lunedì 31 ottobre 2011

Sei mesi

Sabato 29 ottobre il nostro piccolo Tommaso ha compiuto sei mesi.
Sei mesi di coccole, di poppate, di pianti, di tenerezza.
Sei mesi di gridolini, risatine, notti movimentate, occhietti stropicciati.
Sei mesi di giochi, di carezze, di strafugnate, di cullatine.
Sei mesi tra casa, mare, montagna, laghi, laghetti e gitarelle varie.
Sei mesi tra carrozzina, culla, marsupio, bicicletta, passeggino, lettino, sdraietta e seggiolone.
Sei mesi di bagnetti e profumo di bimbo.
Sei mesi di latte, pappette, e cibo "da grandi".
Sei mesi per passare da 3,300 a 8,800 kg e diventare il "patatone" di casa.
Sei mesi -per lui- per imparare che -tutto sommato- è proprio bello vivere in una famigliona così, anche se in mezzo al caos, al rumore, alla "focosità" dei fratellini...
Sei mesi di occhioni sgranati, di stupore, meraviglia ed incanto, alla scoperta del mondo.
Sei mesi per imparare, tutti e 7 insieme, ad amarci ogni giorno di più.
Sei mesi molto molto impegnativi ma belli ed assolutamente indimenticabili...

Qui sotto, i disegni ed i pensieri di tutti e quattro i fratellini per festeggiare il primo mezzo anno di vita del piccolo di casa.

Margherita






Camilla
Pensieri di Camilla su Tommaso
Tommaso è un bimbo, è il mio fratellino.
E’ carino, è piccolo e mi tira sempre i capelli,
E’ biondo, cicciotto, ha gli occhi verdi e io lo faccio sempre ridere.
Quando lui mangia la sua pappa di verdura, ne voglio sempre anch’io un pochino perché mi piace molto!
Io gli faccio le coccole e aiuto la mamma e la nonna a fargli il bagnetto.
Gli voglio tanto bene!





Mariangela
Pensieri di Mariangela su Tommaso
Il mio fratellino si chiama Tommaso.
È molto carino: è biondo, è cicciotto, ha gli occhi verdi e la sua bocca è bella sorridente.
Io gli do tanti bacini, lui è un amore, mi abbraccia sempre.
Quando lui è in cucina la mamma gli dà l’omogeneizzato e lui non vuole, anche quello di mela: fa delle facce strane allora lui vuole la Novi oppure anche un biscotto cotto al forno.
Lui vuole anche la pizza perché è molto goloso.
Lui pensa che i miei capelli siano delle corde: vuole strapparmeli e poi vuole giocare!
Lui è sempre piangolone e vuole sempre il latte.
Lui fa sempre le facce buffe e noi ridiamo.
Lui è dolce e poi gentile io gli do sempre dei baci e gli faccio sempre le carezze e quando io gli faccio battere le manine lui ride continuamente.
Gli voglio tanto bene e quando lo abbraccio lui è contentissimo, però mi tira i capelli!




Giovanni
Pensieri di Giovanni su Tommaso
Tommaso è il mio fratello.
Tommaso è un bimbo buono.
Piange quando non c’è il latte, poi vuole la pappa di verdura, poi vuole il the, il latte, la mousse, i maccheroni, la ciambella, i biscotti…
Quando io gli do un gioco, lui è contento, e quando io gli faccio un sorrisone, lui fa: “Eh eh…!”
Gli voglio bene tanto così, e anche alla mamma, a papà, alla Camilla, alla Mariangela, alla Margherita e a Gesù!


