venerdì 30 gennaio 2015

I libri di Margherita: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

Oggi parlerò della "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare", detta semplicemente "La gabbianela e il gatto".
Ho letto questo romanzo circa due anni fa e mi era piaciuto molto!

STORIA DI UNA GABBIANELLA E DEL GATTO
CHE LE INSEGNÒ A VOLARE
DATI EDITORIALI
Titolo: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare
Autore: Luis Sepulveda
Casa Editrice: Le Fenici
Numero di pagine: 125

GENERE DEL LIBRO
Romanzo 

LUOGHI DELLA STORIA
Amburgo, Germania

TEMPO DELLA STORIA
Qualche mese

PERSONAGGI PRINCIPALI
Zorba, la gabbianella, Kengah, il Colonnello, Diderot, i topi di fogna, il poeta e altri personaggi minori.

TRAMA
La gabbiana Kengah, dopo essere caduta in una chiazza di petrolio nel mare, riesce a spiccare il volo ed atterra sul balcone del gatto Zorba al quale strappa tre promesse:
1-   che non mangerà l’uovo che lei deporrà
2-   che si prenderà cura del piccolo
3-   che gli insegnerà a volare.
Allora Zorba va dai suoi amici gatti per farsi aiutare ma quando torna trova Kengah morta e sotto la sua ala un uovo.
Zorba cova l’uovo, che dopo alcuni giorni si schiude, da cui nasce una gabbianella che lui e i suoi amici chiamano Fortunata.
Fortunata cresce e diventa abbastanza grande per volare, ma come può Zorba insegnarle a volare se è un gatto?
Zorba allora chiede aiuto a un poeta che gli insegna come entrare nel campanile.
La gabbanella si butta dal campanile e finalmente riesce a spiccare il volo!
Infine Fortunata vola via con gli altri gabbiani, ma resterà comunque nel cuore di tutti.

COMMENTO PERSONALE
Questa storia a me è piaciuta molto perché è molto dolce, divertente e istruttiva. Ci fa capire che non dobbiamo essere cattivi con quelli diversi da noi ma che bisogna trattarli come noi e che, anche nella diversità, si può essere amici.


Con questo post partecipo al "Venerdì del libro" di HomemadeMamma.

mercoledì 28 gennaio 2015

Decorazioni invernali: agrumi pazzerelli

Insieme ai fiocchi di neve, così candidi e delicati, ci è venuta voglia di qualcosa di più colorato ed allegro per completare le decorazioni invernali di casa nostra.
Così, abbiamo pensato a tanti agrumi, i frutti colorati e profumati signori incontrastati di questa stagione,
Per realizzarli, ho pensato di recuperare alcuni fogli di carta Moonrock che avevo in casa. Per chi non la conoscesse, si tratta di una particolarissima carta naturale di grosso spessore e di consistenza porosa e "bitorzoluta", che fa appunto pensare ai crateri della superficie lunare.
Ma, volendo, anche all'effetto buccia d'arancia!
Noi in casa ne avevamo solo di bianca, poco male!
Per prima cosa, aiutandoci con la Big Shot, abbiamo fustellato tanti cerchi di diverse dimensioni per arance, mandaranci, mandarini e clementine.
Per i limoni, ci siamo arrangiati manualmente, andando a ritagliare delle sagome che ne riproducessero la tipica forma.  

A questo punto, siamo andati a dipingere le varie sagome con colori a tempera ed acrilici, così da renderle tutte arancioni o gialle. Ovviamente, questo passaggio sarebbe evitabilissimo utilizzando carta già colorata: per mia impostazione, però, tendo a tenere in casa materiali "di base" il più neutri possibile, così da poter far viaggiare più liberamente la fantasia mia e - soprattutto - dei bambini.

Già da subito, guardate qui che bell'effetto buccia d'agrumi!

Le sagome (prodotte da noi sempre in quantità notevoli...) sono poi state messe ad asciugare su fogli di carta forno.

Ed eccoci alla fase più creativa per i bambini: ognuno di loro ha avuto a disposizione le sagome colorate, tante foglioline di carta di diverse dimensioni, fogli bianchi, colla, forbici, pennarelli...
Ognuno ha iniziato ad incollare sul foglio i vari agrumi, pensando ad una composizione vivace ma di "natura morta".... 

