martedì 30 giugno 2015

Scuola? No, grazie! Home-schooler… di ritorno!

Ho volutamente aspettato qualche giorno per dare questa notizia, per fare in modo che la cosa si sedimentasse un pochino e, soprattutto, attendendo che fulminei ripensamenti non potessero modificarla.
Ormai, però, Margherita ha davvero deciso: i 6 mesi trascorsi a scuola le sono bastati per capire in che direzione voglia andare, almeno per il momento.
Farà le scuole medie – oggi Scuola Secondaria di I grado – a casa, da home-schooler.
Nessun trauma, a scuola; nessun problema d’apprendimento, nessuna difficoltà insormontabile, anzi: un ottimo rendimento, frequenza costante (solo due giornate di assenza in 6 mesi, e neppure per malattia), dalla pagella di fine anno è emersa una bambina educata e diligente, interessata e volenterosa.
Però, in quest’arco di tempo, Margherita ha avuto modo di confrontare le due realtà, la vita di prima con quella di dopo, e di sentire di aver perso molto.
Molto in termini di libertà, innanzitutto: libertà nei tempi e nei modi della propria vita e del proprio apprendimento; libertà nelle cose spicciole, come l’ora in cui alzarsi la mattina o andare a letto la sera, di scegliere cosa mangiare ed in che tempi farlo, libertà di concedersi una gita nel bel mezzo della settimana, quando si viaggia e si fa tutto meglio, o libertà di giocare e divertirsi quando le andasse.
Libertà di dedicarsi alle proprie passioni: quella della lettura, innanzitutto: in 6 mesi ha letto di  straforo un solo romanzo, quando la sua “media” si aggirava e si aggira tutt’ora ad uno-due a settimana; di scrivere racconti, comporre testi, cucinare, disegnare e dipingere.
Libertà di centrarsi su se stessa, in poche parole.
Libertà d’imparare per il piacere di farlo e per interesse personale, e non in vista di una verifica, per ottenere un voto.
Quando, nelle ultime settimane di scuola, vedeva me e le sorelle studiare storia stese sul lettone, pc e lapbook alla mano, o scienze, durante una scampagnata in bicicletta, le saliva una notevole nostalgia.
In tutto questo, si è resa conto che, contrariamente al dubbio da cui era stata assalita qualche mese fa, a scuola si lavori tanto tanto più tempo – compiti a casa compresi – ma senza effettivi risultati aggiuntivi, anzi, spesso il contrario.
D’altro canto, la scelta è  stata comunque un po’ sofferta, perchè “uscire dal coro” non è sempre semplice, soprattutto nella pre-adolescenza  e perché entrambe le direzioni sarebbero state, comunque, una scommessa sul futuro.
Alla fine, però, la bambina ha deciso di tornare a fare quello che le era sempre piaciuto, di tornare ad avere il coraggio di essere se stessa, anche a costo di non essere capita da tanti, familiari compresi.
L’esperienza di S-cool, inoltre, l’ha rafforzata nel suo senso di inclusione, nella comunanza con le sue amiche, e nella conoscenza di tanti bimbi e ragazzi che, come lei, vivono, imparano e socializzano al di fuori delle mura scolastiche.

Io,  in tutto questo, ho cercato, come sempre, di accompagnarla senza intromettermi troppo, ma sono entusiasta ed un pochino intimorita, come lei, di fronte a questo nuovo percorso che si apre. 
Nuovo formalmente ma, in realtà, la strada e lo stile saranno sempre i nostri: come punto di riferimento i programmi ministeriali, ma con la massima flessibilità e, soprattutto, la voglia di imparare insieme che ci ha sempre contraddistinti.

domenica 28 giugno 2015

S-cool 2015 raccontato dai bambini


Come vi avevo anticipato, ecco qui il racconto dei bambini- sotto forma di tema per i più grandi e di racconto orale dettato a me, per Tommaso-  sull'esperienza di S-cool.
Nelle parole di ognuno, trapela - al di là della preziosissima differenza di gusti, attitudini ed opinioni personali - la piacevolezza di questa esperienza, per loro soprattutto veicolo di amicizia e divertimento.
In coda ad ogni testo, anche l'illustrazione e, per i più grandicelli, la scritta S-cool in stile-graffito.