venerdì 28 ottobre 2011

Contro Halloween: la festa delle zucche vuote



L’attuale stato di fatto
Grandi zucche ornamentali scavate, forate e illuminate dall’interno; streghe e pipistrelli presenti ovunque; scheletri, teschi e cupe figure incappucciate; risate agghiaccianti; il tutto accompagnato da un ritornello ossessivo: “dolcetto o scherzetto?”.
Tutto questo è Halloween: una moda, una festa, un rituale collettivo che quasi tutti celebrano senza sapere il perché.
Di fatto, Halloween ha invaso ogni settore della vita collettiva: da quella commerciale fino alla scuola, perfino quella cattolica.
Ormai Halloween ha soppiantato a livello popolare la solennità cattolica di Ognissanti, per non parlare della Commemorazione dei Defunti, che non è più celebrata neppure dagli studenti, che vanno a scuola come un giorno qualunque.
Il nome: “Halloween”
Cominciamo con l’etimologia.
Halloween è la forma contratta dell’espressione inglese “All Hallows’Eve day” che letteralmente significa “vigilia d’ognissanti”. L’espressione è di introduzione assai recente, risalendo al tardo ‘800.
Un po’ di storia
Le origini di Halloween sono strettamente connesse alla magia, alla stregoneria e al satanismo. Molti simboli sono chiarissimi in diversi prodotti anche alimentari: svastiche, diavoli, streghe, teschi, scheletri.
Halloween è il nome moderno di una festa pagana dell’epoca pre-cristiana, celebrata soprattutto nel culto druidico dell’Irlanda celtica, ma presente anche nella nostra Roma pagana.
Il riferimento principale resta comunque quello irlandese, dacché nella Roma cristiana, sede della Cattedra di Pietro, ne scomparvero ben presto finanche le vestigia. Il culto di Halloween venne trapiantato nell’America del Nord dagli immigrati irlandesi della seconda metà dell’800 e di lì importato, da circa vent’anni a questa parte, negli ormai secolarizzati paesi di antica tradizione cristiana dell’Europa continentale, Italia inclusa.
In ambito celtico il giorno 31 ottobre ha una pluralità di significati: si festeggia la fine dell’anno civile; si rende culto al Signore della Morte e di conseguenza nel mondo dell’occulto e del satanico, da sempre influenzato dai culti pagani, si celebra – in collegamento con il culto del Signore della Morte – il quarto e più importante sabba delle streghe. Tant’è che nei libri di occultismo il 31 ottobre vien definito «il giorno più magico dell’anno, il capodanno di tutto il mondo esoterico, la festa più importante dell’anno per i seguaci di satana».
Anche il famoso “dolcetto o scherzetto” è tutt’altro che innocuo, infatti Trick or treat – che nel linguaggio attuale significa letteralmente “trucco o divertimento”, “stratagemma o piacere” – significava in origine “maledizione o sacrificio”. Chi, nel culto druidico, rifiutava di offrire sacrifici al Signore della Morte subiva la di lui maledizione, le cui conseguenze sono assai poco allettanti.
L’attualità, del resto, conferma la storia: nella notte di Halloween del 2001, in un paesino della Sardegna, otto minorenni mascherati da streghe, fantasmi e diavoli, dopo avere scavalcato il cancello, sono entrati in un cimitero. Qui hanno cominciato a scherzare e a rincorrersi; poi hanno forzato la porta dell’ossario ed hanno profanato le ossa dei defunti spargendole tra le tombe ed i vialetti.
E questo è solo un esempio, ma se ne potrebbero fare molti altri.
Occultismo in pillole
L’introduzione e la massificazione di Halloween non sono altro che il tassello di un mosaico assai complesso e dalle tinte fosche.
Da decenni siamo bombardati, a livello televisivo e giornalistico, da oroscopi e maghi di ogni genere. Ormai non ci facciamo più caso se, alla fine del telegiornale oppure all’interno del programma pre-serale, se ne esce un ciarlatano che snocciola un improbabile oroscopo, stando al quale “tutti quelli del tal segno saranno fortunati in tutto…tranne alcuni che saranno toccati da ogni sventura” (sfido io a non azzeccarci comunque, con un pronostico di tal fatta!). E questo fu solo il primo passo.
Poi è venuto il rock satanico di importazione straniera (specie statunitense), ma diffuso a livello di massa anche in Europa; quindi è stata la volta della musica new age, le cui evocazioni spiritistiche pro reincarnazione non sono neppure troppo velate. Con l’aggiunta di qualche fesseria si arriva ora al next age, versione imbellettata dell’ormai sorpassato new age. Sarà un caso se il sacerdote celtico che officiava il culto al Signore della Morte, nelle cerimonie druidiche gli offriva sacrifici proprio per mitigare la sorte delle anime reincarnate in qualche bestia? Si può dire, senza tema di smentita, che l’infausta credenza nella reincarnazione fosse parte integrante del culto celtico tributato alla morte, così come lo è oggi – dopo più di duemila anni – in quel miscuglio sincretistico che sono il new age ed il next age. È proprio il caso di dire nihil sub sole novi. Del resto, la strategia satanica è semplice: se io credo che alla mia morte mi reincarnerò, allora vuol dire che l’inferno come luogo di eterna dannazione non esiste, quindi posso commettere tutti i peccati che voglio. In fondo, che differenza c’è tra reincarnarsi in un caprone od in una formica?
L’ultimo passo, in ordine cronologico, è stata l’introduzione di elementi di magia ed occultismo nella letteratura per i ragazzi, allo scopo di iniziarli prematuramente a queste pratiche, mascherate da innocue storielle condite da maghetti buoni e simpatici: Harry Potter e la sua saga ne sono l’esempio-principe. Lo stereotipo è sempre identico a sé stesso: fiumi di denaro per vendere prodotti (libri, film, giornali, oggettistica, ecc.) con i quali diffondere la magia e l’occultismo a livello di massa, travestendoli da innocenti parodie.
Ebbene sappiano tutti che non esistono una magia buona ed una cattiva: ogni forma di magia, di occultismo, di spiritismo, di negromanzia, di culto della natura e quant’altro è sempre e comunque una forma di evocazione delle potenze demoniache e non produce mai buoni frutti. Chi ha avuto il privilegio di studiare la teologia cattolica – e, con essa, la demonologia – lo sa molto bene.
Il profondo senso anti-cristiano
Gli obiettivi attuali di chi sponsorizza Halloween sono diversi e tutti nefasti: agire contro Cristo e la sua Chiesa, cancellando dalla coscienza collettiva il culto dei Santi e la ricorrenza dei defunti; fare affari d’oro con il commercio dei prodotti legati a questa ignobile speculazione commerciale; introdurre a livello di massa, specie tra i bambini e i ragazzi, degli elementi di magia e di occultismo, travestiti da innocui ed allegri giochetti, dall’apparenza innocente.

