sabato 9 agosto 2014

Fruttabella ed Ortestivo

Qualche giorno fa si è svolto il nostro pranzo dell'estate.
Questa volta, prima dei preparativi veri e propri per tavola e portate, siamo partiti da un'idea e da tre favolette. 
Pensando a come realizzare un centrotavola estivo, ci è venuto in mente di provare ad assemblare frutta e verdura di stagione per creare un personaggio.
Poi, di idea in idea, i personaggi sono diventati due: una femmina composta da frutta ed un maschio formato da ortaggi. 
Subito, i due personaggi hanno preso forma e nome nelle nostre menti: Fruttabella ed Ortestivo.
Abbiamo fatto uno schizzo di come avremmo potuto costruirli e, ancor prima di avere in casa i prodotti per assemblarli, questi due simpatici personaggi sono diventati protagonisti di tre racconti fantastici inventati autonomamente e poi illustrati da Mariangela, Giovanni e Margherita. 

Invento un racconto estivo
Fruttabella ed Ortestivo

Mariangela
C’era una volta un fattore che aveva per unica ricchezza tre cose: un frutteto, una fattoria e un orto.
Un’estate lui era molto triste perché tutti i frutti del frutteto caddero e le verdure furono tutte staccate da dei ragazzacci.
In questo modo non avrebbe potuto avere i soldi vendendo i prodotti del suo lavoro.
Tutti i frutti e le verdure, però, si unirono formando due pupazzini di frutta e verdura molto carini.
C’era una femmina di nome Fruttabella: aveva la faccia fatta con un melone, il corpo con metà cocomero, per braccia aveva due mezze banane, per mani due albicocche, per piedi due prugne.
I suoi occhi erano fatti di ciliegia e i capelli con bucce di banana.
C’era anche un maschio fatto di tante verdure: come faccia una melanzana, come occhi due fette di zucchine, per naso una carota  la bocca di pomodoro e le braccia di sedano. Il suo nome era Ortestivo.
Fruttabella  ed  Ortestivo  erano vivi e sapevano fare molte cose: Fruttabella cucinava delle torte alla frutta buonissime, invece Ortestivo preparava delle ottime frittate agli ortaggi.
Fruttabella ed Ortestivo fecero una mostra di tutte le cose che sapevano fare e così il fattore ebbe abbastanza soldi  per lui e  per la sua famiglia.



Giovanni
C’era una volta un bosco dove c’erano due casette fatte una di mela su un albero di mele e una di melanzana cresciuta per terra, ai piedi dell’albero.
La casetta sull’albero aveva anche un ascensore fatto a mela, con intorno tante foglie.
Dentro queste casette vivevano due strani omini fatti di frutta e di verdura: Fruttabella ed Ortestivo.
Un bel giorno assolato uscirono dalle loro casette, si incontrarono e si innamorarono.
Stettero tanto tempo insieme e un giorno si sposarono con a guardali  tanta frutta e tanta verdura, i loro fratellini.
In viaggio di nozze andarono in un piccolo bosco un po’ più lontano da lì con una carrozza a forma di cassetta di frutta trainata da due piccoli topolini.
Dopo due o tre giorni ebbero tanti bambini e vissero per sempre felici e contenti sull’albero dove un tempo viveva Fruttabella.