Poi, ad un certo punto, a qualcuno è venuta un'idea: "Perchè non ci mettiamo gli occhietti?"; "Sì, dai, usiamo quelli mobili!"; Io disegno anche le braccia e le gambe!"; "Ed io un fiocchettino!" "Io un cappello!"; "I miei ballano!!!"; "Sembrano una famiglia!"; "Sembriamo noi, mamma...!".
Così, le nostre nature morte si sono improvvisamente animate....
Ed eccole qui!





Talmente animate da far sorgere in Camilla il desiderio di inventare un raccontino su questi allegri personaggi, che racconteremo anche a voi tra qualche giorno....
Intanto, i nostri agrumi pazzerelli se ne stanno appesi alla porta di casa, in attesa di diventare le copertine della sezione invernale dei nostri quaderni.

lunedì 26 gennaio 2015

Decorazioni invernali: fiocchi di neve

Per dare un tocco d'inverno all'interno di casa nostra quest'anno siamo stati sul classico, scegliendo tanti candidi fiocchi di neve.
Un classico d'effetto, però, realizzato servendoci di due fustelle e della nostra Big Shot e di un po' di luccichio.

Una volta sagomati tanti tanti fiocchi di neve su carta bianca di diverse consistenze (carta da fotocopie, carta fotografica, cartoncino) recuperata tra ciò che avevamo in casa, abbiamo cosparso i fiocchi di dimensioni più grandi con vernicetta lucida a cui avevamo miscelato una bella quantità di brillantini argentati. 

Per rinforzare ulteriormente i fiocchi di spessore più sottile ed evitare che si "imbarcassero", l'ultimo tocco è stato passarli nella plastificatrice e ritagliarli sagomandoli un po'.
Una volta appesi su fili pendenti dal soffitto... ecco una bella, delicata e luccicante nevicata dentro casa!




venerdì 23 gennaio 2015

I libri di Margherita: Il piccolo Lord

Oggi parlerò de: "Il piccolo Lord", un romanzo che ho letto quando non avevo ancora 8 anni. 
Oggi il mio commento di allora mi fa sorridere...

IL PICCOLO LORD

DATI EDITORIALI
Titolo: Il piccolo Lord
Autore: Frances Hodgson Burnett
Casa Editrice: De Agostini ragazzi
Numero di pagine: 188

GENERE DEL LIBRO
Romanzo per ragazzi

LUOGHI DELLA STORIA
America, quartiere popolare di New York.
Inghilterra, residenza e tenuta del conte di Dorincourt.

TEMPO DELLA STORIA
Seconda  metà dell’800.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Cedric, cioè Lord Fountleroy, sua madre, il Signor Hobbs, Dick il lustrascarpe; il nonno, cioè il conte di Dorincourt, il signor Havisham, Minna e suo figlio e altri personaggi minori.

TRAMA
Cedric è un bimbo che vive con sua madre in un quartiere popolare di New York.
Il bambino è amico di tutti gli abitanti del quartiere, in particolare di Dick il Lustrascarpe e del signor Hobbs.
Cedric, a 7 anni circa, scopre di essere il nipote del conte di Dorincourt e quindi,  essendo suo padre morto qualche anno prima, il futuro conte di Dorincourt.
Il nonno di Cedric lo vuole chiamare a vivere con sè perchè diventi degno del suo importante compito.
Cedric, arrivato nel castello del nonno, ha una terribile delusione: la sua mamma non può vivere con lui perché il conte è sempre stato contrario al matrimonio di suo figlio con la donna americana.
Il nonno di Cedric è un uomo freddo e arcigno,  ma il bimbo gli vuole bene da subito. Ogni giorno il piccolo Lord ed il nonno diventano sempre più amici e il nonno sii affeziona molto al nipotino.
La madre, nel frattempo, scopre un tratto molto povero e malandato nelle tenute del conte, inizia a fare carità e dice a Cedric di chiedere al conte di aggiustare le casupole di quella povera gente. Il conte accetta di aggiustarle perché la dolcezza del bimbo ha cambiato del tutto il suo carattere.
Un brutto giorno una donna di nome Minna e suo figlio si spacciano per la moglie e il figlio di Bevis, il figlio maggiore del conte: quindi sarebbe stato lui il piccolo Lord!
Il conte allora decide di andare dalla mamma di Cedric e  si dispiace di non averlo fatto prima.
Però Dick, in America, vede una foto di Minna e la riconosce come moglie di suo fratello. Allora scrive al conte per dirglielo e alla fine salta fuori che non è la  moglie di  Bevis.
Qualche giorno più tardi si festeggia l’ottavo compleanno del piccolo Lord con balli e danze.

