lunedì 28 novembre 2016

Calendario dell'Avvento gratta e vinci

Da ieri, iniziato il tempo d'Avvento, anche noi ci siamo immersi nel clima di attesa del Santo Natale.
Così, seguendo i tempi dell'Anno Liturgico e non aspettando il 1 dicembre, giorno tradizionalmente (e commercialmente) associato all'inizio dell'Avvento, abbiamo inaugurato il nostro nuovo calendario dell'Avvento.
L'idea, questa volta, è venuta già molti mesi fa - era estate! - a Giovanni: "Mamma, perchè non facciamo un calendario gratta e vinci?". 
L'idea è piaciuta subito a tutti, ma sinceramente non avevo mai valutato la possibilità di realizzare dei gratta e vinci casalinghi.
Informandomi, ho però scoperto che questa possibilità esiste eccome, ed è anche molto semplice: bastano un po' di colore acrilico (meglio se dorato) qualche goccia di detersivo per piatti e del nastro adesivo trasparente (nel nostro caso, abbiamo però usato dei pezzetti di plastica adesiva trasparente, di quella per rivestire i libri).
Da qui, siamo partiti per elaborare un calendario dell'Avvento.
Abbiamo deciso per un albero di Natale composto da tanti cuoricini, ognuno dei quali associato ad un giorno d'Avvento.
Sotto ogni cuoricino, un semplice conto alla rovescia: -28; -27; - 26; -25, ecc....
Ed eccoci all'opera.
Con la Big Shot abbiamo fustellato tanti cuori verdi di cartoncino; intanto abbiamo stampato la scritta "Calendario dell'Avvento" ed  i numeri dei giorni e ritagliato tutto.
Poi, scelto un cartoncino nero di grandi dimensioni, abbiamo iniziato a comporre il nostro abete.
Per fissare i cuoricini abbiamo utilizzato la colla a caldo; per tutto il resto della colla stick.

In cima ad ogni cuore, abbiamo incollato il numerino del giorno corrispondente.

Poi abbiamo scritto il conto alla rovescia, che abbiamo deciso di effettuare partendo dal basso verso l'alto, a serpentone, per arrivare al cuore in cima, quello della Vigilia di Natale.
Fatto ciò, abbiamo applicato un rettangolino di plastica adesiva trasparente su ogni cuore.

Ed eccoci alla doratura: su ogni pezzetto di plastica, abbiamo steso un doppio strato di vernicetta dorata (con aggiunta di qualche goccia di detersivo per piatti, che dovrebbe rendere più "grattabile" il tutto). In questo modo, i numeri del conto alla rovescia sono stati nascosti.
Infine, abbiamo completato con una stella in cima al nostro albero, a rappresentare il punto di arrivo, cioè il giorno di Natale. 

Ecco qua il nostro calendario finito!

Ed ecco, ieri mattina, Tommaso ad inaugurare il nostro calendario dell'Avvento, monetina alla mano! 

Ogni giorno, a turno, andando in ordine crescente d'età, un bambino gratta il cuoricino della giornata e sceglie un semplice lavoretto da fare per realizzare... il nostro Presepe 2016, di cui vi parleremo... dopo il giorno di Natale, una volta completato.

venerdì 25 novembre 2016

I libri di Margherita: Orgoglio e pregiudizio


Oggi vi parlo di un grandissimo classico della letteratura inglese.

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

DATI EDITORIALI
Titolo:  Orgoglio e Pregiudizio
Autore: Jane Austen
Casa Editrice: Biblioteca Ideale Giunti
Numero di pagine: 280

GENERE DEL LIBRO
Romanzo.

LUOGHI DELLA STORIA
Inghilterra, Hertfordshire. Longbourn, Netherfield, Londra, Derbyshire, Pemberley.

TEMPO DELLA STORIA
Indefinito.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Elisabeth, Jane, il signor Darcy, il signore e la  signora Bennet, il signor Bingley, Mary, Lydia, Catherine, George Wickham, Caroline Bingley, Louisa Hurst, Georgiana Darcy, Lady Catherine de Bourgh, il signor Collins, i signori Gardiner, Charlotte Lucas Collins e altri personaggi minori.

