo senza vita viene ritrovato: è quello di Venanzio, soffocato in una botte di sangue di maiale.
Il suo, però, non è l’ultimo omicidio: è infatti seguito anche da quello di Berengario, aiuto bibliotecario…
La tensione nell’abbazia è all’acme, e cominciano a circolare strane voci: che l’Anticristo si aggiri nell’abbazia, che ci sia qualcuno che vuole impedire anche a costo della vita che la biblioteca venga violata, che strane luci, ombre e voci popolino solamente la notte la biblioteca deserta…
Negli occhi dei monaci si agitano fantasmi e demoni, peccati innominabili e pensieri colpevoli, e l’arguto Guglielmo non può fare a meno di capirlo: ed ecco che la storia di quegli inquietanti omicidi si lega a quella di un’epoca turbolenta, quella della cattività avignonese e dei movimenti di riforma all’interno della Chiesa, talvolta spinti oltre il limite dell’immaginabile, come nel caso dell’infernale fra’  Dolcino, dei quali molti monaci sono stati seguaci…
Ma il passato è una bestia oscura che non dimentica, che perseguita e miete vittime, e il Sapere è un’arma a doppio taglio, troppo pericolosa per essere diffusa…
Il Finis Africae, misterioso libro proibito nascosto nei meandri della biblioteca, sembra essere l’incarnazione del male e la chiave di ogni mistero…
E se il Demonio si nascondesse in quel luogo consacrato a Dio?
Se la più insospettabile delle creature nascondesse una passato oscuro e un terribile segreto, e fosse agitato da un tale odio da giungere a uccidere, pur di non farlo conoscere?
Perché il Sapere apre gli occhi, e forse sarebbe meglio tenerli chiusi...

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto moltissimo.
Ho iniziato a leggerlo scettica, conscia del fatto che anche molti adulti si fossero arresi davanti al suo linguaggio complesso, alla sua trama articolata e all’angoscia che ispira.
Nonostante tutto, ho deciso di tentare, perché mi affascinava molto, e non sono stata delusa.
È uno dei libri migliori che abbia mai letto, da tutti i punti di vista.
I personaggi sono realistici e credibili, la loro mente contorta, la loro anima distorta, la biblioteca è un luogo caratterizzato fin nei minimi dettagli, e il segreto nascosto in essa così manifesto da apparire irraggiungibile.
La trama, già di per sé incredibilmente complessa e avvincente, si intreccia mirabilmente con la narrazione angosciante e realistica, profilata di tinte fosche e intriganti, di un periodo storico drammatico e affascinante al tempo stesso, in cui perversione e virtù si mescolano, il confine fra finzione e verità si assottiglia ed eresia e santità si fondono.
Mi ha tenuta con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina, mi ha fatto soffocare gridi di orrore e sorridere di gioia, sono entrata con Adso in quei corridoi tenebrosi e ho sofferto con lui.
Il mistero è apparentemente insolubile, il segreto nascosto perfettamente fra le pieghe del manifesto, e tutto assume una connotazione sublime fra realtà e finzione, sogno e incubo.
È un vero capolavoro, lo consiglio di tutto cuore.


Con questo post partecipo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".

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