Tre giorni a S-cool
Margherita
Sabato scorso sono andata a S-cool con tutta la mia famiglia.
S-cool è un evento in cui tutte le famiglie home-schooler italiane si possono incontrare e condividere idee ed opinioni.
Io ero notevolmente emozionata perché per la prima volta nella mia vita avrei incontrato Agnese, la mia amica di penna siciliana.
Io e Agnese ci scriviamo da circa due anni ma, data la distanza che ci separa, non eravamo mai riuscite a incontrarci.
Il 20 giugno siamo arrivati al “Camping Maximum”, infatti eravamo in un campeggio e alloggiavamo in un bungalow a sei posti.
Ci trovavamo a Miramare, una piccola e graziosa frazione di Rimini affacciata sul Mar Adriatico.
Il bungalow che per quei tre giorni mi sembrava davvero scomodo e poco confortevole, così come in generale la vita da campeggio.
Nel complesso però l’appartamento era carino, non molto grande ma grazioso, con pavimenti di piastrelle colorate, armadi spaziosi e cucina dotata di fornello da campeggio, lavello, pentola e padella per cucinare.
Quando ho conosciuto Agnese si è subito dimostrata all’altezza delle mie aspettative, infatti fin dal primo giorno si è comportata in modo molto gentile, caloroso e cortese.
Agnese era venuta in tenda ma per fortuna eravamo vicine e quindi potevamo andare l’una dall’altra  senza alcun problema.
A S-cool c’era anche Emanuela, un’altra bambina che fa home-schooling ed è una delle mie migliori amiche; le ho fatto conoscere Agnese e noi tre siamo state sempre insieme, chiacchierando degli argomenti più vari.
La parte più bella di questa esperienza è stato il fatto di stare insieme alle mie amiche e conoscere persone nuove, oltre al vantaggio di avere il mare sempre a disposizione, infatti abbiamo fatto ben sette bagni in tre giorni!!!
Il mare era mosso e abbastanza limpido e altissime onde si infrangevano sulla riva fra vortici di schiuma e spuma; noi eravamo in balia delle onde, gli schizzi negli occhi e la gioia nel cuore: era davvero bellissimo.
Siamo andati a numerose conferenze ed era ammirevole la convinzione e la gioia con cui adulti e bambini parlavano dell’home-schooling.
L’ultimo giorno di S-cool abbiamo partecipato a un mercatino gestito dai bambini,  vendendo (a prezzi naturalmente scontatissimi), barattando e contrattando libri, giocattoli ecc.
Noi abbiamo allestito una bancarella con moltissimi libri scolastici che non usavamo più e li abbiamo venduti quasi tutti, con un incasso totale di € 50!!!!
Quando siamo dovuti partire per tornare a casa ero molto dispiaciuta perché avrei dovuto lasciare le mie amiche e sapevo che per rivedere Agnese avrei dovuto aspettare come minimo un anno.
Così, anche se  malincuore, ci siamo lasciate.
Quest’esperienza mi è piaciuta davvero moltissimo, sono stati giorni in cui sono stata con le mie amiche e fatto esperienze nuove e spero di poter tornare a S-cool anche l’anno prossimo.

S-cool è: un simpatico serpente, un mosaico di conchiglie a rappresentare il mare, un sole raggiante, un luna "double-face" e e una soffice nuvola.


Camilla
Tre giorni fa io sono andata a S-cool a Miramare di Rimini, poi siamo arrivati dentro alla casetta, che era piccola ma carina.
Eravamo con i nostri amici e con un’amica di penna di Margherita.
Abbiamo fatto tanti bagni nel mare e poi domenica abbiamo fatto un pranzo insieme.
A me è piaciuto stare a S-cool perchè è una bella esperienza.

S-cool è: mare, luna, fiori e pattini a rotelle


Mariangela
Quattro giorni fa sono partita per andare a S-cool, che è un evento dove le famiglie italiane che fanno home-schooling, cioè scuola a casa, possono incontrarsi e condividere idee.
S-cool si è svolto in un campeggio a Rimini; noi abbiamo alloggiato in un bungalow a sei posti: era un posto molto carino, aveva un salotto con un tavolino nero molto piccolo, un fornello elettrico e il lavello, poi due camere da letto, un bagnetto e un posticino all’aperto dove si mangiava.
Lì avevamo molti amici da diverse parti d’Italia: Sybille, Maria Grazia, Beatrice, Piermario, Emanuela, Elisa, Adamo, Agostino, Agnese e Cristiano.
A S-cool c’erano anche molte conferenze e noi bambini per passarci il tempo andavamo in un parchetto all’interno del camping.
Dopo andavamo in spiaggia, facevamo lunghi bagni in mare e giocavamo con la sabbia.
Un’altra cosa che abbiamo fatto insieme è stato il pranzo.
Il mio omento preferito è stato quello del mercatino che si è svolto al bar: ogni famiglia poteva vendere e comprare oggetti usati: noi abbiamo venduto tantissimi libri.
Andare a S-cool è stata un’esperienza bellissima e non vedo l’ora di tornarci.
Mariangela (al centro) con gli amici Adamo ed Emanuela

S-cool è: un tubo che spruzza acqua, una banana, un sole caldo, uno smile ed un roller

Giovanni
Tre giorni fa sono andato a S-cool che è un posto dove tutte le famiglie che fanno scuola a casa possono incontrarsi.
Quando siamo arrivati al bungalow mi sono sentito  strano ma dopo mi sono sentito bene.
Dopo pranzo ci siamo incontrati con dei nostri amici e dopo un po’ siamo andati al mare e poi ad uno spettacolo.
Il giorno dopo abbiamo fatto un grande pranzo con tutti dei nostri amici.
Là mi piaceva  tanto giocare con i nostri amici e soprattutto andare al mare: c’erano le onde e fare il bagno era molto divertente.
L’ultimo giorno abbiamo partecipato al mercatino: noi abbiamo venduto tanti libri e poi siamo tornati a casa.
È stato bellissimo andare a S-cool.