lunedì 24 ottobre 2011

Acquerelli: paesaggio e rametti autunnali

Vi mostro gli ultimi lavoretti ad acquerello dei bambini
Dapprima, il paesaggio d'autunno dipinto da Margherita, che chiude il percorso sui paesaggi di campagna nelle varie stagioni dell'anno.
E' stato un lavoro a tappe piuttosto complesso ed articolato: ogni paesaggio ha richiesto diversi giorni di lavorazione. Ma anche la soddisfazione, alla fine, è notevole.
Sono stati i primi dipinti un po' "adulti" di Margherita, per la complessità del paesaggio, la ricchezza di dettagli, le sfumature, un primo abbozzo di visione prospettica.



E poi, dei caldi rametti autunnali (come quelli che abbiamo raccolto ed utilizzato per decorare la nostra zucca) realizzati da tutti e quattro i bambini.

Margherita

Camilla

Mariangela

Giovanni

venerdì 21 ottobre 2011

Il ciclo dell'acqua

Anche se non ne parlo da un po', stiamo continuando ad approfondire la conoscenza dell'elemento-acqua, pur se affiancato dal tema autunnale e dall'elemento-terra, introdotto naturalmente dall'osservazione della natura in questo periodo dell'anno.
I temporali di questi giorni, le varie gite al mare, i giochi sotto la pioggia hanno incastonato a meraviglia la spiegazione del "ciclo dell'acqua" nella curiosità dei bambini.
Così, gliel'abbiamo dapprima spiegato partendo dall'esempio concreto di ciò che -insieme- avevamo visto e vissuto; poi illustrato con l'immagine classica (forse un po' troppo didascalica per i più piccoli) ed infine, per fissare al meglio l'apprendimento, ho pensato di inventare, raccontare ed illustrare il ciclo dell'acqua con un semplice racconto. Che, devo dire, è piaciuto tantissimo ai bambini!
L'ultimo passo è stato colorare le varie sequenze della storia, così da fissarla ancor di più nella memoria.
Ed ora, ogni volta che piove, i fratellini partono a raccontare la storia di Lucilla e Corallina e del loro bellissimo viaggio...

Qui sotto, vi faccio vedere il nostro lavoro, ed allego il materiale scaricabile in pdf, per chi fosse interessato.


