lunedì 21 marzo 2016

Ghirlanda di primavera, con fiori di carta velina


In questi giorni io e i bambini ci stiamo, tra le altre cose, dedicando ad addobbare la casa per primavera e ad ultimare i lavoretti di Pasqua. Dedicherò quindi i prossimi post a questi aspetti, riservandomi di tornare sui "consigli per rallegrare l'apprendimento" alle prossime settimane.
Come sapete, quest'anno stiamo realizzando una ghirlanda fuori porta per ogni stagione.
Per la primavera, abbiamo pensato di realizzare tanti fiori di carta velina in vari colori.
Il nostro punto di partenza sono state le spiegazioni ben chiare di diversi siti, tra cui 
ed, in particolare, questo video, da  cui abbiamo preso anche la dimensione di foglietti (12 x 24 cm):

Vi mostro le foto dei nostri passo-passo, con la "maestra di fiori di carta" Mariangela:

Carini e allegri, vero?
Questi fiori possono essere utilizzati in tanti modi diversi e potrebbero anche  essere un'idea per la Festa della mamma...
Noi, a questo punto, siamo andati, come di consueto, a rivestire un anello di polistirolo con del nastro. Questa volta abbiamo usato del nastro di cotone rosa.

Ed eccoci al momento della composizione floreale: dopo aver scelto la disposizione, le bimbe sono andate a fissare i fiori alla ghirlanda aiutandosi con qualche goccia di colla a  caldo (con molta attenzione a questa operazione e  la mia supervisione, ovviamente!). 

Un nastrino di raso in cima, ed ecco fatto!!!
Semplice, molto economica, colorata e tanto allegra!
La scritta è di Pianetamamma
Avrete notato che i fiori erano molti di più rispetto ai 6 utilizzati per la ghirlanda: nel prossimo post vedrete come abbiamo utilizzato la maggior parte dei rimanenti!

venerdì 18 marzo 2016

I libri di Margherita: La chiave giusta

Oggi vi parlo di un bel romanzo contemporaneo scritto da Miriam Viola, una giovane autrice  ed illustratrice siciliana.

LA CHIAVE GIUSTA

DATI EDITORIALI
Titolo: La chiave giusta
Autore: Miriam Viola
Casa Editrice: CIESSE edizioni
Numero di pagine: 132
GENERE DEL LIBRO
Romanzo (per ragazzi).

LUOGHI DELLA STORIA
Casa di Dorian, casa di Mana, giardino di Mana, casa di Nico, garage di Nico, scuola.

TEMPO DELLA STORIA
Tempo indefinito. Forse qualche settimana.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Dorian (Giulio), Mana, papà di Dorian, Nico, mamma di Dorian, Teresa, Anatroccoli Andersen, tartaruga gigante e altri personaggi minori.