S-cool è: un serpente, due leoni ed un coccodrillo, per una scritta d'effetto!

Tommaso
Siamo andati a S-cool.
Eravamo in un campeggio e c’era un camper con lo stemma con un serpente grigio che mi piaceva molto.
Mi è piaciuto molto il letto della casetta. Il mio letto è stato molto comodo.
Mi sono divertito tanto con Adamo che è un bimbo simpatico a cui voglio tanto bene.
Mi sono divertito al mare, ho fatto delle buche e sono andato in acqua con Adamo e anche con i miei fratelli a cui voglio molto bene.
Con Adamo mi sono divertito a giocare a battaglia navale.
Al parco giochi mi sono divertito molto.
Mi sono divertito molto a S-cool. 
Tommaso (biondo) con l'amico Adamo, mentre giocano in spiaggia al tramonto e, scavando, trovano l'acqua.

venerdì 26 giugno 2015

I libri di Margherita: L'età meravigliosa

Leggendo "Anna dai capelli rossi", mi sono affezionata molto alla protagonista: così, subito dopo, ho deciso di leggere anche il secondo libro della saga. 

L’ETÀ MERAVIGLIOSA
DATI EDITORIALI
Titolo: L’età meravigliosa
Autore:  Lucy Maud Montgomery
Casa Editrice: Mursia
Numero di pagine: 239

GENERE DEL LIBRO
Romanzo
LUOGHI DELLA STORIA
Canada, Isola del Principe Edoardo, Avonlea, scuola, casa Cuthbert.

TEMPO DELLA STORIA
Dai sedici anni e mezzo ai diciotto-diciannove anni di Anna.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Anna Shirley, Marilla, Gilbert, Diana, il signor Harrison, Paul Irving, Dora e David, la signorina Loavendar e altri personaggi minori.

TRAMA
Anna è cresciuta: ormai è una ragazza e comincia il lavoro da insegnante alla scuola di Avonlea, dove conosce Paul Irving, un bambino simpatico, intelligente e fantasioso.
Inoltre, Anna e i suoi amici formano la Società per il progresso di Avonlea, società tramite la quale vogliono migliorare la loro città.
Nel frattempo Marilla conosce una donna, madre di due gemelli, che muore di malattia.
Marilla è allora costretta ad accogliere i gemelli in casa sua.
Un giorno Anna e Diana arrivano per caso alla casa sperduta della signorina Loavendar, cara e fantasiosa vecchietta.
La signorina Loavendar da giovane era fidanzata con il signor Irving, padre di Paul, i due, però, si erano lasciati.
Anna trova allora il modo di farli incontrare e i due si sposano.
Intanto Diana si è fidanzata, ma Anna non ne è contenta.
Ad Anna vedere la casa della signorina Loavendar vuota non piace ma sa che con l’arrivo dell’estate quella casa sarà di nuovo allegra.
Anna e Gilbert, suo amico d’infanzia, si iscrivono all’università e tra i due avviene un avvicinamento tanto sperato dal ragazzo, da sempre segretamente innamorato di lei.

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto perché mi ero affezionata ad Anna, ma mi è piaciuto di più Anna dai capelli rossi.


Con questo post partecipo al "Venerdì del libro" di HomeMadeMamma.

martedì 23 giugno 2015

S-Cool 2015

Rieccomi dopo i tre giorni trascorsi a Rimini in occasione di S-Cool 2015, il terzo incontro nazionale sull'educazione parentale.
Il primo "dato" che ci ha colpito è stata la moltitudine di persone: oltre 150 famiglie di home-schoolers già effettivi o “potenziali”, di cui la maggior parte con almeno 2-3 figli, molti dei quali piccoli o piccolissimi.
Gente di ogni parte d’Italia, dall’Alto Adige alla Sicilia, ma anche persone provenienti da vari paesi europei. 
Il meeting si è volto all'interno di un camping, esperienza del tutto nuova, per noi.
Noi alloggiavamo in un bungalow da sei persone, un appartamentino trilocale + bagnetto e veranda esterna che usavamo per i pasti,  molto funzionale.
Tutt’attorno: tende, camper e roulottes... L'approccio con il camping è stato segnato, come sempre, dalle reazioni personalissime ed opposte tra loro dei bambini: Mariangela, super-entusiasta e da subito carica e gioiosa, davvero a proprio agio; Giovanni, un po’ critico, ma subito messo a posto dal fulmineo "innamoramento" per una ragazzina; Camilla, curiosa ed indagatrice, sempre lì a fissare tutto e tutti, ma molto serena; Tommaso, felice di essere al mare ma desideroso già da subito di accettarsi che saremmo tornati a casa nostra e Margherita.. schizzinosetta, inizialmente davvero scontenta della sistemazione troppo scomoda e “al naturale” per lei. E’ andata avanti così per le prime 24 ore poi, da bimba quale comunque è, le è passato tutto come una bolla di sapone che scoppia tanto che, la seconda sera, mi ha detto: “Non è poi tanto male stare qui..mi dispiace dover tornare a casa...”
Intanto, abbiamo iniziato ad incontrare vecchi amici, a fare nuove conoscenze, ad addentrarci nel cuore dell'evento. Un po' ovunque, le mitiche t-shirt di "Educazione parentale", indossate da mamme, papà, ragazzi, bambini e bebè... 

