venerdì 10 agosto 2012

L'ACQUA: piccola bibliografia e disegni da colorare


Riguardando un po' il percorso dei bambini sull'elemento-acqua iniziato la scorsa estate e sviluppato lungo tutto quest'anno, ho pensato di scrivere un paio di post riassuntivi.
Qui elencherò la nostra piccola bibliografia sull'acqua.
Per bambini in età prescolare, diciamo nella fascia 4-6 anni, abbiamo letto, sfogliato e lavorato su:
1- "L'acqua è vita", Ed. La Coccinella, collana "Sai perchè".

 2 - "L'acqua", Ed. Disney, collana "Cresci con Winnie the Pooh".

3 - "Pimpa e il delfino Dino", Francesco Tullio Altan, ed. Franco Panini ragazzi.

Consigliato dai 5 anni in su, e adatto anche per bambini più grandicelli:
4- "Il fantastico viaggio del Signor Acqua", Agostino Traini, Il Battello a vapore, ed. Piemme junior.


Per un maggior approfondimento, da parte di bimbi più grandi, (almeno dalla classe seconda primaria in poi):
5 - "I quattro elementi. Acqua!", Albese-Mariniello, ed. Jaca Book.

6 - "Conosci l'acqua?", De ovellis-Lasagna, Fondazione AMGA, ed. Erga.
7 - Per tutti: Aria Acqua. Esperimenti e scoperte, ed. La Coccinella.


Per chi volesse, metto qui a disposizione una parte del materiale che i bambini in età da scuola dell'infanzia (4-6 anni) hanno colorato in questi mesi.






Il prossimo post ripercorrerà -soprattutto attraverso il blog-  le varie tappe del nostro viaggio alla scoperta dell'acqua.

mercoledì 8 agosto 2012

IL FIUME

Ieri vi ho parlato della nostra recente gita sul fiume Santerno.
Il giorno dopo, a casa, Margherita ha svolto un tema e tutti i bambini hanno ritratto il fiume con i colori a tempera, partendo da una  nostra fotografia del fiume Santerno
Margherita

Camilla

Mariangela



o da una ritratto generico di fiume.
Margherita

Camilla

Mariangela

Giovanni


Questa giornata si inserisce, in particolare per Margherita, in classe terza primaria,  nella nostra programmazione di Geografia. Una "geografia attiva", che si nutre dell'esperienza diretta, del particolare, per arrivare a comprendere il generale.
Così il nostro fare home-schooling si arricchisce di osservazione attenta e concreta degli ambienti, preparata da una "lezioncina" preventiva, a casa, e sviluppata poi, a posteriori, una volta visitati i luoghi oggetto di studio.

Qui sotto, "IL FIUME", elaborato da noi unendo diversi link (1234 ) di valide risorse trovate in rete oltre ad un paio di libri delle discipline ("Olmo bla bla 3" e "Il tempo dei draghi 3") che abbiamo in casa.
IL FIUME


Questo, invece, è il nostro piccolo studio sul Fiume Santerno. Fonti: WikipediaComune di Castel del Rio
Il Fiume Santerno

In ultimo, ecco un semplice filmato sui fiumi trovato in rete.

martedì 7 agosto 2012

Domenica sul fiume

Domenica scorsa tutta la famiglia è andata in gita su un fiume.
Il fiume Santerno, presso la località di Coniale, ai confini tra Emilia e Toscana.
Eravamo stati invitati da una famiglia di conoscenti con bambini, abitudinari del posto.
Così, predisposto il tutto, organizzata la Messa vespertina del sabato sera e fatti armi e bagagli, siamo partiti presto.
Devo dire che sia io che PapàGiorgio eravamo un po' scettici, non conoscendo il posto ed essendo un po' titubanti sull'effettiva balneabilità di un fiume, per di più con bambini piccoli.
Ma, una volta là, il luogo ha davvero conquistato tutti.
Una piccola oasi verdeggiante, una piscina naturale d'acqua fresca e limpida ma, soprattutto, calmissima. Nessunissima corrente, zone d'acqua bassa a misura di bimbo, pesciolini che nuotavano intorno a noi.
Tante famiglie ma nessuno stabilimento balneare, niente bar o strutture turistiche. Solo tanta natura: bella, semplice e grandiosa.
Le signorine - braccialini galleggianti alle braccia e scarpe da ginnastica ai piedi- si sono tuffate in acqua appena arrivati e, a parte la pausa-pranzo, non sono praticamente più uscite fino al momento del ritorno; Giovanni e Tommaso, più mammoni e timorosi, si sono lasciati andare un po' alla volta, per poi divertirsi tantissimo.
Il tutto tra un bel gruppone di bimbi che ha giocato insieme per ore, tra bagnetti tranquilli sul materassino e giochi da piccoli esploratori.