TRAMA
Elisabeth Bennet, detta affettuosamente Lizzie, è un’intelligente e brillante ventenne che abita in Inghilterra, nel Hertfordshire, a Longbourn.
Lizzie vive con la madre, il padre, la bellissima sorella maggiore Jane e tre sorelle minori, Mary, intellettuale e soporifera, Catherine, detta Kitty, succube di Lydia, un’esuberante quindicenne.
La signora Bennet, madre delle ragazze, è una donna stupida e invadente che ha come unico scopo il veder felicemente sposate tutte le proprie figlie.
Un giorno arriva nell’Hertfordshire un uomo ricchissimo, di nome Charles Bingley, che si trasferisce a Netherfield.
La signora Bennet va subito a conoscerlo e, quando il signor Bingley organizza un ballo, loro sono le prime ad andarci.
Il signor Bingley ha portato con sé le due sorelle, Caroline e la signora Hurst, e un
caro amico, il signor Darcy.      
Quest’ultimo, seppure di aspetto bellissimo, si rende antipatico a tutti, al ballo, risultando maleducato, arrogante, orgoglioso e altero e offende Lizzie svilendo la sua bellezza.
Lizzie si offende e da quel giorno lo considera un uomo antipatico e orgoglioso.
Darcy, dal conto suo, all’inizio la considera indegna della propria attenzione, poi, osservandola, scopre che è una bella ragazza, piena di spirito, eleganza e buonumore e fa di tutto perché lei lo noti, ma il pregiudizio di Lizzie nei confronti di Darcy è troppo forte per cedere così presto.
Intanto il signor Bingley, le cui maniere sono al contrario impeccabili, e Jane, la maggiore delle signorine Bennet, si innamorano e stanno sempre insieme, finchè lui non deve partire improvvisamente per Londra, senza intenzione di tornare.
Jane è molto angustiata ma il suo ottimismo la fa sperare per il meglio.
Lizzie, invece, crede che dietro quella partenza improvvisa ci sia lo zampino delle sorelle di Bingley, le quali non volevano imparentarsi con gente più povera di loro.
Nel frattempo, però, arriva a Longbourn il signor Collins, un loro cugino che, dato che nella famiglia Bennet non ci sono figli maschi, erediterà la tenuta.
Il signor Collins è un pastore anglicano ai servizi di Lady Catherine de Bourgh ed è un uomo cerimonioso, stupido e dalle maniere noiose ed affettate.
Egli, però, si mette a fare la corte a Elisabeth, cosa che culmina in una proposta di matrimonio.
Lizzie rifiuta categoricamente e il signor Collins, deciso a trovare moglie, chiede in sposa Charlotte Lucas, la più cara amica di Lizzie, la quale accetta volentieri, dato che il signor Collins è molto ricco.
Intanto è arrivata in un paese vicino la milizia e le due sorelle minore, Kitty e Lydia, pensano soltanto agli ufficiali.
Fra loro c’è anche George Wickham, un ufficiale molto bello e gentile.
Egli racconta ad Elisabeth che il signor Darcy gli ha tolto tutto quello che aveva, lasciandolo molto povero.
Lizzie gli crede e da quel momento l’odio nei confronti di Darcy raddoppia.
Eppure, può un animo nobile nascondersi sotto la più orgogliosa delle scorze?
E si possono sfidare i pregiudizi reciproci, davanti all’amore incondizionato?
Pieno di colpi di scena, finale ben nascosto da strati di avvenimenti inattesi, tutto potrebbe concludersi in maniera inaspettata…