Margherita
C’erano una volta un orto e un frutteto.
Il frutteto era un normalissimo frutteto, con tanta frutta che maturava sugli alberi.
Nell’orto, invece, viveva un personaggio molto particolare, buffo, simpatico e romantico; era un pupazzino di verdura, il suo nome era Ortestivo.
Come testa aveva una melanzana, come corpo una zucca, come braccia del sedano, come piedi due peperoni, come occhi due rondelle di zucchina, come naso una carota e bocca e guance delle fettine di pomodoro.
Ortestivo era amico di tutti gli ortaggi e di tutta la frutta, che lo consideravano un amico e un consigliere.
Nonostante i numerosi amici, Ortestivo aveva voglia di fidanzarsi, di sposarsi e di avere tanti bambini.
Così, un bel giorno d’estate, decise di partire alla ricerca della sua bella.
Cammina, cammina arrivò in un frutteto e lì si fermò ad ammirare la bellezza del panorama.
Fu proprio in quel momento che vide una deliziosa pupazzina di frutta saltellare con grazia in mezzo agli alberi da frutto.
Quella pupazzina era davvero graziosa: la testa era un piccolo melone, il vestitino era realizzato con un mezzo cocomero, i capelli di buccia di banana, in mezzo ai capelli c’era un fiocchettino di pesca, gli occhi erano due ciliegie, il naso un’albicocca, la bocca era una fetta di pesca, le braccia due mezze banane, le mani due albicocche, e i piedi due prugne.
Le guance di Ortestivo divennero ancora più rosse e subito raccolse un mazzo di fiori di ciliegio e andò a presentarsi.
“Buon giorno signorina, come si chiama?”
“Io mi chiamo Fruttabella, e lei?” rispose.
“Io mi chiamo Ortestivo.”
Da lì Ortestivo e Fruttabella iniziarono a parlare e divennero amici.
Piano piano si innamorarono l’uno dell’altra e quando Ortestivo le chiese di fidanzarsi, lei disse di sì e poco dopo si sposarono ed ebbero tanti bambini.
Fu così che il sogno di Ortestivo si realizzò e Fruttabella, Ortestivo e i loro bambini vissero per sempre felici e contenti. 


Nel prossimo post, vi mostreremo Fruttabella ed Ortestivo in tutto il loro splendore.

mercoledì 6 agosto 2014

Stendi-disegni da salotto

Il mese scorso abbiamo fatto ritinteggiare le pareti della nostra sala, rinnovandola e scegliendolo un tono giallino crema che a noi piace molto.
A questo punto, però, mi sarebbe dispiaciuto iniziare subito a tempestare di pezzetti di nastro adesivo le pareti per appendere, come nostra inveterata abitudine, i tanti disegni, dipinti e cartelloni realizzati dai bambini.
D'altra parte, casa nostra è sempre stata coloratissima e le pareti vuote proprio non fanno per noi.
Così, dopo aver girovagato in rete e vagliato tante possibilità più o meno fantasiose, costose e realizzabili, ho deciso di realizzare un maxi stendi-disegni.
Un'idea semplicissima: due gancetti ad occhiello fissati nel muro a cui collegare un lungo filo di nylon.
Il tutto moltiplicato per 3, nel nostro caso e per ora, o per quanto volete.

A questo punto, basterà procurarsi una bella quantità di mollettine da bucato o da fioristi, magari allegre e colorate...

Ed iniziare ad appendere le piccole grandi opere d'arte!




All'aumentare delle creazioni, basterà poi agganciare tra loro alcuni disegni in verticale, per moltiplicare lo spazio dello stendi-disegni!

A parte l'immediata allegria e vivacità del risultato, questa soluzione è molto pratica: cambiare i disegni appesi alle pareti sarà facile e veloce come stendere i panni bagnati e ritirare quelli asciutti, ma molto più divertente!

sabato 2 agosto 2014

Studiare la montagna


Oltre che momento di relax e serenità familiare, ovviamente, la nostra vacanza in Trentino ha costituito un ottimo stimolo didattico per lo studio della geografia.
Già a casa, prima della partenza, avevo preparato del materiale per spiegare la montagna come ambiente a Camilla e Mariangela (classe III) ed introdurre lo studio delle regioni italiane con il Trentino Alto Adige per  Margherita (classe V). 
Pubblico volentieri il nostro materiale, sperando di poter far cosa gradita ed utile.

Per Mariangela ho solo parzialmente modificato il capitolo già preparato un paio di anni fa per Margherita (per costruire il quale avevo utilizzato anche qualche stralcio reperito in rete, in particolare da  questo testo).
E' un testo ricchissimo di foto ed immagini, per rendere la lettura più piacevole ed aiutare visivamente la memorizzazione. Lo avevo già pubblicato qui ma, date alcune correzioni e modifiche, ho pensato di ripostarlo.