Domani vi mostreremo ciò che, a livello didattico, è nato da questa bella giornata che apre, per Margherita in particolare, una forma di "geografia attiva" alla scoperta, in terza elementare, degli ambienti della natura.
Per ora, questo è il suo tema-resoconto della gita.

lunedì 6 agosto 2012

Il bosco delle betulle e una leggenda


Un'altra gitarella organizzata un pomeriggio di qualche giorno fa è stata quella al bosco delle Betulle, presso Zocca (MO).
Faceva caldissimo, così abbiamo pensato di organizzare una piccola escursioncina in cerca di ombra e fresco.
Gironavigando in rete, abbiamo trovato questo boschetto.
Che, una volta là, ha pienamente soddisfatto le nostre aspettative.
Tanto silenzio (rotto dal vociare allegro e un po' ciarlone dei nostri bimbi) ed un bel bosco tutto per noi. Tra castagneti e betulle, una cornice naturale davvero incantevole e rilassante. Noi, con i bambini ed il passeggino, non siamo riusciti ad addentrarci molto nel bosco, ma il tratto che abbiamo percorso ci ha ugualmente conquistati. I bambini si sono trasformati in piccoli esploratori, tra alberi da conoscere e riconoscere, fiori da ammirare, piccoli frutti di bosco in crescita ed un bosco da fiaba tutto per loro.
Ci siamo ripromessi di tornare sicuramente, magari per trascorrere lì una giornata intera e gustare i piccoli frutti, una volta cresciuti.
A casa, poi, ogni bimbo ha illustrato se stesso nel bosco.
Dato l'entusiasmo generale, ho anche scovato "La leggenda della betulla", che Margherita ha scritto sotto dettatura e poi disegnato.
Ora, però, Giovanni e Mariangela non fanno che cercare betulle ed uccellini feriti in ogni albero dal tronco bianco che incontriamo!


Margherita

Camilla

Mariangela

Giovanni 

Giovanni

LA LEGGENDA DELLA BETULLA
Un uccellino pigolava tristemente tra i rami spogli di una betulla.
Aveva un’ala spezzata e non riusciva a volare.
Udì il suo lamento un piccolo spazzacamino venuto nel bosco a far legna.
Si arrampicò sull’albero e raggiunse la bestiola.
“Non piangere uccelino” gli disse “Ti porterò a casa mia e ti guarirò”.
Così dicendo infilò l’uccellino nella tasca del cappottino e scese piano piano dall’albero.
Quando fu a terra, s’accorse che il tronco della betulla non era più bianco come prima.
Portava ben visibili le impronte delle sue manine sporche di fuliggine.
“Acqua” implorò il bambino “scendi subito dal cielo a lavare questa bella pianta che le miemani hanno sporcato!”.
Ma il Signore non volle cancellare i segni di quelle manine pietose.
E, da allora, tutte le betulle nacquero  col tronco bianco macchiato di nero.

sabato 4 agosto 2012

Acquerelli: paesaggi di prima estate

Tra tutti i giochi all'aperto di questo periodo, non abbiamo certo abbandonato la nostra attività didattica ed "artistica". Entrambe procedono regolarmente, soprattutto nel pomeriggio.
Ecco qui i nostri "Paesaggi di prima estate" ad acquerello.
Dei caldi e coloratissimi paesaggi estivi, tra  spighe di grano maturo, papaveri rossi, fiori ed alberi tra cui si cela una casona di campagna.
Come al solito, si tratta di disegni guidati, con un modello da seguire (nel nostro caso la prima immagine qui sotto: l'ho trovata giro-navigando: non conosco l'autore) e me che traccio la bozza del disegno, a matita, accanto ai bambini presi uno o due per volta.
I risultati sono sempre più convincenti, non vi pare?