In tutto questo profilo ambientale, ovviamente, la cosa fondamentale e davvero bella è stato l’incontro – per i bimbi ma anche per me – con tante persone diverse.
Anch’io, nonostante la vacanza non esattamente tale per me a parte la faticaccia di migrare da casa con non solo vestiti per 6, ma anche giochini, kit spiaggia libera, oltre a lenzuola, posate, piatti, ecc ecc, ho potuto assistere a diverse conferenze interessanti, sono stata con le mamme amiche , ho conosciuto persone con cui interagivo o che seguivo da anni in internet: Maria Grazia, Agnese e Cristiano di 5 Passi Dal Mare, e poi le mia amiche Beatrice ed Adele, ma anche Elena, Maria Concetta (gentilissima nei suoi omaggi direttamente dalla Sicilia) e tante altre ... ho pure partecipato ad un cerchio di condivisione su alcuni aspetti dell’home-schooling in spiaggia.
Tra tutti, ho avuto la fortuna di poter incontrare, seppur fugacemente, la stella-Sybille: dopo anni trascorsi a seguirla nei suoi blog, ad ammirare la sua originalità e la sua  inventiva, dopo diverse mail, consigli, confidenze... ho finalmente potuto incontrarla: che emozione!
Seguire il suo intervento dal vivo, poi, è stato stupendo: un vero concentrato di grazia, forza e serenità, davvero illuminante nella naturalezza dei suoi modi e nella dolcezza del suo sorriso.

E poi... Maria Luisa Morici, con la carica umbra di simpatia esplosiva e di comunicatività, che con il suo spettacolo ha coinvolto ed ammaliato la miriade di bambini presenti.

Ed Erika di Martino, perfetta "padrona di casa", bella, precisa e solare come si vede in tv. 
Molto utile anche l'intervento di Virginia Scarsi, sulle risorse di Internet per l'homeschooling e, in generale, l'apprendimento.
Purtroppo, non sono riuscita a seguire altri interventi, di cui certamente visionerò però i filmati.
Ma la vera bellezza  di S-cool, il vero valore dell'evento è stata, a mio parere la possibilità di condividere idee, valori, di scambiarsi opinioni e raccontarsi esperienze in maniera serena e costruttiva.
"Scoprire" sul campo che, davvero, anche all'interno della scelta di non mandare i propri figli a scuola, ci sono infinite sfumature di pensiero, infinite idee, infinite motivazioni, infiniti stili: più o meno libertari, più o meno direttivi, più o meno ligi ai programmi ministeriali o per niente affatto. C'è chi sceglie l'home-schooling e chi l'un-schooling; chi segue la via montessoriana, chi steineriana, chi sogna scuolette; chi sceglie l'home-schoolinng per motivazioni religiose e chi ne fa una lotta contro il sistema, chi si sente un leone-guerriero e chi, spaventato all'idea di "andare contro" cerca conforto e rassicurazioni; chi, come noi, ritiene la scuola in casa un'alternativa valida e costruttiva a quella tradizionale, ma vuole solo dire: "E' possibile ed  bellissimo".  
Per i bambini, poi, questi tre giorni sono stati davvero formativi ed arricchenti.
Al di là dei soliti e triti pregiudizi sui bambini home-schoolers chiusi in casa, timidi ed insicuri.... è stato meraviglioso vedere l'apertura mentale e di cuore di questi ragazzini, la loro capacità immediata di comunicare e condividere, la loro voglia di stare insieme e donarsi l'uno all'altro. 
È stato straordinariamente bello vederli giocare, scherzare, fare lunghi bagni in mare insieme, ma soprattutto vedere l’affetto e la complicità tra amici, le risate dei maschietti, la condivisione dei giocattoli e poi le ragazzine chiuse nella loro camera, in 5 su un lettone, a chiacchierare e scambiarsi confidenze.
Non solo: sabato sera, dopo un interessantissimo momento a "microfono aperto" in cui diverse persone hanno raccontato la propria esperienza di home-schooling o un-schooling - tra cui, preziosissimi, alcuni ragazzi adolescenti che stanno studiando da autodidatti anche alle scuole superiori- c'è stato un momento danzante molto simpatico in cui uomini, donne e bambini si sono divertiti tutti insieme, senza timidezze o barriere d'età o gruppi.