Per Camilla, che ha ancora molte difficoltà nella lettura autonoma, ho pensato di preparare un testo semplificato fatto non solo da tante immagini, ma da tanti disegni da colorare, attività in assoluto preferita dalla bambina.
In questo modo, pagina dopo pagina, giorno dopo giorno, la memoria visiva della bambina è stata stimolata e ricordare i vari aspetti, ed il lavoro di comprensione e memorizzazione le è risultato sicuramente più semplice e gradevole.
So bene che, in generale, la modalità consigliata per bambini con dsa o difficoltà d'apprendimento in generale è costituita dalle mappe concettuali ma, conoscendo le caratteristiche di mia figlia, sono convinta che gratificarla nelle sue passioni possa costituire la chiave migliore per lei.
Parte dei disegni sono stati rielaborati da "La montagna", Ed. Franco Panini ragazzi, collana "Come nasce"; alcuni sono del sempre fornitissimo midisegni.it, altri reperiti variamente in rete, altri ancora realizzati da me.








Se volete scaricarlo, ecco qui: LA MONTAGNA - Testo semplificato con disegni da colorare

Per Margherita, come già accennato, un capitolo sulla regione Trentino Alto Adige.

 

Tra l'altro, proprio durante la vacanza, alla bimba è venuta l'idea di scrivere un racconto fantastico che riunisse in sè diversi elementi caratteristici della regione.

Invento un racconto fantastico sul Trentino alto Adige
Cioccolatino, l’orco della cioccolata
C’era una volta un piccolo orco di nome Cioccolatino.
Viveva nel Trentino Alto Adige in cima al monte Pan di Zucchero in un palazzo di cioccolata molto, ma molto cioccolatoso.
Cioccolatino non era un orchetto come tutti gli altri:  lui era un orco della cioccolata.
Era ghiottissimo di cioccolata: cioccolata al latte, bianca, fondente, con le nocciole, con le mandorle, col biscotto, con la crema, col caramello,  con l’uvetta, coi canditi, col riso soffiato e in tantissimi altri modi.
Cioccolatino, a dire la verità, mangiava solo cioccolata!!!!!!!!
Nessuno in paese poteva più mangiare cioccolata perché Cioccolatino sentiva l’odore della cioccolata a grandissima distanza e prima che le persone potessero mettere in bocca un quadretto di cioccolata lui gliela prendeva di mano e la mangiava prima che qualcuno potesse rendersi conto di quello che era accaduto.
Per questo motivo tutto il paese era arrabbiato con Cioccolatino.
Un giorno, una  famiglia molto numerosa venuta lì a passare le vacanze, decise di andare a parlare con Cioccolatino.
Scalò il monte Pan di Zucchero fino ad arrivare al palazzo di cioccolata di Cioccolatino.
I bambini aprirono il portone di cioccolata e trovarono Cioccolatino seduto sul suo trono di cioccolata intento a mangiare una deliziosa tavoletta di cioccolato.
“Cosa siete venuti a fare?’’ chiese Cioccolatino con la bocca tutta impastata dalla cioccolata.
“Siamo venuti a dirti che tutto il paese è arrabbiato con te!!!!‘’ risposero i bambini.
Cioccolatino rimase in silenzio.
Non aveva mai pensato che la gente potesse avercela con lui.
“Perché mai la gente è arrabbiata con me?’’ domandò.
“Perché mangi tutta la loro cioccolata e pensi solo a  te stesso!!!” risposero loro.
“Vieni con noi e ti aiuteremo a risolvere questo problema!!!” esclamarono.
Cioccolatino li seguì.
“Per prima cosa devi imparare a mangiare  un po’ di verdura’’
dissero i bambini a Cioccolatino.
“Cogli un po’ di verdura e assaggiala!’’ dissero.
Cioccolatino ne colse un po’ e gli piacque molto.
“È deliziosa!!! Non pensavo che una cibo diverso dalla cioccolata fosse così buono!!!!’’ esclamò Cioccolatino.
 “Come seconda cosa devi assaggiare la frutta.”
Prendi un po’ di queste mele della Val di Non e un po’ di questi frutti di bosco.’’
Cioccolatino li assaggiò e disse: “Ottimi!!!! Sono più buoni della cioccolata!!!”.
“Ora devi assaggiare i funghi. Sono tipici del Trentino Alto Adige e sono davvero squisiti!!!‘’
Cioccolatino li assaggiò ed esclamò:”Sono una vera delizia!”
Dopo di che gli fecero assaggiare tutti i piatti tipici del Trentino Alto Adige che a Cioccolatino piacquero tantissimo!!!!!!
I bambini e Cioccolatino tornarono insieme in paese: gli abitanti del villaggio non credevano ai propri occhi!!!
Cioccolatino era così cambiato che anche la loro opinione su di lui cambiò completamente e Cioccolatino fu benvoluto da tutti.
A Cioccolatino piacquero così tanto i cibi che aveva assaggiato che inaugurò una sagra con tutti i piatti tipici del Trentino Alto Adige chiamata: “Delizie del Trentino Alto Adige‘’ .


