lunedì 11 febbraio 2013

Tutti in maschera!


In questi giorni, il Carnevale la sta facendo da padrone anche nella nostra attività didattica e nei disegni dei bambini.
Margherita si è dapprima dedicata alle maschere italiane tradizionali, con un bel lavoro tratto da "Una maestra nel Web": italiainmaschera e maschere e da "maestrasabry": Le-maschere-italiane-piu-famose.
Sono schede molto ben fatte, correlate da immagini da colorare di "Midisegni", che abbiamo utilizzato (quasi) senza modifiche, a parte qualche collegamento alla nostra realtà locale.

Poi, tutti insieme,  abbiamo letto la classica leggenda del costume di Arlecchino:


La leggenda del costume di Arlecchino
C’era una volta un bambino molto povero chiamato chiamava Arlecchino, che viveva con la sua mamma in una misera casetta.
Arlecchino andava a scuola e, per Carnevale, la maestra organizzò una bella festa e propose a tutti i bambini di vestirsi in maschera.
I bambini accolsero l’idea con molto entusiasmo: parlavano dei loro vestiti coloratissimi e bellissimi. Soltanto Arlecchino, messosi in disparte, non partecipava all’entusiasmo generale; zitto zitto, in un  angolino, sapeva che la sua mamma era povera e non avrebbe mai potuto comprargli un costume per quell’occasione!
Ma agli altri bimbi dispiacque vedere Arlecchino tanto triste, così ciascuno di loro decise di portare alla sua mamma un pezzetto di stoffa avanzata dai loro costumi colorati.
La mamma lavorò tutta la notte, cucì fra loro tutti i pezzi diversi e ne fece un abito. 
Al mattino Arlecchino trovò un bellissimo abito di tanti colori diversi.
Così, alla festa della scuola fu proprio lui la maschera più bella e più festeggiata… e tutto questo grazie all’aiuto che i suoi compagni gli avevano dato.
Così, la leggenda ci racconta, nacque il costume di Arlecchino.

Ecco Arlecchino disegnato da Margherita e Mariangela, colorato da Camilla (dalla Guida Unica Ibiscus, classe I) ed un coloratissimo pagliaccio di Giovanni:


Qualche giorno fa, poi, abbiamo -per la prima volta- associato in uno stesso dettato Margherita e Mariangela. Il testo era questa simpatica filastrocca di Carnevale:

Tutti in maschera
Carnevale è arrivato,
mascherato e colorato
con coriandoli e trombette,
burattini e marionette!
Travestito da Arlecchino,
Gatto, Fata o Soldatino
ogni bimbo farà festa,
con parrucche buffe in testa.
E poi dolci, cioccolata,
tante torte e marmellata,
scherzi, burle e tanto chiasso,
e risate a più non posso.
Così ognuno avrà un sorriso
Non di trucco, ma sul viso.
(M. T. Stancarone)

Devo dire che "la coppia" di sorelline è andata benissimo: il ritmo di dettatura era, ovviamente, un po' più lento del solito, le doppie si facevano sentire sonoramente... ma la piccolina seguiva benissimo e senza errori nemmeno nelle numerose difficoltà ortografiche.
Guardate le loro pagine, correlate da altri disegni colorati:





Ciò che ha coinvolto maggiormente tutti quanti, è stato però disegnarsi -fin nei minimi dettagli- nei propri bellissimi abiti di carnevale:

ed eccoli qua, veramente TUTTI IN MASCHERA!

ANCORA BUON CARNEVALE A TUTTI!!!


sabato 9 febbraio 2013

Accessori di Carnevale per principesse, fate e cavalieri


Il Carnevale, nelle famiglie con bambini, è senza dubbio uno dei "grandi eventi" dell'anno.
In una famiglia numerosa tutto quanto si amplifica e moltiplica. Anche l'entusiasmo, le aspettative, i preparativi... ed i costumi.
Per contenere la spesa e non esagerare, qui ci si impegna per acquistare, ogni anno, al massimo un nuovo costume.
Tra passaggi tra sorelle, passaggi tra fratelli, recuperi dal passato di mamme-nonne-zii e reinvenzioni creative, fin ora ogni Carnevale è stato diverso dal precedente, con abiti rinnovati, nonne e bisnonne indaffarate, bimbi soddisfattissimi.
Quest'anno tre principesse ed un Robin Hood (oltre ad un cagnolino) aspettavano solo qualche accessorio per essere completi.
Allora, ci siamo messi all'opera per costruirli da noi.