Pernsate  che, per il pranzo della domenica, abbiamo pensato di metterci insieme in un po’ di famiglie.
Dove? Ovviamente tra casa e veranda di MammaElly, che ha offerto tavolo e fornelli... a più di 30 persone!
Sapete cosa abbiamo mangiato?
Riso con ceci e verdure preparati da Maria Grazia per vegetariani e vegani e... le tagliatelle al ragù preparate da me!
Eh sì, anche in campeggio ci eravamo attrezzati per bene!
E poi frutta, verdura, grissini ma, soprattutto, tanta allegria senza barriere nè confini!
È stato davvero bellissimo vedere gente e stili così diversi intorno alla stessa tavola.
Ultima mezza giornata organizzata con mercatino gestito dai bambini, tra compravendita e baratto di materiali didattici, giocattoli, ecc.
Noi abbiamo portato un sacco – anzi, una valigia – di libri e strumenti che abbiamo messo in vendita, ed i bambini erano tutti eccitati già all’idea; ancora di più, in fase di compravendita.
Di lì, l'ultimo pranzo "comunitario", i faticosissimi saluti e le ultime orettte in spiaggia, prima della partenza.

Concludendo, ringraziamo Erika di Martino, insieme a Petra  e Denis del Camping Maximum, per l'efficace organizzazione e.. teniamo per noi, come dono più prezioso, i numerosi abbracci ed il calore delle persone che hanno affrontato con noi questa significativa esperienza. 

P.S. La settimana prossima potrete leggere l'esperienza di S-Cool anche nelle parole, negli scritti e nei disegni dei bambini: sono già tutti all'opera, ma ovviamente voglio lasciare loro tutto il tempo per dedicarsi a quest'attività in piena libertà e spensieratezza. 

domenica 21 giugno 2015

Torta "Buone vacanze"

Con una connessione al volo direttamente da Rimini, vi mostro la torta che ho preparato in gran segreto, mentre i bimbi dormivano, per festeggiare la fine del loro anno scolastico.
La fine della scuola per Margherita e dell’anno home-scolastico per gli altri – segnata per noi dal giorno degli esami -  andava festeggiata con un simbolo... ma quale?
Quest’anno ho pensato alle vacanze, nel senso di ambiente fisico in cui andare, rilassarsi, rigenerarsi e, naturalmente, continuare ad imparare!
Ecco, allora, la nostra torta “Tempo di vacanze”!
Mare o montagna? Entrambi!
In una cialda interamente realizzata in pasta di zucchero colorata, pensando ad un disegno bambino di questi ambienti.

Partendo dai dettagli...
Al mare: cielo terso, sabbia dorata, mare azzurro, un bel sole... ma anche piccoli particolari come gabbiani che volano in cielo, un ombrellone, un lettino, uno scivolo e giochi da spiaggia: due secchielli, una paletta, qualche formina. Ah, sì, anche i pesciolini nel mare!

In montagna: cielo terso velato da qualche nuvola rosata, due alti monti con la cima innevata, il sole al tramonto; fiorellini variopinti a valle e poi via via, salendo, rododendri, genziane e stelle alpine; un torrente, un boschetto di aghifoglie... qualche cespuglio e tanti verdi uno diverso dall’altro, per rendere la meraviglia della varietà naturale.


Ed ecco la torta tutta intera!!!

Il mare, per noi, è quello di questi giorni a Rimini e poi di tante gitarelle in giornata sull’Adriatico; la montagna, le “nostre Alpi”, il “nostro” Trentino, dove torneremo per una settimana a Luglio.
Bene, per oggi vi salutiamo: ci si risentirà al nostro ritorno, per un racconto della nostra esperienza a S-cool.

venerdì 19 giugno 2015

I libri di Margherita: Anna dai capelli rossi

In fremente attesa di  partire per Rimini, oggi vi parlo di un altro classico per ragazzi.

ANNA DAI CAPELLI ROSSI
DATI EDITORIALI
Titolo: Anna dai capelli rossi
Autore: Lucy Maud Montgomery
Casa Editrice: Giunti junior
Numero di pagine: 308
GENERE DEL LIBRO
Romanzo

LUOGHI DELLA STORIA
Canada, Isola del Principe Edoardo

TEMPO DELLA STORIA
Circa cinque anni, dagli undici ai diciassette di Anna

PERSONAGGI PRINCIPALI
Anna Shirley, Marilla e Matthew Cuthbert, la signora Rachel, Diana, Gilbert e altri personaggi minori.