Per ora, l'idea sarebbe quella di inventare un raccontino su ogni regione d'Italia, mano a mano che  le incontreremo, chissà... 

mercoledì 30 luglio 2014

La genziana: acquerelli, una leggenda e un racconto


Continuiamo a parlare di montagna con un fiore tipico delle nostre Alpi: la genziana.
Quest'anno, durante una delle nostre passeggiate, ne abbiamo potuto ammirare così tante, che i bambini ne sono rimasti piacevolmente affascinati.
Così, pochi giorni dopo il nostro rientro, le bambine e Tommaso hanno realizzato un acquerello.

Camilla

Mariangela

Tommaso, stampato da midisegni
Poi, qualche giorno fa, ci è venuto in mente di andare a cercare se esistesse una leggenda su questo fiore: ne abbiamo trovate un paio che non ci convincevano appieno e così... ci ha pensato Margherita!

Invento una leggenda
La leggenda della genziana
Si narra che tanto, tanto tempo fa, sulle Dolomiti, vivessero un re e una regina; i loro nomi erano Altomonte e Dolcefiore.
Avevano tanto desiderato una principessina che appena seppero della dolce attesa si fecero portare un po’ dell’azzurro del cielo dalle fate del bosco per metterlo negli occhi della loro bambina.
Di occhi azzurri, verdi o marroni se ne vedevano tanti, ma di occhi azzurro intenso come solo il cielo delle Dolomiti poteva essere, non ce n’erano, e loro volevano dare alla loro bambina qualcosa di speciale.
Quando nacque questa bambina la chiamarono Genziana.
Il cielo era arrabbiatissimo per essere stato derubato, non sopportava che gli venisse portato via nemmeno un frammento del suo bell’azzurro, figuratevi due!!!
Così Genziana crebbe e un giorno, mentre stava facendo una passeggiata in alta montagna, fu colta da un temporale scatenato dal cielo.
Genziana inciampò in un ramo spezzato dal vento e  cadde.
Dai suoi occhi blu iniziarono a scendere delle lacrime che bagnarono il terreno.
Da quel giorno, in alta montagna, crebbe un fiore a forma di tubetto e dai petali di un blu intenso, come gli occhi di Genziana.
Questo fiore ha il suo nome ed esiste tutt’ora, crescendo nei luoghi che Genziana era solita visitare.

Un attimo dopo, anche Giovanni si è messo all'opera, inventando un raccontino su questo fiore.

Invento un racconto
La prima genziana
Abitava una volta in un boschetto in alta montagna un vecchio così povero che non aveva neanche un soldo per sfamarsi.
Un giorno il vecchio incontrò un pastore che gli diede un sacchetto di semini.
Il vecchio povero non sapeva cosa farsene e così se ne dimenticò.
Dopo molto tempo, un giorno in cui stava passeggiando, uno di questi semini gli cadde dalla tasca e finì in una piccola buca nel terreno davanti al boschetto.
Con le ultime piogge crebbe un fiore di un colore molto bello e particolare, tra il blu e il viola.
Molta gente passeggiava lì e lo vide.
Anche quel vecchio ripassò di lì e lo vide: allora si mise la mano in tasca e si accorse di avere ancora un intero sacchetto di quei semi.
La bellezza di quel fiore così diverso da tutti gli altri fece arrivare anche dei giornalisti, che videro il fiore e misero la foto del fiore e dell’uomo che lo aveva piantato sui giornali.
I giornalisti gli chiesero: “Come si chiama questo fiore?”
E lui rispose: “Genziana, come mia figlia!”.
Queste immagini fecero il giro del mondo: così il vecchio diventò ricco e aprì un negozio di semi di quel fiore che però poteva crescere solo in alta montagna.