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto moltissimo perché è buffo, coinvolgente e parla di una famiglia aristocratica e a me le cose nobili piacciono molto!
Cedric per me è un personaggio carino perché anche se è un bambino si comporta un po’ da adulto.


Con questo post partecipo al "Venerdì del libro" di HomemadeMamma.

lunedì 19 gennaio 2015

Il coraggio e la fatica di cambiare strada

Come avevo già accennato in qua e là, la fine del 2015 e poi il nuovo anno hanno portato un notevole scossone emotivo sulla nostra famiglia.
Protagonista di questa "vicenda" è stata Margherita.
Erano i primi di novembre quando, dando il via alla sua rubrica settimanale sui libri, la bimba scriveva di sè in un ideale profilo Blogger (poi mai pubblicato per ragioni d'età):
"Ciao! Sono Margherita, ho 9 anni e faccio da sempre home-schooling.
Adoro leggere, scrivere, dipingere, ballare e cucinare. Mi piacciono i gatti e ho quattro fratelli che mi fanno un sacco di compagnia".
Poi, quasi improvvisamente, questa "bimba felice a casa" ha iniziato la sua metamorfosi in una ragazzina inquieta, smarrita ed insoddisfatta, fino ad arrivare, verso metà di dicembre, alla "grande richiesta": "Mamma, forse vorrei andare a scuola...".
E di lì, in un paio di giorni: "Vorrei provare ad andare a scuola subito!".
La crescita, la preadolescenza arrivata come un tornado, lo stare a contatto con le amiche dell'oratorio, del Catechismo, del corso di danza, una certa inquietudine personale le hanno fatto scattare questa molla.
Il desiderio di sentirsi "uguale alle altre", il senso di conformismo tanto comune a questa età. un po' di insofferenza verso gli schiamazzi spensierati dei fratelli più piccoli, e l'innata curiosità femminile hanno fatto il resto. In tutto questo, la  base del suo e  nostro vissuto tanto doloroso che, nei momenti "critici", non può che riemergere con forza.
Così, questa bambina che, fino a pochi giorni prima, mi chiedeva di provare a fare di tutto per proseguire con l'home-schooling anche alle scuole medie e che, da sola, già cercava spunti ed appigli per proseguirlo autonomamente anche alle superiori, ha sentito impellente in lei la voglia di cambiare.
Una richiesta di certo spiazzante, per me.
E' sempre faticoso, per noi genitori, trovarci davanti ai nostri piccoli bimbi che crescono. Soprattutto se siamo soli, soprattutto se i figli sono tanti, soprattutto se questi cambiamenti vanno idealmente "contro" i nostri progetti per loro e infrangono i nostri patti con loro.
Perchè l'home-schooling è, a tutti gli effetti, un patto tra genitori e figli. 
Si fa, e si fa bene, con gioia, con entusiasmo, con frutti copiosi, se è una scelta totalmente condivisa tra i membri della famiglia, E' uno stile di vita, non solo un modo di "insegnare ed apprendere". E' una strada che si percorre tutti insieme.
Potevo quindi dire: "No! Tu sei la mia bimba e a scuola non ci vai!"
Ho provato a farle capire che, forse, questo potesse non essere il momento più opportuno per dare una svolta così alla propria vita, che un inserimento a metà di una quinta elementare potesse essere un po' difficoltoso, soprattutto sul piano relazionale.
Poi, però, nel giro di una giornata, mi sono data da fare.
Non è nel mio carattere tentennare o stare ad aspettare: sono un'impulsiva che va, a volte anche troppo... 
Il contrario di Margherita: più calma, cerebrale, riflessiva, a volte anche indolente. 
Ho parlato con un sacerdote carissimo amico di famiglia che, nella nostra cittadina, gestisce una piccola scuola paritaria d'ispirazione cattolica. L'approccio sicuramente più morbido col sistema scolastico. 
Di lì, un mio colloquio con la coordinatrice didattica, poi con l'insegnante, gli accertamenti burocratici e, in brevissimo, la loro proposta ed il nostro accordo per alcuni giorni di prova alla ripresa dopo le vacanze di Natale.
E così, il 7 gennaio, la "nostra" Margherita ha iniziato ad andare a scuola.
Da subito, ha ricevuto un'accoglienza meravigliosa da parte dei compagni, così felici di averla con loro da ringraziare Gesù per avere una nuova compagna, nelle preghiere in classe.
In mezzo, tanti dubbi, tante perplessità, una bella dose di paura ed un gran senso di smarrimento.
Il disorientamento "pratico" di trovarsi in un mondo tutto nuovo fatto di campanelle, cambi di tante materie in una giornata, quaderni e fotocopie da incollare su tanti quaderni senza, a volte, capire dove e perchè.
Qualche materia in cui è avanti avanti (soprattutto per livello di approfondimento), qualche materia in cui non c'è ancora.
Il primo "giorno lungo", la prima volta in mensa, col piattino ricoperto di plastica e la pasta nè della mamma, nè delle nonne.
I compiti a casa, il diario, la rigida suddivisione per materie.
Una stanchezza grande grande, anche fisica, che la sera la fa crollare sul divano prestissimo. 
Un mondo nè fatato, nè stregato. Nè troppo bello per rimanerci, nè troppo brutto per andarsene.
Il dubbio soffocante davanti ad una scelta troppo grande per lei.
Continuare o no?
Un'ansia fortissima, un "forse vorrei, ma non so..." che ha bloccato la ragazzina per giorni e notti intere.
Alla fine, ha dovuto decidere la mamma.
Una mamma che, amando tanto la sua bimba-farfallina, ha deciso di farla volare. Di darle l'opportunità di provare e d capire, nel tempo, cosa sia meglio per lei.
Margherita è iscritta a scuola e là finirà la classe quinta della scuola primaria.
Sul blog, che da oggi cambia nome per continuare a seguire questi piccoli bimbi che crescono e cambiano, continueranno comunque ad esserci anche "I libri di Margherita": abbiamo un arretrato di almeno una trentina di libri letti è già "schedati" e poi... speriamo che passato questo primo momento di ri-organizzazione, la passione per la lettura riesca a vincere la stanchezza e ad integrarsi con i compiti a casa.