TRAMA
Dorian è un bambino di 7 anni che vive da solo con il padre Tiziano, dato che la madre è morta di cancro.
Il bambino crede di essere invisibile al padre, visto che quest’ultimo da quando è morta la mamma non gli rivolge più la parola e sembra proprio non vederlo.
Il suo migliore amico Nico gli conferma il suo dubbio: lui è diventato invisibile e bisogna trovare un antidoto.
Dopo tanti tentativi creano delle palline grigie e mollicce che Dorian mette nella minestra del padre.
Purtroppo Tiziano se ne accorge e diventa furibondo nei confronti del bambino infine, al colmo del furore, gli urla che dovrebbe essere morto anche lui insieme a sua moglie.
Dorian, sconcertato e confuso dal dolore, scappa di casa e corre, corre finchė non si ferma e viene trovato da un vecchio signore che lo porta nella propria casa, poi il bimbo si addormenta.
Quando il mattino dopo Dorian si sveglia, è in una grande casa che appartiene a Mana, il vecchio che l’aveva soccorso la notte prima.
All’inizio il piccolo decide di non parlare con Mana, perchė crede di essere più al sicuro nel suo silenzio, poi, piano, piano, ricomincia a parlare: ormai si fida ciecamente di Mana.
Il vecchio si affeziona a Dorian (a cui, quando non parlava, aveva dato il nome di Giulio) e un giorno gli compra perfino cinque piccoli anatroccoli gialli che il bambino chiama tutti “Andersen” perchè non li distingue.
Dorian lavora in giardino, dà da mangiare agli altri uccelli, toglie le foglie dal lago, riordina il capanno e lentamente, comincia a fingere di essere un altro bambino e di vivere un’altra vita.
Purtroppo, la felicità è destinata a non durare, infatti un mattino, quando Dorian va per dare da mangiare ai piccoli Andersen, non ne trova uno.
Cerca qui, cerca là, l’anatroccolo non si trova, il bambino è molto triste, ma di anatroccoli ne rimangono ancora quattro e il bambino un po’ si consola.
Qualche giorno dopo, il mattino un altro pulcino è scomparso.
Anche questa volta Dorian è molto triste e Mana, pensando che sia stato qualche animale randagio, va a cercarlo, ma non trova nulla.
Un pomeriggio qualche giorno dopo, gli anatroccoli stanno nuotando nel lago, quando un’enorme e vecchia tartaruga cieca emerge dall’acqua e divora uno degli anatroccoli.
Questa volta Dorian è disperato, corre in camera sua e non esce per tutto il giorno.
Quando Mana va da lui per portargli da mangiare, il bambino è sparito, al suo posto c’è solo un fagotto di vestiti: Dorian è scappato.
Nel frattempo cala la sera e il bambino, stanco e dolorante, non si sa se per sogno o nella realtà, vede una luce e sente la voce della mamma.
Poco dopo arriva Mana, che lo porta a casa e gli medica la ferita alla gamba fattagli da dei cani randagi che lo avevano aggredito.
Il vecchio gli spiega che la sua mamma non può più tornare e che suo padre non desidera davvero che lui muoia, ma che è solo arrabbiato e lui deve trovare la chiave giusta per aprire il cuore del padre.
Il giorno seguente Dorian decide di creare la chiave giusta per il padre ma, non sapendo quale sia, con l’aiuto del dizionario decide di crearne una usando tutti i tipi di chiave che esistono.
Soddisfatto del risultato, corre a mostrarla a Mana.
Pochi giorni dopo, il vecchio gli consegna una bicicletta, dicendogli che deve correre da suo padre e che un momento più favorevole per attuare il piano non sarebbe mai più capitato.
Dorian, seppur non capisca cosa intenda l’amico, parte, e trova il padre che lo cerca disperatamente.
Una cosa sola turba la sua felicità: il padre gli dice di essere andato a cercarlo perchè poco prima era scappato.
Come poco prima? Lui era stato da Mana per intere settimane!
Sospettoso, cerca la casa di Mana e la trova, ma diroccata e vecchia, ma vede due anatroccoli gialli che lo riconoscono.
Quindi non è stato un sogno, ma chissà cosa si cela dietro la misteriosa figura di Mana?
COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto molto.
È dolce, coinvolgente, misterioso e un po’ triste.
Dietro questa storia si cela una verità attuale: quella della malattia e della morte, ma insieme si supera tutto.
Come dice il vecchio detto popolare: “L’unione fa la forza!”.
Il finale, un po’ vago e misterioso, dà qualcosa in più a questa storia già appassionante.




Con questo post partecipo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".

mercoledì 16 marzo 2016

Imparare a scrivere seguendo le proprie passioni: Giovanni, Batman ed i supereroi

Da sempre penso che capire quali siano i propri talenti ed inseguire le proprie passioni per metterli a frutto siano due elementi-cardine per impegnarsi con profitto e vivere serenamente.
Se questo può essere vero in generale, lo è sicuramente nel campo dell'apprendimento: imparare ciò che piace è sicuramente uno stimolo eccezionale ed un motore imparagonabile rispetto all'imparare ciò che si deve o ciò che ci viene imposto.
Questo non vuol dire "imparare solo ciò che piace": è ovvio che, anche se ci possono inizialmente andare giù un po' di traverso, anche materie o argomenti inizialmente a noi poco congeniali possono essere utili nella vita e vanno comunque affrontate.
Troppi bambini o ragazzi, però, studiano solo per dovere, per il voto, perchè altrimenti... insomma, sotto minaccia.
Con l'home-schooling, tutto è sicuramente molto diverso.
Si può sempre scegliere di partire dall'interesse spontaneo del ragazzo e... andare dove questo porta.
Con Giovanni sta andando così.
Come sapete, la grande passione del mio settenne sono da anni i supereroi, in particolare Batman. 
Una passione che gli ha trasmesso lo zio Beppe, appassionato da sempre di questo mondo: fin da piccoli, ha sempre intrattenuto i bambini con le storie - ovviamente molto ripulite  - di Gotham e dintorni. 
Per Giovanni è stato "amore a primo ascolto": già per i suoi quattro anni, il bimbo aveva voluto una festa a tema -Batman.
Come avete visto la scorsa settimana, il bambino ha scelto i supereroi per rappresentare molte lettere dell'alfabeto, già in fase iniziale di letto-scrittura e sillabazione.
Da lì, siamo andati avanti, in diversi modi...
Prime frasi da leggere, completare e colorare secondo indicazioni scritte...