giovedì 24 luglio 2014

La nostra settimana in montagna vista dai bambini

Come promesso, ecco qui il lungo racconto della nostra settimana in montagna da parte dei bambini.
Per la prima volta, anche Giovanni ha voluto scrivere i propri pensieri, anzichè dettarli solo a me. 
Un'impresa notevole, per un bimbo che ancora non dovrebbe aver iniziato la classe prima, ma portato avanti nei giorni con impegno e tanta forza di volontà.
In coda ad ogni racconto, le miniature delle pagine scritte a mano (non di Camilla, che ha digitato il testo al pc) ed i disegni dei bambini.
Come sempre, in un racconto di fatti ed esperienze vissute tutti insieme, emergono poi i differenti punti di vista, gli interessi personali, le inclinazioni del carattere.

Una settimana in montagna
Margherita
La settimana scorsa io, la mamma, i miei fratellini e la nonna L. siamo partiti per una vacanza in montagna.
La nostra meta era Varena, un piccolo paesino nei pressi di Cavalese.
Il nostro albergo si chiamava “Pensione Serenetta” ed era piccolo e pulito, grazioso e ordinato, a gestione familiare.
Abbiamo visto ogni giorno paesaggi bellissimi e diversi tra loro, abbiamo attraversato valli, visto torrenti, laghetti, ruscelli e fatto passeggiate in mezzo ai boschi alle più diverse altitudini.
Il primo luogo che abbiamo visitato è stato il Passo di Lavazè, una passeggiata attorno a un laghetto che conduceva a un meraviglioso e verdeggiante pascolo dove c’erano tante mucche in alpeggio.
Mi è piaciuto tantissimo e mi sentivo felice.
La sera stessa siamo andati a Masi di Cavalese a una festa in costume dove c’erano bancarelle con tutti i piatti tipici, donne con pettinature ed abiti tipici del luogo, fisarmonicisti che suonavano allegramente canzoni tipiche alpine e tante persone che ballavano e si divertivano.
Per i miei gusti c’era un po’ troppa confusione.
Il giorno dopo era domenica, perciò la mattina siamo andati a Messa.
Andando in chiesa abbiamo avuto una piacevole sorpresa: lungo la strada abbiamo incontrato un bellissimo gatto, il cui nome si è rivelato dopo essere Romeo.
Subito lo abbiamo chiamato e lui è venuto senza esitare un attimo.
Era così affettuoso che ci ha aspettati per tutta l’ora della Messa sotto una panchina fuori dalla chiesa.
Dopo la  Messa abbiamo fatto una bella passeggiata per i prati di Varena.
Nel pomeriggio abbiamo attraversato un grazioso boschetto e raccolto tante fragoline di bosco: mentre da noi maturano a marzo, a luglio in montagna sono ancora in fiore!
Il mattino dopo siamo partiti per andare a visitare i laghetti del Colbricon.
Che meraviglia!!! Che stupore!!!
C’erano genziane come da noi le margheritine, ponticelli di neve compattata che scavalcavano i torrenti e distese di rododendri a non finire. 
Arrivati ai laghetti del Colbricon abbiamo fatto un ben meritato pic-nic.
Sulla via del ritorno però ha cominciato a piovere e da lì non ha più smesso per un paio di giorni.
Noi non ci siamo scoraggiati!
Abbiamo visitato due musei: il museo di Trodena e il Geoparc di Aldino, molto bello e interessante.
Siamo andati anche in piscina.
Il giovedì, dato che il bel tempo ancora non aveva bussato alla nostra porta, abbiamo cambiato valle passando da Varena alla Val di Fassa e alla Val Gardena.
In Val di Fassa abbiamo fatto una passeggiata lungo un pittoresco torrente che scendeva rapido e impetuoso.
In Val Gardena siamo tornati nella mia vecchia e amata Vallunga; abbiamo detto le preghiere nella chiesina, bevuto l’acqua della fontana e ammirato quel panorama che per me è uno dei più belli del mondo.
Dopo di che siamo andati in pasticceria a mangiare una deliziosa torta ai frutti di bosco che  io mi sognavo già da  casa!!!
Venerdì abbiamo fatto una passeggiata attorno a un lago il cui nome era lago della Serraia: è stata una bella passeggiata, anche se un po’ lunga.
Sabato, che  purtroppo era l’ultimo giorno, siamo andati all’Alpe Cermis in cabinovia e, arrivati in cima all’Alpe, c’era un bel parco giochi in cui abbiamo fatto una sosta.
Da  lì abbiamo imboccato un sentiero che conduceva a un boschetto e dopo una bella  camminata ci siamo fermati a fare un pic-nic vicino a una casetta così piccola  e graziosa da sembrare la casetta di Biancaneve e i sette nani!!!
Andare nel bosco mi p piaciuto molto ma per i miei gusti c’erano troppi insetti.
In questa vacanza ci sono state alcune piccole cose che l’hanno resa più speciale: come un meraviglioso arcobaleno che abbiamo visto dall’alto tornando in albergo, era così  bello che siamo rimasti a lungo a guardarlo, o come la baby dance, praticata in due serate, o la teleferica, che abbiamo scoperto in un parco vicino all’albergo.
La cosa più bella però, è stato il gatto Romeo, tenero e dolce.