TRAMA
Anna Shirley è una bambina orfana di entrambi i genitori che vive in un orfanotrofio.
Da sempre il suo più grande cruccio sono i propri capelli rossi, per cui viene spesso canzonata.
Marilla e Matthew Cuthbert sono due anziani fratelli che vivono nella fattoria dei Tetti Verdi.
Matthew sta invecchiando, per cui decidono di adottare un ragazzo che lo aiuti nel lavoro dei campi.
A causa di un malinteso, invece del ragazzo arriva Anna.
Dapprima Marilla vuole rimandare Anna all’orfanotrofio, ritenendola inutile.
Matthew invece si affeziona subito alla bambina grazie alla sua straordinaria dote di saper trasformare la dura realtà in sogno.
I due decidono così di far rimanere Anna.
Ad Avolnea, Anna conosce Diana, che diventa la sua migliore amica.
Nella sua scuola, Anna incontra Gilbert, un ragazzo che per attrarre la sua attenzione, la prende in giro per i suoi capelli rossi.
Anna si arrabbia moltissimo e fra i due nasce una tremenda rivalità, che durerà cinque anni; quando, appena morto Matthew, Anna decide di andare subito a insegnare, senza frequentare l’Università.
Gilbert, saputo il fatto, lascia il suo posto di insegnante ad Avolnea  per cederlo ad Anna.
Anna e Gilbert fanno allora amicizia, lasciandosi alle spalle lo sciocco scherzo infantile.

COMMENTO PERSONALE
In Anna ho trovato una grande somiglianza con Pollyanna per il carattere allegro, gioioso e altruista nonostante la vita dura e i numerosi ostacoli.
Questo personaggio mi è piaciuto davvero molto.
Con questo post partecipo al "Venerdì del libro" di HomeMadeMamma.


mercoledì 17 giugno 2015

Esami 2015

Ieri è stato un gran giorno, a casa nostra.
Camilla, Mariangela e Giovanni hanno sostenuto gli esami di idoneità.
Per le bambine si trattava dell'esame di fine-terza primaria, per Giovanni, di fine prima, il suo primo esame.
Nelle ultime settimane, avevamo fatto - tra feste, saggi di danza ed eventi vari - tanti preparativi, un po' di ripasso, avevamo improntato i discorsi per l'argomento a scelta da proporre all'orale, ecc.
In particolare, gran lavoro è stato fatto da parte mia per facilitare l'esame orale di Camilla ed aiutarla ad esporre gli argomenti scelti n storia, scienze e geografia senza troppe difficoltà.
Per lei, mi sono tuffata nel meraviglioso mondo dei lap-books: vi anticipo uno scatto d'insieme, ma vi mostrerò prossimamente nei dettagli ciò che abbiamo realizzato.

Intanto, ho completato la sistemazione dei quaderni dei bambini e controllato che i nostri libri di testo auto-prodotti fossero tutti a posto.

Abbiamo anche messo in ordine i dipinti dei bambini, catalogandoli per macro-categorie. (In foto, alcuni dei numerosissimi realizzati da Giovanni).
Per ultimi: astucci e zaini!

Alla vigilia degli esami i bimbi erano emozionati e molto "carichi": per  loro quest'evento non costituisce mai motivo di tensione, ma è un momento bello in cui far vedere ciò che hanno fatto ed imparato.
La sera prima, nonostante i miei tentativi di mettere tutti a letto presto, Mariangela e Giovanni erano eccitati e gasati: a nulla è valso suggerire loro di stendersi e rilassarsi, leggere qualche pagina e nemmeno.. la  classica conta delle pecore: l'euforia da esame è stata più  forte, almeno fin verso le 23.
Poi, ieri mattina, eccoci a scuola: la gradita conferma delle stesse insegnanti dei due anni precedenti, per Camilla e Mariangela; una commissione ovviamente tutta  nuova, per Giovanni.
Due ore di prova per la prima, quasi tre per la terza; nel frattempo, io li ho salutati e sono uscita dall'istituto: ho sempre voluto dare fiducia ai miei figli ed alle insegnanti, quindi preferisco non intromettermi e lasciare tutto a loro questo momento non imponendo la mia presenza.
Le prove?
Diverse per ognuno di loro: Giovanni ha letto, scritto un dettato con difficoltà ortografiche, risolto addizioni e sottrazioni, ordinato numeri, disegnato, detto numeri e colori in inglese, ecc.
Per Mariangela, lettura e comprensione di un testo narrativo, stesura di un breve testo sulla giornata d'esame e un po' di grammatica, per italiano. In matematica: equivalenze, un problema con due domande esplicite e dieci operazioni: in questa materia, generalmente la sua preferita, la bimba ha riscontrato difficoltà nella gestione dei tempi (in effetti, quello del tempo è un problema che, a casa, non ci siamo mai posti: il timer e l'home-schooling non vanno proprio d'accordo... ma ci lavoreremo su per il prossimo anno). A seguire, orale lampo, purtroppo - per mancanza di tempo - non su tutte le materie: era preparatissima e tanto gioiosa, all'idea di parlare dell'inquinamento e delle tematiche ambientali che a lei stanno tanto a cuore. Nemmeno per "il mare", in geografia, c'è stato tempo, così come per il motivetto imparato al pianoforte. Però, una bella soddisfazione per storia (l'homo sapiens) e dai suoi dipinti, per cui le insegnanti hanno fatto i complimenti.
Per Camilla. il cui esame è sempre quello che mette più in ansia me, una bellissima sorpresa: grazie ai programmi dettagliatissimi inviati da me alla scuola e alla continuità della commissione che già conosceva la bambina, le prove sono state opportunamente tarate su di lei, tenendo conto delle sue difficoltà. Quando ci siamo riviste, era la più euforica e raggiante, soddisfattissima della propria prova e di essere riuscita a fare tutto e di aver avuto tempo per tutto. Dopo aver esposto storia, scienze e geografia con i lap-books, è stata lei a chiedere alle insegnanti di poter dire come fosse vestita in inglese! Anche per lei, poi, complimenti per i tanti dipinti.
Ecco qui il disegno che ha fatto, appena a casa:

Insomma: con qualche consiglio e tanti complimenti per il gran lavoro fatto... si è concluso anche quest'anno scolastico con l'idoneità di tutti e tre i candidati.
Eccoli qui appena fuori dall'istituto!

Giovanni: idoneo alla classe II!
Mariangela: idonea alla classe IV!
Camilla: idonea alla classe IV!

Intanto, nel pomeriggio, c'è stata anche la consegna della pagella di Margherita: ottimi voti ed un bellissimo giudizio anche per lei che, in mattinata, ha vissuto una certa nostalgia del giorno d'esami che tanta soddisfazione le aveva sempre dato... (proprio in questi giorni sono in corso in lei le "grandi manovre" per la decisione su come procedere l'anno prossimo).
Comunque, per Margherita: idoneità alla prima media! (scuola secondaria di primo grado)
Ovviamente, una giornata così andava festeggiata!
Ed ecco che, per ieri sera, abbiamo organizzato una cena con nonni e zio: lasagne e pane fatto in casa, patatine fritte e... una torta a sorpresa, che vi mostreremo in un apposito post.
Da parte dei bambini, l'organizzazione di uno spettacolino tutto per noi, di cui vi mostro il biglietto-invito ed uno scatto del saluto finale.
 

Ed ora?
Relax, gite, vacanze, un'importante decisione da prendere....
Tra questi impegni, prima di tutto, nel prossimo fine settimana, la partecipazione a S-cool, l'incontro nazionale sull'educazione parentale: per noi sarà la prima volta e non vediamo l'ora di rivedere alcuni amici e conoscere fisicamente, finalmente, tanti di quelli con cui ci scriviamo da anni!

lunedì 15 giugno 2015

II nostro nuovo mezzo di trasporto: tandem triciclo

Da oltre un mese un nuovo mezzo di locomozione sta accompagnando gli spostamenti della nostra famiglia.
Forse qualcuno di voi si ricorderà della nostra Celeste, la cargo-bike. Con Celeste ci siamo mossi in vera libertà e con grande soddisfazione ed entusiasmo negli ultimi due anni; ci abbiamo fatto la spesa, abbiamo dato passaggi ad amichetti ed abbiamo anche traghettato viveri e giocattoli per pic-nic e scampagnate. Negli ultimi mesi, era il mezzo ideale anche per accompagnare Margherita a scuola: zaino e fratellini nel cassone e via!
Però, in due anni, i bambini sono cresciuti: nel frattempo, anche Giovanni - come già Margherita e Mariangela  - ha imparato ad andare in bicicletta senza le rotelle ed ora sfreccia su strada con sicurezza e soddisfazione.
I bimbi da caricare, quindi, erano ormai solo due: Tommaso e Camilla.
Per loro peso ed età non avrei più comunque potuto usare una "normale" bici a due ruote; d'altra parte, la nostra amatissima cargo non mi pareva più adatta soprattutto a Camilla.
La sua disprassia non le permette ancora di imparare ad usare la bicicletta senza rotelline - ci stiamo lavorando su, anche con l'aiuto della sua terapista. ma pian pianino - ma, a 9 anni compiuti, credo che sia giusto cercare di promuovere sempre di più il suo "essere grande".
Se, nella vita quotidiana, gran lavoro stiamo facendo sull'autonomia e l'autostima della bambina, l'andare in bici su strada in sicurezza poteva costituire un problema.
La soluzione, per noi, è arrivata con la rinuncia alla comodità ormai consolidata della cargo-bike e l'avvio di una piccola nuova rivoluzione: abbiamo ricontattato il rivenditore e scambiato la nostra Celeste con.. un tandem triciclo.
In pratica, un tandem da condurre da parte mia e su cui pedalare insieme a Camilla.
Per maggiore stabilità ed assoluta sicurezza, un tandem a tre ruote.
Un mezzo particolare e molto intelligente, pensato per le famiglie, le coppie, i disabili che vogliono vivere la strada in tutta sicurezza e, nel contempo, gioia e convivialità. Sì, perchè su questa bici speciale si può chiacchierare, commentare, interagire liberamente.
Dietro, fatto tutto per noi, un meraviglioso nuovo "cassone" con panchina ed erbetta-poggiatesta su cui far sedere comodamente Tommaso, ed inoltre caricare  oggetti, ecc.
Il tutto, arricchito da colori che ci piacciono tanto - il giallo ed il blu elettrico - e da dettagli pazzerelli e super-allegri: tante farfalline riflettenti, per un bell'effetto a livello estetico ed una perfetta visibilità anche di sera. E poi, fanali, fanalini, campanelli, cestino, specchietti, contachilometri...