STORIA DI DUE GOCCE D’ACQUA
C’erano una volta due piccole goccioline d’acqua.
Una si chiamava Lucilla, l’altra Corallina e vivevano nel mare, insieme a tantissime altre gocce, tutte unite ed in armonia l’una con l’altra.
Una mattina, il calore del sole fu così intenso che, pian piano, Lucilla e Corallina, insieme a molte loro amiche, iniziarono a salire verso l’alto, evaporando sempre più su, fino al cielo.
Insieme, formarono una soffice nuvola bianca.
La nuvola volteggiò a lungo nel cielo e le goccioline, tutte vicine vicine, erano serene e  beate.
Ma arrivò il vento dispettoso, che portò la nuvola in qua e in là, sempre più lontano.
Ed il vento si fece freddo: la nuvola, allora, si scontrò con un’altra nuvolona grigia.
Lo scontro fu così forte, che le goccioline iniziarono a precipitare giù, sotto forma di pioggia.
Lucilla era molto spaventata, oltre che infreddolita. Ma, quando cadde su un immenso prato verde pieno di fiori, capì che anche lì avrebbe potuto essere utile e felice.
Insieme alle altre gocce di pioggia, innaffiò quei fiori variopinti e profumati, facendoli crescere ancora più belli.
Poi penetrò nel terreno, scendendo molto in profondità. 
Da quelle falde, la goccia Lucilla continuò il suo viaggio, lento lento. Incontrò granelli di terra, insetti, vermetti e sassolini finché, dopo giorni e giorni, si ritrovò nel mare!
Corallina, invece, rimase sulla nuvola ancora un po’, ma, quando il vento si fece gelido, cadde come un fiocco di neve in alta montagna e sgorgò in una sorgente e poi scivolò in un ruscello, di lì in un lago e poi giù fino ad un lungo fiume.
Lungo il fiume, Corallina continuò a scorrere per giorni e giorni, finché ebbe una bellissima sorpresa: arrivò fino al mare, il grande mare da cui era partita, che l’accolse felice con un meraviglioso, tenerissimo abbraccio.
Là, con sua immensa felicità, ritrovò anche l’amica Lucilla!
Il viaggio delle due gocce d’acqua era giunto al termine, ma ben presto sarebbe ricominciato da capo, perché il ciclo dell’acqua non finisce mai.
 

Storia di due gocce d'acqua - Testo

immagine tratta da http://www.midisegni.it



Questi, invece, sono i pensieri di Margherita (scritti ieri) sull'argomento-pioggia.

martedì 18 ottobre 2011

Piccoli tesori d'autunno: una zucca per centro-tavola


Ancora giochi d'autunno.
Stavolta, un'intera giornata dedicata alla raccolta e manipolazione dei prodotti di questa magica stagione.
Il tutto è partito nel negozio di frutta e verdura, qualche giorno fa.
Là, esposte in bellavista, tante enormi zucche arancioni.
"Che belle, mamma! Ma si mangiano?" mi chiedono i bambini, abituati a vedere zucche piuttosto diverse in casa nostra, le tradizionali zucche verdi e tondette, o quelle rossicce ed allungate, tipiche della pianura padana.
"No, queste sono zucche ornamentali... dai, prendiamone una, poi decideremo cosa farci!"
Intanto, è venuta l'idea di una bella cena rustica in famiglia, con nonni e zii.
Menù semplice, una grande tavolona... perfetta per essere adornata da noi!
Così, la mattina presto, ancora in pigiama, una volta tolta la calotta, i bambini hanno dapprima tolto tutti i semi a cucchiaiate. Semi che, subito dopo, sono stati messi sotto sale e poi in forno, così da preparare le nostre prime brustoline casalinghe.


Poi, tutti fuori, a cercare bacche, foglioline, rametti... tutto ciò che la natura intorno a casa nostra potesse offrire per far bella la nostra zuccona. E, a sorpresa, l'autunno ci ha regalato davvero tanti colori, tante forme, tanti tesori diversi e coloratissimi, tutti più o meno nascosti nella nostra via, tra palazzi e strade.

Nel pomeriggio, poi, siamo passati all'assemblaggio del centro-tavola, riempiendo la zucca di noci e nocciole, ponendovi al centro una bella candela e punzecchiando il bordo con un lungo stecco di legno, per poi infilare nei piccoli forellini le tante meraviglie raccolte, tutt'attorno.
Quando il risultato ci ha soddisfatto, i bimbi si sono goduti un'oretta a far pappe di bacche, triturare foglioline, sminuzzare e mescolare a più non posso.




Nel frattempo, procedevano i preparativi per la cena: pane caldo, grigliata di carne, patate al forno e poi la classica torta "della nonna", con pasta frolla, crema pasticciera e pinoli.
In ultimo, i nostri semi di zucca tostati e salati!





Un'allegra serata in famiglia, una bella mangiatina e tanta soddisfazione per il risultato del nostro lavoro!

Infine, la rappresentazione grafica della nostra zucca centro-tavola: come sempre, ognuno a modo proprio, ognuno secondo la propria prospettiva e personalità...
Margherita

Camilla

Mariangela

Giovanni



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