1 - ARCO, FRECCE E FARETRA
Occorrente per l'arco:
- 1 gruccia appendiabiti in plastica o legno
- tenaglie
- nastro adesivo
- colore acrilico
- vernice lucida trasparente
- gomma crepla
- elastico largo
- puntatrice

Procedimento:
- Con le tenaglie, togliere il gancio di ferro dalla gruccia.
- Rivestire la gruccia con il nastro adesivo, in modo da coprire la parte eventualmente scheggiata.
- Dipingere la gruccia con il colore acrilico e mettere ad asciugare.
- Una volta asciutta, passare una mano di vernicetta trasparente, per lucidare e proteggere l'arco.
- Legare l'elastico alle due estremità della gruccia, utilizzando i gancetti.
- Realizzare l'impugnatura dell'arco arrotolando una striscia di gomma crepla al centro della gruccia e fissandola con la puntatrice.


Occorrente per le frecce:
- Grucce di metallo sottile
- tenaglie
- nastro adesivo
- cannucce colorate
- cartoncino colorato
- forbici
- puntatrice

Procedimento:
- Con le tenaglie, tagliare il bastoncino della gruccia e scartare il resto.
- Rivestire il bastoncino con il nastro adesivo.
- Infilare il bastoncino in due cannucce tagliandone l'eccesso.
- con il cartoncino colorato in tinta, ritagliare dei piccoli coni per le punte e dei trapezi per le code delle frecce.
- fissarle ai bastoncini con un po' di punti metallici.

Occorrente per la faretra:
- Borsettina o zainetto
- carta crespa
- puntatrice

Procedimento:
Rivestire la borsettina con un sacchettino ricavato dalla carta crespa. Fissare il tutto con i punti metallici.

Ed ecco qua il kit da Robin Hood (o da cavaliere) bello e finito!

BACCHETTE O SCETTRI
Occorrente:
- Grucce di metallo sottile
- tenaglie
- nastro adesivo
- cannucce colorate
- palline di Natale luccicanti, in polistirolo
- sagome in plastica rigida
- colori acrilici
- sagome in gomma crepla
- colla per plastica
- forbici
- puntatrice

Procedimento:
- Con le tenaglie, tagliare il bastoncino della gruccia e scartare il resto.
- Rivestire il bastoncino con il nastro adesivo.
- Infilare il bastoncino in due cannucce tagliandone l'eccesso.
- Infilare sull'estremità di ogni bacchetta una pallina.
- Ritagliare due sagome uguali per ogni bacchetta, una rigida ed una in gomma crepla.
- Dipingere la sagome a piacimento.
- Fissare le sagome ai bastoncini, incollandole "a sandwich".

Ecco qui le nostre bacchette... o scettri, a seconda delle preferenze, del gioco e della fantasia!
Quelle più sobrie, senza sagome, sono la nostra versione "maschile".


Questi, invece, sono due dei nostri costumi, arricchiti dai nostri accessori!

Ovviamente, oltre che accessori carnevaleschi, le nostre piccole creazioni sono anche e soprattutto dei giocattoli: semplici,creativi, divertenti ... e un po' delicati, da lasciare nelle mani di bimbi già grandicelli, e comunque sotto vigile sorveglianza di un adulto.

Edit: con queste ideuzze, partecipiamo alla Raccolta link vestiti di Carnevale con il riciclo di NonnAnna

giovedì 7 febbraio 2013

Arlecchino e pagliaccio di Pongo

Quest'anno non abbiamo realizzato delle vere e proprie decorazioni a tema-Carnevale.
Però ci siamo dedicati ad una piacevolissima attività, un misto tra manipolazione, pittura e collage.  
Avendo in mente l'idea e volendo figure molto colorate, ho dapprima cercato in rete e scaricato questi disegni: Arlecchino e pagliaccio. Poi li ho ingranditi e stampati ciascuno su due fogli A4, in modo da ottenere due personaggi di grandi dimensioni. Ho incollato ogni personaggio su un supporto rigido, di cartone da imballaggio (recuperando i due lati di uno scatolone).
A questo punto, i bambini hanno potuto iniziare il loro lavoro: due bimbi si sono dedicati all'Arlecchino e due al pagliaccio. 
Per "colorare" le nostre figure abbiamo usato il Pongo. Un materiale nuovo di zecca per i miei bambini, pur essendo un classico.
I bimbi hanno dapprima tagliato strisce e pezzettini di Pongo con i loro coltellini di plastica, poi hanno cominciato a posizionarli e a farli aderire ai loro disegni.