Una speciale "Carta  d'identità di Batman" (per le bambine, la stessa cosa era sttata fatta per la bambola preferita)...
Poi sono venuti i primi dettati: da subito, ho visto che il bimbo si annoiava tra animaletti e paroline normalmente in uso per i bimbi in classe prima.
E' stato proprio lui che, un giorno, mi ha chiesto: "Mamma, posso inventare un dettato?".
Quindi, partendo da uno "stimolo dato", ad esempio una lettera dell'alfabeto o una difficoltà ortografica, Giovanni pensava ad una breve storiella, la dettava a me che, poi, la ri-dettavo a  lui...
Ed eccone alcuni...







 


Un po' alla volta, i dettati si sono allungati ed hanno iniziato a prendere la forma di veri e  propri raccontini...



Via via, crescendo, il bambino ha iniziato ad unire le sue passioni: i personaggi che tanto ama, il disegno e... la sua inclinazione per i fumetti. 



Ed ecco che, qualche mese fa, tra novembre e dicembre (quindi a 7 anni appena compiuti e all'inizio della classe seconda), Giovanni, tutto da solo, nei suoi giochi, ha iniziato a "studiare" vere e proprie storie sul suo supereroe preferito.
Il tutto, partendo dall'immaginazione delle varie scene e vignette che, a livello visivo, si andavano imprimendo in lui, che ha nel frattempo iniziato a "buttare giù" ciò che aveva in mente.
Così, su semplici fogli bianchi, senza badare troppo alla forma estetica (di solito è un precisino molto ordinato). Spesso di sera, dopo cena, o quando io ero al lavoro.
Scriveva per puro diletto, per gioco, per il piacere di farlo.
Io l'ho lasciato fare: in quel momento, non aveva bisogno di me. L'ho aiutato, in un secondo momento, a rivedere queste sue bozze, aggiungere un po' di punteggiatura, correggere qualche errorino ortografico...

Intanto, lui continuava a scrivere, per il puro piacere di farlo, le sue storie un po' violente per i miei gusti, ma comunque formalmente corrette, che poi andava ad illustrare con impegno e slancio, in un maxi libro-fumetto che si andava a comporre così, per gioco... 

Dopo il primo, ecco un secondo racconto...

Ed un terzo, stavolta scritto in corsivo, ordinatamente e su fogli a righe.
In questa fase,  io ho aiutato Giovanni solo a mettere qualche maiuscola dimenticata.



Arrivati al quarto racconto, ormai a metà dicembre, ci è venuta un'idea... così, per accelerare un pochino i tempi tecnici, l'ultima parte è stata digitata al pc.

Intanto, la vena fumettistica prendeva sempre più piede, così quest'ultimo racconto si è trasformato anche in mini-fumetto...

Allora, scelte alcune ulteriori immagini tra i disegni e dipinti del bambino ed integrato il testo - intanto digitato da me - con alcune scritte fumettistiche  è nato il primo libro-raccolta dei racconti di Giovanni su "Il Cavaliere oscuro". 
Libro piccolino (27 pagine in tutto), ma stampato, rilegato in copisteria e regalato ai nonni per Natale, con enorme soddisfazione dell'autore! 
Ve lo faccio vedere anche in pdf (se Scribd funziona...)

L'entusiasmo continua: pochi giorni dopo aver stampato il "suo primo libro", Giovanni si era già messo nuovamente all'opera... al cuor, non si comanda!


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...