venerdì 16 gennaio 2015

I libri di Margherita: Papà Gambalunga

Oggi parlerò di "Papà Gambalunga"un libro che ho letto circa due anni fa; anche il disegno l'ho fatto a quel tempo.

PAPÀ GAMBALUNGA

DATI EDITORIALI
Titolo: Papà Gambalunga
Autore: Jean Webster
Casa Editrice: Giunti Junior
Numero di pagine: 141
GENERE DEL LIBRO
Romanzo
LUOGHI DELLA STORIA
America, college

TEMPO DELLA STORIA
Inizio 1900
PERSONAGGI PRINCIPALI
Jerusha detta Judy, Papà Gambalunga, Julia Pendlenton, Selly McBride, Jerius Pendlenton e altri personaggi minori.

TRAMA
Jerusha Albott è una fanciulla di 17 anni che è cresciuta in un orfanotrofio.
Il suo destino sembra farla rimanere lì, quando un misterioso benefattore decide di diventare suo tutore perché ha letto un suo tema che gli è piaciuto molto e vuole farla studiare al college.
In cambio lui chiede una sua lettera al mese.
La ragazza al college si trova subito bene e le sue compagne di stanza sono Julia Pendlenton e Selly McBride.
Jerusha decide di chiamare il suo tutore “Papà Gambalunga”.
Lei al college si fa chiamare Judy.
Judy, però, non scrive a Papà Gambalunga solo una lettera al mese, ma tante!
Nel frattempo  Judy ha conosciuto Jeruis Pendlenton, zio di Julia.
Dopo una lunga amicizia Judy se ne innamora, ma rifiuta la proposta di matrimonio di Jeruis perché pensa che lui se ne pentirebbe.
Infine Judy scopre che Papà Gambalunga in realtà è proprio Jeruis.

COMMENTO PERSONALE
Lo stile delle lettere di Judy è molto dolce, appassionante e ti va dritto al cuore e questo rende la lettura molto piacevole.
Questo romanzo mi è piaciuto moltissimo, anche perché c’è di mezzo una storia d’amore e a me le storie d’amore piacciono tantissimo, così come mi piacciono le storie misteriose come questa.