Inizialmente i più piccoli tendevano ad usare quantità eccessive di Pongo, poi tutti hanno capito la grande malleabilità di questo materiale ("Sembra cera!" "E' cera, vero, mamma?") ed hanno quindi cominciato a spalmare i colori sui fogli, con con grande coinvolgimento e maggior precisione. 

Queste sono le sagome colorate (con Arlecchino decorato anche da qualche coriandolo d Pongo):

Per abbellire e completare il tutto, abbiamo poi realizzato delle cornici colorate, semplicemente ritagliando delle strisce di carta crespa e fissandole un po' arricciate con la puntatrice. 
Ed ecco Arlecchino:

Ed il pagliaccio:

Sicuramente utilizzeremo ancora questo materiale in futuro: è morbidissimo, duttile, malleabile, colorato, profumato e non si secca!

P.s. Con questo post partecipiamo a "Il mercoledì dell'arte - tema coriandoli-celeste" de Priorità e Passioni:

martedì 5 febbraio 2013

Animaletti di cartapesta

Oggi vi mostrerò il nostro ultimo lavoretto.
Per entrare fisicamente nel clima del Carnevale e coinvolgere tutti i bambini, ho organizzato un piccolo laboratorio sulla cartapesta.
Viviamo in una cittadina dall'antica tradizione carnevalesca: gli enormi carri allegorici, le sfilate mascherate, l'allegria un po' ciarlona (e a volte pure forzata) del carnevale fanno da sempre da sfondo ai nostri inverni.
La cartapesta, materiale povero e creativo per eccellenza, racchiude in sè un misto tra arte ed artigianato davvero affascinante.
Con i bambini, già lo scorso anno ci eravamo cimentati nella realizzazione di alcune maschere, rivestendo delle scatole di panettone.
Quest'anno abbiamo pensato di costruirci dei pupazzetti a forma di animaletti. Partendo da alcuni palloncini,da rivestire.
La tecnica è molto conosciuta (è la stessa con cui si confezionano le piñatas) l'idea piuttosto inflazionata, ma per noi era la prima volta ed è stato davvero bello.
In particolare, avevamo visto questi animaletti, che erano piaciuti tantissimo ai bambini.

Occorrente:
- Palloncini
- Carta da giornale (noi abbiamo usato dei volantini pubblicitari)
- Carta da pacchi bianca
- Colla vinilica 
- Acqua
- pennelloni
- Colori a tempera
- Vernicetta lucida (tipo per decoupage)
- occhietti mobili
- ritagli di cartoncino di diversi colori per i dettagli
- piccoli pon pon colorati
- feltrini tondi bianchi
- forbici.

Procedimento:
- Gonfiare i palloncini.
- Strappare tante striscia di carta di giornale. E' meglio eseguire questa operazione con le mani, piuttosto che con le forbici, per seguire la fibra della carta e rendere poi il pupazzetto più robusto.
- Preparare una mistura di colla vinilica ed acqua, nella proporzione 2:1.
- Iniziare ad immergere le strisce di carta nella mistura e a rivestire i palloncini.

- Fare almeno due strati, pressando bene le strisce di carta (con le mani o col pennello) in modo da farle aderire bene e non creare troppe grinze.
- A questo punto, ripetere l'operazione con uno strato di carta da pacchi. Questo irrobustirà il pupazzetto ed inoltre, essendo la carta bianca, agevolerà l'operazione di pittura.
- Pressare bene la carta in modo da farla aderire il più possibile al palloncino e passare un ulteriore strato di mistura colla-acqua.

- Mettere i palloncini così rivestiti ad asciugare su un foglio di plastica (noi abbiamo usato le buste plastificate per raccoglitori) e rigirarli ogni tanto, in modo che non si appiccichino. Occorreranno circa 1-2 giorni, a seconda del grado di umidità dell'ambiente.
- Dipingere i palloncini con i colori a tempera e porre nuovamente ad asciugare sul foglio di plastica.

- Una volta asciutti, spennellare ulteriormente con uno strato di vernicetta lucida, per abbellire e rinforzare la cartapesta.
- Infine, comporre gli animaletti decorandoli con gli occhietti mobili e con tutti i dettagli che la fantasia suggerirà: orecchie, becchi, musetti (fatti con pon pon o semplici feltrini bianchi per sedie), linguette, guanciotte e zampine ed incollando il tutto, ancora con colla vinilica. 