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto moltissimo!
E’ assolutamente uno dei miei libri preferiti.
Avevo già provato a leggerlo, ma non mi era piaciuto, poi la mia migliore amica ha detto che lo stava leggendo e che le piaceva e io ho riprovato: questa volta l’ho trovato incantevole!
Mi piace molto, come personaggio, il signor Darcy, così bello e con una spiccata personalità.
Anche Elisabeth è un personaggio meraviglioso, una bella ragazza, carismatica, simpatica e sbrigativa.
All’inizio non si capisce assolutamente come andrà a finire la storia e questo confonde, ma è il bello di questo romanzo.
L’autrice gira intorno alla conclusione con molti fatti che fanno presagire il peggio, ma alla fine raggiunge il classico lieto fine.
Un romanzo bellissimo, una romantica e complicata storia d’amore scritta da una delle più famose autrici inglesi.
Eppure, anche se dalla trama può sembrare il solito romanzo d’amore scontato, è una storia profonda e di un certo spessore, un’ispezione accurata dell’animo umano e delle sue emozioni, un romanzo sui pregiudizi, che in realtà non sono altro che scudi dietro cui nascondersi.
Anche il titolo, una volta letto il romanzo, assume un suo significato: l’Orgoglio è quello di Mr. Darcy e il Pregiudizio è quello di Elizabeth nei confronti del primo.
Assolutamente consigliato!

 


Con questo post partecipo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".

martedì 22 novembre 2016

Venezia

Procedendo con lo studio delle regioni d'Italia, siamo arrivati al Veneto.
Quale occasione migliore per visitare la città simbolo della regione, gioiello d'Italia, d'Europa e del mondo?
Così, la scorsa settimana, tutti in gita a Venezia!
Come al solito, vi invitiamo a visitare la città insieme a noi attraverso tante foto scattate da me e dai bambini (alcune, quindi, un po' "strortarelle"), partendo dall'esterno, per addentrarci sempre più nel cuore di Venezia.


Dopo tanto camminare ed una veloce pausa-pranzo... ecco finalmente a Piazza San Marco!

La Basilica di San Marco (del'interno non abbiamo foto, perchè è vietato scattarne).
 



Il campanile

I Mori di Venezia ed il Palazzo Ducale

Ponte dei sospiri


Tutti in vaporetto sul Canal Grande!

Di nuovo in Piazza San Marco, Mariangela si è felicemente "immersa" tra piccioni e gabbiani!

Le luce del sole se ne va rapidamente, in questa stagione: così, cammin facendo per tornare al parcheggio, abbiamo potuto assaporare anche il clima della città sul far della sera. Siamo saliti in auto quando ormai il buio era totale e la nostra fotocamera non riusciva più a scattare. 

Il giorno dopo, i miei ragazzi si sono messi tutti all'opera per raccontare o ritrarre la nostra visita a Venezia. Come al solito, ognuno di loro è stato colpito o affascinato da un diverso aspetto della città: Margherita, dall'aspetto storico-culturale; Camilla dai tanti negozietti e dall'atmosfera vivace; Mariangela, dall'aspetto storico e territoriale (in particolare, dalla storia della fondazione della città e dal suo evolversi da villaggio di pescatori in fuga a grande città sull'acqua) e dai piccioni; Giovanni e Tommaso, più dagli aspetti tecnici (i pali, la struttura sull'acqua, il perchè tutto "regga" ancora così bene).
Curiosamente, i bimbi sono stati colpiti anche allo Disney-store in cui ci siamo un attimo "infilati" per farli riposare.