Con questo post partecipo al "Venerdì del libro" di HomemadeMamma.

mercoledì 14 gennaio 2015

Acquerelli e matite acquerellabili. paesaggio invernale

Come ogni anno, con l'arrivo del gran freddo, ci stiamo dedicando particolarmente alla pittura.
Così, dopo il paesaggio estivo, e quello autunnale, abbiamo ripreso in mano i nostri paesaggi neutri - disegnati a matita e conservati - e li abbiamo trasformati in paesaggi invernali.
Lo spunto, anche questa volta, è venuto dall'osservazione diretta della natura e dal quaderno interattivo sulle quattro stagioni intitolato "La terra delle cose buone" ed edito dalla Giunti, con le bellissime illustrazioni di Antonella Abbatiello
Questa volta, ogni bambino ha completato il proprio paesaggio vestendolo d'inverno: cielo grigio o azzurro e  terso; neve caduta o cadente, fumo dai comignoli, sole pallido, alberi secchi e nudi....
Come già le altre volte, per dipingere i paesaggi, Camilla e Mariangela hanno usato gli acquerelli; Margherita e Giovanni, invece, hanno utilizzato le matite acquerellabili e, solo per alcune parti (cielo e colline), gli acquerelli.

Margherita

Camilla

Mariangela

Giovanni
 Anche Tommaso, poi, ha voluto rappresentare l'inverno a modo suo...

Tommaso


lunedì 12 gennaio 2015

I mesi dell'anno personificati da Mariangela

In generale, il percorso didattico dei miei figli, pur seguendo in linea di massima le indicazioni ministeriali, è estremamente individualizzato e vario: a ognuno cerco di proporre attività mirate, che possano coinvolgerlo partendo dai propri interessi e vadano a valorizzare i talenti di ognuno.
Nel corso dell'anno 2014 ho però proposto a Mariangela, trasversalmente tra classe II e classe III, lo stesso tipo di lavoro proposto a Margherita alla sua stessa età: immaginare  i vari mesi dell'anno come se fossero persone, da illustrare e poi descrivere in un testo.
Si tratta di un percorso a tappe, sviluppatosi mese per mese, anche questa volta partendo quasi casualmente dalla fine: il mese di dicembre è stato il primo ad essere immaginato e descritto, già nel 2013. 
Un lavoro piacevole ed istruttivo, un bel modo di dedicarsi al testo descrittivo, di allenare la fantasia, di arricchire il lessico. 
Se Margherita, metodica e riflessiva, aveva da subito orchestrato un percorso da Gennaio piccolino a Dicembre anziano, Mariangela ha visto tutto con un proprio personalissimo punto di vista: i suoi mesi personificati sono personaggi allegri e colorati, amanti della  natura e degli animali, burloni e generosi. Un autoritratto vestito da descrizione altrui lungo tutto il corso dell'anno, con un occhio all'attualità del 2014 nell'agosto così piovoso e nei Mondiali di calcio, terminati però diversamente rispetto alla realtà...

La ragazza Gennaio
Io immagino il mese di gennaio come una bella ragazza.
Gennaio è alta e magra, ha i capelli lisci e marroni, gli occhi marroni e un viso sorridente.
Indossa un paraorecchie giallo, un cappotto violetto, una sciarpa azzurra, dei guanti arancioni, ha dei pantaloni gialli e degli scarponcini.
Gennaio abita in montagna, dove porta neve e gelo.
Ha fatto un bel pupazzo di neve quindi, per riscaldasi, sorseggia una tazza di cioccolata calda.

Il colorato Febbraio
Io immagino il mese di febbraio come un bambino di otto anni.
È un bimbo molto simpatico e gli piacciono molto i colori, quindi indossa un costume variopinto a righe e a quadretti.
Febbraio tiene in mano un fischietto arancione e porta il carnevale.
Egli è burlone e giocherellone e non gli piacciono i colori tristi.  
Febbraio va in giro per le piazze lanciando coriandoli, stelle filanti e caramelle per far felici tutti i bambini.

Marzo pazzerella
Io immagino il mese di marzo come una ragazzina bionda con due trecce lunghe.
Indossa un fazzoletto rosso in testa, un impermeabile rosso, dei leggins azzurri e degli stivali blu.
In una  mano ha un cestino per raccogliere i fiori e nell’altra mano ha un ombrello per ripararsi dalla pioggia.
Marzo è pazzerella e bizzosa e spesso fa piovere ma quando è felice fa venire il sole e allora spunta un bellissimo arcobaleno.

Il simpatico Aprile
Io immagino il mese di aprile come un bambino di otto anni.
Ha i capelli rossi, gli occhi azzurri, due guanciotte rosse ed una bocca sorridente.
Indossa una  maglietta verde come il prato ed un paio di pantaloni azzurri come il cielo.
Aprile tiene in mano un cestino di fragole e cammina in un prato di fiori.
Aprile ha una gallina  che ha fatto dei pulcini ed  è un bimbo molto simpatico: il suo primo giorno fa scherzi a tutti urlando: “Pesce d’aprile”!

