martedì 7 aprile 2015

Vasetti di uova colorate, con stickers

Torniamo sul blog dopo giornate intensissime e davvero belle, tra i preparativi ed il giorno di Pasqua, la festa di compleanno di Margherita e, oggi, una bella gita insieme ai nostri amici.
Facciamo un passettino indietro per mostrarvi come abbiamo decorato le uova sode quest'anno.
Siamo partiti, come già altre volte, dal colorare le uova con i coloranti alimentari  in gel diluiti in acqua.
Ai bambini piace sempre tanto giocare con i colori e vedere l'effetto della loro progressiva intensificazione sui gusci.

Dato che non avevamo trovato le uova dal guscio bianco, alcuni colori come il giallo non risaltavano particolarmente, così alcune uova sono state ripassate direttamente con colori e pennelli.
Poi tutte le uova sono state messe ad asciugare su carta-casa.

Per completare ed innovare un po' le nostre uova, abbiamo pensato di utilizzare degli elementi che avevamo in casa da un po': dei piccoli stickers a tema pasquale ed i vasetti a decoupage che avevano realizzato per me i bambini lo scorso anno. 

Così, una volta asciutte, le abbiamo decorate con i piccoli adesivi 

Mano a mano, ogni bimbo andava a porre le uova  dipinte e decorate da lui nel proprio vasetto...
Abbiamo messo tutti e 5 i vasetti in un unico cesto...
... ma poi, per la benedizione in chiesa, ogni bambino ha portato il proprio vasetto e le proprie uova.
In entrambe le versioni, i vasetti pieni di uova possono essere anche un centrotavola o dei segnaposti per l tavola di Pasqua,
Semplici e veloci ma carine e primaverili, no?

sabato 4 aprile 2015

Biglietti pasquali: pulcino che esce dall'uovo, con poesia


Quest'anno abbiamo scelto di fare gli auguri ai nostri cari con dei bigliettini semplici ma colorati, magari da allegare alle uova sode benedette.
L'idea non è nostra, ma noi l'abbiamo personalizzata con le sagome fustellate con la Big Shot, la carta colorata e.. le mani di 5 bimbi che hanno composto il tutto.
Per realizzare i biglietti abbiamo usato:
- fogli di carta color avorio/ecrù in formato A4, piegati a metà
- sagome di carta a forma di uovo: l'ideale sarebbe ritagliarle da carta da scrap-booking o cartoncino; noi non ne avevamo, così abbiamo stampato dei modelli di carta-fantasia primaverile o comunque multicolore, reperibile facilmente in rete.
- sagome di carta gialla a forma di cerchi
-  sagome di carta gialla a forma di cuoricini (facoltativi)
- pennarelli
- fermacampioni
- forbici e colla

Inoltre, ogni bimbo ha colorato questa scritta "Buona Pasqua", che poi abbiamo scannerizzato e stampato in piccolo, così da poterla incollare sui biglietti.
Il procedimento è così semplice, che non ve lo sto a spiegare: basta guardare Tommaso all'opera!


Noi ne abbiamo realizzati tanti tanti... qui ve ne mostro una parte.

All'interno dei nostri biglietti, volevamo una poesia significativa, che rimandasse al pulcino ma, soprattutto, parlasse di Gesù. Purtroppo ogni anno la ricerca si fa più difficile, perchè la Pasqua è ormai diventata solo la "festa della pace", o della primavera, o delle uova di cioccolato.
Allora, ci ha pensato Margherita, inventando questa poesia semplice ed adatta anche a bimbi piccoli, ma che contiene tutta la simbologia cristiana.

UN GIORNO NUOVO
Dentro il pollaio è nato un pulcino
che dentro l’uovo ha fatto un buchino,
così come il Signore dopo che è morto
il terzo giorno per noi è risorto.
La Sua passione è un dono d’amore
che va accolto con gioia e stupore.
Il pulcino che è uscito dall’uovo
rappresenta l’alba di un giorno nuovo.


Nella maggioranza dei biglietti abbiamo poi incollato la stampa di una scena della Settimana Santa disegnata dai bambini...

Mentre ad altri abbiamo allegato l'intero "lavoro" dei bambini, in sequenza:

Bene, non ci resta che augurare anche a tutti i nostri lettori ed amici:
BUONA PASQUA!!!!



giovedì 2 aprile 2015

Disegnare e riflettere sulla Pasqua

Come già lo scorso anno, Giovanni non vedeva l'ora che arrivasse il tempo di Pasqua per disegnare la Settimana Santa. 
In un anno, la tecnica è certamente molto migliorata, così come l'uso del colore e la vivacità espressiva.
Guardate un po'...






Questi disegni appesi progressivamente  in sala, così colorati, ricchi di dettagli ed efficaci nella loro capacità narrativa, hanno ovviamente costituito motivo di dialogo e riflessione sulla Settimana Santa, sul sacrificio di Gesù, sulla volubilità della folla, sull'umanità di Pietro, ecc...

Intanto, anche i fratelli hanno voluto dare il proprio contributo alla Settimana Santa...