Tema di Margherita
Venezia
Questa è una storia che ha radici molto lontane.
Prima del 1900, molto prima del 1800, addirittura prima dell’anno Mille.
C’era una volta, nella laguna di una terra a forma di stivale, una piccola, piccola città.
Più che città, era una manciata di case, costruite con legno di scarso pregio su pali conficcati nella melma.
Vi abitavano pescatori, con le loro mogli e i loro figli.
La loro era una vita tranquilla, senza troppo pretese, vivevano di pesca e stavano bene, nella loro umiltà.
Un giorno, però, questa città venne inglobata da un impero, molto, ma molto più grande e potente della piccola città sulla baia.
Quell’impero era quanto di più elegante e ricco si potesse immaginare: era l’Impero Bizantino.
Sotto l’abile guida dei bizantini, la piccola comunità di pescatori iniziò a ingrandirsi e a diventare sempre più agiata e influente.
Ciò soprattutto perché, dalla laguna dove era situata, era facilmente raggiungibile l’Oriente.
Per questo, nel giro di un paio di secoli, la piccola città si era espansa talmente tanto ed era diventata talmente ricca da fare concorrenza a Bisanzio stessa, la capitale dell’Impero.
Gli abitanti della città commerciavano facilmente con l’Oriente: facevano lunghi viaggi e raggiungevano paesi sconosciuti e meravigliosi, acquistando grandi carichi di merce e rivendendola a un prezzo molto più alto qui da noi, in Europa.
Infatti, ciò che in Oriente abbondava, in Europa scarseggiava: le spezie per insaporire le carni e preparare infusi curativi, le sete per tendaggi e vestiti, l’oro per fabbricare gioielli e coniare monete.
Tutte queste materie, da noi praticamente non c’erano.
Per non contare che all’epoca le Indie (India, Cina e Giappone) erano fra i paesi più affascinanti del mondo: l’oro delle chiese, le cupole smaltate dei palazzi reali, l’arte, la cultura, i carri carichi di merci, i mercati di spezie, i rotoli di seta morbida e lucente, i fiori tropicali, le foreste e le cascate, il deserto e le tempeste di sabbia abbagliavano gli Europei, e in particolare chi ci abitava così vicino, in una posizione più che favorevole.
Così la piccola città divenne culla di splendore e ricchezza, porto commerciale fra i più importanti al mondo e città unica, perché era costruita proprio sull’acqua, grazie a uno sorprendente sistema idrico di canali, scoli, pali e ponti.
Avete capito di cosa stiamo parlando?
Sì, quella città era proprio Venezia.
E siccome anche ai giorni nostri è una delle città più meravigliose del mondo, meta di turismo globale, abbiamo deciso di visitarla.
Siamo partiti molto presto, ieri, alle 07:40 circa, e siamo arrivati che erano poco meno delle 10:00.
Devo ammettere che subito, la città non mi ha lasciata a bocca aperta come pensavo.
All’inizio trovavo rovinate e prive di interesse le antiche case dall’intonaco scrostato e gli edifici macchiati da secoli di storia, ma poi, lentamente, ho cominciato a vedere tutto sotto una luce diversa.
E allora sì che la città diventava bellissima!
Intanto, mentre guardavamo tutto con interesse, ci avvicinavamo, fra ponti e  stretti vicoli secondari molto pittoreschi, al centro storico.
Per cui i palazzi diventavano sempre più ricchi e particolari, le influenze bizantine sempre più evidenti negli edifici affacciati sui canali che sembravano lunghi nastri di raso verde.
Inoltre, guardandoti attorno, notavi chiaramente le epoche e gli stili in cui erano state costruite case e chiese.
Ad esempio, nelle basiliche ho notato prima lo stile romanico, solido e austero, poi i tipici rosoni e le statue incastonate nelle pareti del gotico e infine le finestre tipicamente orientali, con forme morbide e appuntite.
Nelle case, la lavorazione tipica del vetro si notava nelle fogge particolarissime dei vetri delle finestre, con telai di metallo o sbalzi.
Una cosa che inoltre ho adorato di Venezia sono stati i negozi: ce n’erano ovunque!
Nelle vetrine sfoggiavano piccole statue di vetro colorato e trasparente, raffiguranti i soggetti più strampalati: animali, damine, cavalieri, farfalle, stelle e quanto altro.
Inoltre, una cosa che mi ha affascinata moltissimo sono stati i palloncini appesi nei negozi di murrine, che non erano di plastica elastica, bensì di sottilissimo vetro multicolore.
La luce passava attraverso di essi e li rendeva meravigliosi.