Il modello da seguire 
Margherita

Camilla


Mariangela


Giovanni

venerdì 3 agosto 2012

Giochiamo ai pescatori? Costruiamo le canne da pesca!


Un altro piacevole gioco estivo improvvisato una calda mattina di luglio.
Eravamo da poco andati in gita al Lago Parco Zoo e, visti da vicino i pescatori, abbiamo pensato di imitarli.
Come? Costruendo delle canne da pesca speciali, tutte per noi!
E poi, ovviamente, dei pesciolini tutti da pescare, nella speranza che abboccassero al nostro amo.
Come sempre, con materiale semplice e di recupero, e con la vigile supervisione di un adulto.

Occorrente:
- Bastoncini di legno lunghi e sottili forati ad un'estremità
- Calamite tonde forate
- Spago da cucina o filo da pesca
- Panni-spugna da cucina
- Forbici
- Chiodini corti

Non occorre che vi descriva il procedimento per costruire le canne, semplici come sono.
Io ho provato prima con lo spago da arrosto, ma i forellini delle nostre calamite e dei nostri bastoncini erano troppo piccoli perchè passasse. Allora ho optato per il filo da pesca, più "in tema", ma anche molto più delicato e soggetto a grovigli.
I pesciolini di spugna li avevamo già realizzati anche l'anno scorso, ma ci è piaciuto molto rifarli e mettere un chiodino per occhietto (su modello di alcuni pesci di plastica che avevamo in casa, troppo pesanti per le nostre calamite). 
Poi, tutti in cortile con una bella vaschetta piena d'acqua e... via alla pesca!
I pescatori si sono divertiti molto, riuscendo anche ad ingegnarsi nel momento in cui le canne, per un po' di confusione attorno, si sono intrecciate tra loro.
L'unico neo del nostro lavoro sono state le calamite, un po' troppo deboli per i pesciolini zuppi d'acqua.
Però, come sempre, l'unione fa la forza: quindi, unendo più calamite e facendo a turno, la pesca è riuscita perfettamente!
Chi aspettava la canna giusta, intanto, si arrangiava pescando con i bastoncini a mo' di fiocina, per poi "arrostire" i pesciolini sotto il sole cocente.

Anche Tommaso, sempre più scatenato e partecipe alle attività dei fratelli, si è letteralmente "buttato" nel gioco.
Sia pescando, a modo suo, sia entusiasmandosi davanti alla fantasmagorica scoperta del tubo dell'acqua. 
D'altronde, cosa c'è di meglio di tanta acqua fresca, in una torrida giornata estiva?

mercoledì 1 agosto 2012

Argilla e fanghi di bellezza


L'estate, con la sue alte temperature, gli abiti leggeri e la facilità di lavare ed asciugare (indumenti e bambini) ci sta dando la possibilità di esplorare e pasticciare ancor più del nostro solito con gli elementi della natura. 
Così, nel mese di luglio appena concluso, ci siamo dedicati a diversi "giochi speciali" che hanno entusiasmato i bimbi.
Uno dei più divertenti è stato sicuramente preparare una "maschera di bellezza" all'argilla verde.
Per sperimentare uno degli usi della terra, come prodotto naturale per la cura del corpo.
Più che le spiegazioni, penso possano parlare le immagini.

1- Per prima cosa, la materia prima: argilla verde in polvere (da annusare e tastare nella sua consistenza polverosa) ed acqua. 

2- Ecco i bimbi intenti a preparare la "pappetta" d'argilla ed acqua, così da trasformare il tutto in vero e proprio fango. Da iniziare a spalmare un po' timidamente, un po' con gusto, sulla faccia.

3- Sempre più presi dall'esperienza sensoriale: il fango inizia e venire spalmato anche sul resto del corpo.

4- Sempre di più.sempre di più: meglio togliere i vestiti per procedere ai fanghi "total body"!

5- Ecco i quattro pupattoli  (o mostri di fango?) alla fine!

6- E la mamma??? Poteva forse stare a guardare senza approfittare dei benefici del trattamento di bellezza uniti al divertimento di impastricciarsi?

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