sabato 29 settembre 2012

Coltivare il grano (in piccolo piccolo)


Nel nostro piccolo, stiamo tentando di percorrere "il ciclo del grano". 
Così, dalle spighe raccolte e poi smontate, abbiamo anche prelevato e tenuto da parte alcuni chicchi da seminare.
Nelle due varianti acqua e terra.
Alcuni, li abbiamo messi in barattolini trasparenti, tra due soffici batuffoli di cotone idrofilo bagnato (come già avevamo fatto lo scorso anno con i fagioli). 

Altri chicchi sono stati piantati direttamente in terra...

In questo modo i bambini hanno potuto osservare nei barattolini di vetro la rapidissima germinazione delle piantine di grano sapendo che, contemporaneamente, lo stesso processo stava avvenendo "di nascosto" sotto terra.
E prendersi cura quotidianamente dei loro semini, innaffiando con parsimonia (più o meno...!) ed ammirando una crescita meravigliosa.







Dopo meno di 20 giorni, le piantine -in questo stadio molto simili a lunghi fili d'erba- iniziavano a tentennare nel piccolo dei loro vasetti.
Così, è arrivato il momento di trapiantare tutte le nostre pianticelle in vaso più grande ed accogliente. E di ammirare il fittissimo reticolato di radichette intrecciato in così poco tempo.

Adesso stiamo a vedere. 
Le mani dei bambini durante il trapianto sono state - a dire il vero - un po' pesanti. 
A questo, dobbiamo aggiungere la totale inesperienza botanica della mamma, un vaso comunque non profondo (abbiamo un solo piccolissimo balconcino) ed il freddo in arrivo.
Ma, per ora, ci stiamo godendo nuove pianticelle che stanno timidamente sbucando dalla terra, oltre alle "vecchie" in crescita.
Al di là di tutto, la soddisfazione dei bambini per una piccola vita - seppur vegetale- nata per mano loro è sempre impareggiabile.

giovedì 27 settembre 2012

Una crostata speciale, con la farina fatta da noi


Vi avevo lasciati con i bambini intenti a macinare piccoli chicchi di grano.
Dopo giorni di "macina tu, che macino anch'io", in cui il passatempo estemporaneo di tutti era girare la piccola rotellina per produrre piccolissime dosi di "farina", il contenuto del barattolino è finalmente terminato, lasciandoci una piccola ciotola piena di una polvere granulosa beigiolina. 
Il successo della nostra impresa -partire dalle spighe da noi raccolte nei campi, smontarle ed ottenere vera farina- ha particolarmente inorgoglito i bambini.
A questo punto, però, siamo andati oltre. La farina grezza è stata dapprima setacciata, in modo da raffinarla ed eliminare le parti di crusca e le buccette inevitabilmente rimaste.



Con questa farina "semi-integrale", abbiamo poi deciso di preparare una crostata. 
Anzi, per l'esattezza, due crostate, per assecondare i gusti di tutti: una alla confettura d'albicocche (anche questa, fatta dai bimbi, la scorsa estate) ed una al cioccolato.
Uova, burro, zucchero e farina (la nostra, con l'aggiunta di un po' di quella acquistata), per una pasta frolla deliziosa e molto divertente!


Ed ecco qui il frutto del nostro lungo lavoro: UNA SODDISFAZIONE IMMENSA!!!

Il giorno dopo, Margherita ha voluto scrivere di questa bella esperienza:

mercoledì 26 settembre 2012

Giocare con le spighe, per conoscere il grano


Il nostro percorso sul grano è proseguito in maniera attiva e molto concreta, per un apprendimento pratico, fatto con le mani, con gli occhi e tutti i sensi.
Le spighe raccolte dai bambini nella loro spigolatura dei campi sono state tenute in bella vista in un vaso in casa, per circa un mesetto.

Poi, un pomeriggio d'agosto, ci siamo messi all'opera.
Qual è il modo migliore per imparare com'è fatta una cosa? Quello che ogni bambino piccolo fa naturalmente, nel suo processo d'apprendimento della realtà: smontarla, ovviamente!
Eccoli qua, i miei bimbi, intenti nello smontare, sezionare ed analizzare le loro spighe di grano, cercando di individuarne le varie parti!