La sposa Maggio
Io immagino il mese di maggio come una sposina.
Maggio è una fanciulla dai capelli neri raccolti in due codini, alta e magra.
Indossa un abito da sposa, un velo, una cintura di rose rosse e delle scarpe col tacco.
In una mano ha un’immagine della Madonnina e nell’altra tiene un bouquet di rose.
Maggio porta sempre con sé un rosario perché tutte le sere dice le Ave Maria.
Ha un carattere dolce ed è felice di sposarsi.

La solare Giugno
Io immagino il mese di giugno come una bimba che assomiglia a  me.
Giugno è alta, magra, ha i capelli biondi raccolti in una treccia, gli occhi verde acqua e le lentiggini.
Indossa un completino estivo azzurro, un cappellino con la visiera ed uno zaino.
Giugno ama stare a piedi nudi e giocare a contatto con la natura.
Giugno fa spesso delle gite tra i campi di  grano e papaveri e porta sempre con sé una borsetta piena di tante cose buone e una borraccia piena d’acqua.
Giugno è sportiva, atletica e solare.

Luglio, il giocatore di calcio
Io immagino il mese di luglio come un giocatore ai Mondiali di  calcio.
Luglio è un giocatore italiano: infatti indossa una divisa con una maglietta azzurra e dei pantaloncini bianchi a strisce azzurre.
Luglio è un ragazzo di vent’anni; è alto, biondo e snello.
Luglio è spiritoso, ha voglia di vincere ed è felice di aver vinto il campionato.
Ora Luglio sta festeggiando e spera che tutti gli italiani siano fieri di lui.

La gioiosa Agosto
Io immagino il mese di agosto come una ragazza che gioca sulla spiaggia con il suo cucciolo di cane.
Agosto è la fidanzata di Luglio ed è alta, snella, rossa di capelli, ha due grandi occhi veri e delle graziose lentiggini.
Agosto vive al mare e molte persone vanno da lei in vacanza perché è gioiosa ed accogliente.
A volte però è un po’ dispettosa perché fa venire degli acquazzoni improvvisi che tolgono il bel sole per un po’.

Il contadino Settembre
Io immagino il mese di settembre come un uomo che pigia l’uva.
Settembre ha 29 anni, è alto e magro, ha i capelli marroni e lisci, gli occhi scuri, un bel nasino appuntito e due belle guance rosse.
Indossa una salopette blu con sotto una maglietta rossa ed è a piedi scalzi.
Settembre è un contadino nato e fa sempre dei succhi d’uva buonissimi e pigia l’uva con i suoi piedi!
Settembre è un compagnone molto allegro e gli piace fare baldoria con gli amici mentre bevono del buonissimo vino.

La premurosa Ottobre
Io immagino il mese di ottobre come una giovane donna amica degli animali.
Ottobre è alta, ha i capelli biondo oro, gli occhi scuri ed un’aria gentile.
Indossa una maglia a maniche lunghe verdina, una gonna jeans, dei collant verdini e degli stivaletti blu.
Ottobre è simpatica, attiva e generosa: in autunno va nel bosco ad aiutare gli animali a fare le provviste ed andare in letargo.
Quando è l’ora di andare in letargo, Ottobre canta agli animali unaa dolce ninna nanna per farli addormentare.

Il cupo Novembre
Io immagino il mese di novembre come un uomo alto e paffuto di mezza età.
Novembre ha capelli lisci e marroni e gli occhi grigi come la nebbia.
Indossa una giacca di pelle imbottita con dei bottoni dorati, splendidi pantaloni di pesante velluto nero e delle scarpe marroni di camoscio.
Novembre è un tipo solitario e se va solo soletto nel bosco pieno di nebbia a raccogliere castagne e funghi.
Egli è uno scrittore che non va nel bosco solo per raccogliere funghi e castagne, ma anche per avere l’ispirazione per i suoi fantastici libri.

Il freddoloso Dicembre
Io immagino il mese di Dicembre come un ragazzo alto, con i capelli neri e gli occhi verdi.
Dicembre indossa un berretto di lana, una sciarpa, un maglione, dei guanti, dei pantaloni di velluto e degli scarponi.
Egli porta il freddo ed il vento gelido dell’inverno.
Dicembre è un ragazzo molto buono e porta le feste di Natale e tanta gioia per tutti.


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