Margherita, acquerelli e matite acquerellabili

Margherita, pastelli e pennarelli

Camilla
Sabato 5 luglio io e la mia famiglia siamo partiti per la montagna.
Abbiamo fatto delle passeggiate per le stradine e abbiamo visto un gatto che si chiamava Romeo.
La passeggiata che mi e’ piaciuta di più è stata quella intorno a un grande lago.
Siamo andati in molti parchi giochi e io mi sono divertita molto sulla teleferica e sull’altalena.
È  stata una bella vacanza.
Camilla

Mariangela
Il 5  luglio io e  la mia famiglia siamo andati in montagna.
Quando siamo arrivati a Varena abbiamo visto l’albergo: il suo nome era Pensione Serenetta.
Subito dopo siamo andati in un parco e lì c’era una fontanella con un’acqua buonissima.
Io mi  sono subito messa a bere quell’acqua perché era molto buona!
Poi la mamma mi ha fatto fare una cosa un po’ mattarella: mi ha fatto togliere le infradito e immergere i piedi nell’acqua!
Al pomeriggio siamo andati in un bel posticino in alta montagna e lì c’era un parchetto, un pascolo di  mucche vicino ad un ponticello.
Il secondo giorno siamo andati a Messa facendo un po’ di strada.
Nel tragitto abbiamo incontrato un gattino che ci continuava a seguire e noi lo avevamo scambiato per una femmina.
Solo dopo il signore dell’albergo ci ha detto che si chiamava Romeo.
Dopo qualche ora siamo andati in un boschetto dove c’erano moltissime fragoline e noi ne abbiamo mangiate un sacco!
Il terzo giorno siamo andati ai laghetti di Colbricon e io ho portato per tutto il tempo lo zaino con tutti i panini.
Quando siamo arrivati ai laghetti cercavamo un posto per  il pic nic, però era tutto affollato e allora non riuscivamo a trovarne uno giusto.
Poi mio fratello ne ha trovato uno perfetto: un mucchio di sassi vicino al laghetto di Colbricon.
I panini erano davvero ottimi!
Quando ci siamo rimessi a camminare ha incominciato un po’ a piovere e dopo ha smesso.
A me il terzo giorno è piaciuto molto!
Il quarto giorno siamo andati a un museo dove c’erano animali  imbalsamati, finestrelle che avevano dentro un ghiro imbalsamato, un’arnia, facevano anche vedere come era fatto dentro un albero e spiegavano la vita degli orsi.
Il pomeriggio siamo andati in piscina: io ho nuotato sott’acqua e mi sono divertita; il mio fratellino Tommaso è stato tutto il tempo a lanciare una pallina di gomma in acqua.
Il quinto giorno siamo andati al Geoparc, che è un museo dei dinosauri e lì c’era una sola stanzetta piccola piccola, però con tante belle cose.
Quel pomeriggio abbiamo visto un arcobaleno grande grande che copriva tutto il paese: era bellissimo!
Il sesto giorno siamo andati in un boschetto in Val di Fassa e poi in Val Gardena.
Il settimo giorno siamo andati a vedere un lago enorme e abbiamo fatto tutto il giro attorno al lago.
Dopo abbiamo giocato nel parco di Daiano: c’erano tanti bei giochi e il mio preferito era la teleferica, infatti ci sono andata tutto il tempo.
L’ultimo giorno siamo andati in cabinovia e abbiamo raggiunto un parchetto. Abbiamo giocato un po’ e dopo siamo andati in un bosco. Abbiamo fatto una passeggiatina, poi dei signori ci hanno detto che c’era una statua di un cervo e lì c’era una capanna con dietro delle panche. Abbiamo camminato ancora e finalmente abbiamo trovato quel bel posticino.
Dopo il pic nic siamo partiti per tornare a casa.
Questa vacanza è stata bellissima e spero di farne una ancora più bella.