Abbiamo quindi catalogato le varie parti della spiga, con qualche differenza di complessità, in base all'età), ed ogni bambino le ha incollate con un po' di nastro adesivo trasparente su un foglio colorato, scrivendone i diversi nomi.
Margherita
Camilla

Mariangela
Giovanni
A questo punto, abbiamo diviso i chicchi dal resto, scartando i gambi, le foglie e le "buccette".
E con i chicchi cosa si fa? La farinaaaa!!!
Macinare i piccoli chicchi di grano in casa, senza un mulino, una macina e nemmeno un piccolo mortaio, è stata un'impresa non da poco.
Dapprima abbiamo tentato con dei grossi sassi. Ma, oltre al gran chiasso e alla fatica, il risultato scarseggiava.
 
Poi ci è venuto in mente il nostro "macinino da sale".
Ecco l'idea! I chicchi, in questo modo, hanno potuto essere macinati a dovere, anche se ci abbiamo impiegato diversi giorni. Ma tra i punti di forza di casa nostra ci sono proprio il tempo a disposizione ed una notevole "forza lavoro", data la numerosità della famigliona...!!!


Nei prossimi post potrete vedere cosa abbiamo fatto con i chicchi e la farina così ottenuti....
Qui sotto, invece, il link per leggere ed eventualmente scaricare la lezione di scienze sul grano preparata successivamente a questa "lezione pratica" per Margherita (classe III).

(Il testo è stato elaborato partendo da questo. Noi lo abbiamo semplificato, ridotto ed arricchito di immagini e qualche informazione, per renderlo più "a misura di bimbo") 

lunedì 24 settembre 2012

Il ciclo del grano


Pubblico e metto volentieri a disposizione i disegni che i miei bimbi hanno colorato (Margherita li ha anche disegnati) sul ciclo del grano, da semino a prodotto alimentare.
Li ho preparati ispirandomi a quelli di Midisegni e di questi, inserendo però diverse modifiche, a nostro piacimento.
Il  ciclo del grano , raccontato attraverso immagini semplici ed intuitive, è particolarmente adatto ad essere colorato da bimbi in età da scuola dell'infanzia o delle prime classi della primaria. 
Le didascalie sono in stampatello maiuscolo, per facilitarne la lettura da parte di bimbi alle prime armi con la letto-scrittura. 

















sabato 22 settembre 2012

Campi di grano d'acrilico


I campi di grano sono stati anche rappresentati in un piccolo dipinto.
Questa volta abbiamo scelto i colori acrilici: brillanti, vivaci e pastosi, ci parevano l'ideale per rappresentare il trionfo dell'estate.
L'idea di partenza era quella di realizzare uno sfondo spugnato tipo questo, su cui poi dipingere le spighe.
E, a differenza di altre occasioni, non ho guidato il loro disegno, ma ho chiesto loro di rappresentare un campo di grano. Ogni bambino aveva a disposizione la gamma dei colori e qualche fotografia di campi traboccanti di spighe.
Margherita, per prima, ha avuto l'idea di uno sfondo color oro. Di spighe in primo piano e qualche piccolo papavero in qua e là...
Margherita


Camilla è stata colpita dai colori e ha abbondato con i papaveri, tralasciando in gran parte la forma...

Camilla
Mariangela ha realizzato un dipinto ordinato, con tante spighe tutte in fila e piccoli papaveri in secondo piano...
Mariangela
Giovanni ha deciso di innovare: ha voluto giocare con i colori per uno sfondo su cui far risaltare maggiormente le spighe: e ci è pure riuscito!
Verde come l'erba e le foglioline, oro come il grano e fuxia come qualche fiorellino che cresce nei campi, per un mix meno realistico ma gradevole.
Poi, per primo, ha voluto inserire il sole.
Di lì, le sorelle hanno a loro volta aggiunto questo elemento ai propri disegni. 
Giovanni
Stimolata dall'innovazione del fratello più piccolo, Margherita ha voluto cimentarsi in un secondo disegno, più colorato e pazzerello...
Margherita

Le foto, come le scansioni, non riescono, purtroppo, a rendere la brillantezza dei colori, ed in particolare la lucentezza dell'oro, che dà davvero un tocco d'originalità a questi lavoretti. Che non saranno precisissimi, ma certamente allegri ed estivi.

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