Note "tecniche"
Per sostenere le orecchie delle conigliette, che tendevano inevitabilmente a crollare, abbiamo usato un cotton fioc piegato ad L ed incollato sul retro.
E' importante realizzare delle zampe inferiori piuttosto larghe e grandi, trovando il giusto punto sul fondo del palloncino, in modo da permettere all'animaletto di stare in piedi.
Come avrete letto, diversamente da altri tutorial che si trovano in rete, noi (per semplicità) abbiamo rivestito completamente i palloncini, senza lasciare buchetti per inserire sabbia o alcunchè all'interno, e senza far scoppiare i palloncini.
Il risultato è comunque è stato ottenuto, ed i nostri animaletti stanno bene in piedi, belli rigidi e robusti.

Ed ecco qua i nostri animaletti finiti: due conigliette (una rosa shocking ed una fucsia), una gattina bianca e nera, un gattone rosso, un pulcino giallo ed un cagnolino blu!

BUON DIVERTIMENTO!!!!

venerdì 1 febbraio 2013

Il pranzo dell'inverno

Dopo l'igloo centrotavola e le decorazioni per la tavola, eccoci finalmente al nostro "Pranzo dell'inverno".
Vi anticipo già che questo sarà un post lungo ed estremamente ricco di immagini: d'altra parte, il menù articolato e l'occasione speciale, ci hanno impegnati per 2-3 giornate. Giornate di freddo e neve in cui, tra una passeggiatina, una lettura e qualche esercizio scritto, abbiamo deciso di dedicarci soprattutto alle attività di vita pratica. 
Innanzitutto, abbiamo pensato al menù.
Volevamo tanti piatti ricchi, succulenti, corroboranti... ma anche utilizzare prodotti di stagione... con un occhio attento a far "lavorare" il più possibile i bambini...
Ed ecco qua la stesura definitiva, nella digitazione effettuata al pc dai bambini stessi. Graficamente, tutto in stampatello maiuscolo (Camilla e Giovanni conoscono solo quello) e correlata da tante piccole clipart, belle e "di rinforzo" alla lettura. 

Ora passo a mostrarvi il passo-passo delle varie preparazioni, unite ad una breve spiegazione del perchè sia stato scelto proprio quel piatto.

1 - Tortellini 
Volevamo un primo caldo e brodoso, tipicamente invernale.
E, per qualunque emiliano, inverno, brodo e pranzo di festa equivalgono assolutamente a: TORTELLINI.
I tortellini in brodo sono il primo della tradizione, il piatto della nostra "bolognesità" per eccellenza, la preparazione che ogni bambino, prima o poi, ha visto fare dalla mamma o dalle nonne in cucina.
Tradizionalmente, tra l'altro, si racconta che fosse richiesta proprio la presenza dei bambini: il ditino della bimba più piccola di casa, infatti, era indicato come quello perfetto intorno al quale chiudere i tortellini che, più erano piccoli, più erano buoni.
Certo, è una preparazione che richiede un po' di perizia, tanto tempo ed è anche costosetta: ma per il pranzo di festa si può fare, no?
Noi abbiamo acquistato il ripieno in macelleria, ma per il resto abbiamo fatto tutto da noi.
I bimbi, nell'entusiasmo generale, hanno dapprima tirato i propri pezzettini di sfoglia con mattarellini ed energia... 

Poi, una volta ritagliati tanti quadratini di sfoglia (misura circa 2,5 x 2,5 cm), i bimbi sono stati impeccabili nel riempirli con la giusta quantità di ripieno. 
Da lì, ogni pezzettino di sfoglia farcita è poi stato ripiegato e chiuso a triangolino.
La parte più difficile per i bimbi è quella della chiusura vera e propria del tortellino, nella sua tradizionale forma "ad ombelico". 
Tra tanti tentativi, Margherita è riuscita ad imparare la tecnica, mentre i più piccoli si sono dedicati   soprattutto alle fasi precedenti, "prestandomi" però le loro ditina per la chiusura perfetta di molti tortellini.


Comunque sia, in un pomeriggio siamo riusciti a prepararne ben 2 kg!

2 - Lo spezzatino di manzo
Come secondo, abbiamo scelto uno spezzatino di manzo. 
Ovviamente, la cottura della carne non è cosa da bambini, ma i piccoli hanno ugualmente avuto un ruolo attivo nella fase preparatoria di infarinatura dei singoli pezzi di carne.
Ho pensato a questo per far prendere confidenza ai bambini con la consistenza e l'odore della carne cruda: molto spesso, infatti, chi inizia a cucinare -anche da adulto- è un po' schizzinoso verso molti alimenti. Vorrei che i miei figli non avessero di questi problemi; mi piace che conoscano ed apprezzino tutti gli alimenti nelle loro peculiari caratteristiche. Come vedete, infatti, non solo si sono dati un gran daffare nel compito loro assegnato, ma lo hanno fatto con interesse e curiosità, manipolando ed annusando la carne senza problemi. 