Inoltre, c’erano pasticcerie, forni, botteghe di maschere e di costumi dappertutto, bancarelle in ogni angolo, venditori di rose, di dipinti, di cover da cellulare, di pupazzi di gomma.
Inoltre, meravigliose, le gioiellerie.
Lungo le strade e per i ponti, lo sfavillio accecante dei diamanti, lo scintillio scarlatto dei rubini, il fulgore delle ametiste, degli smeraldi e delle acquamarina ti abbagliavano.
Oltre alle piccole botteghe tradizionali di gingilli di vetro, c’erano negozi di vasi eleganti dalle guise particolarissime e dai prezzi esorbitanti.
Tutto era così bello!
Un’altra cosa che mi ha colpita, è stata la quantità di turisti orientali.
La stragrande maggioranza di visitatori era giapponese e ciò mi ha molto meravigliata.
Venezia è infatti un crocevia di lingue e culture: durante la giornata ho sentito parlare indiano, giapponese, arabo, qualche dialetto asiatico, qualcuno africano, e poi tedesco, inglese, spagnolo e altre ancora che probabilmente non ho captato o di cui non so il nome.
Più o meno capivo quello che dicevano le persone che parlavano inglese o spagnolo, ma le altre lingue mi sfuggivano completamente.
La vista sul Canal Grande dal Ponte di Rialto è bellissima, le case e le strade viste dall’alto sono in stile tipicamente veneziano, inconfondibile.
Dopo aver camminato per circa due ore, ci siamo fermati a riposare e mangiare in un piccolo ristorante locale.
Appena finito, però, ci siamo rimessi in marcia verso la meta più ambita di tutta Venezia: Piazza San Marco!
Quando l’abbiamo raggiunta, alzando gli occhi sulla Basilica sono rimasta senza fiato: era quanto di più meraviglioso avessi visto  collegato ad una chiesa!
Non ci sono parole per descrivere la magnificenza della Basilica di san Marco.
Era talmente grandiosa, meravigliosa ed enorme da sbalordire chiunque, religioso e non.
Leggerissime trine di marmo adornavano le tante piccole colonne di marmo variegato di azzurro, grigio, verde e bianco che sorreggevano la chiesa, le mezze cupole sul davanti erano interamente ricoperte di un mosaico d’oro zecchino che riluceva alla luce del sole pomeridiano, le arcate erano meravigliose, c’era una balconata che girava tutto intorno all’edificio, e poi, sopra, fra le punte morbidamente orientali, la più splendida era quella centrale: smaltata di blu cobalto, era trapuntata di tantissime stelle preziose e al centro stava un leone alato d’oro massiccio, simbolo di San Marco e di Venezia.
Inoltre, tutto ricordava delicati merletti, pizzi, trine, leggerezza, ricchezza e sfarzo.
L’influenza bizantina è chiaramente visibile nelle volte smaltate d’oro puro e nel disegno della prima cupola esterna, del tutto simile ai mosaici di Ravenna, mentre si vede che essendo stata costruita in diversi secoli, le altre volte sono adornate da mosaici in stile più europeo e rinascimentale.
Anche l’interno è splendido, ho adorato i mosaici sotto gli archi di passaggio e tutto il soffitto ricoperto di tessere d’oro.
E’ ricco e meraviglioso, però non mi sono piaciuti molto gli aspersori d’argento per l’incenso, stonavano con l’oro, secondo me.
Sinceramente, anche se l’interno è bellissimo, mi è piaciuto di più l’esterno.
Oltre alla basilica, è bellissima anche Piazza San Marco in generale, con il campanile (che un giorno del 1902 è crollato senza apparente ragione ed è stato in seguito ricostruito), il Palazzo Ducale e tutto così elegante e bello…
Comunque la basilica di San Marco è assolutamente degna di essere menzionata fra le chiese più belle del mondo, non ha uguali.
Dopo la piazza e la chiesa abbiamo girato ancora un po’ per i vicoli, le vie, lungo i canali, ammirando il Ponte dei Sospiri, chiamato così perché lo attraversavano i carcerati che stavano per recarsi al patibolo, e sospiravano vedendo un’ultima volta Venezia e la luce del sole.
Dopo un altro po’ di camminata abbiamo raggiunto un vaporetto.
Esso ci ha portati a fare un giro del Canal Grande, un’ora rilassante per vedere la città da ogni prospettiva.
Viste dai canali, le case sembravano sospese sull’acqua, sembrava impossibile che restassero in piedi.
Mi è piaciuto davvero molto.
Dopo, per il resto della giornata, abbiamo camminato, ammirato le vetrine, i monumenti, le case.
E’ stato bellissimo.
Poi, però, purtroppo è arrivata l’ora di tornare a casa...
Ero stanchissima ma molto felice.
E’ stata una giornata meravigliosa e Venezia merita sul serio la propria fama internazionale, perché è unica al mondo: nessuna città potrà mai essere così particolare.