Insomma, questo tandem, oltre ad essere praticissimo e molto maneggevole, ha anche un aspetto davvero gradevole, che mette subito allegria.
Tanto che, guardandolo, ci fatto venire un'idea: il tandem assomiglia... ad una giraffa!
Sì, una giraffa tutta gialla col collo lungo lungo, le orecchie-manubrio anteriore, le corna-specchietti... ed un sederone -cassone tutto blu!   
Subito, quindi, abbiamo chiamato il nostro tandem "Giraffa" ed i bambini si sono messi all'opera per rappresentarlo nei loro disegni.... 
Margherita


Camilla


Mariangela


Giovannni


Tommaso

Per connotare ancora più chiaramente l'identità della nostra Giraffa, abbiamo poi aggiunto anche uno sticker che a noi è parso perfetto:

Pochi giorni fa, ho poi posto una domandina a Margherita: "Perchè, secondo te, una giraffa si sarebbe trasformata in un tandem?".
Ed ecco la sua risposta, in un raccontino fantastico inventato per l'occasione!

Un restyling per Giraffa
C’era una volta, tanto, tanto tempo fa, una famiglia molto numerosa.
Viveva in una casa affacciata sulla Savana, su un altopiano dal quale si poteva ammirare ogni sera un tramonto infuocato su un orizzonte di sabbia dorata.
Abitare in quel luogo incantato e allegro era entusiasmante, ma non molto confortevole.
Infatti l’acqua scarseggiava, gli animali erano difficili da cacciare e i frutti più succulenti  crescevano solo sui rami più alti e quindi erano irraggiungibili.
Il problema più grosso, però, era lo spostamento da una parte alla altra della Savana, infatti non c’erano biciclette né automobili e bisognava andare a piedi.
Un giorno in quella casa finì l’acqua.
Purtroppo lo stagno più vicino distava comunque 100 km e dovettero rassegnarsi.
Così si misero in cammino orientandosi con il Sole.
Ad un tratto il cielo si annuvolò e il Sole non fu più visibile.
Completamente disorientati,  cominciarono a vagare in cerca di un aiuto.
Dopo ore e ore di cammino si fermarono esausti sotto un gigantesco Bao-bab.
Poco dopo arrivò lì vicino un’altissima giraffa che domandò loro, con aria languida e cortese: “Ciao, posso fare qualcosa per voi?”.
“Oh buona giraffa! Stavamo andando a prendere dell’acqua allo stagno ma ci siamo persi! Riusciresti a darci un passaggio?”.
“Ma certo, con grande piacere!!! Però avrò bisogno di un piccolo aiuto.
Forza squadra! Ho bisogno di voi!!!” esclamò con gioia la giraffina.
In men che non si dica, una moltitudine di animali di ogni specie e colore arrivò in aiuto della giraffa.
Una simpatica scimmietta le montò tre grosse ruote al posto delle zampe: “Così sarà più stabile!” dichiarò orgogliosa.
Poi una zebra montò un sellino e un manubrio sulla sua schiena maculata, mentre un leone montava un capiente cassone sul retro per trasportare l’acqua fino a casa.
Nel frattempo un elefante e una gazzella montavano i pedali.
Infine uno sciame di farfalle  gialle e blu si posò sul suo collo e sul cassone per donarle la leggerezza e la velocità tipiche delle farfalle.
La giraffa era pronta!!!!!!!!!!!!!!!
“Forza, salite a bordo! Due pedaleranno e gli altri quattro staranno nel cassone!”.
Fu così deciso che la mamma e Camilla avrebbero pedalato, mentre Margherita, Mariangela, Giovanni e Tommaso sarebbero stati nel cassone.
In un battibaleno raggiunsero lo stagno, là riempirono interi secchi d’acqua e ripartirono.
Arrivati a casa dissero alla giraffa: “Grazie amica!!!! Ci sei stata davvero d’aiuto!!!
Vorresti restare a vivere con noi?”.
“Ma certo!!!!! Mi piacerebbe moltissimo!!!”.
“Ma come ti chiami?”.
“Il mio nome è Giraffa!!!”.
Da quel giorno Giraffa abitò per sempre con loro e divenne il loro tandem, con cui scorazzavano felici per tutta la Savana.

E, per finire, eccoci qui al gran completo nella nostra "formazione ufficiale su strada"!
Certo è che, con un mezzo così, anche i fratelli e le sorelle chiedono spesso: "Mamma, oggi posso pedalare io con te, sulla Giraffa?".

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