3 - La polenta
E' il piatto invernale per eccellenza e non poteva di certo mancare sulla nostra tavola. Per far partecipare i bambini, la abbiamo cotta al micro-onde, fatta raffreddare e poi tagliata a fette, per poi servirla leggermente gratinata come accompagnamento al nostro spezzatino.

4 - Le cipolle ripiene
Un contorno vegetale rustico, saporito e molto stagionale.
Anche e soprattutto in questo caso, vale il discorso fatto per la carne: sbucciare e tagliare cipolle può non essere piacevolissimo. Però, guardate com'è intenta nell'operazione Mariangela (per di più di prima mattina, ancora in pigiama!) aiutata dal piccolo Tommaso.
Dopo aver sbucciato le cipolle, si è pure messa a contarle!
Dopo di che, le abbiamo sbollentate e poi svuotate, farcite con crescenza e Parmigiano e messe in forno su fette di pane. 


5 - Il sorbetto d'arancia nelle arance
Eccoci al frutto tipico di stagione. Abbiamo pensato di utilizzare le arance per passare dal salato al dolce e rinfrescare la bocca dopo tanta sapidità.
Il sorbetto di arancia ci è parso perfetto.
Però in una veste bella e coreografica, direttamente dentro le arance stesse.
Eccezionalmente, la prima operazione è stata svolta solo da me: ho tagliato la calotta e svuotato 12 belle arance. 
I bimbi hanno poi preparato una maxi-spremuta di arance.
Abbiamo zuccherato parte del succo ricavato, mettendolo sul gas fino ad ottenerne uno sciroppo piuttosto denso; poi lo abbiamo unito ad altro succo ed abbiamo versato il tutto nella gelatiera.

Una volta pronto, abbiamo riempito le arance svuotate con il sorbetto, le abbiamo ricomposte e le abbiamo poste in congelatore.


6 - Il mascarpone al caffè in tazza
Come dolce, abbiamo scelto di preparare una crema di mascarpone al sapore di caffè. Molto ghiotta, deliziosa e servita in una maniera un po' speciale, nella tazza da cappuccino.

7 - I cucchiaini di cioccolato
Per completare con un tocco particolare la presentazione del nostro dolce, abbiamo anche realizzato dei cucchiaini tutti di cioccolato.
L'idea ci piaceva moltissimo, ma non avevamo gli stampi appositi.
Allora, abbiamo pensato di realizzare un calco tutto da noi: abbiamo preso un po' d pasta sintetica auto-indurente (avevamo in casa della Pasta Oplà) e abbiamo semplicemente impresso la sagoma di un cucchiaino conficcandolo nella pasta ancora morbida. 
Una notte ad asciugare ed il nostro calco è stato pronto!
I bimbi mi hanno aiutata a fondere il cioccolato per tutta una giornata, cucchiaino per cucchiaino.
Sì, perchè la realizzazione di questi dolci oggettini richiede senza dubbio molto tempo e molta pazienza: per ognuno di essi, è necessario foderare di pellicola trasparente il calco, sciogliere il cioccolato in piccola quantità, versare delicatamente e distribuire nello stampino, chiudere con altra pellicola e porre in congelatore fino a completo raffreddamento. A questo punto, sarà possibile estrarre il cucchiaino solidificato e passare a quello successivo, ripetendo l'operazione da capo.
Immaginate il lavorone per prepararne una quindicina!
Devo dire, però che, data la  bellezza di questi cucchiaini (pur nella loro assoluta imprecisione) e la squisitezza del risultato (nelle due varianti al cioccolato fondente e al latte), ne valeva proprio la pena.


Insomma, dopo tutto questo lavoro preparatorio, ecco i piatti finiti:

TORTELLINI IN BRODO

TORTELLINI ALLA PANNA


POLENTA ARROSTITA

SPEZZATINO DI MANZO FUMANTE

CIPOLLE RIPIENE

SORBETTO ALL'ARANCIA

MASCARPONE AL CAFFE' IN TAZZA CON CUCCHIAINO DI CIOCCOLATO

Che ne dite? Noi ci siamo impegnati tantissimo, divertendoci veramente molto, nel pasticciare e cerare tutti insieme! 
Il pranzo è stato mooolto gradito, e "spazzolato" via con gusto e voracità.
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