Camilla

Mariangela

Mariangela

Giovanni

Tommaso (la presenza del nostro micio Pepe, in questo caso, è pura fantasia del bambino)

In ultimo, ecco cos'ha costruito con i Lego Tommaso appena rincasato, preso dall'entusiasmo per la nostra gita in questa magica città!!!

venerdì 18 novembre 2016

I libri di Mariangela: Storie della storia del mondo


Oggi vi presento un libro su miti e storia che mi ha davvero appassionata.

STORIE DELLA STORIA DEL MONDO

DATI EDITORIALI
Titolo: Storie della storia del mondo
Autore: Laura Orvieto
Casa Editrice: Giunti
Numero di pagine: 188

GENERE DEL LIBRO
 Raccolta di miti in formato narrativo

LUOGHI DELLA STORIA
Antica Grecia, Troia, Sparta, bosco e casa dei bambini

TEMPO DELLA STORIA
Indefinito

PERSONAGGI PRINCIPALI
Re Priamo, Paride, Enea, Elena, Achille, Patroclo, Menelao, Agamennone, Teti, Ulisse, Ettore, Afrodite, Leo, Lia e mamma   

TRAMA
Una mamma racconta ai suoi figli Leo e Lia i bellissimi miti dell’antica Grecia, come la leggenda del re Laomedonte, l’amore fra Paride e la meravigliosa Elena, l’ira di Achille, la geniale idea di Ulisse... i bambini ne rimangono affascinati.

COMMENTO PERSONALE

Questo libro mi è piaciuto molto anche se in alcune parti ci sono state scene molto crudeli ma è comunque molto bello ed interessante e non volgare, infatti l’ho letto in due settimane.

Con questo post partecipo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".

martedì 15 novembre 2016

Cena Piemonte


La scorsa settimana abbiamo dedicato una giornata alla cena piemontese.
Senza troppe parole, ecco il menù che abbiamo scelto e che Camilla ha digitato ed illustrato con diversi disegni colorati da lei e alcune clipart trovate in rete.




Come sempre, vi mostriamo i passo-passo dei preparativi.


AGNOLOTTI  ALLA PIEMONTESE




POLLO ALLA MARENGO
Di questa ricetta  così ricca di ingredienti e particolare, ci ha colpiti soprattutto la storia (anche qui e su Wiipedia) tanto da incuriosirci e farci provare di realizzarla....

PATATE ALLA SAVOIARDA


GRISSINI TORINESI



TORCETTI



BACI DI DAMA



GIANDUIOTTI

Intanto, abbiamo apparecchiato la tavola, scegliendo tovaglia e tovaglioli rossi come lo stemma del Piemonte. Sparse in qua e là, immagini plastificate delle caratteristiche e delle bellezze della regione.






Ultimi preparativi...

Tutti a tavola!!!

CENA PIEMONTE

AGNOLOTTI  ALLA PIEMONTESE



POLLO ALLA MARENGO

PATATE ALLA SAVOIARDA

GRISSINI TORINESI



TORCETTI



BACI DI DAMA


GIANDUIOTTI




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