Mariangela
Mariangela: la mamma in montagna

Mariangela: il gatto Romeo


Giovanni
Io e la mia famiglia siamo andati in montagna.
Il primo giorno siamo andati a un grande lago con l’acqua dei ghiacciai e c’era un ponticello e tante mucche e c’era un cane che e radunava.
Il secondo giorno siamo andati a Messa e abbiamo incontrato un gatto di nome Romeo.
Romeo ci seguiva sempre, era molto dolce.
Più tardi siamo andati in un piccolo boschetto e abbiamo raccolto piccole fragoline.
Il terzo giorno siamo andati ai laghetti di Colbricon: c’era della neve e io ne ho presa in mano un po’ e l’ho buttata in un piccolo corso d’acqua.
Il giorno dopo siamo andati in un museo dove c’erano foto di orsi e molte cose interessanti. 
Il pomeriggio siamo andati in piscina: Tommaso mentre noi nuotavamo ha giocato con una pallina.
Il quinto giorno abbiamo visitato il museo Geoparc.
Il sesto giorno siamo andati da Sassolungo: il viaggio è stato molto divertente e ripido e siamo andati molto in alto.
Il giorno dopo abbiamo fatto un giro intorno a un grande lago.
Tornando in albergo abbiamo rivisto Romeo e poi siamo andati in un parco a giocare con la teleferica.
L’ultimo giorno siamo andati in cabinovia: siamo arrivati in un bel parco e poi abbiamo fatto una bella passeggiata.
Abbiamo visto una statua di una volpe e una intagliata nel legno di un cervo e poi siamo tornati a casa.
È stata una bellissima vacanza.

Giovanni: scalatore su montagna rocciosa, ghiacci, genziane, rododendri, stambecco, falco, mele, paesino


Giovanni

Tommaso
Siamo andati in montagna e io mi ero divertito.
La montagna era bella ed era verde, bianca e c’era anche il grigio.
In albergo c’era una signorina che preparava e portava i piatti e il signor Michele cuoceva anche le mele!
Abbiamo fatto le passeggiate e pioveva per tutto il giorno come l’inverno, inverno, inverno!
Siamo andati in un lago ma si poteva cadere nell’acqua e c’erano i sassi nell’acqua e le papere e un motoscafo grande con le ruote.
In montagna c’erano i trattori, le macchine, le moto, le bici e c’erano le ruspe che aggiustavano la strada e una ruspa che rompeva gli alberi.
Abbiamo visto delle mucche e dei cavalli e c’era un cavallo da solo, senza la mamma: magari la mamma era andata a cercare qualcosa da magiare!
C’erano tante fontane, tante tante tante.
Siamo andati al parco giochi. Io mi ero divertito a fare i giochi e poi ho fatto scivolare la corriera giocattolo e ho fatto scivolare quella macchina che però è uscita.
Noi siamo andati su quella cosa che dondola piano, una specie di rullo.
E poi siamo andati in quella specie di parco dove c’era un trattore verde.
La vacanza è stata bella.
Tommaso: montagne, nuvole, sole, ruspa, fiori, chiesina



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