Margherita

Mariangela
Camilla
Tommaso

Poi, introducendo in italiano per Camilla e Mariangela (classe III) il genere-leggenda, ho appositamente fatto coincidere questo con La Settimana Santa, così da poter partire dalla tradizionale e sempre emozionante "Leggenda del pettirosso", in questa versione estesa che fa davvero commuovere e riflettere sulla sofferenza di Cristo:

La leggenda del pettirosso
Gesù fu condannato a morte con il supplizio della croce.
Egli procedeva ricurvo sotto il peso del triste strumento della sua tortura e della sua morte, quando un uccellino, che volava nei pressi, incuriosito dalla folla che seguiva Gesù, si mise a sorvolare tutta la zona fino ad arrivare alla testa del corteo.
Quando fu su Gesù cercò di capire perché mai tutti seguissero questo pover’uomo, ma guardandolo meglio, con gran dolore si accorse che egli soffriva, oltre che per il grande peso della croce, anche perché la sua bella testa bionda era stata cinta da una corona di spine che lo ferivano facendolo sanguinare.
"Ma dove lo portano quel poverino?", si chiese l’uccellino e, intanto, lo seguiva preoccupato e addolorato.
Finalmente il triste corteo si fermò, erano giunti sul colle chiamato Golgota, i soldati che scortavano il condannato gli avevano tolto dalle spalle il pesante fardello e lo stavano
facendo spogliare.
Ecco, lo facevano distendere sulla croce, in un attimo l’uccellino capì che quei lunghi chiodi servivano per fermare al legno le mani e i piedi di Gesù. Immediatamente pensò di impedirlo cercando di portarli via, ma... quanto pesavano! Per quanti sforzi facesse, non riusciva a sollevarli nemmeno di un centimetro.
La croce fu issata ed il condannato cominciò la sua agonia. Ogni tanto Gesù alzava gli occhi al cielo, erano occhi che esprimevano un’immensa sofferenza, l’uccellino li guardava e soffriva anche lui per quel poveretto e non si stancava mai di girare in volo sulla sua testa per studiare la maniera per alleggerire almeno un po’ le sue sofferenze.
Ma poco poteva quel piccolo esserino grande ancor meno che un pugno di bambino, o forse no, qualcosa aveva trovato che potesse alleggerire le sofferenze di Gesù.
C’era una spina della corona, che ancora gli cingeva il capo, che gli si era conficcata nella tempia e lo faceva sanguinare più delle altre.
Con un immane sforzo l’uccellino, sbattendo forte le piccole ali, prese nel becco la spina e con uno strattone la strappò dalla tempia di Gesù e in quello stesso istante Gesù esalò l’ultimo respiro.
L’uccellino fece ritorno al nido e qui incontrò altri uccellini che commentavano fra loro quanto era accaduto sul Golgota, solo lui era silenzioso fino a quando qualcuno gli disse: "Ma guarda che sporcaccione! Mangi bacche rosse, ti sbrodoli tutto il petto e poi non ti netti le piume!"
Il passerotto corse, allora, allo stagno per lavarsi, ma per quanto strofinasse e bagnasse, la macchia rossa non veniva via, anzi, diventava sempre più rossa e brillante. Gesù era stato sepolto, ma al terzo giorno resuscitò.
Egli camminava per un sentiero di campagna e andava ad incontrare i suoi apostoli che, chiusi in una casa, aspettavano la sua venuta, quando sulla sua testa cominciò a svolazzare un uccellino, ma sì, era proprio lui, quello che con un moto di grande pietà e generosità gli aveva estratto la spina dalla tempia, quello che si era macchiato il petto con una goccia del suo sangue, lo riconosceva dallo sbattere delle ali e dalla macchia rossa sul bianco del petto.

Gesù lo benedisse e nel ricordo della sua bontà volle che questa macchia si trasferisse su tutti gli uccellini che da lui fossero nati dando luogo ad una nuova specie che si chiamò “PETTIROSSO”.

Ecco qui i loro disegni per illustrare questa leggenda:
Camilla
Mariangela

Infine, proprio ieri, ho proposto a Giovanni, Camilla e Mariangela di scrivere i loro "pensieri" sulla Pasqua in arrivo, dove tutti hanno lasciato uscire liberamente la  leggerezza bambina per l'attesa del giorno di festa.

Giovanni

Camilla
Tra pochi giorni sarà Pasqua.
A pasqua risorge Gesù, si dipingono le uova sode, si aprono le uova di Pasqua,  si va a Messa, il tempo è bello e si fa festa.
Mi piace la Pasqua perchè è un giorno bello.

Mariangela
Fra quattro giorni sarà Pasqua.
A me la Pasqua piace perchè Gesù è risorto, si decorano le uova sode, si portano a benedire poi si mangiano a colazione, si aprono le uova di cioccolato e si sta insieme a tutta la famiglia.
Quello che preferisco della Pasqua è che la mattina di Pasqua c’è sempre un bel sole e quando mi sveglio vedo la tavola apparecchiata con ai nostri posti un uovo ciascuno.
La Pasqua è magica.

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